giovedì 5 aprile 2018

TBR for the next weeks (probably, months)!

Bonjour! Qui è la vostra Katy che vi parla, e come promesso eccomi qua a presentarvi i libri che vorrei leggere nelle prossime settimane, ma che probabilmente inizierò a giugno, quando le verifiche saranno finite XD.

1.
Ora, parliamone. "Fallen Heir" è finito in maniera decisamente tragica, forse un po' troppo drammatica, ma non si può dire che siano volate rose e fiori... Io ora voglio scoprire cosa succederà con Easton, che già di per sé è una testa calda, figuriamoci mo' con quello che è successo! Ne vedremo delle belle.

2.
Siccome sono poche pagine credo di riuscire a leggerlo prima di giugno, anche perché sono veramente curiosa di scoprire qualcosa in più del maggiore dei fratelli Royal.

3.
Ho aspettato più di un anno e mezzo per scoprire cosa diavolo succedesse a Evie e a Jack - e anche ad Aric, va' - e ora il momento è finalmente giunto... non so se qualcuno di voi ha mai letto questa saga, ma vi assicuro che il libro precedente è finito con un cliffhanger PAZZESCO! E tu che sei in pena per tutto il libro, e poi sempre tu che ti indigni perché, diamine, ho capito che tu sei l'unica persona che lui può toccare senza ucciderti, però un po' di rispetto per colui che avevi scelto e che non si sa se sia morto o no, e poi tu che fai una scoperta incredibile e BOOM, il finale ti spiazza e ti fa sclerare come mai prima d'ora.
E niente, devo assolutamente leggerlo.

4.
E' da quando ho finito di leggere "Antiche voci da Salem"  che non vedo l'ora di leggere il suo seguito, anche perché 1) questa volta si parla di Titanic e io sono una grande appassionata del Titanic (pensate che volevo pure portare le navi di tecnica per l'esame di terza media, di modo da poter parlare del Titanic, ma poi il mio carissimo professore mi ha detto che mi avrebbe chiesto anche la taratura e un sacco di altre cose che non c'erano scritte sul nostro libro, quindi ho rinunciato), e 2) io devo sapere cosa è successo alla protagonista, se si è messa con l'uno o con l'altro... insomma, devo sapere tutto.

5.
Io l'avevo sempre detto che il finale di "Ignite Me" non era proprio questo grande finale perché ti lasciava proprio sul più bello, senza sapere come Juliette e Warner se la sarebbero cavata dopo. E ora, è uscito un seguito che risponderà a tutte le domande che ho sempre avuto e... basta, sono commossa, l'autrice ha capito che ci aveva lasciati con un enorme punto interrogativo e ci ama così tanto da aver voluto darci delle risposte.

6.
Ora, io mi sono profondamente innamorata di queste copertine. Sono bellissime, di un lavoro grafico straordinario, e la storia deve (lo esigo) rispecchiare la bellezza di una tale opera d'arte. Perciò, siccome è uscito recentemente il terzo volume della serie, la leggiamo o no? Io direi che la leggiamo. Possibilmente presto.

7.
All'inizio non avevo intenzione di leggerlo per nulla al mondo, non mi interessava più di tanto, ma le persone ne parlano talmente bene, in maniera talmente entusiasta, che la mia curiosità è salita alle stelle e voglio proprio capire come fa una storia a farsi capire attraverso file e roba varia.

8.
Dunque, io avevo letto qualche paginetta iniziale di questo libro e devo dire che non mi era mica dispiaciuta la storia, però da quando è uscito ho sentito praticamente solo opinioni negative che considerano questo libro veramente brutto e... niente, io non sono in grado di dire "Mm, allora magari non lo leggiamo, che ne dici?", no, l'unico mio pensiero è capire per quale motivo sia così tanto discusso e farmi una mia opinione. E poi, andiamo, si parla di pirati e di spazio, cosa vogliamo di più dalla vita? Un lucano!

9.
Era da una vita che aspettavo questo secondo volume. L'ho aspettato talmente tanto che non mi ricordo manco più come finisce il volume precedente, cioè so cosa succede alla fine ma non mi ricordo la scena conclusiva. In ogni caso, spero di riuscire a prenderlo in mano molto presto perché devo capire con chi finirà questa benedetta protagonista, se con l'uno o con l'altro. 
P.S. Non credete che questa cover - verde laterale a parte - sia fantastica?

10.
Non ho mai letto nulla di Saviano e ora penso sia arrivato il momento di rimediare con questo libro, che ho comprato un paio di settimane fa, quando l'ho trovato sugli scaffali del supermercato in questa versione economica che mi ha fatto subito saltare di gioia (un po' meno i miei genitori, ma pazienza) perché ero molto curiosa, mi ispirava un sacco la copertina.
Ora basta solo trovare una giornata di sole, piena di tranquillità e priva di stress per poter immergersi in questa lettura.

Bene, direi che siamo giunti alla fine di questo post. Ora, il vero problema sarà scegliere da quale partire per prima... consigli?

Alla prossima!

mercoledì 4 aprile 2018

WWW... Wednesday! Il ritorno

Hello! 
It's me.
I was wondering if after all this time you'd like to meet...

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e, sì, sono ancora viva, ma non per molto. Mi dispiace tanto avervi abbandonato, ma purtroppo sono stata molto impegnata con la scuola, fra verifiche e interrogazioni non sono più riuscita a fare nulla perché non avevo la forza fisica di impegnare il mio cervello nei minuti di pausa prima di andare a dormire... ero così stanca che non ho quasi aperto libro, se non nelle vacanze di carnevale, che, tra parentesi, ho passato a studiare storia, fisica e filosofia (oh, Locke mio!), ma qualcosina ho letto. Perciò, eccomi qui con un nuovo post di questa rubrica del mercoledì per aggiornarvi sulle mie letture terminate e soprattutto su quelle future - ma moolto future.
Bando alle ciance e iniziamo!

What are you currently reading?
Dunque, qui iniziamo già con le note dolenti... ho iniziato questo libro verso fine febbraio, poi ho dovuto interrompere la lettura per avventurarmi nell'oscurità dei fratelli Lamaze, e poi sono arrivate verifiche, e interrogazioni, e compiti, e niente l'ho messo da parte (anche perché mi stavo perdendo fra tutti i PoV che ci sono in questo libro). Ho avuto la forza di riprenderlo in mano solo la settimana scorsa, in un momento in cui stranamente non avevo da studiare, ma non sono andata molto avanti... però sono già accadute cose interessanti e ora sono curiosa di scoprire cosa succederà.

What did you recently finish reading?
Dall'ultimo aggiornamento di questa rubrica, che risale a gennaio (sono pessima, davvero), ho letto 10 libri (il secondo e il terzo che vi ho messo sono bind-up di tre libri ciascuno):
- Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli: ho letto questo libro perché il mio saggio di fine anno di danza ha come tema proprio questo libro, perciò ho pensato fosse una cosa carina sapere qualcosa in più delle donne su cui faremo una coreografia;
- Le Ragazze dell'Olimpo: siccome una mia compagna di classe mi ha chiesto se avevo i primi tre libri di questa saga, perché le era venuta voglia di rileggerla, ho pensato bene che potesse essere l'occasione giusta per ritornare un po' bambina e finire di scoprire come sono andate a finire le avventure di Sid, Hoon e Luce, giacché mi ero fermata al secondo volume. E niente, è stato commovente tornare indietro nel tempo, quando ancora pensavo che a quattordici anni potesse essere normale dire "ti amo" a una persona - ma seriamente, ma puoi dire certe cose a quell'età? Vabbè, dettagli che non hanno pregiudicato la lieta lettura;
- Per Sconfiggerti: ... ah, siamo già arrivati a parlare di questo libro? No, ma io mi rifiuto! Sappiate solo che ho pianto tanto, e che il giorno dopo pure la versione di latino si è messa a infierire sul mio povero cuore martoriato da ciò che era accaduto;
- L'amicizia: l'ho dovuto leggere perché sarà oggetto di verifica - yuppi -, però devo ammettere che non è stata una lettura malvagia, anche se Cicerone mi sta proprio antipatico, dalle sue opere trasuda proprio spocchia e no, bello!
- The 100-Rebellion: presa dall'entusiasmo per l'imminente ritorno della serie TV e presa dalla voglia di avere delle gioie che dallo show non arriveranno (ma la Bellarke, perché non è ancora canon?), ho deciso di leggere quest'ultimo volume della serie, che mi è piaciuto molto e che ha avuto un finale molto soddisfacente!

What do you think you'll read next?
Facciamo così, sono troppi per elencarveli tutti. Ve li presento domani sotto forma di TBR.

Bene, per oggi è tutto. Se vi va, fatemi sapere qualcosa delle vostre letture.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

mercoledì 28 febbraio 2018

Recensione Per Sconfiggerti

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessuna gioia sul fronte occidentale, a parte un tremendo fastidio sul fronte occipitale - haha, capita la battuta?
Vabbe', a parte il mio mal di testa, innanzitutto scusatemi, vi avevo detto che avrei pubblicato questo post ieri, ma sono talmente cretina che ho cliccato su salva e non su pubblica per programmarlo, e me ne sono accorta solo adesso... quindi, eccomi qui per parlarvi di un romanzo che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima e che mi è piaciuto veramente tanto: sto parlando di "Per Sconfiggerti", sesto romanzo della serie Blood Bonds di Chiara Cilli e ultimo della trilogia su André e Nadyia.

Titolo: Per Sconfiggerti - Blood Bonds #6
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Contemporary Romance
Casa editrice: Self publishing
Prezzo: €2.99 (ebook)
                 €9.90 (cartaceo)
Pagine: 230
Trama
Nella mia mente sento ancora il riverbero delle frustate.
Ogni giorno i segni sulla mia pelli mi ricordano quello che lui mi ha fatto.
Ho ucciso la donna che amo.
Ha ucciso il nostro amore.
L'ho vista diventare il mio avversario più pericoloso, e non ho fatto niente per impedirlo.
E' diventato il mio nemico, e il mio cuore ha già iniziato a sanguinare.
Sta venendo per me.
Pagherà per ciò che ha fatto.
Vuoi la mia vita, piccola rossa?
Avrò il suo sangue.
Vieni a prenderla.

Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18

Recensione
Speranza. Sofferenza. Dolore. Lacrime. Rabbia. Queste sono le parole che per me sintetizzano meglio questo romanzo, un mix di oscurità e di un pizzico di speranza. Quella del lettore, ovviamente, perché per i personaggi si assottiglia sempre di più.
Ma partiamo con ordine.

Li avevamo lasciati al preludio di una possibile catastrofe, quando André, per salvare Nadyia, compie un gesto molto nobile, da un certo punto di vista, ma tremendo, per entrambi.
Agli occhi della ragazza questo è imperdonabile, lui non avrebbe dovuto permettersi una brutalità simile, non avrebbe dovuto tradire la sua fiducia, e adesso lei diventa ancora più determinata e combattiva di prima, ha bisogno di esternare il suo dolore per la perdita di due persone importanti e vuole vendicarsi una volta per tutte. Il suo motto diviene "una vita per una vita", il suo obiettivo quello di uccidere l'uomo che ha amato, di diventare una killer spietata, degna Assassina della Regina Neela Šarapova... o almeno, deve fare questo se vuole placare il suo turbinio interiore.
Dal canto suo, André è ben consapevole del suo atto, sa che non avrebbe dovuto, ma sa anche che non aveva nessun'altra scelta se non voleva rischiare di perdere l'unica persona che lo abbia mai fatto sentire diverso dall'uomo che è diventato, ed è pronto a pagarne le conseguenze con la sua stessa vita, ad abbandonare i fratelli in una ipotetica ed eventuale guerra purché lei possa vivere.
Da uomo spietato il minore dei Lamaze si trasforma piano piano in qualcosa di più, sembra quasi mettere da parte tutti i suoi tormenti in nome della sola cosa bella che gli sia capitata e pur di conservare questo raggio di luce è più che pronto a sacrificarsi. A sacrificarsi per tutti loro, per salvarli.
Quello della Regina, infatti, è un invito, una provocazione, a entrare in guerra contro il Re, un invito a scendere in campo per l'unica famiglia rimasta neutrale, i Lamaze. Ma Armand non può permettersi di accettare passivamente: è pronto a sconvolgere le carte in tavola qualora accadesse l'irreparabile... e allora sì che si inizierebbe a combattere.

La situazione, quindi, è molto critica, un solo gesto potrebbe ribaltare la quiete che si era mantenuta fino a poco tempo prima e scatenare una tempesta dalle conseguenze disastrose.
Un ruolo chiave, in questo senso, è svolto da Nadyia.
Tutto ruota intorno a lei, alla sua sete di vendetta e al suo bisogno di sfogare la sua rabbia, il suo dolore, nonché alle conseguenze di un suo possibile successo nell'impresa che è determinata a portare a termine.
Oltre a vedere una giovane fare i conti con la sua nuova condizione, con la sua nuova realtà e con un certo contrasto interno fra la parte di lei che lo ama e quella profondamente ferita, abbiamo modo di osservare come tutti in un modo o nell'altro siano interessati a lei, prima fra tutti la Regina.
La Šarapova infatti VUOLE una reazione da parte dei tre fratelli, vuole che loro si schierino e che abbandonino una volta per tutte la loro posizione di neutralità. Non si fa scrupoli a fare tutto ciò che può per raggiungere il suo obiettivo, non si abbassa di certo a trattazioni pacifiche o a dialoghi produttivi, anche perché il suo potere è tale proprio in virtù del timore, della paura e del "rispetto" che provoca, tutti elementi basati sulla violenza e sulla forza, sulla morte, in quanto è l'unico modo per lei per mantenere il suo trono. Insomma, non può che avere una personalità molto forte e una volontà d'acciaio per essere così temuta, però nemmeno lei è esente da qualche tentennamento una tantum.
Dopo di lei, il secondo personaggio più coinvolto dalla situazione è Armand Lamaze: ben consapevole di ciò che potrebbe succedere, tenta invano di dissuadere Nadyia dalla sua vendetta, cercando un contatto con la mente che in parte dirige l'operazione, e di salvare in tutti i modi la sua famiglia. Ecco, mentre nel caso della Regina capiamo che i suoi intenti non hanno certamente dei fini nobili, in questo, invece, possiamo leggervi un tentativo di ammenda per tutto quel tempo durante il quale lui non è riuscito - o probabilmente, non ha potuto - a salvare i suoi fratelli dai giri del padre, una volontà di fare le cose in maniera diversa e di salvaguardare gli unici affetti che gli sono rimasti e che spesso sente essere distanti.

Poi, beh, non c'è neanche bisogno di menzionare il nostro caro André, che risulta a tratti normale in una situazione che di normalità non presenta nemmeno un'unghia: non è più, come ho già sottolineato prima, un buco nero umano, ma è riuscito a trovare qualcosa per cui allargare il suo orizzonte e comprendere qualcuna di quelle stelle meno luminose, ma che comunque rischiarano quantomeno le proprie vicinanze. Anche lui è estremamente tormentato per via di ciò che è successo con Nadyia, ed è in tutto questo che io ho notato una sua grande maturazione, perché è vero che anche prima aveva questo sentimento solidale per la famiglia, ma qui mi ha dato l'idea di qualcosa di più profondo e limpido, è veramente pronto a sacrificarsi per tutti quanti loro e non ha paura di farlo.
Però, se lui è così calmo, dall'altra parte del muro c'è il carissimo Henry che, dopo esser stato per un sacco di tempo mezzo abbacchiato, si ritrova a non essere d'accordo con il fratellino e a prodigarsi per la causa come solo lui sa fare (forse in modo un pochino ingenuo, ma apprezziamo molto comunque). Per non parlare, poi, di una sua scena molto bella verso la fine, che io ho trovato quasi comica perché, nonostante il momento al quanto brutto, mi è sembrata proprio una di quelle scene alla "Squadra Speciale Cobra 11", quando Semir e il suo partner si rendono conto che gli manca qualcosa... e con questo paragone volutamente ambiguo mi taccio.

Ora che abbiamo fatto un piccolo excursus su tutti i personaggi, posso passare alla parte conclusiva della mia recensione.
Non c'è alcun dubbio che questa sia una perfetta conclusione per questa seconda trilogia della serie, l'intreccio è stato creato con una grande maestria che è riuscita ad alternare scene di alta tensione emotiva a scene di tensione fisica fra i vari personaggi. Si sente molto bene che i nervi sono a fior di pelle per tutti i personaggi, ormai si è giunti a un punto tale che qualcosa deve scoppiare, da una parte o dall'altra, e c'è chi vuole favorire l'esplosione e chi, se proprio non può riuscire a impedirla, vorrebbe almeno attutirne gli effetti. Nessuno di loro è calmo al 100%, anche se forse André ci si avvicina parecchio, e Nadyia è quella che dimostra il tormento più di tutti, ha un conflitto interiore che non sa nemmeno come gestire e anche quando sembra essere arrivata a patti con uno dei due fronti rimane sempre con un piede in quello apparentemente abbandonato.
Ed è proprio tutto questo tormento che mi ha fatto apprezzare tantissimo la storia, che è stata perfetta in ogni suo momento, anche nel picco della sofferenza che mi ha fatto piangere tantissimo.
Ma certamente ne vale la pena, il vostro cuore ne uscirà distrutto, perché sotto sotto spererete in un lieto fine (sempre molto dark, ma lieto nei limiti dell'oscurità), per poi arrivare alle ultime pagine e disperarvi come se non ci fosse un domani - e mandare tante di quelle maledizioni all'autrice con lots of love.

Tra l'altro, a proposito del finale, ho un fun fact da raccontarvi, un pochino spoileroso, ma niente di che: praticamente, dopo aver pianto tutte le mie lacrime, sono tornata in camera mia a ripassare per la versione di latino dell'indomani e a un certo punto mi sono ritrovata a pensare "Pensa te se domani la versione parlasse di uno che muore, io come faccio a farla bene?"; arriva l'indomani, entro in classe, preparo tutto l'occorrente e il prof inizia a distribuire la versione dicendo "Purtroppo non ho scelto un tema molto allegro"... guardo il titolo: "La morte"...  ora, ditemi voi, ma si infierisce così? Ma si fa? Perché il karma mi ha voluto così male?

Detto ciò concludo veramente riportandovi la prima cosa che ho pensato durante la lettura e dopo averla finita: la storia sembra la rappresentazione di una danza in cui tutti i personaggi hanno un ruolo preciso, c'è l'antagonista, il principe, la ragazza amata, ci sono tutti, persino il Cigno Nero, a ballare una danza mortifera di cui non si conosce quale sarà la posa finale. Un po' come in Giselle, dove il principe viene costretto a ballare fino allo sfinimento. Qualcuno di loro probabilmente cadrà. Qualcuno verrà sconfitto. Bisogna solo capire chi, chi sarà a soccombere, se il principe o Giselle stessa, chiunque essi siano in questa storia.
Voto:

lunedì 26 febbraio 2018

Release Blitz: Per Sconfiggerti

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, dopo un po' di giorni di assenza dovuti alla solita scuola, l'onnipresente e l'onnipotente scuola, che mi ha impedito di leggere durante le vacanze di Carnevale perché dovevo studiare... per la serie #mainagioia.
Però, oggi non sono tornata per parlarvi delle mie gioie mancate, bensì di quelle di un romanzo che esce proprio oggi, che io ho avuto la possibilità di leggere in anteprima e che è l'emblema della felicità sofferenza.
Bando alle ciance e partiamo con la presentazione di "Per Sconfiggerti", sesto romanzo della serie "Blood Bonds" e ultimo con Nadyia Volkov e André Lamaza come protagonisti!

Titolo: Per Sconfiggerti
Serie: Blood Bonds #6
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Contemporary Romance
Casa editrice: Self publishing
Prezzo: €2.99 (ebook)
                 €9.90 (cartaceo)
Pagine: 230
Trama
Nella mia mente sento ancora il riverbero delle frustate.
Ogni giorno i segni sulla mia pelli mi ricordano quello che lui mi ha fatto.
Ho ucciso la donna che amo.
Ha ucciso il nostro amore.
L'ho vista diventare il mio avversario più pericoloso, e non ho fatto niente per impedirlo.
E' diventato il mio nemico, e il mio cuore ha già iniziato a sanguinare.
Sta venendo per me.
Pagherà per ciò che ha fatto.
Vuoi la mia vita, piccola rossa?
Avrò il suo sangue.
Vieni a prenderla.

Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18

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Gli altri romanzi della serie

LEGGI L'ESTRATTO
"Avanti", mi esortò, lasciandosi ricadere contro la spalliera. "Chiedimelo."
Socchiusi appena le palpebre. "Chiederti cosa?"
Lei tamburellò con le unghie di una mano sul bracciolo della sedia.
Solo una volta.
Solo per far sì che quel rumore inquietante si insinuasse nella mia mente.
"Chiedimi di risparmiarlo", disse in tono sibilante, gli occhi che danzavano come fiamme.
Serrai il pugno tanto forte da far sbiancare le nocche. Avevo sperato per lei che fosse stata saggia e avesse subito rimesso al guinzaglio la sua giovane killer, invece voleva consegnarle André.
Mai.
"Mio fratello non morirà", decretai, cupo.
La Regina fletté le dita, un muscolo pulsante all'angolo della mascella contratta,
"André ha osato avvicinarsi di nuovo al mio soldato e ha deliberatamente interferito con l'incarico che le era stato assegnato."
Mi accigliai. "Perché avrebbe dovuto fare una cosa così insulsa?"
"Perché, a quanto mi è stato riferito, la piccola Nadyia non aveva nessuna intenzione di portare a termine il lavoro:" Fece un mezzo sorriso perfido. "Credeva di poter tornare qui e diventare una sentinella."
Ero certo che qualunque altra recluta avrebbe potuto, ma non la ragazza che era stata rovinata da mio fratello.
Non la ragazza che apparteneva a lui.
"André sapeva più che bene che, se lei fosse tornata senza aver avuto successo, l'avrei giustiziata." La donna mi penetrò con lo sguardo. "Si è occupato del bersaglio al posto suo."
Sgranai gli occhi, comprendendo finalmente il significato delle parole di mio fratello.
La Šarapova sollevò il mento, trionfante. "L'ha salvata da me."
Consegnandosi a lei.
Sacrificandosi per la giovane che amava.
Ciononostante, c'era qualcosa che non tornava.
"André non è stupido", ringhiai. "Era perfettamente consapevole di dover stare alla larga da quella ragazza, per tenerla in vita. Lo aveva accettato. Aveva un nuovo obiettivo e niente, niente avrebbe potuto distrarlo. Perciò, come diavolo è possibile che le loro strade si siano incrociate?"
Neela si adombrò. "Il destino è una puttana senza cuore", mormorò, l'aria distante.
Riflettei accuratamente sulle informazioni che mi erano state fornite.
Sulla sentenza della Regina.
"La ragazza", dissi a bruciapelo. "Chi doveva assassinare?"
I suoi occhi guizzarono su di me, le sue labbra rosse si distesero malignamente. "Il figlio di Yehor Ivanov."
L'ira mi immobilizzò. Come magma liquido, sgorgò nelle mie vene e si diffuse in tutto il corpo, bruciando e corrodendo e pressando affinché la scatenassi sulla donna che avevo di fronte.
"Tu sapevi", sibilai a denti stretti.
L'eccitazione balenò nel suo sguardo, mentre si infilava le dita sotto lo scollo a V della maglia nera di cotone e si accarezzava languidamente la clavicola.
Voleva che perdessi il controllo, voleva vedermi perderlo. Ma che fossi stato dannato, se le avessi dato quel piacere.
"Ho saputo che era legata a quella famiglia solo dopo averla acquistata e aver fatto fare ulteriori ricerche su di lei." Sorrise, gongolante. "Ti consiglio di non soffermarti solo sull'albero genealogico della tua merce, quanto te la procuri."
Trattenendomi dall'avventarmi su di lei, la seguii con gli occhi fiammeggianti di rabbia mentre si alzava e si girava verso il mobile dietro di sé. Su di esso, insieme a un antico e pregiato pugnale su un supporto di pietra, c'erano una caraffa di bronzo e due calici della stessa fattura. La Regina versò il vino rosso nei due bicchieri, li prese e venne a porgermene uno.
"Siamo tutti legati, in un modo o nell'altro", disse con voce suadente.
La punta delle sue dita sfiorò le mie, mentre prendevo il calice, e fremetti per il disgusto e la smania di assalirla.
Lei fece un sorrisino. "Questo Mark", riprese tornando a sedersi, "era il fidanzato della mia Nadyia." Si portò il vino alle labbra, osservandomi da sopra il bordo del bicchiere. "E André l'ha ammazzato proprio davanti a lei."
Bevve, poi con il dito medio si asciugò una goccia vermiglia all'angolo della bocca, prima che le colasse sul mento. Il suo sguardo pareva volermi entrare dentro e consumarmi, tanto era intenso.
Letale.
"Nadyia avrà la sua vita", dichiarò solenne.
La fissai, l'espressione omicida e perspicace. "Non l'avrà", asserii. "Perché tu la fermerai."
Neela emise una risata di gola. "Perché dovrei?"

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L'AUTRICE
Nata il 24 gennaio 1991, Chiara Cilli vive a pescara. I generi di cui scrive spaziano dal Dark Fantasy e Dark contemporaneo all'Erotic Suspense. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.

Bene, per oggi è tutto. Noi ci vediamo domani con la mia recensione di "Per Sconfiggerti".
Pace, amore e tanti libri a tutti!

martedì 6 febbraio 2018

Recensione Wishlist 1

Titolo: Wishlist 1
Autore: JD Hurt
Genere: Dark Romance
Casa editrice: Self publishing
Prezzo: €0.99 (ebook)
Pagine: 257







Trama
Lei è un'inezia, non conta nulla. Una bambina che mi sono preso in casa per fare un dispetto alla madre. Eppure si sta allargando nella mia mente come una macchia d'olio. Non posso permetterlo. Ho altri progetti; trovare la progenie dell'uomo che ha rovinato le vite di tutti noi.
Io sono Ethan Gaffrey e amo una sola persona. Stephan Carroll.

Lei è una delle innumerevoli vittime. Quando l'abbiamo presa in casa mi faceva pena, forse anche tenerezza. Ora sta diventando importante. Non dovrebbe esserlo. Perché a noi interessa una sola cosa. La vendetta. Io sono Kyle Jenkins e amo una sola persona. Ethan Gaffrey.

Volevo liberarmi di mia madre. Cercavo i sogni, la libertà. Ho trovato inganni e bugie. Ho trovato loro due. Kyle ed Ethan. Piano, piano mi stanno svelando chi sono.
Io sono Willow Johnson e ho imparato che l'amore non esiste. E' solo una frode.

Ethan, Kyle e Willow. Quando l'amore diventa ambiguità.

Nota dell'autrice: Wishlist è il primo capitolo dell'omonima duologia dark. Esso fa parte della Dark Necessities Series e per comprendere il testo è necessario aver letto i volumi precedenti (Stolen 1, Stolen 2, American History 1, American History 2).
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina molto assonnata, perché, come al solito, ci sono millecinquecentocinquantacinque cose da fare, il tempo è troppo poco e il mio sonnellino di bellezza si va a far benedire. Ogni anno mi riprometto di prendermi più cura di me stessa, dormire otto ore, bere tanto, usare creme e tanto altro, ma poi finisco sempre per fare poco o nulla. L'unica costante nella mia vita sono i tre Kinder al giorno: posso tentare quanto voglio di mangiarne di meno, ma siccome il tre è il mio numero fortunato non posso mica sottrarmi a tutto ciò!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima grazie all'autrice stessa e che mi è piaciuto molto, sebbene forse un pochino di meno dei volumi precedenti della Dark Necessities Series.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Come è accaduto per "American History", i protagonisti di questa storia sono personaggi comparsi nel volume precedente, ma in quel caso erano presenze marginali e ora abbiamo la possibilità di conoscerli un po' meglio.
Il primo personaggio che incontriamo è Kyle, un uomo grande e grosso che da piccolino ha iniziato a vivere per strada, fino a che non si è imbattuto in Fanny e Blaky, che l'hanno accolto in casa loro e lo hanno cresciuto, sebbene in un ambiente molto poco consono all'educazione di un ragazzo.
Ora, sono passati tre anni da quando Fanny è stata condannata, tre anni in cui Kyle e Ethan hanno cercato di portare avanti, senza successo, la loro vendetta, in preda alla sofferenza, alla propria oscurità e alla propria sete di sangue.
La svolta, però, arriva quasi all'improvviso, quando colui che condivide con Kyle la voglia di vendetta nei confronti di Robert Paggett e il desiderio di uccidere la figlia Whity, al punto da distruggere tutte quelle ragazze che potrebbero corrispondere al suo profilo, Ethan, decide di cambiare la solita routine e di avvicinarsi alla sorellastra del suo capo, Stephan, di cui è segretamente innamorato, per divertirsi e poi consegnargliela.
Ma quello che Ethan non aveva messo in conto è che la ragazzina si potesse rivelare una bella gatta da pelare.

In mezzo a due fuochi, uno sbalorditivamente gentile ma comunque leale all'altro, l'altro decisamente scottante e pericoloso, Willow si dimostrerà capace di tener testa al suo aguzzino, diventerà ancora più forte, ancora più determinata a conquistare la sua libertà tanto agognata, combatterà e forse vincerà... o forse, come Ethan e Kyle, si perderà in un vortice di contraddizioni, di bugie, di lealtà, e di amore. Se questo potesse mai essere possibile.

Come avrete potuto intuire dal riassunto che ho fatto, questa volta ci troviamo tra le mani un libro un po' diverso rispetto ai suoi predecessori.
Innanzitutto, Ethan non la avvicina per vendetta personale, ma per un piano più grande che comprende anche Stephan, quindi Willow non risulta una vittima come potevano esserlo Shiloh e Marcia, mantiene una propria identità, non c'è mai un momento in cui viene a mancare la sua personalità o in cui lui si accanisce contro di lei come se fosse la causa di tutti i suoi mali. Per carità, il carissimo Ethan non è che la tratti nemmeno con i guanti d'argento, però possiamo dire che il suo obiettivo non è quello di distruggere la sua persona, ma divertirsi, e questo lo vediamo soprattutto in quei momenti in cui non si comporta come un aguzzino, andando quasi contro i suoi principi perversi per abbracciare una sorta di strana normalità (per quanto possa chiamarsi tale, osservata dal nostro punto di vista). E lei, dal canto suo, sembra quasi immergersi in questa nuova situazione con convinzione, non permette a nessuno di metterle i piedi in testa, ribatte quando forse sarebbe il caso di non far arrabbiare nessuno e sembra quasi che in certi momenti si diverta pure.

Forse anche per questo aspetto, "Wishlist 1" mi è parso meno dark degli altri, non c'è un'oscurità invadente che ti fa vivere la lettura con l'ansia perenne per la poveretta che subisce ingiustizie, non c'è così tanta violenza fisica, ma ho trovato che tutta quest'aura di tenebra si fosse riversata su un piano quasi psicologico. Ciò che fa paura, in un qual certo senso, non è ciò che accade a Willow, il fatto che si trovi in mani pericolose, mani che se solo volessero potrebbero farle molto male, ma è ciò che accade nelle menti dei personaggi, tutti i cambiamenti insiti, le sensazioni, il terrore di star diventando qualcosa di diverso dal solito.
Da una parte, infatti, Ethan e Kyle abbracciano una parte di loro più gentile, meno desiderosa di sangue, più innocente, una parte che era stata dimenticata e che ora sta ritornando a galla, per quanto sia irrimediabilmente macchiata dalle esperienze vissute, mentre dall'altra Willow riscopre la sua determinazione e si rende anche conto che il suo comportamento non è quello che ci si potrebbe aspettare, quello che dovrebbe essere, ma è più licenzioso da un certo punto di vista, non si oppone alla situazione con tutte le armi che può avere a disposizione, ma in certi casi l'accetta come se anche lei avesse un'anima oscura e una sete di qualcosa di proibito e, forse, poco consono per una ragazza come lei.

A proposito di Kyle, devo dire che il suo personaggio mi è piaciuto veramente tanto: sebbene la sua presenza sia meno dominante rispetto a quella degli altri due (infatti è recessiva!... okay, battuta pessima legata alla genetica *va a sotterrarsi*), una cosa che non sfugge è certamente la sua ambivalenza. In mezzo all'oscurità, che abbiamo capito permeare nelle loro anime da un sacco di tempo, c'è spazio anche per un raggio di sole, una certa compassione che prima non aveva mai conosciuto e questo fatto lo porta a un dissidio interiore non da poco che riesce però a risolvere scegliendo di seguire la strada che in quel momento gli sembra più giusta, anche da un punto di vista morale.

Concludendo, benché non mi sia piaciuto tanto quanto gli altri, "Wishlist 1" è stato veramente interessante, ho percepito degli elementi di diversità nella storia che hanno dato un risvolto diverso dal solito e intrigante, complici anche le varie "contraddizioni", se così le vogliamo chiamare, che si evincono da certi comportamenti, in alcuni casi quasi contrastanti.
Non parliamo poi del mistero di fondo, cioè di Whity e Paggett, che è stato veramente costruito bene, non mi sarei mai aspettata la rivelazione finale, né tanto meno mi sarei aspettata quella fine che non fa presagire nulla di buono e che mi fa pregare tutti i santi affinché il prossimo volume arrivi presto, perché devo sapere cosa diamine è successo dopo quel momento angoscioso.
Voto:

martedì 30 gennaio 2018

Recensione Antiche voci da Salem

Titolo: Antiche voci da Salem
Autore: Adriana Mather
Genere: Fantasy
Casa editrice: Giunti
Prezzo: €16.00 (copertina rigida)
Pagine: 384






Trama
Salem, ai giorni nostri: quando Samantha Mather si trasferisce nell'antica casa avita per stare vicina al padre, ricoverato perché misteriosamente in coma, trova in città un'accoglienza piuttosto fredda. Sono passati ormai tre secoli da quando il suo antenato Cotton Mather è stato protagonista del processo alle streghe, firmando il trattato usato a fondamento delle condanne, ma i racconti che allora avevano spaccato la comunità sono ancora terribilmente vivi. Isolata e avvolta dall'ostilità gelida degli Eredi delle presunte streghe, Samantha si trova intrappolata in un complicato groviglio in cui passato e presente si intrecciano pericolosamente. Soltanto Jaxon, figlio della migliore amica del padre e segretamente attratto dalla ragazza, sembra immune a quell'odio, almeno finché Samantha non entra in contatto con l'affascinante Elijah, uno spirito tragicamente coinvolto nelle antiche vicende storiche, e le cose si complicano. Samantha scopre un modello ricorrente nei secoli, in base al quale le famiglie dei perseguitati e dei persecutori pagano n terribile tributo di morti. C'è solo una speranza per evitare che la storia si ripeta: svelare i segreti del passato fra odi antichi e passioni, e rinunciare a qualcosa di sé per aprirsi a un sentimento nuovo.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e ormai siamo giunti alla fine del primo mese dell'anno... da una parte, mi rendo conto che il tempo è passato in frettissima e avrei voluto godermi questi primi istanti un pochino meglio, dall'altra, però, questo vuole anche dire che fra circa una settimana arriva il Carnevale e io sono troppo contenta, saranno sei giorni in cui potrò leggere liberamente (sperando che a nessun professore venga in mente l'idea di metterci verifiche il giorno dopo l'ultimo di vacanza che è un martedì)!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che ho letto tre settimane fa, suppergiù, e che mi è piaciuto da morire.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Samantha è una ragazza di quindici anni che ha sempre vissuto come un pesce fuor d'acqua per tutta la sua vita newyorkese: nonostante il padre cercasse di tirarle su il morale, Sam non poteva far altro che sentirsi sbagliata ogni qualvolta succedeva qualcosa di brutto alle sue amiche e i loro genitori decidevano che la colpa fosse solo sua.
La situazione poi peggiora quando si trasferisce a Salem, mentre il padre è in coma, dove tutti la guardano storto per il solo fatto di essere imparentata con un uomo che trecento anni prima ha contribuito a processare le streghe. A scuola nessuno è carino con lei, soprattutto per via degli Eredi, un gruppo di discendenti delle più importanti famiglie accusate di stregoneria, e per via di alcuni incidenti che non fanno altro che metterla in cattiva luce.
Sola e abbandonata da tutti tranne che da Jaxon, il suo vicino di casa in cui stenta a riporre fiducia, Sam cercherà di scoprirne di più a proposito di tutta questa faccenda delle streghe, sarà determinatissima a venirne a capo, anche se questo vorrebbe dire instaurare delle alleanze molto poco piacevoli e, da un certo punto di vista, pericolose, nel tentativo di fermare tutto questo odio e di mettere la parola fine a uno schema di cui ha trovato testimonianze nel diario della nonna.

Siccome Jaxon è un povero mortale che non può capire certe cose legate alle streghe (sebbene, riesca a dare una mano alla protagonista tirandole su il morale e facendola sentire meno sola), Sam si rivolge a una presenza particolare e non proprio amichevole nei primi momenti.
In casa sua, infatti, c'è lo spirito di un ragazzo morto circa trecento anni fa, nell'epoca dei processi alle streghe, di nome Elijah che, pur con un'iniziale riluttanza, si rivelerà una presenza preziosa per scavare a fondo nella questione e trovare un modo per spezzare la maledizione che sembra essersi abbattuta non solo sui Mather, ma anche su tutte le famiglie degli Eredi.
Colto, raffinato, elegante e gentile come un uomo del Settecento, Elijah svelerà dei particolari del suo passato molto interessanti e si farà apprezzare per il modo in cui ragiona, l'intensità dei suoi sentimenti e dei suoi gesti, nonché per il suo animo buono, al punto da non essere indifferente nemmeno a me medesima alla protagonista di questa storia.

Una delle cose che mi è piaciuta di più, oltre alla caratterizzazione dei personaggi che sono molto credibili e pieni di sfaccettature da scoprire, è stato il fatto che dal testo traspariva il grande lavoro - e forse anche la grande passione - che l'autrice ha fatto nel creare questa storia: non ha semplicemente deciso di parlare di streghe a Salem, come avrebbe benissimo potuto fare, ma è andata alla ricerca della storia della cittadina e della sua famiglia, ha ricostruito i processi alle streghe, facendo collegamenti fra il presente della storia e il passato e contribuendo a creare una storia ben strutturata e accurata nei minimi dettagli.
Nulla è stato lasciato al caso, anzi, l'ambientazione assume un ruolo ancora più significativo perché qui ne conosciamo la storia, o almeno una parte, possiamo osservare i fantomatici processi attraverso le testimonianze che la protagonista raccoglie, un po' come se ci fosse un parallelismo fra autrice e Sam, in quanto entrambe si sono documentate sulla storia (e questo non è nemmeno l'unico parallelismo, ce n'è un altro che però non vi posso svelare perché altrimenti faccio spoiler).
Come se non bastasse, la Mather è riuscita anche a creare un bel mistero, unendo così la storia ai pregiudizi e alle credenze, dando alla vicenda dei toni scabrosi in certi punti, un pochino inquietanti, e dei toni gialli, con dei risvolti che non ti aspetteresti perché ti colgono veramente impreparato, sono proprio dei colpi di scena con i fiocchi.

Un'altra cosa che ho apprezzato, ricollegandomi alla caratterizzazione dei personaggi, è stato il fatto che questa storia è piena di emozioni della protagonista, emozioni che permeano tutto facendosi strada anche nel cuore del lettore (almeno nel mio caso) e che hanno sfumature piuttosto cupe, poiché ci troviamo di fronte a una persona che viene esclusa a causa dei pregiudizi altrui, che non viene compresa e che viene anche derisa come se non valesse nulla e non fosse uguale agli altri.
Ma in mezzo a rabbia, paura, desolazione, tristezza e dolore c'è pure spazio per qualcosa di gioioso come l'amore. Eh sì, anche qui abbiamo una specie di storia d'amore, un triangolo amoroso che non risulta pesante rubando la scena ai fatti, in quanto è proprio posto in secondo piano rispetto al mistero che ha un ruolo decisamente più imponente, e che è costruito anche molto bene perché non è così scontato il risvolto finale come negli altri casi in cui si può capire sin da subito chi verrà scelto come futuro sposo ragazzo - forse anche perché c'è una piccola cosina, ma da nulla proprio, che bisogna prendere in considerazione.

Concludendo, devo dire che mi è piaciuto veramente tanto, ne ho sempre rinviato la lettura e per un momento avevo anche pensato di lasciarlo perdere definitivamente, ma per fortuna non l'ho fatto e sono rimasta sbalordita dalla storia, dalla cura dei dettagli, dal coinvolgimento che ha saputo creare in me, dalla bellezza del personaggio di Elijah e dalla forza che tutti questi elementi contribuiscono a creare. L'autrice ha fatto decisamente un buon lavoro, almeno dal mio punto di vista, dando vita a una storia appassionante e di cui non vedo l'ora di leggere il seguito (che per il momento esiste solo in inglese), soprattutto per il fatto che è collegato sempre alla sua famiglia, il che vuol dire che si sarà documentata per bene anche in questo caso, e ha a che fare con il Titanic, che io amo profondamente.
Staremo a vedere!
Voto:

giovedì 25 gennaio 2018

Recensione Quando l'amore nasce in libreria

Titolo: Quando l'amore nasce in libreria
Autore: Veronica Henry
Genere: Romance
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: €16.90 (copertina rigida)
Pagine: 312






Trama
In uno stretto vicolo di un minuscolo paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. E' una piccola libreria, tutta di legno. Gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Il suo nome è Nightingale Books ed è proprio qui che Emilia è cresciuta. Fra le pagine di Madame Bovary e una prima edizione di Emma di Jane Austen, Emilia ha imparato che i libri possono anche curare l'anima. E' proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Thomasina, timida e introversa, ha scoperto la cucina e l'amore attraverso i romanzi di Proust e i libri del cuoco Anthony Bourdaun; Sarah, la proprietaria dell'antica villa di Peasebrook Manor, trova il suo unico conforto tra le righe di Anna Karenina; Jackson riesce a comunicare con suo figlio solo grazie al Piccolo Principe. Perché per ogni dolore, per ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il lirbo giusto. Ul libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l'amore. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti proprio non tornano, i creditori stanno diventando pressanti e un uomo d'affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre, deve lottare per la Nightingale Books. Deve continuare ad aiutare gli altri attraverso le pagine dei libri. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse Emilia riuscirà a trovare la chiave per risolvere i suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina che sta dando un po' di matto perché fra due giorni devo dare un esame di computer per ottenere poi un patentino e ho paura di dimenticarmi tutto! Che poi, avessi anche un momento di buio totale, non puoi manco copiare, perché tanto non li vedi i computer degli altri, manco con il binocolo.
Incrociamo le dita!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che mi è stato regalato da mia zia un mesetto abbondante fa e che mi sarei aspettata come qualcosa di sensazionale, invece all'inizio non è riuscito a convincermi al 100 per 100.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

In questa storia non c'è un vero è proprio protagonista, o meglio, dal mio punto di vista il "personaggio" principale, attorno a cui si sviluppa tutta la vicenda, non è una persona ma un luogo, la Nightingale Books. Attorno a questa libreria molto amata da tutti gravitano un sacco di persone di cui abbiamo modo di osservare la vita e, benché non abbiano alcun legame di sangue effettivo, la cosa che li accomuna è proprio la presenza di questo gioiellino pieno di libri in cui anche al lettore piacerebbe finire.
La proprietaria del negozio è Emilia, una giovane donna che si ritrova fra le mani un'attività che era sempre stata gestita dal padre e che, a quanto pare, non gravita in buone acque: ci sono, infatti, molti debiti da saldare, i guadagni non coprono tutte le spese e, come se non bastasse, c'è un uomo che sta tentando in tutti i modi di acquistarla per usufruire del suo parcheggio al fine di guadagnare di più con la costruzione di un palazzo di fronte. Emilia, sebbene non del tutto convinta di stare facendo la cosa giusta per se stessa, decide di prendersi questa responsabilità, ma la mancanza del padre si farà sentire molto spesso e più volte sarà tentata di cedere tutto, di fronte alle enormi difficoltà.
Ma lei non è sola in tutto questo, oltre ai collaboratori di suo padre, che la aiutano sobbarcandosi un po' del lavoro che dovrebbe gestire, ci sono anche i suoi clienti che spesso le danno la carica in più per non mollare.
Prendiamo Thomasina: insegnante di cucina, timida e introversa, trova nei libri il suo mondo, specie se sono libri di cucina, e grazie al fatto che la libreria è rimasta aperta riuscirà piano pianino ad affrontare le sue paure e a parlare in pubblico.
Poi, c'è Sarah, una donna sposata che abita nella tenuta di Peasebrook Manor e che era molto legata alla Nightingale Books perché le ha cambiato la vita, l'ha aiutata a  risollevarsi da un momento famigliare piuttosto duro: la morte del padre di Emilia l'ha colta alla sprovvista, ora è sola, senza più nessuno a cui affidarsi e deve pure organizzare il matrimonio della figlia, ma forse non tutto è messo così male.
Tanti personaggi si ritrovano collegati a questo luogo, per motivi affettivi o per altri, ma tutti insieme riusciranno, forse proprio grazie alla libreria, a ridare un senso alle loro vite e a scegliere la vita che vogliono vivere d'ora in avanti, facendosi forza a partire dalle loro perdite e dalle loro difficoltà.

Ora che vi ho presentato un po' la storia senza entrare troppo nei dettagli, fatemi dire una cosa: la Nightingale Books non è solo il fulcro della vicenda, ma è anche il nostro sogno segreto, nonché un'ambientazione coi fiocchi che ti fa sognare dall'inizio alla fine.
Leggere dell'amore di tutte queste persone nei confronti dei libri, della cura che ci mettevano per scegliere quello giusto, del senso di appartenenza che sentivano entrando nel negozio, come se fossero a casa loro, è stata un'esperienza idilliaca perché, andiamo, chi non sogna di trovare una libreria del genere, che odora di libri, in cui le persone si scambiano consigli sulle letture? Per di più, si trova nei pressi di Oxford ed è così che ci si innamora dell'ambientazione.
Certo, al di là della libreria non si vede molto altro, però ha talmente tanto carattere, senti talmente tanta empatia nei confronti di chi ci respira dentro, che non ti interessa neanche di scoprire come è fatta Oxford, perché tanto il tuo luogo preferito saranno sempre i libri. Punto.

E come non citare la bellezza del fatto che tutte le vicende che sono presentate hanno a che fare con dei libri? Guardate, non c'è nessun punto di vista che sia scarno di libri, tutti i personaggi vi hanno a che fare e molto spesso la lettura, o il solo tenere in mano un libro, li porta a comprendere meglio come devono agire se vogliono che la loro vita cambi, oppure attraverso i libri capiscono qualcosa che prima non avevano voluto forse capire.
Non c'è niente di più confortante del leggere di altre persone che tramite la lettura ricevono un impulso per orientare la propria vita, perché 1) ti fa sperare che un giorno, grazie a uno di questi esserini fatti di pagine, capirai veramente cosa devi fare e 2) ti convinci ancora di più del POWER della lettura.

In mezzo a tute queste cose belle, però, c'è una nota stonata.
Allora, partiamo dal presupposto che io, generalmente, non mi documento mai su un libro che voglio leggere perché posso incappare in spoiler e di dare uno sguardo approfondito alla trama non se ne parla nemmeno, perché ultimamente io trovo che svelino più del dovuto, ergo non sapevo bene in cosa mi stavo buttando, pensavo a una storia d'amore fra i libri o una cosa del genere... Bene, le mie aspettative sono state un po' deluse (ecco perché di solito mi impegno a non fare pensieri preparatori sulle future letture), perché questo è un romanzo corale, il che vuol dire che vede millecinquecentocinquanta punti di vista diversi e, lasciatemelo dire, a me già iniziano a girare le scatole quando la Clare salta da un personaggio all'altro all'interno della stessa vicenda (mi da un fastidio quando sto leggendo un capitolo dal PoV di Julian e sul più bello lei inserisce quello di Cristina), quindi figuriamoci seguire sette PoV completamente separati l'uno dall'altro tranne per qualche contatto! Poi, diciamocela tutta, perché il fatto che ci fossero più PoV mi ha dato fastidio? Perché mi è sembrato che le vicende non si sviluppassero in maniera soddisfacente, mi sembrava tutto molto affrettato e talvolta poco approfondito, accennato, mentre a me piace sapere la conclusione e lo sviluppo delle storie in maniera dettagliata. Invece, in questo caso, la compresenza di sette storie ha creato un effetto di straniamento, non mi sono sentita coinvolta nel racconto, perché era tutto fin troppo semplificato e forse il fatto che il libro sia relativamente corto ha ingigantito questa mia sensazione.

Insomma, una storia molto carina, ma che avrei voluto si fosse concentrata magari su meno personaggi e avesse sviluppato meglio le varie vicissitudini, in maniera più approfondita.
Voto: