martedì 21 novembre 2017

Recensione Down Among the Sticks and Bones

Titolo: Down Among the Sticks and Bones
Autore: Seanan McGuire
Genere: Fantasy
Casa editrice: Tor Books
Prezzo: €16.52 (copertina rigida)
Pagine: 189






Trama
Le gemelle Jack e Jill avevano diciassette anni quando trovarono la loro strada per tornare a casa e furono trasportate alla Casa di Eleanor West per Bambini Ribelli.
Questa è la storia di quello che è successo precedentemente...
Jacqueline era la figlia perfetta per sua madre - gentile e silenziosa, sempre vestita come una principessa. Se sua madre era un po' se era alle volte, era perché creare la figlia perfetta necessita di disciplina.
Jillian era la figlia perfetta per suo padre - avventurosa, in cerca del brivido, e un po' maschiaccio. Lui avrebbe veramente preferito un figlio maschio, ma si lavora con quello che si ha.
Avevano cinque anni quando impararono che no ci si può fidare degli adulti.
Avevano dodici anni quando camminarono giù per l'impossibile scala e scoprirono che la pretesa dell'amore non può mai essere abbastanza per prepararti a una vita piena di magia in una terra piena di scienziati pazzi, morte e scelte.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e... mancano un mese e quattro giorno a Natale!
Lo so, lo so, è un po' presto per esultare, soprattutto visto il momento in cui mi trovo, ovvero il mainagioia sotto forma di verifiche e interrogazioni, però non ci posso fare niente, oggi ho scritto la data sugli appunti e mi sono messa a pensare che fra non moltissimo ci saranno due settimane di meritato (insomma, visto che quest'anno sono stata buona e certamente la Befana non mi porterà il carbone nero - che per la cronaca non me l'ha mai portato perché non lo mangio, ma vabbe' - direi che l'aggettivo meritato è corretto) riposo.
Ma nel frattempo c'è ancora tanto tempo e io devo parlarvi di questo libro abbastanza in fretta perché sono rimasta indietro con i vari post XD

La storia è quella di due gemelle, Jacqueline e Jillian, la cui vita non si può dire sia l'emblema della felicità, poiché i loro genitori le hanno messe al mondo solo perché pensavano che avere un bambino sarebbe stato socialmente utile.
Sin da quando erano piccine piccine, il peso della società si è fatto sentire sulle loro spalle, e in particolare il peso che l'importanza dell'apparenza ha esercitato sui genitori ha permesso che loro due si separassero, una diventando la figlia perfetta per la madre, quella che ama i vestiti e che si comporta da principessa, l'altra diventando il maschio che il padre non ha mai avuto, quella che gioca nelle più importanti squadre sportive femminili.
Tuttavia, tutte queste "attenzioni" a loro riservate dai genitori non ha fatto altro che portarle a disprezzare le persone che quei due le stavano facendo diventare: è così che in un momento di noia Jack e Jill trovano un passaggio segreto, attraverso il quale giungono in una terra sconosciuta in cui incontrano un signore, chiamato "Il Maestro", e in cui le loro strade si separeranno, forse pure più di quanto non lo fossero già a casa loro.
Entrambe vivranno delle esperienze consone alla loro personalità, create appositamente per loro, ma questo porterà anche a un grosso cambiamento in ciascuna di loro, forse in positivo o forse in negativo.

Jacqueline è la figlia preferita dalla madre: già da piccolina sembrava essere molto delicata e da quel momento è stata costretta a vestire i panni della principessina, sempre raffinata, mai con un capello o con il vestito fuori posto. Peccato che questo ruolo le sia sempre stato stretto, che abbia sempre desiderato essere libera da tutte queste costrizioni per poter giocare con gli altri bambini come sembrerebbe a lei naturale.
Ben presto, scopriamo che dietro a quest'aria raffinata si nasconde una personcina desiderosa di uscire dagli schemi e impaziente di trovare un'avventura di proprio gradimento, nonché una ragazza molto astuta e intelligente: quando arriva nella terra sconosciuta, insieme alla sorella, si dimostra subito molto responsabile, non si fida di quello che vede perché non lo conosce e il sunto è che ha imparato che non si rivolge la parola agli sconosciuti; Jack sa bene che questo mondo sembra più pericoloso di quanto non appaia, ed è per questo che trova il coraggio di fare le scelte giuste, scegliendo appunto di vivere con le mani invischiate in qualcosa (rigorosamente con i guanti perché è un tantino germofobica) e non con dei vestiti costosi addosso, sebbene quest'ultima vita potrebbe risultare più facile.

Jillian, invece, è l'opposto della gemella: lei è quella che da bambina ha mostrato un carattere più forte, predominante, e che pertanto è stata scelta dal padre come il figlio maschio che non è arrivato (povero cristo, niente gioie per lui... *risata malefica*), ergo è stata cresciuta come un maschiaccio in piena regola. Peccato - usiamo un bel parallelismo con la descrizione di sopra, che le figure retoriche non sono mai abbastanza - che il suo sogno segreto fossero le bambole e i vestiti graziosi, nonché la possibilità di giocare con le altre bambine della sua età, che l'hanno sempre esclusa.
Ed ecco che notiamo che in lei manca lo spirito dell'avventura, o meglio, le manca l'ardore necessario (mammina, che parolone... questo è Dante che mi influenza) per finirci dentro e le manca pure l'ingegno, perché finisce per dare confidenza a chi non avrebbe dovuto darla. Però, cosa volete, qualcuno le porge davanti la vita che ha sempre voluto e lei, da persona superficiale e un po' snob quale è, accetta senza farsi remore, senza nemmeno preoccuparsi della sorella, che ha scelto una strada completamente diversa.
Se, quindi, Jack è una ragazza molto semplice e intelligente, Jill è molto frivola, si comporta come una piccola ochetta che punta tutto sulla bellezza al posto che sul cervello, pur non saperlo che 1) la bellezza è relativa e soggettiva, c'è chi trova le Kardashians dee scese in terra e chi le trova solo molto idratate (se mai avete visto Detto Fatto potete capire), 2) come la materia, anche la bellezza è destinata a non rimanere sempre uguale, ma a trasformarsi, perché "Nulla si distrugge, tutto si trasforma".
Insomma, nel caso non si fosse ancora capito, lei non è la mia preferita fra le due, un po' troppo altezzosa per i miei gusti.

Ultimi personaggi su cui mi voglio concentrare sono i genitori: già dalle prime pagine vengono presentati come una coppia che istinto genitoriale (si può dire?) non ha, ma manco a pagarlo, però sono talmente superficiali che lei decide di smettere di prendere la pillola per avere un figlio in grado di portarli a essere ancora più apprezzati nella società. Della serie "Faccio un figlio perché mi torna utile".
Qual è il loro grande problema, il loro grande cruccio? Il fatto di aver avuto due figlie femmine e, ahimè, questo per il padre è un grosso grasso matrimonio gre-... volevo dire, problema, in quanto lui voleva un maschio. E allora cosa si fa in questi casi? Ma è semplicissimo: si sceglie quale delle due fa il maschio e quale fa la femmina basandosi su come si comportano nei primi anni di vita, quando a momenti nemmeno le piccine sanno quale sia la differenza fra i due generi - okay, forse la sanno dal PoV fisico, ma comportamentale no.
Insomma, genitori più snaturati non ci sono e a migliorare la situazione non ci si impegnano proprio per nulla, a loro importa soltanto del loro posto in società, cosa abbastanza triste perché così come loro hanno avuto la possibilità di fare quello che gli pareva dovrebbero averlo anche le loro figlie (ecco, io non capisco, com'è che i genitori talvolta trattano i figli come esseri inferiori che non hanno libertà... guardate che siamo tutti esseri umani e discendiamo tutti dalle stesse scimmie, perciò non costringete a fare cose che uno non vuole, grazie).

Se il primo libro della serie affrontava i momenti successivi al ritorno di questo ragazzi dai mondi in cui erano finiti nel momento in cui avevano trovato un passaggio mai visto prima, questo secondo libro si concentra su due questioni fondamentali: sulla storia delle due gemelle, già presenti nel volume precedente; sul come questi ragazzi affrontano il viaggio in un mondo che presto diventa la loro vera casa, quella che non hanno mai avuto.
Per quanto riguarda la prima cosa che ho menzionato, bisogna dire che Jack e Jill, pur non essendo le protagoniste, sono due personaggi importanti in "Every Heart a Doorway", lo diventano a partire dal momento in cui nella Casa di Miss West iniziano ad accadere determinate situazioni, cosa che porta automaticamente a chiedersi il perché di alcune loro azioni, quindi eccoci la spiegazione.
Nel secondo caso, vediamo come viene affrontato il passaggio dal proprio mondo, un luogo conosciuto seppur non confortevole, a uno completamente diverso, sconosciuto e forse pauroso all'inizio, ma che poi con il passare del tempo viene considerato "casa". Tutti i ragazzi che si trovano invischiati in questa avventura scoprono che questo nuovo posto non è così male e che rispecchia proprio le loro caratteristiche, diventando il mezzo attraverso cui poter finalmente esprimere se stessi e, perché no, sentirsi amati da qualcuno come non era mai accaduto con i loro genitori.
Jack e Jill mostrano proprio due facce della stessa medaglia, due esperienze differenti, ma effettivamente coerenti con quello che ciascuna di loro è.

Insomma, mi è piaciuto molto anche questo libro, sebbene l'inizio non mi stesse prendendo moltissimo, ma con il passare delle pagine la storia mi ha coinvolto e ha risvegliato tutta la mia curiosità che era nata in "EHaD" e che qui ha ricevuto la sua soddisfazione.
E' un libro molto corto e molto semplice, lo stile di scrittura è sempre un po' particolare ma questa volta non ho sentito il senso di poeticità che avevo sentito con il precedente volume. In ogni caso è una lettura veramente bella, che secondo me merita parecchio, perché questa serie è decisamente interessante, con tutte queste porte che compaiono e scompaiono a loro piacimento.
Voto:

lunedì 20 novembre 2017

Cover Reveal: Il colore del caos

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, sì, quella blogger che ora vi appare sporadicamente due volte alla settimana con recensioni programmate da eoni perché la sottoscritta è stata risucchiata nel vortice della passione delle verifiche e delle interrogazioni... però le cose stanno andando un pochino meglio in questo momento, quindi posso respirare.
Anyway, oggi sono qui per presentarvi il nuovo romanzo standalone di Giovanna Roma, "Il colore del caos", perciò bando alle ciance e iniziamo!

Titolo: Il colore del caos
Autore: Giovanna Roma
Genere: Forbidden Romance
Casa editrice: Self-publishing
Formato: Cartaceo e Digitale
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2017
Grafica: RBA Designs - Romantic Book Affairs
Trama
Lui indossa jeans e tatuaggi. Io una divisa scolastica.
Lui ha un lavoro che ama, io una vita che odio.
Scott Turner è uno stronzo ventisettenne. Io, Allison Newborn, ammetto di essere una sedicenne difficile da gestire.
Gli sono caduta tra capo e collo e per questo crede di dettare le regole. Certo, continua a ripetertelo.
Abbandonata al lusso di una vita agiata, con due genitori sempre presi da se stessi, è difficile obbedire agli ordini.
Tutto in lui gli urla di starmi lontano.
Tutto in me prega di combattere dei sentimenti che dovrei rinnegare.
Non abbiamo scelta, siamo costretti a trovare l'armonia in questo caos.
A volte gli incontri avvengono nel tempo sbagliato.
Ci trasformano per sempre.
Ci costano tutto.
Cos'altro può accadere a un amore proibito?

Goodreads: Goodreads

Booktrailer

Ma le sorprese non sono ancora finite, perché per voi c'è un bel Giveaway!
Tutti coloro (blogger letterari e non) che desiderano leggere e recensire in anteprima "Il colore del caos" possono partecipare al contest:


*** ARC (Advanced Reader Copy): L'autore consegna un numero di copie del suo romanzo inedito in cambio di una recensione onesta (su blog, goodreads, kobo, amazon e tanti altri).
In palio ci sono solo copie digitali e l'invio della scheda non comporta l'immediata e certa consegna del romanzo.
Avete tempo fino al 02.12.17 per rispondere! ***

Biografia autrice
Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi "La mia vendetta con te", il suo sequel "Il Siberiano", lo storico "Il patto del marchese" e la serie dark "Deceptive Hunters".
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Twitter: @_GiovannaRoma_
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Bene, per oggi è tutto. Io spero che questa presentazione vi abbia incuriosito.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

giovedì 16 novembre 2017

Recensione Every Heart a Doorway

Titolo: Every Heart a Doorway
Autore: Seanan McGuire
Genere: Fantasy
Casa editrice: Tor Books
Prezzo: €13.98 (copertina rigida)
Pagine: 174






Trama
La Casa di Eleanore West per bambini ribelli
No sollecitazioni
No visitatori
No ricerche

I bambini sono sempre scomparsi sotto le giuste condizioni: scivolando fra le ombre sotto un letto o dietro a un guardaroba, rotolando giù per la tana di un coniglio e in vecchi pozzi, per poi emergere da qualche... altra parte.
Ma le terre magiche hanno poco bisogno di bambini miracolati esausti.
Nancy è caduta una volta, ma ora è tornata. Le cose che ha vissuto... cambiano una persona. I bambini sotto la cura di Miss West capiscono tutto troppo bene. E ciascuno di loro sta cercando una via per tornare al loro mondo fantastico.
Ma l'arrivo di Nancy segna un cambiamento nella Casa. C'è un'oscurità proprio attorno a ogni angolo, e quando una tragedia colpisce, è compito di Nancy e dei suoi nuovo compagni di scuola arrivare al cuore del problema.
Non importa il costo da pagare.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina a cui le si stanno chiudendo gli occhi dal sonno perché ultimamente si va a letto tardi... che poi, andassi a letto tardi perché esco la sera o leggo un bel libro, no, si va a dormire tardi per poter ripassare tutto in vista di verifiche dei giorni successivi, il che vuol anche dire che il mio povero cervellino lavora come un mulo perché non gli do un attimo di riposo!
Ah, la dura vita dello studente...
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che esiste solo in lingua originale, ovvero in inglese, ma che è molto interessante perché narra di una realtà particolare, un po' ispirata a "Alice nel paese delle meraviglie", e ha un concetto alla base veramente geniale.

La storia è quella di Nancy, una ragazza che, un giorno, scopre all'interno della sua abitazione una porta mai vista prima che la trasporta in un mondo che sembra essere stato fatto apposta per lei, un mondo dove finalmente si sente apprezzata, un mondo dove si sente a casa.
Purtroppo, però, ben presto è dovuta tornare indietro dai suoi genitori che l'avevano data per scomparsa: dopo qualche tempo, i suoi hanno deciso di mandarla a una scuola speciale, quella di Miss West, affinché potesse tornare ad essere la loro solita bambina che veste di tanti colori, abbandonando così il suo bianco e il suo nero.
Controvoglia, Nancy si ritroverà in un ambiente pieno di ragazzi come lei, ragazzi che hanno trovato porte verso altri mondi e che sono dovuti tornare indietro, strappati da quella che loro ormai consideravano come casa: fare amicizia non sarà facile, a parte Sumi, la sua compagna di stanza, Kade e due gemelle, inizialmente nessuno le si avvicinerà; tuttavia, le sue preoccupazioni saranno presto rivolte a un altro problema, agli omicidi che stanno avvenendo nella scuola e che sembrano quasi risalire a lei, essendo iniziati dopo il suo arrivo.
Capire chi sia il colpevole sarà fondamentale per poter vivere tranquilli, ma non bisogna dimenticare che il desiderio di tornare là, di rivedere la propria porta, è ancora acceso e si dovrà anche comprendere il modo in cui realizzarlo.

Essendo questo un libro molto corto, i personaggi non sono sempre di facile interpretazione: alcuni, infatti, si vedono veramente per poco tempo e risulta difficile capire la loro caratterizzazione, poiché, oltretutto, noi li vediamo in una situazione particolare sin dall'inizio e talvolta quando la normalità viene alterata penso sia ancora meno semplice talvolta comprendere come sia fatta una persona.
Nancy risulta subito una ragazza molto fragile: il suo desiderio di tornare indietro è così forte che si può vedere dal modo in cui reagisce, dalle sue abitudini, come il fatto che riesca a stare ferma immobile nei momenti di nervosismo; però, dietro a questi momenti di debolezza (e in parte anche di disperazione), ci sono anche momenti in cui dimostra una certa forza, soprattutto mentale, e determinazione.
Sumi, la sua compagna di stanza, ci appare subito come il suo esatto opposto: lei non si dota mai di un freno, non ha peli sulla lingua ed è molto eccentrica, adora vestirsi in maniera molto colorata e prende sempre iniziative varie, scorrazzando la protagonista da una parte e dall'altra.
Poi abbiamo Miss West, la "dirigente" (se così può essere chiamata) di questo istituto, nonché anche lei viaggiatrice attraverso le porte: è una donna molto saggia, riesce a comprendere bene gli stati d'animo dei suoi studenti, ma soprattutto ci tiene molto a loro, alla loro sicurezza e al loro benessere, tant'è che quando iniziano gli omicidi lei sarà molto preoccupata, in parte per i ragazzi e in parte per i ragazzi futuri, che potrebbero non avere un posto per loro se qualcosa finisse male.
Unico maschietto degno di nota è Kade, un ragazzo che ha una storia molto particolare, che credo di non aver capito ancora molto bene, ma di cui vi dirò soltanto una cosa sola perché altrimenti potrei svelare troppo: legge e in camera ha pile e pile di libri. Ora, quando mai abbiamo incontrato un personaggio maschile con un libro in mano? Io, personalmente, credo mai, o almeno mai a questi livelli, ecco.
Infine, due personaggi degni di menzione sono le due gemelle, Jack e Jill: diciamo che loro sono un po' le emarginate della scuola, non vengono viste molto di buon occhio, però conoscendole possiamo dire che sono quasi simpatiche, in particolare la prima. Pur essendo gemelle, però, sono molto diverse negli interessi e caratterialmente, infatti Jack è appassionata di scienza, mentre Jill è un tipo molto più fru fru e superficiale.

Io credo che il punto forte di questo libro sia il concetto che decide di affrontare.
In parte si riprende un pochino la storia di "Alice nel paese delle meraviglie", in quanto anche questi ragazzi hanno trovato la loro tana del Bianconiglio attraverso cui sono arrivati in un mondo da cui si sono dovuti separare non proprio volentieri, ma "Every Heart a Doorway" non si concentra tanto su quest'aspetto, quanto più sull'altra faccia della medaglia: cosa è successo ad Alice una volta tornata nel suo mondo? Ha vissuto come prima o aveva nostalgia?
Se ci pensiamo bene, non credo che si siamo mai soffermati su questa questione, probabilmente abbiamo tutti creduto che lei avesse continuato a vivere come prima, seppur con una consapevolezza un più, però chi ci dice che la questione non sia molto più complicata?
Con questo libro vediamo proprio il dopo, i momenti che sono succeduti al ritorno e il modo in cui questi ragazzi hanno reagito: immaginiamo tutti come sarebbe finire in un mondo perfetto per noi, adatto alla nostra personalità e ai nostri interessi, stimolante per la nostra curiosità e adatto a divenire il nostro posticino nel mondo... cosa faremmo se questo ci venisse strappato dalle mani? Probabilmente ci dispereremmo come molti dei ragazzi del libro e continueremmo a sperare che un giorno ricompaia la porticina magica in grado di condurci lì.
Ecco, io credo che l'approfondimento di questo argomento sia stata una vera genialata, mi è veramente piaciuto il modo in cui l'autrice ha mostrato le emozioni dei personaggi e la loro difficoltà nel trovare un posticino nel mondo da cui effettivamente provengono, ma che non sentono più loro da tempo: è un po' come quando, dopo una giornata no, andiamo in libreria e ci perdiamo fra gli scaffali, fino a che non giunge il momento di tornare a casa, a una vita che magari in quel momento non è particolarmente rose e fiori.

Poi, vogliamo spendere due parole due dello stile di scrittura?! All'inizio ho fatto un po' di fatica a capire alcune cose perché lo stile non è semplicissimo, soprattutto perché sembra proprio scritto come una poesia, con allitterazioni e altre figure di suono! Cioè, l'autrice ha dotato questo libro non solo della magia di questo mondo, ma anche di una certa poeticità, complicata ma bellissima... un genio, è un genio questa donna.

Insomma, mi è piaciuta molto questa storia, il concetto che le sta alla base che è una sorta di giunta-retelling di uno dei romanzi più letti ai/dai bambini (forse di qualche anno fa, perché oramai io li vedo in giro con i libri di Peppa Pig...), e gli stessi personaggi, molto particolari e interessanti.
Unica piccola pecca è forse la brevità del romanzo e il fatto che finisce in un modo tale che la mia curiosità è salita alle stelle! Per carità, è stato un finale soddisfacente, ma io adesso voglio saperne di più, soprattutto ora che ho scoperto che il seguito affronta le avventure di un altro personaggio e no di Nancy... in ogni caso è stata veramente una lettura piacevole, in cui vi consiglierei di cimentarvi se vi può interessare e se leggete in inglese.
Voto:

martedì 14 novembre 2017

Recensione Uno Splendido Sbaglio

Titolo: Uno splendido sbaglio
Autore: Jamie McGuire
Genere: New Adult
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: €16.40 (copertina  rigida)
             €9.90 (rigida, edizione 2017)
Pagine: 282





Trama
Agli occhi di tutti Cami è forte e indipendente. Al secondo anno alla Eastern University, vive sola e si paga gli studi facendo la barista al Red Door. Ma dietro a quell'aria da ragazza determinata e testarda si nascondono tante insicurezze. Perché Cami è dovuta crescere in fretta, circondata dai suoi possessivi fratelli e da un padre che non ha mai approvato nessuna sua scelta. Tren Maddox fa il tatuatore e sa come mettersi nei guai. Se nasce una rissa è stato lui a cominciarla e se c'è un cuore spezzato è quasi sempre colpa sua. Qualcosa nel suo passato gli ha lasciato ferite profonde mai rimarginate. Da quel momento ha chiuso il mondo fuori. C'è un solo avvertimento per quelli come lui: stagli alla larga. Cami lo conosce bene. Ha visto tutte le sue conquiste e le sue bravate, e sta molto attenta a mantenersi sempre a distanza di sicurezza. Ma una sera si incontrano per caso e Trent le offre da bere. Senza un secondo fine, vuole solo esserle amico. Cami non ci crede e avverte subito il pericolo, non ha intenzione di farsi travolgere da lui come fanno tutte le altre. Non si può essere solo amiche di un ragazzo come Trent. Eppure, standogli accanto, giorno dopo giorno, scopre la dolcezza di quegli occhi che sembrano aver scoperto le sue fragilità e vogliono solo proteggerla. Fino a quando Tren confessa di volere qualcosa di più dell'amicizia. E come dice suo fratello Travis, se un Maddox si innamora è per sempre...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina sommersa dai compiti e dallo studio perché è ormai iniziato per benino il tempo delle verifiche e, se prima si era leggermente meno affannati, adesso la tranquillità sembra una cosa così lontana a confronto con la vicinanza dell'ansia per i vari test, la cui unica utilità non è capire se abbiamo studiato e se sappiamo fare gli esercizi, ma metterci tanta ansia.
Anyway, oggi sono tornata per parlarvi del primo libro della serie dedicata agli altri fratelli Maddox, che io ho letto dopo aver letto le storie di Thomas e Taylor perché non mi ero ancora decisa di comprarlo in formato cartaceo e al tempo mi sono detta: "Lo so che dovrei leggerlo prima degli altri, ma mica è colpa mia se non ne ho trovato il pdf, ma solo quello degli altri...". Della serie, facciamo le ribelli e leggiamoli in un ordine scorretto!
Ma bando alle ciance e iniziamo.
P.S. Sarà leggermente corta come recensione perché purtroppo ho poco tempo e voglio cercare di finirla in una seduta, quindi mi limiterò all'essenzialità della mia opinione.

La storia è quella di Cami, una studentessa universitaria che lavora al Red Door per racimolare qualche soldo e che ha un fidanzato piuttosto impegnato nel suo lavoro: quando lui le dà buca a causa di una missione importante, lei decide di prendersi la serata tutta per sé e va a divertirsi insieme alla sua coinquilina, ma quello che non si sarebbe mai aspettata era di trovare un ragazzo che attirasse la sua attenzione, lo stesso da cui si era sempre tenuta alla larga perché sapeva del suo animo da Don Giovanni. Quando però Trenton Maddox inizia a entrare prepotentemente nella sua vita, Cami non può farci nulla e la situazione si complica sempre di più: da una parte, continua a ripetersi che lo vede solo come un amico, ma dall'altra, nonostante abbia un ragazzo, non riesce a fare a meno in certi momenti di pensare a come sarebbe molto più facile stare con lui.
Però, Cami non è l'unica ad avere una vita piuttosto complicata, anche Trenton, un apparentemente semplice tatuatore, deve combattere contro i suoi demoni, contro le sue paure, ma l'incontro con la ragazza gli farà aprire gli occhi e si ritroverà preso da lei come non mai. L'unico problema è che lei ce l'ha già un compagno, e ai suoi occhi sembra essere piuttosto determinata a non chiudere questa relazione, ma lui non si darà per vinto, perché in fin dei conti è pur sempre un Maddox...

Questa volta devo ammettere che i due personaggi principali non mi hanno colpito come mi sarei aspettata.
Cami è certamente una ragazza (oddio, ha ventidue anni quindi forse dovrei dire donna...) molto forte e determinata, forse un po' testarda, però ha anche lei le sue debolezze, come il fatto che ha bisogno di un'ancora di salvezza, qualcuno che la faccia sentire al sicuro e che le dica che va tutto bene. Quello che non mi è piaciuto di lei è il modo in cui ha trattato la questione di Trenton e del suo attuale fidanzato: ci sta che uno scopra che il sentimento di cui decantava tanto le lodi non è più solido come un tempo, e ci sta anche che uno si senta attratto da qualcun'altro, però quando succedono queste cose io preferisco che vengano subito scoperte tutte le carte, al posto che quasi tradire il tuo ragazzo... per come sono fatta io, il rispetto per l'altro è la cosa più importante, insieme alla fiducia, quindi quando le cose non vanno bisogna parlarne e non agire alle spalle fino a che non ci si rende conto di aver combinato un guaio e poi tornare dal ragazzo con la coda fra le gambe! Insomma, tu sai come lavora sto povero cristo, sai che la vostra relazione non sarà facile, però almeno sii sincera con lui e al primo segno di allarme diglielo esplicitamente, perché poi lui si aspetta di tornare e trovarti lì, quando non è così.

Trenton, invece, mi è stato leggermente più simpatico, ma proprio leggermente: sì, è il solito bello e dannato che vede un paio di gambe diverse dalla massa e ci si dedica anima e corpo, e sì, è anche il solito ragazzo che insiste con la ragazza fino a che lei non cede quasi per sfinimento più che per lusinghe, però ha un'etica veramente discutibile! Lei gli dice che ha già una persona e lui se ne frega altamente e ci prova spudoratamente: ora, tesoro mio, ho capito che lei potrebbe essere la donna della tua vita, la tua anima gemella, però non giocare sporco e cerca di pensare anche all'altra parte della coppia che stai rovinando più di quanto non lo fosse già da sé, anche "l'altro" ha dei sentimenti e se questa situazione capitasse a te tu non saresti affatto contento.
A mio parere, ci sono modi e modi per far sì che una ragazza si interessi all'interessato, tuttavia nel momento in cui lei è già impegnata bisogna adottare una strategia diversa, se proprio ci tieni a lei non asfissiarla per farle capire che tu ci sei sempre per lei mentre lui no, ma bastano dei piccoli gesti significativi (cortesemente, una ragazza a cui non piacciono le cose fatte dietro le spalle di qualcuno).

Ammetto che forse, e dico forse, la mia opinione su questo libro potrebbe essere dovuta al fatto che ho letto prima la storia di Thomas e Liis, quindi so già molte cose e probabilmente la mia predilezione per il caro Tommy mi ha accecata un pochino nel giudicare questa storia (insomma, vogliamo parlare della sua sofferenza? Come cavolo fai a far soffrire un pezzo d'uomo del genere?), però la mia etica penso abbia avuto un peso maggiore e determinante.
Breve storyline: sin da quando sono piccola, ho scoperto che al mondo esistono un sacco di persone che se ne fregano altamente di te e dei tuoi sentimenti, e che ti sparlano dietro senza il minimo scrupolo, quindi diciamo che tutte le cose fatte alle spalle non mi piacciono, so come ci si sente quando si scopre che sono nate "alleanze" (chiamiamole così) che poi nuocono ai tuoi sentimenti.
E questo è per dire che, sostanzialmente, non mi è piaciuto il modo in cui i due hanno trattato il rapporto a triangolo che si stava creando (e fidatevi, di rapporti a triangoli io me ne intendo e conosco tute le loro dinamiche e le conseguenze, perciò...): ho capito che alcune cose non si possono evitare, e che l'amore è cieco e se ne frega altamente della tua ipotetica confusione in testa, ma l'una ha continuato a dire di no pur compiendo azioni che stavano suggerendo un sì, e l'altro ha continuato a insistere in una situazione delicata dando la colpa al ragazzo di lei, che la trascurava e bla bla bla... punto primo, tu non sai nemmeno il motivo per cui la trascura, quindi dare giudizi affrettati fa solo capire quanto tu sia egoista e determinato a far fuori la concorrenza; punto secondo, tu, Cami, conosci bene la situazione e ciò a cui hai acconsentito nel momento in cui ti sei messa con il mio caro cucciolo di foca bianca, perciò non osare nemmeno lamentarti del fatto che è dura, che non ti sta bene, perché lui te l'ha detto chiaro e tondo; punto terzo, ma un minimo di moralità non ce l'avete? A quanto pare no.

Bene, direi che breve non è stata questa recensione, ma una cosa è certa: è ora di trarre le conclusioni finali.
La storia di per sé è molto carina, lo stile dell'autrice ti coinvolge e continuo a credere che questa santa donna sia un genio perché non basa i suoi libri su quel tipo di scene, ma anzi se va bene ne scrive due o tre e in maniera poco dettagliata.
Devo ammettere però che questo è, almeno per il momento, il meno preferito della serie: certamente, l'aver conosciuto già la storia di Thomas ha influito sulla mia parzialità, però credo che comunque non mi avrebbe appassionato perché ritengo che fare le cose alle spalle sia sempre una brutta cosa, irrispettosa soprattutto per chi è di spalle.
Insomma, storia carina, ma (ribadisco, nel caso non si fosse ancora capito) la mia sopportazione verso triangoli costruiti in questa maniera è proprio pessima: un conto è quando lei non sta con nessuno, ma ha sentimenti per entrambi, un'altro è quando arriva in terzo incomodo che si mette in mezzo alla coppia e la fa scoppiare, senza curarsi dell'altra faccia della medaglia ma solo di quella che gli interessa.
Voto:

giovedì 9 novembre 2017

Recensione Come le mosche d'autunno - Il ballo

Titolo: Come le mosche d'autunno - Il ballo
Autore: Irène Némirovsky
Genere: Narrativa
Casa editrice: Newton Compton Editori
Prezzo: €5.90 (copertina rigida)
Pagine: 154






Trama
"Come le mosche d'autunno" è ambientato nel 1916, in pieno conflitto mondiale. La guerra ha svuotato la grande casa padronale, rimane solo Tatjana Ivanova, la vecchia nutrice: ma dopo aver assistito alla barbara morte del ragazzo Jurij, fuggito dal fronte, anche lei decide di andarsene per raggiungere i padroni e accompagnarli nel loro lungo viaggio a Parigi, alla ricerca di una vita nuova. Ma per Tatjana la ricerca sarà dolorosa e solitaria. 
"Il ballo", che dovrebbe segnare l'ingresso della quattordicenne Antoinette nella brillante società parigina, è un sogno più per la madre, volgare e arcigna parvenue, che per la ragazza.Con una scrittura precisa e senza fronzoli, l'autrice racconta in poche, dense e drammatiche pagine, la vendetta di Antoinette.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, in questa giornata di novembre in cui le temperature sembrano farsi più fredde al mattino, per poi sorprenderci tutti all'uscita da scuola, quando c'è mezzo mondo con le giacche aperte perché effettivamente c'è il sole... ah, odio questo tempo, non sai mai come vestirti: e al mattino fa freddo, quindi mettiti il maglioncino di lana, però poi alle due si sta bene e si suda nel maglioncino, epperò al mattino mica volevi morire di freddo e metterti la maglietta a maniche corte sotto una felpa in previsione di ciò, no? Forse bisognerebbe vestirsi a cipolla, come suggerisce sempre mia madre, ma poi sorge un problemino: dove le mettiamo le maglie che ci siamo tolti in sei ore di scuola se la cartella è piena di libri e non abbiamo voglia di tenerli in mano? Caro tempo, deciditi, grazie!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di due brevi romanzi scritti da un'autrice molto conosciuta, di cui avevo già sentito parlare un bel po' di tempo fa, ma all'epoca ero nel mio periodo "i classici? No, meglio un bel fantasy" e l'avevo lasciata stare... grande errore, piccola Katy (Oh oh, piccola Katy, oh oh - okay scusate... *se ne va canticchiando*), non saranno state due letture piene di gioia di vivere e felicità, ma devi ammettere che non erano mica male, con tutta quell'atmosfera un po' oscura! Mi chiedo il perché prima fossi così... anzi, lo so il perché: nessun classico, e dico nessuno, avrebbe potuto avvicinarsi a Les Mis.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

"Il ballo" è una storia molto breve, che racconta di un momento particolare all'interno di una famiglia: dopo anni passati nella mediocrità, i genitori di Antoinette sono finalmente riusciti ad arricchirsi e a ottenere la vita che volevano, ma questo non ha fatto molto piacere alla figlia, che si è ritrovata col passare del tempo dimenticata da loro e si è vista trattare come una bambina di cinque anni, quando invece sa di essere più grande; i suoi genitori, per inserirsi meglio in questo nuovo giro, decidono di dare un ballo in cui inviteranno le personalità più importanti, e Antoinette vede questa come l'occasione per poter iniziare ad entrare nel mondo dei grandi... sfortunatamente, i suoi non sono d'accordo, non vogliono che rovini nulla, perciò lei si ritroverà in un impeto di rabbia a vendicarsi di tutti i torti subiti e abbracciare la sé adulta che i genitori le hanno proibito.
"Come le mosche d'autunno", invece, vede la storia di Tatjiana Ivanova, da più di cinquant'anni nutrice della famiglia Karin: lei conosce tutto della loro casa e della loro storia di famiglia, è sempre stata al loro servizio, anche adesso che è anziana, ma la partenza dei due giovani ragazzi, fra cui Jurij, è sempre motivo di preoccupazione per lei, così come per tutti gli altri. Man mano che il tempo passa, mentre i due si trovano al fronte, la famiglia inizia a lasciare la loro casa natale e, successivamente, decidono addirittura di spostarsi a Parigi, dove la stessa nutrice li seguirà, ormai sempre più stanca e sempre più addolorata da quello che è successo. Ma mentre gli altri andranno avanti con le loro vite, pian piano la sua raggiungerà il capolinea, senza che nessuno se ne accorga.

Anche se potrebbe non sembrare, entrambe le storie hanno delle caratteristiche simili, che fanno in un certo senso da filo conduttore fra le due, pur narrando di due esperienze diverse.
Innanzitutto, comune è l'ambiente delle due famiglie: i Kampf, al momento della narrazione, sono molto ricchi, grazie a dei colpi di bip hanno fatto fortuna e hanno rivoluzionato la loro vita, che è diventata più sfrenata e di lusso, al punto che i genitori di Antoinette sono diventati molto cinici, più interessati a cosa gli altri penseranno di loro che alla loro figlia; i Karin, invece, dopo aver attraversato un periodo buio durante la guerra, riescono a tornare in carreggiata e si discostano sempre di più dalle difficoltà che precedentemente li avevano colpiti, iniziandosi alla sfrenatezza e allontanandosi anche dalla loro fidata nutrice, che si ritroverà messa all'angolino da persone a cui importa più il divertimento che altro.
Poi, in entrambi i casi l'atmosfera non è delle più serene, c'è qualcosa che nella vita di uno o di tutti loro porta il buio, il dolore per la perdita di qualcuno, come nel caso de "Come le mosche d'autunno", quando la nutrice soffre per i giovani che se ne sono andati, oppure di qualcosa, come nel caso de "Il ballo", quando la figlia sente di non essere apprezzata, di essere quasi vista come la pecora nera della famiglia senza apparente motivo. E quest'atmosfera carica di dolore non fa altro che aggiungere ulteriore oscurità alle rispettive storie, un senso crescente di angoscia, perché man mano che si va avanti con la storia si vede l'effetto maggiore di questa oscurità (anche se, ammettiamolo, l'ansia viene molto di più nel secondo caso che nel primo).

Certo, bisogna dire che le protagoniste sono quasi l'una l'opposto dell'altra: Antoinette è una ragazzina che si è sempre sentita non amata dai suoi genitori, criticata su tutto, mentre tutto quello che avrebbe voluto sarebbe stato vivere la vita felice e spensierata, aperta alle avventure che si possono trovare a quattordici anni, e ora in mezzo a tutta la sofferenza c'è un'oscurità, un desiderio di far vedere ai suoi che qualcosa vale anche lei, che esce fuori piano piano e che lei stessa si vuole gustare; Tatjiana, invece, è una nutrice dedita alla famiglia che serve, attenta a tutti i bisogni, e molto affezionata a tutti coloro che ha visto crescere in cinquant'anni di servizio, anche se non si può dire che abbia avuto sempre una vita felice, perché di perdite ce ne sono state fra i Karin e lei le ha sentite come se fosse a loro legata da un legame di sangue. Insomma, una usa la sofferenza per prendersi la sua rivincita e per far vedere che esiste anche lei, che ha pure lei il diritto di essere felice, mentre l'altra ci si rinchiude quasi al punto da scomparire di fronte agli altri.

Benché le storie partano da un ambiente simile per poi svilupparsi in maniere differenti, un tratto che credo sia distintivo dell'autrice è il fattore di ombrosità che caratterizza il suo stile di scrittura: da una situazione molto semplice e, apparentemente, tranquilla, la Nemirovsky si sposta negli angoli più reconditi delle storie, laddove non c'è allegria o gioia, ma dove è presente angoscia, solitudine e sentimenti misti; lei affronta delle situazioni molto complesse, facendo un grandissimo lavoro sulla psicologia dei personaggi, sui loro comportamenti e sul modo in cui si rapportano con gli altri, di modo che le dinamiche e le azioni siano collegate ai pensieri di personaggi e ai rapporti, appunto, interpersonali.
Certamente, non sono due letture leggere e spensierate, però sono molto belle, nella loro oscurità, e fanno riflettere su tanti piccoli dettagli, come soprattutto il fatto che spesso le persone si occupano soltanto di se stesse senza pensare agli altri.
Voto:

martedì 7 novembre 2017

Recensione A Million Worlds With You

Titolo: A Million Worlds With You
Autore: Claudia Gray
Genere: Young Adult, Fantasy, Sci-fi, Distopico
Casa editrice: Harper Teen
Prezzo: €9.22 (copertina flessibile)
Pagine: 432






Trama
Sin da quando ha usato il Firebird, l'invenzione dei suoi genitori, per passare attraverso dimensioni alternative, Marguerite si è ritrovata al centro di una faida trans-dimensionale. Ora ha imparato che la malvagia Triad Corporation ha intenzione di distruggere centinaia di universi, usando la loro ultima arma: una Marguerite di un'altra dimensione che è cattiva, psicologicamente contorta, e sempre un passo avanti,
Nonostante il suo ragazzo Paul sia sempre stato al fianco di Marguerite, l'ultimo attacco della Triad lo ha lasciato cambiato, e potrebbe non essere mai più lo stesso. Da sola, Marguerite deve fermare la Triad e prevenire la distruzione del multiverso. E' una battaglia fra Marguerite... e solo una può vincere.
Nell'epica conclusione alla serie completa che è stata lanciata con "Firebird-La caccia", il destino e la famiglia saranno messi in discussione, gli amori saranno vinti e persi, e il multiverso sarà per sempre cambiato.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, o meglio la versione di me più stanca che ci sia, che vorrebbe andare a dormire e non svegliarsi più fino a Natale, giusto in tempo per aprire i regali e sperare che siano libri! Sì, lo so, siamo solo all'inizio di novembre e io già penso al Natale, ma si sente già aria di inverno, tempo due settimane e si vedranno Babbi Natale fuori dai balconi della gente e le vetrine dei negozi saranno nevose e piene di palline e addobbi. E io intanto studio, e sto in casa, e sogno greco, e leggo poco... gioie dappertutto eh?
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi del volume conclusivo (sì, lo so che le ultime tre recensioni sono state di libri che hanno chiuso saghe, ma che ci posso fare?) di una trilogia che ha pian pianino rubato il mio cuoricino e l'ha fatto in tanti piccoli pezzettini, soprattutto con questo finale... ah, che strazio che è stato.
Però io sto divagando, non è buona educazione partire dal fondo, quindi bando alle ciance e iniziamo a parlare della soffer-... ehm, volevo dire, della trama...

La storia riprende esattamente laddove si era conclusa nel precedente volume: nel mondo della nostra Marguerite è arrivata una sua versione più cattiva e determinata a proseguire con il piano del Triadverso, ovvero quello di distruggere tutte quelle versioni del loro mondo in cui sono arrivati frammenti della loro versione della sorella della protagonista. Questo fa sì che lei sia impegnata in una caccia all'uomo molto difficile e in un'impresa quasi impossibile, poiché non può permettere che persone innocenti terminino la loro esistenza per i capricci di un'altra loro versione.
E' così che i viaggi ricominciano, nella speranza di salvare le altre versioni di sé che, se morissero, le impedirebbero di salvarne i rispettivi mondi e nella speranza che nel mentre i suoi genitori, Theo e il suo Paul scoprano un modo per fermare tutto questo.
Ma la situazione non è per nulla facile, la sua famiglia e il Wyatt Conley del Triadverso sono riusciti a creare un piano ben difficile da fermare e sembrano sempre un passo davanti a loro, anche quando pensa di aver messo le cose a posto c'è sempre qualcosa che le fa capire di trovarsi quasi di fronte a una guerra di interessi.
Come se non bastasse, ai suoi problemi si aggiunge anche il suo Paul che, dopo che la sua anima è stata spezzata in quattro parti finite in quattro suo versioni diverse, è alle prese con le complicazioni dell'accaduto e deve capirne le conseguenze, come può riuscire a tornare in un qual certo senso quello di prima.
Per Marguerite le difficoltà non sono ancora finite, e questa volta in ballo c'è qualcosa di veramente grande.

Come al solito, bisogna dire che ci troviamo di fronte a una protagonista con le scatole (lo so che non è questa l'espressione giusta, ma suvvia non siamo volgari!): dopo tutti i viaggi che ha fatto e le missioni di salvamento a cui ha partecipato, è diventata certamente una persona più matura, consapevole del peso delle azioni e mi piace pensare consapevole anche delle diverse versioni del proprio mondo che hanno uguali diritti, non ce n'è una più importante dell'altra.
Nel primo libro l'abbiamo vista andare alla ricerca della verità sulla morte del padre, mentre nel secondo la sua missione era quella di rimettere insieme il suo Paul, due imprese non facili e pericolose perché, pur essendo lei il viaggiatore perfetto, ci sarebbe sempre potuto essere qualche cosa che sarebbe potuto andare storto; eppure lei non si è mai fatta fermare dai rischi e, anzi, ha deciso che valeva la pena correrne qualcuno per salvare le persone che ama.
Ora la situazione è molto più complessa, in gioco non ci sono solo un paio di vite ma ce ne sono milioni di milioni e lei usa tutta la sua determinazione, e forse anche la sua testardaggine, per impedire una strage di dimensioni epocali. E in questo si rivela molto forte, perché non è facile riuscire a mantenere il controllo e la calma quando c'è una responsabilità così grossa dietro alle azioni che si compiono, né tantomeno è facile sopportare sulla propria coscienza la colpa per aver invaso la vita di qualcuno che non è propriamente lei, ma da un certo punto di vista lo è.
E' il tipo di eroina che personalmente apprezzo molto, quella che riesce a non farsi prendere dal panico troppo spesso e che è guidata da ottimi valori morali, che le impediscono di fare del male, a meno che non sia proprio necessario.

Paul, invece, è un personaggio molto complesso: abbiamo visto varie sue caratteristiche nel corso dei due volumi precedenti, la sua riservatezza, l'intelligenza, la solitudine, la paura di non essere abbastanza e di non essere amato, ma qui è tutta un'altra storia.
Essere stato rubato a se stesso, aver vissuto contemporaneamente in quattro versioni di sé lo ha profondamente segnato, e ora che la sua anima è tornata a trovarsi tutta nello stesso posto le cose non sono migliorate: del ragazzo responsabile, ma in un qual certo senso ancora spensierato, non è rimasto più nulla, c'è un giovane uomo alla presa con mille emozioni, di cui molto non sono nemmeno sue, ma degli altri Paul in cui ha vissuto, e nella sua testa c'è una grandissima confusione che si traduce in un tormento visibile che fa male, perché ti rendi conto che qualcosa è cambiato e che lui non ha la più pallida idea di come tornare alla vecchia normalità, o comunque a una ipotetica tranquillità mentale.
Nemmeno Marguerite riesce ad aiutarlo, perché è come se non si fidasse più di se stesso, ha paura di fare del male alle persone che gli sono care e questo lo porta a isolarsi e a concentrarsi esclusivamente sul lavoro, causando un grande dolore alla protagonista che non sa come fargli capire che tutto andrà bene e che le cose si rimetteranno a posto. La loro relazione subisce un grande scossone, ci saranno momenti molto intensi, pieni di tormento da parte di entrambi, e altri in cui ci potremmo considerare disperati perché non sembra vedersi manco una gioia che sia una all'orizzonte, però capiamo anche le sue intenzioni, capiamo che le cose che ha vissuto non sono state facili e che deve imparare a conviverci.

Ci sarebbero poi tanti altri personaggi di cui potrei parlare ma non lo farò, perché ve li lascio scoprire a voi, però una cosa ve la posso dire...
E' sempre molto bello vedere la diversità dei mondi nel Multiverso, osservare le diverse società e i diversi momenti che stanno passando, perché non tutti si trovano nella stessa era, ma credo che venire a conoscenza delle storie delle versioni varie dei protagonisti sia super interessante e in un qual certo senso (sì, lo so che sto ripetendo questa espressione non so quante volte, però mi piace troppo e oggi va così) anche emozionante, perché abbiamo la possibilità di scoprire come le scelte possono alterare la vita delle persone, di ciò che ci circonda e talvolta di un mondo intero! Pensate solo se in un'altra versione del nostro mondo in America fosse stata eletta la Clinton quante cose sarebbero potute cambiare, oppure se noi avessimo adottato una politica più green nei confronti dell'ambiente, oppure ancora se ognuno di noi avesse preso un'altra strada rispetto a quella che stiamo percorrendo!
Vedere tutte queste diverse storie nella storia, venire a conoscenza di come hanno reagito vecchio conoscenze a un'invasione come quella della nostra protagonista è veramente bello e credo che in parte, se proprio lo si vuole fare, il messaggio di questa trilogia sia proprio questo: non importa in che stato emotivo tu ti possa sentire, prima o poi ti renderai conto che le cose sarebbero potute andare in maniera molto diversa e allora, forse, potrai imparare ad apprezzare di più la vita che hai scelto di vivere. Perché sì, qui è tutta una questione di scelte, non c'entra il destino o il fato, ma siamo noi che determiniamo il corso della nostra esistenza, anche se comunque non tutto questo dipende solo da noi ma anche dalle scelte che gli altri fanno. Insomma, un incontro inaspettato non è colpa del destino, ma è colpa delle nostre scelte, che ci hanno portati proprio lì, in quell'esatto momento.

Detto questo, non credo di dover aggiungere altro: personalmente la mia avventura con questa trilogia è stata un crescendo continuo, ho amato conoscere il Multiverso e le varie versioni dei personaggi, così come ho amato in questo volume il ritmo incalzante, nonché il continuo saltare da un mondo a un altro (ne abbiamo visti più in questo volume che nei due precedenti), perché a me ha dato proprio l'idea dell'ansia e dell'angoscia della protagonista, nonché della fretta con cui ha dovuto agire per fermare ciò che sembrava inevitabile.
Certamente una trilogia che mi resterà nel cuore, con mille sfaccettature e l'intensità dei personaggi che è qualcosa di indescrivibile in questo terzo libro.
Voto:

giovedì 2 novembre 2017

Recensione Il Rogo della Strega

Titolo: Il Rogo della Strega
Autore: Josephine Angelini
Genere: Fantasy
Casa editrice: Giunti y
Prezzo: €16.50 (copertina rigida)
Pagine: 400






Trama
Lily è cambiata molto dalla ragazzina debole e malaticcia che era: è divenuta una strega e una leader potente, ha affrontato più di una battaglia e, dopo aver perso il primo amore della sua vita ed essere stata tradita da quello nuovo, ha imparato sul dolore e sul senso di perdita più di quanto mai avrebbe voluto sapere. Ancosa una volta costretti a misurarsi con una società completamente diversa da quanto abbiano mai immaginato o conosciuto, Lily e i suoi alleati sono determinati a trovare risposte, a individuare una via per la vittoria, per sconfiggere i terribili nemici senza ricorrere alle armi nucleari e senza che Liv accetti di diventare una tirannica assassina come Lillian, il proprio alter ego. Talvolta la vittoria richiede però profondi sacrifici, e quando l'unica strada pare essere quella al fianco di Lillian, quale sarà il prezzo che Lily sarà pronta a pagare?
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla dal suo computer tanto fidato che emana anche un certo calore, il che vuol dire che non sono ancora diventata un ghiacciolo, soprattutto non in camera mia, la camera più fredda della casa (che fortuna eh) perché esposta a nord e con un solo misero termosifone, che ora non è ancora il caso di accendere ma a me sta già venendo un coccolone a pensare al freddo che sentirò fra un paio di settimane e ai miei piedi che si ustioneranno stando sul termo (perché, dovete sapere, la mia scrivania si trova di fronte alla finestra e al termosifone, perciò per sentire caldo d'inverno io ci metto i piedi sopra e faccio più o meno la figura di quelli che camminano sui carboni ardenti, solo stando ferma).
*And I'm not ready*
Comunque, oggi sono tornata per parlarvi del volume conclusivo di una trilogia che mi è piaciuta un sacco e su cui non avevo alcuna aspettativa, ma di cui, ovviamente, ho letto i primi due libri l'anno scorso e l'ultimo solo quest'estate... e sì, l'ho fatto con molte altre serie.
Ma bando alle ciance e incominciamo!
P.S. l'ho letto in inglese, quindi se vedete dei nomi di creature o città o chessò io che non sono come quelli nel libro italiano è perché non mi ricordo più come li avevano tradotti, ergo li lascio in inglese (scusatemi).

Lily e i suoi meccanici avevano deciso di andare a Ovest per cercare una soluzione a quello che stava succedendo nella Salem del mondo parallelo in cui lei è finita: dopo aver affrontato delle terribili creature, gli Hive, da soli, con un piccolo contingente e senza Rowan, si sono ritrovati in una città di cui non conoscevano nemmeno l'esistenza, Bower City, in cui tutto sembra essere perfetto, non c'è violenza, non ci sono malattie, tutti vivono felici e contenti. Ma in questo nuovo ambiente, Lily e i suoi si ritroveranno presto a mettersi sull'attenti, dapprima con l'arrivo di qualcuno di veramente inaspettato, ma poi anche per via della presenza degli Ibridi che li controllano, di Toshi, un ragazzo di cui qualcuno non si fida perché potrebbe essere una sfida, e di altri nuovi personaggi, come Grace e Mala.
Mentre loro osservano questa nuova realtà, e cercano anche di capire perché nessuno di loro ha mai aiutato chi vive a Est, in mezzo alle malattie, Lillian sta morendo, la situazione si fa sempre più complicata e ci sono minacce che incombono su di loro, che hanno raggiunto questo posto, inconsapevolmente, proprio per trovare una soluzione.
Ma soprattutto, potrebbe scoppiare una guerra da un momento all'altro, e Lily sa bene che sarà difficile, pur essendo lei una strega molto potente, pur essendo i suoi meccanici molto validi, i nemici da affrontare potrebbero essere difficili da battere e probabilmente andar loro incontro sarebbe un suicidio per un eventuale esercito. Eppure, forse non tutto è perduto, forse la loro permanenza a Bower City potrebbe essere d'aiuto e far loro capire quale strada sia quella giusta, o comunque quella con meno morti possibili.

Già dal primo volume di questa trilogia abbiamo potuto notare la grande evoluzione del personaggio di Lily: non solo ha appreso di essere una strega, ha smesso di essere malaticcia e ha visitato uno degli universi paralleli id cui parla sua madre, ma questa sua nuova condizione l'ha fatta diventare più forte e determinata, più matura, più adulta. Le situazioni che si è ritrovata ad affrontare l'hanno fatta crescere molto, facendola diventare la donna che vuole salvare il mondo, come era suo sogno, ed è per questo che si dimostra una migliore leader rispetto agli altri che abbiamo visto nel corso dei tre libri: lei non pensa ad accrescere il suo potere, non agisce come la tipica strega che si circonda di meccanici per soddisfare un suo piacere personale, ma pensa sempre in grande, osserva una situazione e decide di intervenire per salvare qualcuno perché lei è altruista e generosa, non vuole che qualcuno muoia, né per colpa sua, né per cause maggiori. Perché? Beh, perché anche lei ha sofferto e sa cosa voglia dire perdere qualcuno, credere che sia stato un proprio errore a togliere la vita dal corpo di una persona, e non vuole che questo accada più, però sono in guerra, e qualcuno muore sempre, nonostante tutta la buona volontà che lei ci possa mettere nell'impedirlo.
Per gran parte di questo volume, Lily alterna due facce: da una parte, si mostra sempre la strega potente e compassionevole che è; dall'altra, soffre in silenzio, per il suo Tristan, e anche per Rowan, l'uomo di cui si fidava ciecamente e che l'ha tradita, e con cui ora non sa che cosa fare, perché tutti sanno che lei perdona difficilmente.

In generale, grande importanza ce l'hanno tutti i meccanici della protagonista, insieme alla sua famiglia.
Tristan, Caleb, Una e Breakfast sono sempre pronti a sostenere la loro strega e ad aiutarla nei momenti più difficili, la proteggono e accettano ben volentieri la magia che lei può dar loro, però sono anche abbastanza sensibili su questo argomento, si fidano di lei, sanno che non farebbe mai qualcosa di male intenzionalmente, eppure ogni tanto c'è un piccolo spettro che si insinua fra loro e non sanno bene come comportarsi.
Rowan, invece, rimane un po' un mistero: all'inizio siamo ancora arrabbiati con lui per quello che ha fatto alla fine de "Il Potere del Fuoco", non riusciamo a comprendere il perché, però al contempo vediamo che lui ci tiene moltissimo a Lily, cerca sempre di avvertirla dei pericoli e di proteggerla, pur sapendo che in questo momento non si può dire sia propriamente nelle sue grazie. Eppure, non gli si può tenere il broncio a lungo, è troppo irresistibile e macho (se mi permettete), è sempre così forte e determinato, combattivo e in un qual certo senso comprensivo, e lui e Lily... ah, cosa non sono! Anche separati emettono delle vibrazioni intense, si guardano e quasi viene la pelle d'oca perché la loro relazione-non relazione è qualcosa di così intenso che soffri con loro, che sono lontani e che non sembrano volersi avvicinare... e mannaggia a loro e a Zeus, perché vorresti tanto essere Cupido e farli rimettere insieme per l'eternità, perché loro sono fatti per stare insieme! E poi, scusate, chi dice di no a Rowan? Insomma, è pur sempre Rowan!
Poi abbiamo Juliet, quella di Lillian, che sembra sempre come un fuscello che potrebbe volare da un momento all'altro, delicata, ma con una certa determinazione che la fa sembrare all'apparenza debole, ma in realtà molto forte. Oltretutto, è una brava dispensatrice di consigli e spesso fa quello che faremmo noi se fossimo lì con i vari personaggi, ovvero fa il piccolo Eros della situazione che cerca di scacciare Eris, la dea della discordia, e far capire qualcosa a quei due testoni dei Liwan (in realtà non c'è un nome per la ship, credo, però non avevo voglia di scrivere i due nomi staccati, perciò...).
E ovviamente ci sono anche altri personaggi, alcuni sono vecchie conoscenze testone e/o con un animo di pietra nera, altri invece sono nuovi, come Toshi e Grace, ma non vi dirò niente di loro perché sono tutti da scoprire.

Avendolo letto in inglese, "Il Rogo della Strega" mi ha stupito moltissimo: in genere, quando leggo in lingua originale un libro di cui ho letto i volumi precedenti in italiano ci metto sempre un attimo a entrare nell'ottica dell'inglese dell'autore/autrice, e talvolta succede anche che non mi piace come i precedenti proprio per questo motivo, invece in questo caso sono riuscita, inspiegabilmente, a entrare subito nella storia, sin proprio dalle prime pagine e ammetto che non me lo aspettavo, soprattutto perché molti sostengono che la prima parte di questo libro sia "noiosa" (nel senso che non accade moltissimo), mentre io mi sono ritrovata sin da subito coinvolta e intrigata da come la situazione si stesse evolvendo. Tutto questo per dire che, sostanzialmente, ho iniziato a sclerare già dopo le prime dieci pagine, con l'introduzione della nuova città, e non ho smesso fino alla fine della storia, quando ho letto l'ultima frase e nella mia mente ho esordito dicendo: "Ne voglio ancora. Sono soddisfatta per come è finito, ma non credo di essere pronta a dire addio a questa trilogia.".
E' vero che l'inizio è abbastanza calmo, però io l'ho trovato super interessante perché si scoprono un sacco di cose, alcune su questa società molto diversa da quella di Salem, altre sui segreti che nessuno praticamente sa; man mano che si prosegue con la lettura l'azione diventa sempre di più, iniziano combattimenti, fughe, corse contro il tempo per poi arrivare agli attimi finali dove inizia a concentrarsi l'ansia per quello che potrebbe succedere, visto che, in fin dei conti, siamo all'ultimo volume di una trilogia e potrebbe morire chiunque (se non muore qualcuno pare pure strano, quasi), e poi ci ritroviamo all'epilogo e, se siete come me, non sappiamo più cosa fare della vita, perché ci sono state date così tante informazioni, così tante risposte e anche parecchia sofferenza, che sembra quasi strano essere arrivati alla conclusione di una storia del genere.

Insomma, è stata una degna conclusione di una trilogia molto bella, che mi aveva attirato per il semplice fatto che si parla di streghe, del loro mondo immenso in cui abbiamo continuato a vedere cose diverse, manipolazioni, uso dei poteri, pire infuocate e tanto altro.
Ho adorato il fatto che l'elemento centrale sia sempre rimasto il fuoco, utilizzato molto spesso per far sì che la strega di turno, ovvero quasi sempre Lily, trasportasse qualcuno da un posto all'altro, oppure gli infondesse tutta l'energia possibile per resistere a un ipotetico scontro. Mi è piaciuto molto il modo in cui si è evoluto il rapporto fra Lily e tutti i personaggi in generale, ma soprattutto il mio caro Rowan.
Certo, qualche mainagioia c'è, però è tutto ugualmente molto bello.
Voto: