martedì 6 febbraio 2018

Recensione Wishlist 1

Titolo: Wishlist 1
Autore: JD Hurt
Genere: Dark Romance
Casa editrice: Self publishing
Prezzo: €0.99 (ebook)
Pagine: 257







Trama
Lei è un'inezia, non conta nulla. Una bambina che mi sono preso in casa per fare un dispetto alla madre. Eppure si sta allargando nella mia mente come una macchia d'olio. Non posso permetterlo. Ho altri progetti; trovare la progenie dell'uomo che ha rovinato le vite di tutti noi.
Io sono Ethan Gaffrey e amo una sola persona. Stephan Carroll.

Lei è una delle innumerevoli vittime. Quando l'abbiamo presa in casa mi faceva pena, forse anche tenerezza. Ora sta diventando importante. Non dovrebbe esserlo. Perché a noi interessa una sola cosa. La vendetta. Io sono Kyle Jenkins e amo una sola persona. Ethan Gaffrey.

Volevo liberarmi di mia madre. Cercavo i sogni, la libertà. Ho trovato inganni e bugie. Ho trovato loro due. Kyle ed Ethan. Piano, piano mi stanno svelando chi sono.
Io sono Willow Johnson e ho imparato che l'amore non esiste. E' solo una frode.

Ethan, Kyle e Willow. Quando l'amore diventa ambiguità.

Nota dell'autrice: Wishlist è il primo capitolo dell'omonima duologia dark. Esso fa parte della Dark Necessities Series e per comprendere il testo è necessario aver letto i volumi precedenti (Stolen 1, Stolen 2, American History 1, American History 2).
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina molto assonnata, perché, come al solito, ci sono millecinquecentocinquantacinque cose da fare, il tempo è troppo poco e il mio sonnellino di bellezza si va a far benedire. Ogni anno mi riprometto di prendermi più cura di me stessa, dormire otto ore, bere tanto, usare creme e tanto altro, ma poi finisco sempre per fare poco o nulla. L'unica costante nella mia vita sono i tre Kinder al giorno: posso tentare quanto voglio di mangiarne di meno, ma siccome il tre è il mio numero fortunato non posso mica sottrarmi a tutto ciò!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima grazie all'autrice stessa e che mi è piaciuto molto, sebbene forse un pochino di meno dei volumi precedenti della Dark Necessities Series.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Come è accaduto per "American History", i protagonisti di questa storia sono personaggi comparsi nel volume precedente, ma in quel caso erano presenze marginali e ora abbiamo la possibilità di conoscerli un po' meglio.
Il primo personaggio che incontriamo è Kyle, un uomo grande e grosso che da piccolino ha iniziato a vivere per strada, fino a che non si è imbattuto in Fanny e Blaky, che l'hanno accolto in casa loro e lo hanno cresciuto, sebbene in un ambiente molto poco consono all'educazione di un ragazzo.
Ora, sono passati tre anni da quando Fanny è stata condannata, tre anni in cui Kyle e Ethan hanno cercato di portare avanti, senza successo, la loro vendetta, in preda alla sofferenza, alla propria oscurità e alla propria sete di sangue.
La svolta, però, arriva quasi all'improvviso, quando colui che condivide con Kyle la voglia di vendetta nei confronti di Robert Paggett e il desiderio di uccidere la figlia Whity, al punto da distruggere tutte quelle ragazze che potrebbero corrispondere al suo profilo, Ethan, decide di cambiare la solita routine e di avvicinarsi alla sorellastra del suo capo, Stephan, di cui è segretamente innamorato, per divertirsi e poi consegnargliela.
Ma quello che Ethan non aveva messo in conto è che la ragazzina si potesse rivelare una bella gatta da pelare.

In mezzo a due fuochi, uno sbalorditivamente gentile ma comunque leale all'altro, l'altro decisamente scottante e pericoloso, Willow si dimostrerà capace di tener testa al suo aguzzino, diventerà ancora più forte, ancora più determinata a conquistare la sua libertà tanto agognata, combatterà e forse vincerà... o forse, come Ethan e Kyle, si perderà in un vortice di contraddizioni, di bugie, di lealtà, e di amore. Se questo potesse mai essere possibile.

Come avrete potuto intuire dal riassunto che ho fatto, questa volta ci troviamo tra le mani un libro un po' diverso rispetto ai suoi predecessori.
Innanzitutto, Ethan non la avvicina per vendetta personale, ma per un piano più grande che comprende anche Stephan, quindi Willow non risulta una vittima come potevano esserlo Shiloh e Marcia, mantiene una propria identità, non c'è mai un momento in cui viene a mancare la sua personalità o in cui lui si accanisce contro di lei come se fosse la causa di tutti i suoi mali. Per carità, il carissimo Ethan non è che la tratti nemmeno con i guanti d'argento, però possiamo dire che il suo obiettivo non è quello di distruggere la sua persona, ma divertirsi, e questo lo vediamo soprattutto in quei momenti in cui non si comporta come un aguzzino, andando quasi contro i suoi principi perversi per abbracciare una sorta di strana normalità (per quanto possa chiamarsi tale, osservata dal nostro punto di vista). E lei, dal canto suo, sembra quasi immergersi in questa nuova situazione con convinzione, non permette a nessuno di metterle i piedi in testa, ribatte quando forse sarebbe il caso di non far arrabbiare nessuno e sembra quasi che in certi momenti si diverta pure.

Forse anche per questo aspetto, "Wishlist 1" mi è parso meno dark degli altri, non c'è un'oscurità invadente che ti fa vivere la lettura con l'ansia perenne per la poveretta che subisce ingiustizie, non c'è così tanta violenza fisica, ma ho trovato che tutta quest'aura di tenebra si fosse riversata su un piano quasi psicologico. Ciò che fa paura, in un qual certo senso, non è ciò che accade a Willow, il fatto che si trovi in mani pericolose, mani che se solo volessero potrebbero farle molto male, ma è ciò che accade nelle menti dei personaggi, tutti i cambiamenti insiti, le sensazioni, il terrore di star diventando qualcosa di diverso dal solito.
Da una parte, infatti, Ethan e Kyle abbracciano una parte di loro più gentile, meno desiderosa di sangue, più innocente, una parte che era stata dimenticata e che ora sta ritornando a galla, per quanto sia irrimediabilmente macchiata dalle esperienze vissute, mentre dall'altra Willow riscopre la sua determinazione e si rende anche conto che il suo comportamento non è quello che ci si potrebbe aspettare, quello che dovrebbe essere, ma è più licenzioso da un certo punto di vista, non si oppone alla situazione con tutte le armi che può avere a disposizione, ma in certi casi l'accetta come se anche lei avesse un'anima oscura e una sete di qualcosa di proibito e, forse, poco consono per una ragazza come lei.

A proposito di Kyle, devo dire che il suo personaggio mi è piaciuto veramente tanto: sebbene la sua presenza sia meno dominante rispetto a quella degli altri due (infatti è recessiva!... okay, battuta pessima legata alla genetica *va a sotterrarsi*), una cosa che non sfugge è certamente la sua ambivalenza. In mezzo all'oscurità, che abbiamo capito permeare nelle loro anime da un sacco di tempo, c'è spazio anche per un raggio di sole, una certa compassione che prima non aveva mai conosciuto e questo fatto lo porta a un dissidio interiore non da poco che riesce però a risolvere scegliendo di seguire la strada che in quel momento gli sembra più giusta, anche da un punto di vista morale.

Concludendo, benché non mi sia piaciuto tanto quanto gli altri, "Wishlist 1" è stato veramente interessante, ho percepito degli elementi di diversità nella storia che hanno dato un risvolto diverso dal solito e intrigante, complici anche le varie "contraddizioni", se così le vogliamo chiamare, che si evincono da certi comportamenti, in alcuni casi quasi contrastanti.
Non parliamo poi del mistero di fondo, cioè di Whity e Paggett, che è stato veramente costruito bene, non mi sarei mai aspettata la rivelazione finale, né tanto meno mi sarei aspettata quella fine che non fa presagire nulla di buono e che mi fa pregare tutti i santi affinché il prossimo volume arrivi presto, perché devo sapere cosa diamine è successo dopo quel momento angoscioso.
Voto:

martedì 30 gennaio 2018

Recensione Antiche voci da Salem

Titolo: Antiche voci da Salem
Autore: Adriana Mather
Genere: Fantasy
Casa editrice: Giunti
Prezzo: €16.00 (copertina rigida)
Pagine: 384






Trama
Salem, ai giorni nostri: quando Samantha Mather si trasferisce nell'antica casa avita per stare vicina al padre, ricoverato perché misteriosamente in coma, trova in città un'accoglienza piuttosto fredda. Sono passati ormai tre secoli da quando il suo antenato Cotton Mather è stato protagonista del processo alle streghe, firmando il trattato usato a fondamento delle condanne, ma i racconti che allora avevano spaccato la comunità sono ancora terribilmente vivi. Isolata e avvolta dall'ostilità gelida degli Eredi delle presunte streghe, Samantha si trova intrappolata in un complicato groviglio in cui passato e presente si intrecciano pericolosamente. Soltanto Jaxon, figlio della migliore amica del padre e segretamente attratto dalla ragazza, sembra immune a quell'odio, almeno finché Samantha non entra in contatto con l'affascinante Elijah, uno spirito tragicamente coinvolto nelle antiche vicende storiche, e le cose si complicano. Samantha scopre un modello ricorrente nei secoli, in base al quale le famiglie dei perseguitati e dei persecutori pagano n terribile tributo di morti. C'è solo una speranza per evitare che la storia si ripeta: svelare i segreti del passato fra odi antichi e passioni, e rinunciare a qualcosa di sé per aprirsi a un sentimento nuovo.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e ormai siamo giunti alla fine del primo mese dell'anno... da una parte, mi rendo conto che il tempo è passato in frettissima e avrei voluto godermi questi primi istanti un pochino meglio, dall'altra, però, questo vuole anche dire che fra circa una settimana arriva il Carnevale e io sono troppo contenta, saranno sei giorni in cui potrò leggere liberamente (sperando che a nessun professore venga in mente l'idea di metterci verifiche il giorno dopo l'ultimo di vacanza che è un martedì)!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che ho letto tre settimane fa, suppergiù, e che mi è piaciuto da morire.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Samantha è una ragazza di quindici anni che ha sempre vissuto come un pesce fuor d'acqua per tutta la sua vita newyorkese: nonostante il padre cercasse di tirarle su il morale, Sam non poteva far altro che sentirsi sbagliata ogni qualvolta succedeva qualcosa di brutto alle sue amiche e i loro genitori decidevano che la colpa fosse solo sua.
La situazione poi peggiora quando si trasferisce a Salem, mentre il padre è in coma, dove tutti la guardano storto per il solo fatto di essere imparentata con un uomo che trecento anni prima ha contribuito a processare le streghe. A scuola nessuno è carino con lei, soprattutto per via degli Eredi, un gruppo di discendenti delle più importanti famiglie accusate di stregoneria, e per via di alcuni incidenti che non fanno altro che metterla in cattiva luce.
Sola e abbandonata da tutti tranne che da Jaxon, il suo vicino di casa in cui stenta a riporre fiducia, Sam cercherà di scoprirne di più a proposito di tutta questa faccenda delle streghe, sarà determinatissima a venirne a capo, anche se questo vorrebbe dire instaurare delle alleanze molto poco piacevoli e, da un certo punto di vista, pericolose, nel tentativo di fermare tutto questo odio e di mettere la parola fine a uno schema di cui ha trovato testimonianze nel diario della nonna.

Siccome Jaxon è un povero mortale che non può capire certe cose legate alle streghe (sebbene, riesca a dare una mano alla protagonista tirandole su il morale e facendola sentire meno sola), Sam si rivolge a una presenza particolare e non proprio amichevole nei primi momenti.
In casa sua, infatti, c'è lo spirito di un ragazzo morto circa trecento anni fa, nell'epoca dei processi alle streghe, di nome Elijah che, pur con un'iniziale riluttanza, si rivelerà una presenza preziosa per scavare a fondo nella questione e trovare un modo per spezzare la maledizione che sembra essersi abbattuta non solo sui Mather, ma anche su tutte le famiglie degli Eredi.
Colto, raffinato, elegante e gentile come un uomo del Settecento, Elijah svelerà dei particolari del suo passato molto interessanti e si farà apprezzare per il modo in cui ragiona, l'intensità dei suoi sentimenti e dei suoi gesti, nonché per il suo animo buono, al punto da non essere indifferente nemmeno a me medesima alla protagonista di questa storia.

Una delle cose che mi è piaciuta di più, oltre alla caratterizzazione dei personaggi che sono molto credibili e pieni di sfaccettature da scoprire, è stato il fatto che dal testo traspariva il grande lavoro - e forse anche la grande passione - che l'autrice ha fatto nel creare questa storia: non ha semplicemente deciso di parlare di streghe a Salem, come avrebbe benissimo potuto fare, ma è andata alla ricerca della storia della cittadina e della sua famiglia, ha ricostruito i processi alle streghe, facendo collegamenti fra il presente della storia e il passato e contribuendo a creare una storia ben strutturata e accurata nei minimi dettagli.
Nulla è stato lasciato al caso, anzi, l'ambientazione assume un ruolo ancora più significativo perché qui ne conosciamo la storia, o almeno una parte, possiamo osservare i fantomatici processi attraverso le testimonianze che la protagonista raccoglie, un po' come se ci fosse un parallelismo fra autrice e Sam, in quanto entrambe si sono documentate sulla storia (e questo non è nemmeno l'unico parallelismo, ce n'è un altro che però non vi posso svelare perché altrimenti faccio spoiler).
Come se non bastasse, la Mather è riuscita anche a creare un bel mistero, unendo così la storia ai pregiudizi e alle credenze, dando alla vicenda dei toni scabrosi in certi punti, un pochino inquietanti, e dei toni gialli, con dei risvolti che non ti aspetteresti perché ti colgono veramente impreparato, sono proprio dei colpi di scena con i fiocchi.

Un'altra cosa che ho apprezzato, ricollegandomi alla caratterizzazione dei personaggi, è stato il fatto che questa storia è piena di emozioni della protagonista, emozioni che permeano tutto facendosi strada anche nel cuore del lettore (almeno nel mio caso) e che hanno sfumature piuttosto cupe, poiché ci troviamo di fronte a una persona che viene esclusa a causa dei pregiudizi altrui, che non viene compresa e che viene anche derisa come se non valesse nulla e non fosse uguale agli altri.
Ma in mezzo a rabbia, paura, desolazione, tristezza e dolore c'è pure spazio per qualcosa di gioioso come l'amore. Eh sì, anche qui abbiamo una specie di storia d'amore, un triangolo amoroso che non risulta pesante rubando la scena ai fatti, in quanto è proprio posto in secondo piano rispetto al mistero che ha un ruolo decisamente più imponente, e che è costruito anche molto bene perché non è così scontato il risvolto finale come negli altri casi in cui si può capire sin da subito chi verrà scelto come futuro sposo ragazzo - forse anche perché c'è una piccola cosina, ma da nulla proprio, che bisogna prendere in considerazione.

Concludendo, devo dire che mi è piaciuto veramente tanto, ne ho sempre rinviato la lettura e per un momento avevo anche pensato di lasciarlo perdere definitivamente, ma per fortuna non l'ho fatto e sono rimasta sbalordita dalla storia, dalla cura dei dettagli, dal coinvolgimento che ha saputo creare in me, dalla bellezza del personaggio di Elijah e dalla forza che tutti questi elementi contribuiscono a creare. L'autrice ha fatto decisamente un buon lavoro, almeno dal mio punto di vista, dando vita a una storia appassionante e di cui non vedo l'ora di leggere il seguito (che per il momento esiste solo in inglese), soprattutto per il fatto che è collegato sempre alla sua famiglia, il che vuol dire che si sarà documentata per bene anche in questo caso, e ha a che fare con il Titanic, che io amo profondamente.
Staremo a vedere!
Voto:

giovedì 25 gennaio 2018

Recensione Quando l'amore nasce in libreria

Titolo: Quando l'amore nasce in libreria
Autore: Veronica Henry
Genere: Romance
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: €16.90 (copertina rigida)
Pagine: 312






Trama
In uno stretto vicolo di un minuscolo paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. E' una piccola libreria, tutta di legno. Gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Il suo nome è Nightingale Books ed è proprio qui che Emilia è cresciuta. Fra le pagine di Madame Bovary e una prima edizione di Emma di Jane Austen, Emilia ha imparato che i libri possono anche curare l'anima. E' proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Thomasina, timida e introversa, ha scoperto la cucina e l'amore attraverso i romanzi di Proust e i libri del cuoco Anthony Bourdaun; Sarah, la proprietaria dell'antica villa di Peasebrook Manor, trova il suo unico conforto tra le righe di Anna Karenina; Jackson riesce a comunicare con suo figlio solo grazie al Piccolo Principe. Perché per ogni dolore, per ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il lirbo giusto. Ul libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l'amore. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti proprio non tornano, i creditori stanno diventando pressanti e un uomo d'affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre, deve lottare per la Nightingale Books. Deve continuare ad aiutare gli altri attraverso le pagine dei libri. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse Emilia riuscirà a trovare la chiave per risolvere i suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina che sta dando un po' di matto perché fra due giorni devo dare un esame di computer per ottenere poi un patentino e ho paura di dimenticarmi tutto! Che poi, avessi anche un momento di buio totale, non puoi manco copiare, perché tanto non li vedi i computer degli altri, manco con il binocolo.
Incrociamo le dita!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che mi è stato regalato da mia zia un mesetto abbondante fa e che mi sarei aspettata come qualcosa di sensazionale, invece all'inizio non è riuscito a convincermi al 100 per 100.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

In questa storia non c'è un vero è proprio protagonista, o meglio, dal mio punto di vista il "personaggio" principale, attorno a cui si sviluppa tutta la vicenda, non è una persona ma un luogo, la Nightingale Books. Attorno a questa libreria molto amata da tutti gravitano un sacco di persone di cui abbiamo modo di osservare la vita e, benché non abbiano alcun legame di sangue effettivo, la cosa che li accomuna è proprio la presenza di questo gioiellino pieno di libri in cui anche al lettore piacerebbe finire.
La proprietaria del negozio è Emilia, una giovane donna che si ritrova fra le mani un'attività che era sempre stata gestita dal padre e che, a quanto pare, non gravita in buone acque: ci sono, infatti, molti debiti da saldare, i guadagni non coprono tutte le spese e, come se non bastasse, c'è un uomo che sta tentando in tutti i modi di acquistarla per usufruire del suo parcheggio al fine di guadagnare di più con la costruzione di un palazzo di fronte. Emilia, sebbene non del tutto convinta di stare facendo la cosa giusta per se stessa, decide di prendersi questa responsabilità, ma la mancanza del padre si farà sentire molto spesso e più volte sarà tentata di cedere tutto, di fronte alle enormi difficoltà.
Ma lei non è sola in tutto questo, oltre ai collaboratori di suo padre, che la aiutano sobbarcandosi un po' del lavoro che dovrebbe gestire, ci sono anche i suoi clienti che spesso le danno la carica in più per non mollare.
Prendiamo Thomasina: insegnante di cucina, timida e introversa, trova nei libri il suo mondo, specie se sono libri di cucina, e grazie al fatto che la libreria è rimasta aperta riuscirà piano pianino ad affrontare le sue paure e a parlare in pubblico.
Poi, c'è Sarah, una donna sposata che abita nella tenuta di Peasebrook Manor e che era molto legata alla Nightingale Books perché le ha cambiato la vita, l'ha aiutata a  risollevarsi da un momento famigliare piuttosto duro: la morte del padre di Emilia l'ha colta alla sprovvista, ora è sola, senza più nessuno a cui affidarsi e deve pure organizzare il matrimonio della figlia, ma forse non tutto è messo così male.
Tanti personaggi si ritrovano collegati a questo luogo, per motivi affettivi o per altri, ma tutti insieme riusciranno, forse proprio grazie alla libreria, a ridare un senso alle loro vite e a scegliere la vita che vogliono vivere d'ora in avanti, facendosi forza a partire dalle loro perdite e dalle loro difficoltà.

Ora che vi ho presentato un po' la storia senza entrare troppo nei dettagli, fatemi dire una cosa: la Nightingale Books non è solo il fulcro della vicenda, ma è anche il nostro sogno segreto, nonché un'ambientazione coi fiocchi che ti fa sognare dall'inizio alla fine.
Leggere dell'amore di tutte queste persone nei confronti dei libri, della cura che ci mettevano per scegliere quello giusto, del senso di appartenenza che sentivano entrando nel negozio, come se fossero a casa loro, è stata un'esperienza idilliaca perché, andiamo, chi non sogna di trovare una libreria del genere, che odora di libri, in cui le persone si scambiano consigli sulle letture? Per di più, si trova nei pressi di Oxford ed è così che ci si innamora dell'ambientazione.
Certo, al di là della libreria non si vede molto altro, però ha talmente tanto carattere, senti talmente tanta empatia nei confronti di chi ci respira dentro, che non ti interessa neanche di scoprire come è fatta Oxford, perché tanto il tuo luogo preferito saranno sempre i libri. Punto.

E come non citare la bellezza del fatto che tutte le vicende che sono presentate hanno a che fare con dei libri? Guardate, non c'è nessun punto di vista che sia scarno di libri, tutti i personaggi vi hanno a che fare e molto spesso la lettura, o il solo tenere in mano un libro, li porta a comprendere meglio come devono agire se vogliono che la loro vita cambi, oppure attraverso i libri capiscono qualcosa che prima non avevano voluto forse capire.
Non c'è niente di più confortante del leggere di altre persone che tramite la lettura ricevono un impulso per orientare la propria vita, perché 1) ti fa sperare che un giorno, grazie a uno di questi esserini fatti di pagine, capirai veramente cosa devi fare e 2) ti convinci ancora di più del POWER della lettura.

In mezzo a tute queste cose belle, però, c'è una nota stonata.
Allora, partiamo dal presupposto che io, generalmente, non mi documento mai su un libro che voglio leggere perché posso incappare in spoiler e di dare uno sguardo approfondito alla trama non se ne parla nemmeno, perché ultimamente io trovo che svelino più del dovuto, ergo non sapevo bene in cosa mi stavo buttando, pensavo a una storia d'amore fra i libri o una cosa del genere... Bene, le mie aspettative sono state un po' deluse (ecco perché di solito mi impegno a non fare pensieri preparatori sulle future letture), perché questo è un romanzo corale, il che vuol dire che vede millecinquecentocinquanta punti di vista diversi e, lasciatemelo dire, a me già iniziano a girare le scatole quando la Clare salta da un personaggio all'altro all'interno della stessa vicenda (mi da un fastidio quando sto leggendo un capitolo dal PoV di Julian e sul più bello lei inserisce quello di Cristina), quindi figuriamoci seguire sette PoV completamente separati l'uno dall'altro tranne per qualche contatto! Poi, diciamocela tutta, perché il fatto che ci fossero più PoV mi ha dato fastidio? Perché mi è sembrato che le vicende non si sviluppassero in maniera soddisfacente, mi sembrava tutto molto affrettato e talvolta poco approfondito, accennato, mentre a me piace sapere la conclusione e lo sviluppo delle storie in maniera dettagliata. Invece, in questo caso, la compresenza di sette storie ha creato un effetto di straniamento, non mi sono sentita coinvolta nel racconto, perché era tutto fin troppo semplificato e forse il fatto che il libro sia relativamente corto ha ingigantito questa mia sensazione.

Insomma, una storia molto carina, ma che avrei voluto si fosse concentrata magari su meno personaggi e avesse sviluppato meglio le varie vicissitudini, in maniera più approfondita.
Voto:

martedì 23 gennaio 2018

Recensione L'Ombra di Ares

Titolo: L'Ombra di Ares
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: Fantasy
Casa editrice: HarperCollins
Prezzo: €16.00 (copertina rigida)
Pagine: 446






Trama
Mentre il mondo dei mortali scivola nel caos, travolto da una guerra in cui divinità, Puri e Mezzosangue si affrontano senza esclusione di colpi, Alex per la prima volta non sa cosa fare. La scioccante sconfitta che ha lasciato sul suo corpo ferite indelebili ha segnato profondamente anche la sua anima, costringendola a dubitare di se stessa e delle sue reali capacità di mettere fine a quell'insensato conflitto una volta per tutte. Come se non bastasse, gli ostacoli che separano lei e Aiden dalla felicità sembrano moltiplicarsi, e l'idea di doversi fidare di un nemico letale per scendere ancora una volta negli Inferi e liberare uno degli dei più potenti e pericolosi di tutti i tempo è a dir poco destabilizzante. Ma la resa dei conti è ormai imminente, e Alez sa che sarà messa di fronte a una scelta terribile: la distruzione di tutto ciò che ha di più caro... o la propria fine.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e anche oggi nessuna gioia si è vista all'orizzonte... lo so, lo so, il nuovo anno è appena iniziato e io sto già qui a lamentarmi, ma cosa volete, sono giovane e impaziente e mi piacerebbe molto in questo momento andare a fare una passeggiata, mangiare qualcosa di buono ed essere già a Carnevale, per andarmi a prendere i geloni ma per sentire ancora quella bella atmosfera di festività, che ti fa apprezzare di più la tua città, che altrimenti criticheresti per qualsiasi cosa, a partire dai ricordini dei cani sui marciapiedi.
Ma, a parte questo, oggi sono tornata per parlarvi dell'ultimo volume della "Covenant Series", un volume abbastanza ansiogeno, ma molto bello, a parte per il finale, che mi ha tolto dieci anni di vita, però di questo ne parleremo alla fine.

Dunque, avevamo lasciato la nostra cara Alex nel momento immediatamente successivo a un terribile scontro con Ares, il dio della guerra, nonché colui che sta fomentando Seth e Lucian in questo oscuro piano di rovesciare gli dei e contribuire alla fine di noi umani (più o meno).
Consci del nemico da abbattere, ora il problema sta nel come sconfiggerlo, siccome non è per nulla facile tentare di contrastare un dio, tanto meno uno che sa bene come muoversi sul campo di battaglia e nelle retrovie.
Mentre, però Alex si sta riprendendo, qualcuno inaspettatamente cambia le proprie convinzioni e, sotto la diffidenza generale, decide di aiutarli a compiere l'impossibile e a evitare ulteriori morti, sia fra gli umani, sia fra i Puri e i Mezzosangue sottoposti al potere di costrizione.
Questa nuova presenza, sarà fondamentale nella riuscita del piano, ma ancora di più sarà importante perché conosce i piani del nemico e può trovare un modo per aggirarli.
Solo che tutto questo non basta, Ares potrebbe batterli tutti in tre secondi netti grazie al suo potere, pertanto non resta che una sola cosa da fare: scendere negli Inferi e andare a trovare qualcuno che si intende molto bene di guerra... e di distruzione.

In questo volume Alexandria è decisamente più combattiva: a partire dalla sua trasformazione, se così la vogliamo chiamare, la sua vita è diventata molto più frenetica e meno felice di quanto non sia mai stata; molti dei suoi compagni se ne sono andati, lasciandole addosso il senso di colpa di essere colei che, potenzialmente, darà il potere allo Sterminatore degli dei di distruggere tutto il suo mondo e di non essere riuscita a fermare questa situazione prima.
Come se non bastasse, c'è qualcosa di strano in lei da quando è tornata dal mondo dei quasi-morti, dopo lo scontro con Ares, e questo la mette particolarmente a disagio perché si rende conto che non reagisce più come sarebbe giusto fare, sente solo una grande desolazione mista all'amore che prova per Aiden.
Con l'aiuto, però, di coloro che sono rimasti e della preziosa personalità di Apollo (mamma mia, quanto mi fa ridere! Voglio un piccolo Apollo personale come consigliere, thanks), Alex riuscirà a non lasciarsi scoraggiare da tutto quello che sta accadendo, cercando di pensare a come raggiungere il padre e a come non morire nell'ipotetico scontro finale.

Aiden St. Delphi, dal canto suo, si dimostra sempre calmo e con i nervi ben saldi, nonostante ci siano situazioni in cui palesemente vorrebbe fare qualcosa di poco carino (vedi certi istinti omicidi). In mezzo alla guerra lui riesce a rimanere se stesso, osservando tutto ciò che accade con occhio critico, aiutando chi può aiutare, restando un punto fisso per la protagonista, che in questo momento sta attraversando una fase critica, e rimanendo sempre l'uomo dall'intensità disarmante che abbiamo conosciuto nei volumi precedenti (grazie, Aiden, per non esserti rincretinito per amore, lo apprezziamo).

E, infine, ultimo personaggio che vi cito, abbiamo Seth.
Diciamo che è da un po' di pagine che tutti siamo sconvolti per il suo voltafaccia e che speriamo rinsavisca perché è un così caro ragazzo e non è giusto odiarlo (o comunque prenderlo un po' in antipatia), però, grazie a Dio, in questo volume inizia a riscattarsi, connette i due neuroni che gli erano rimasti e BOOOM eccolo lì, in splendida forma, a ridiventarmi simpatico, sebbene la strada sia ancora lunga. Qui, Seth comprende i suoi errori, capisce che la sete di potere non è qualcosa a cui dare retta ed è pronto ad aiutare a risolvere la situazione che lui stesso ha contribuito a creare con un grande sacrificio di cui gli siamo grati.

Insomma, "L'Ombra di Ares" è veramente scoppiettante, ci sono momenti pieni di azione, in cui temi la morte di qualcuno - e pure a buon ragione, perché si sa che gli scrittori sanno essere particolarmente sadici in certi casi -, altri pieni di ansia, e altri ancora un po' più tranquilli e scherzosi, giusto per sdrammatizzare in un contesto piuttosto spinoso.
Come al solito, la zia Jenny non rinuncia alla sua ironia, qui personificata da Apollo, che dona quel tocco di leggerezza alla storia e che aiuta a farti sentire coinvolto e perso in questo mondo, ma non rinuncia nemmeno ai colpi di scena... eh sì, ci sono dei momenti in cui si rimane così:
e allora inizi seriamente a preoccuparti, perché sai che non puoi sopportare altri colpi al cuore, non dopo tutto ciò che è successo, e speri che tutto si concluda nel migliore dei modi... tutto bello, peccato che la cara Armentrout abbia una predilezione per certi tipi di finale, specie se includono una stoccata che ti fa saltare in aria dalla disperazione a poche pagine dalla fine perché non sembra per nulla l'happy ending che ti eri immaginata! Ma d'altronde, l'aveva già fatto una volta, bisognava aspettarselo...
Che poi, non le basta una fine del genere, no la lascia pure aperta! Insomma, io come faccio a sopravvivere senza sapere che fine ha fatto un certo personaggio? Capisco che ci sia poi la trilogia (o forse è una tetralogia? Non l'ho ancora capito) su Seth, però io ho BISOGNO di sapere!

Concludendo, questa è stata una degna chiusura per una saga molto bella, che mi è entrata nel cuore più lentamente del solito, ma che sicuramente ricorderò finché campo grazie all'esuberanza di un certo dio (mammina mia, quanto è forte) e alla presenza di frasi in greco che ho cercato invano di tradurre e che mi hanno fatto molto piacere perché vuol dire che la zia Jenny ha fatto anche un bel lavoro di ricerca.
Voto:

giovedì 18 gennaio 2018

Recensione Point Break - Book One: in the city

Titolo: Point Break - Book One: in the city
Autore: Marion Seals
Genere: Contemporary Romance, Suspense
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €2.99 (ebook)
Pagine: 419






Trama
Il destino li ha fatti incontrare.
Il pericolo li ha costretti a fuggire.
L'amore li metterà di fronte ai loro limiti.
Randy Bennett ha sempre saputo ciò che voleva da New York: la possibilità di essere se stesso e di realizzare tutti i suoi sogni.
Per Chatlotte Davis la City è una porta chiusa su un passato ingombrante, ma anche un nuovo lavoro, fatto di certezze e razionalità.
Ryons e Finnigan, ex Forze Speciali e contractor alla BLACK EAGLES, vedono nella metropoli il luogo dove poter continuare a fare ciò che hanno sempre fatto: proteggere le persone, lasciando scorrere il tempo in una rassicurante routine.
La Grande Mela, però, ha in serbo per tutti loro una sorpresa.
Ognuno di loro sarà messo alla prova, con il rischio di perdersi.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, per il momento ancora felice e spensierata in quanto la scuola non è ancora ricominciata a pieno regime, diciamo che è un lento riassestamento nell'habitat naturale di tutti noi poveri studenti che non hanno più molta voglia di stare tutto il giorno e tutti i giorni sui libri... insomma, una pallida illusione che forse fino a giugno le cose non andranno così male data dalla leggerezza della settimana appena trascorsa. Oh, ma non gioiamo troppo che poi tanto il mainagioia tornerà sempre e comunque!
Anyway, eccomi tornata con la recensione di un romanzo molto interessante, che vi avevo presentato in occasione del Cover Reveal e del Release Blitz un mesetto fa e che ho avuto l'opportunità di leggere grazie all'autrice che mi ha fornito gentilmente una copia digitale di questa storia coi fiocchi.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Il romanzo segue le vicende di quattro, e ripeto QUATTRO, personaggi, con storie molto diverse fra loro, ma che, per un motivo o per l'altro, si ritrovano nella stessa situazione e da quel momento le loro vite non saranno più le stesse.
Randy Bennet è un uomo scampato dal rigorismo religioso del padre per approdare in una città dove è potuto diventare la persona che voleva, senza doversi nascondere per il solo fatto di essere diverso dagli altri e per il desiderio di disegnare abiti da uomo: eccentrico, sagace e chiacchierone, Randy è un peperoncino vivente, che ama impicciarsi della vita altrui e aiutare quelle che reputa le povere anime, come la sua migliore amica Dora e sua cugina Charlotte, nel trovare la strada giusta. Ma più di tutti, è un uomo che sa quello che vuole e che usa tutto il suo potenziale, il suo fascino, i suoi assi nella manica, per ottenerlo, specie quando c'è di mezzo un altro uomo impenetrabile come il ghiaccio.

Finnigan è l'esatto opposto di Mr. Bennet: ex Navy SEAL, con un passato al quanto oscuro alle spalle, lavora per Ryons come guardia del corpo ed è un uomo tutto d'un pezzo, non si lascia mai andare, sempre preso dal suo lavoro, e ha un ottimo autocontrollo che gli impedisce di finire nei guai in un ambiente in cui è meglio avere una certa mentalità e un certo "indirizzo" se si vuole sopravvivere in pace. Eh sì, perché dietro a quegli occhi impenetrabili e a quella corazza di acciaio si cela un terribile - almeno dal suo punto di vista - segreto, che si porta dietro da anni e che reprime da altrettanto tempo, forse ancora condizionato dall'influenza del padre, al punto che lasciarsi andare ora gli sembra impossibile nonostante ci siano momenti in cui sembra volerlo.
Ma Randy entrerà nella sua vita così prepotentemente che il suo palazzo di cristallo inizierà a incrinarsi e questo potrebbe rappresentare l'inizio della fine - che tragicità.

Ryons è un ex soldato di quarantun anni che, dopo aver visto cose indicibili in guerra, ha deciso di darsi alla protezione dei ricconi: anche lui uomo integerrimo e spaventoso in alcuni casi, non sembra essere il tipo di persona da farsi prendere dalle emozioni o da lasciarsi sconvolgere da qualsiasi cosa, complice l'addestramento che lo ha fatto diventare il tipico soldato impenetrabile, sempre ligio al lavoro al punto da non fare mai uno sgarro e da essere per questo uno dei migliori nel suo campo... eppure, l'incontro con Charlotte Davis contribuirà lentamente a un grande e grosso cambiamento nella sua vita, che ora sembra contemplare anche la possibilità della presenza di una donna a scacciare la sua solitudine.

Dal canto suo, Charlotte mica se lo aspettava che la propria esistenza sarebbe stata scossa da un bel tornado: da sempre molto dedita al suo lavoro, un po' per riscattarsi forse da esperienze passate, lei sembra non concedersi mai un minuto di relax, di sgarro dalla sua routine, che prevede il fulminare con gli occhi tutti coloro che la intralciano nel fare le sue commissioni, ma c'è solo una grande voglia di avere successo come avvocato; certo, un po' di compagnia non è che la disdegni, ma è un tipetto piuttosto particolare, quindi prima che le piaccia la compagnia di qualcuno potrebbe passarci del tempo. Ed è proprio un certo tipo di compagnia che arriva all'improvviso e non annunciata, quella del nostro caro Ryons, e Charlotte non ne sarà molto felice, specie quando delle determinate circostanze li porteranno a stare a contatto più del dovuto.

La prima cosa interessante del romanzo è che tutte e quattro le storie ci vengono narrate a partire dallo stesso punto: c'è una circostanza comune in cui tutti sono riuniti, ognuno di loro ci racconta brevemente la propria storia, ma giusto quel poco necessario per avere un quadro generale della loro persona e personalità, e successivamente avviene l'incontro con la loro dolce metà (beh, dipende dai punti di vista); successivamente, le varie vicende si limitano ad intrecciarsi di tanto in tanto, ma, se non erro, mai tutte insieme, fino a che, circa a metà libro, non ci si ritrova in una certa circostanza e da quel momento cambia tutto, di nuovo le vicende prenderanno due strade interconnesse ma separate per poi ricongiungersi nella parte finale.
Insomma, c'è un intreccio molto interessante da questo punto di vista, che probabilmente ho notato solo io per deformazione professionale (da quando mi è venuta in mente la faccenda dell'intrecciarsi delle storie mi sono un pochino fissata), ma l'averlo notato, aver colto questa particolarità che non è poi così scontata, mi ha fatto sentire molto fiera di me e mi ha fatto piacere ancora di più la storia - io sono una che osserva molto bene, visto?

Un'altra cosa che mi ha fatto molto piacere trovare è stata la parte thriller della storia e mo' mi spiego: nel caso non lo sappiate, io avevo letto l'hanno scorso una duologia che si presentava come Romantic Suspense e che, dal mio modestissimo punto di vista, non lo era, quindi ero un pochino preoccupata che le mie aspettative da lettrice gialla (anche se è un po' che non leggo un giallo, ma in passato ne ho letti a bizzeffe) avrebbero potuto non farmi apprezzare a pieno "Point Break"... invece, mi sono ricreduta! Questa volta c'è una differenza fra periodo tranquillo e periodo in preda all'ansia, c'è un passaggio piuttosto graduale fra le due fasi ed è stato gratificante leggere un libro degno di questo genere. Certo, ogni tanto la parte più razionale del mio cervellino prendeva la riscossa per dirmi "Sì, ma io volevo un po' di terrore in più", al che la parte più realista rispondeva dicendo "Scusami tesoro, ma mica siamo in 'Dieci Piccoli Indiani'! E poi, anche in quel libro la prima parte è relativamente tranquilla, ma tu ti sei lamentata? No, quindi zitta e nuota nuota e nuota che c'è ancora la seconda parte e la situazione non è splendida splendente", ma devo ammettere che ho apprezzato molto il risvolto giallo della storia, proprio perché ho trovato ci fosse un giusto equilibrio fra Romance e Suspense, equilibrio che non avevo trovato nell'esperienza precedente e che mi aveva fatto diventare un po' scettica.

In ogni caso, mi è piaciuta veramente tanto questa storia, è stata un'avventura frizzante, leggera ma non troppo, mi ha strappato qualche sorriso e le battute di Randy sono state fantastiche al punto che gli avrei dato un sacco di cinque virtuali perché quell'uomo è un genio, un po' troppo sfacciato in certe situazioni per i miei gusti ma pur sempre un genio.
Lo stile dell'autrice è fresco e coinvolgente, ti invoglia a proseguire nella lettura - e a rimandare la merenda per sapere come va avanti la storia - e ti mette a diretto contatto con tutti e quattro i personaggi, al punto che poi alla fine gioisci, ti disperi e ti arrabbi insieme a loro.
Ora non ci resta che scoprire come proseguiranno le loro vite dopo quel finale che per fortuna non è mozzafiato perché altrimenti non si sarebbe potuto sopravvivere, ma proprio bellissimo e all'insegna della felicità non è.
Voto:

mercoledì 17 gennaio 2018

WWW... Wednesday! #57

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina che oggi è un po' di fretta, quindi non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo subito con il consueto post del mercoledì, in cui vi mostrerò le mie letture in corso, terminate e in programma.

What are you currently reading?
Questo libro mi aspettava da un anno e mezzo abbondante, senza un motivo apparente, perciò, siccome questo sarà l'anno dei grandi recuperi (io non vi dico quanti ebook ho sul mio iPad perché ci sarebbe da vergognarsi), ho deciso che era arrivato il momento giusto. Per il momento, però, non vi posso dire ancora nulla, perché l'ho iniziato stamane, prima di uscire di casa, e ho letto solo 30 pagine, quindi capite che è impossibile dare un giudizio senza essere troppo affrettati.

What did you recently finish reading?
Questa settimana ho finito di leggere "Antiche voci da Salem", un libro veramente bello, che mi è piaciuto tanto per l'ambientazione, per il fatto che fossero coinvolte le streghe e le loro magagne e perché la storia d'amore è stata creata con i fiocchi dal mio modesto punto di vista.
Successivamente, fra lunedì e martedì ho letto, in anteprima, il nuovo libro di JD Hurt, "Wishlist 1", libro che aspettavo da quando ho finito il volume precedente nella serie e che mi è piaciuto veramente tanto, molto strong, con dei colpi di scena alla WHATT??? e un finale da sclero assurdo che non mi farà stare in pace fino all'uscita del seguito.

What do you think you'll read next?
Non so ancora in quale ordine li leggerò, vedremo anche gli impegni per la prossima settimana, ma certamente questi due saranno i prossimi: il primo è una nuova uscita, il terzo volume della Wayward Children Series, ed essendo molto breve sarebbe perfetto per evitare di protrarne la lettura troppo a lungo; il secondo è uno dei libri che voglio recuperare quest'anno e questo mi sembra il momento adatto.

Bene, per oggi è tutto. Se vi va, fatemi sapere qualcosa a proposito delle vostre letture.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

martedì 16 gennaio 2018

Recensione Big Apple

Titolo: Big Apple
Autore: Marion Seals
Genere: Romance
Casa editrice: Self publishing
Prezzo: €11.96 (copertina flessibile)
Pagine: 466






Trama
Dora e Lez. Assistente personale e grande capo. Giovane e ambiziosa, lei, miliardario e casanova, lui. Sì, avete ragione gli stereotipi ci sono tutti, e... no, non è un romance come quelli che avete letto finora.
"Mi chiamo Dora Monroe, ho venticinque anni e vivo a New York. Che culo, direte voi. Vivo nella parte brutta di New York: il Bronx."
Fedora Monroe, per gli amici Dora, originaria del Connecticut, lavora in una famosa casa editrice della Garnde Mela, come assistente personale del proprietario, in attesa della grande occasione.
"Speravo di farmi notare abbastanza in fretta, ma dopo ben 743 giorni - sì, avete letto bene, SETTE-CENTO-QUARANTA-TRE, li ho contati - ancora nessuno si è inginocchiato ai miei piedi per supplicarmi di correggere le bozze di chicchessia. Chi dovrebbe promuovermi? Il mio capo, ovviamente. Chi è il mio capo?"
Alexander Maximilian Stenton III, rampollo di una delle famiglie più ricche e in vista degli Stati Uniti, tanto bello e intelligente, quanto presuntuoso e dispotico.
"Il mio nome è Alexander Maximilian Stenton III, ma gli amici mi chiamano Lex e la ragione non me la ricordo più. Nasco in una famiglia alto-borghese, con infiltrazioni nobili da parte di madre. La mia bisnonna sposò un conte e questo fa di noi i privilegiati tra i privilegiati. Ovvio che non conterebbe un cazzo se non fossimo anche schifosamente ricchi."
Ecco ceh, quando il romanzo di un'autrice di punta della casa editrice rischia di non essere pubblicato nei tempi previsti, Dora ha la possibilità di fare ciò per cui è nata: l'editor.
Da qui, complice un segreto professionale che se rivelato farebbe perdere milioni di dollari, le vicende di Dora e Lex si intrecceranno in un incastro (im)perfetto di emozioni: litigate, sesso sfrenato e un'antipatia reciproca saranno gli elementi costanti del loro rapporto.
A tutto questo si aggiungeranno le vicende dei loro amici e conoscenti che, tra situazioni pericolose e imprevisti comici, faranno da sfondo a un legame che andrà crescendo di giorno in giorno a dispetto dei due protagonisti.
Riusciranno Dora e Lex, così in apparenza inconciliabili, a trovare un punto di incontro? O il loro orgoglio e la diffidenza reciproca li allontaneranno per sempre?
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, sopravvissuta alla prima settimana di scuola, che non si è rivelata tanto male come mi sarei aspettata... evidentemente le vacanze e il Natale fanno miracoli! Certo, il tempo per leggere si sta assottigliando, però io non demordo e sono piena di buoni propositi letterari per quest'anno, quindi riuscirò a immergermi nei libri anche quando i tempi saranno più duri - ovvero quando il suddetto free time sarà praticamente inesistente.
Anyway, oggi eccomi tornata con la recensione di un libro che probabilmente non avrei mai letto se l'autrice non mi avesse chiesto di recensire il secondo nella serie, che non è un suo diretto sequel perché i personaggi non sono gli stessi, ma per completezza ho pensato fosse meglio documentarmi sui tanto decantati Dora e Lex. Perciò, bando alle ciance e iniziamo con la recensione!

Fedora Monroe, o semplicemente Dora, è una venticinquenne che si è trasferita a New York con un sogno nel cassetto, quello di lavorare e ottenere un ruolo di prestigio nel campo dell'editoria. Ora, però, sono passati più di due anni, e miglioramenti in vista non se ne sono visti... certo, ha incontrato persone molto gentili come Luther, il suo padrone di casa, ragazzini un po' inguaiati come Thomas e amici eclettici e con un solo pensiero fisso come Randy, tuttavia la frustrazione per la situazione lavorativa non manca di farsi sentire. Dora vorrebbe vivere un po' meglio, avere la possibilità di mostrare le sue doti, ma il suo capo non sembra neanche accorgersi di lei perché è l'unica persona che non si inginocchia al suo passaggio, è diversa dalle altre donne, non le importa tanto mettersi in ghingheri per farsi notare, quanto più fare mostra del suo cervello, della sua arguzia e dimostra di essere un tipetto che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno (anche perché non ha peli sulla lingua, perciò potete ben immaginare quanto la sua schiettezza spiazzi chiunque, anche gli avversari). E forse questa sua personalità così dirompente le porterà anche successo, perché, per un caso fortuito, riuscirà a ottenere proprio l'incarico dei suoi sogni. Peccato, però, che dietro si celino delle magagne, e che lei stessa alla fine decida di dare una lezione al suo capo proponendogli un accordo che potrebbe rivelarsi deleterio per entrambi... o forse no.

Alexander Maximilian Stenton III, dal canto suo, è l'opposto della protagonista: spropositatamente ricco, arrogante, saccente e con una schiera di donne alle sue spalle da far invidia a qualsiasi esercito, Lex è un vero uomo in carriera, una volpe che non esita a usare sotterfugi per ottenere quello che vuole, in parte perché non è abituato a essere contraddetto e in parte perché sa bene dove deve andare a parare per avere successo; non sembra importargli mai di nessuno, l'unica cosa che conta è il profitto, e questo lo porterà in grossi guai, perché non bisognerebbe mai dare per scontato che le persone stiano bene così come stanno, nonostante abbiano accettato volentieri le sue condizioni... e sarà proprio questo atteggiamento di indifferenza che rischierà di fargli perdere dei grossi guadagni, sicché chiederà un aiuto improbabile alla sua segretaria, Dora, con la conseguenza che la sua vita inizierà a cambiare radicalmente, in quanto nessuno aveva mai osato trattarlo come fa lei, ma soprattutto nessuno lo aveva mai messo a confronto con una realtà diversa dalla sua. 
Chissà che, dopo questa esperienza, non si trovi cambiato e non abbia compreso i veri valori della vita...

Questa è una di quelle storie scoppiettanti che piacciono proprio per il fatto che hanno carattere: la trama non è nulla di troppo complicato (mica è un Giallo, Katy, grazie per aver sottolineato l'ovvietà), è molto semplice, apparentemente sembra qualcosa di già visto, però ci sono degli elementi che in realtà la rendono particolare, insolita e pure un pochino nuova in un panorama in cui la novità è difficile da trovare.
La prima cosa, in assoluto, da sottolineare è il fatto che questa storia ha carattere, non è la tipica storia d'amore che dopo un po' scade nel melenso, né una storia in generale che si concentra solo sulla vita sentimentale (e pure l'altra, di vita) dei protagonisti, perché c'è molto di più! Ironia e sarcasmo la fanno da padroni, rendono la situazione in cui Dora e Lex sono finiti molto leggera, quasi comica e contribuiscono a sfatare lo stereotipo delle segretarie che ambiscono a una sola cosa nella vita, ovvero finire nei pantaloni del loro capo: qui, infatti, la segretaria in questione pensa a fare il suo lavoro, mentre il capo continua a essere un Don Giovanni, e gli sa persino tenere testa! Ecco, il carattere forte della nostra protagonista influenza poi il carattere di tutta la storia, che risulta sempre frizzante, fresca e divertente.
La seconda cosa è il fatto che i due personaggi sono molto schietti. Loro non ci girano intorno, sentono attrazione fra di loro e ne approfittano, senza se e senza ma sotterrano l'ascia di guerra per qualche momento per poi riprenderla successivamente; inoltre, mettono le cose in chiaro sin da subito, si dicono quello che devono dire e le loro vite proseguono normalmente... beh, forse non proprio, perché poi tutta questa vicinanza cambia le carte in tavola, ma almeno all'inizio sono tutt'e due molto diretti e questo l'ho apprezzato molto. E lo stessa vale per il personaggio di Randy, che più schietto di così non poteva essere, senza un pelo che sia uno sulla lingua e forse più pettegolo ed eccentrico di qualunque altra persona sulla faccia della Terra, ma molto carino.

Senza ombra di dubbio, "Big Apple" è uno di quei libri che nella loro leggerezza ti tengono molta compagnia, perché sono in grado di coinvolgerti al punto che sei pure tu frustrata perché i protagonisti ne combinano una dietro l'altra (oh, com'è stata tremenda la parte finale!) e perché ti fanno sentire a casa, come se stessi chiacchierando e ridendo con degli amici.
Ho riso parecchio, mi sono un pochino disperata, soprattutto nella parte finale in cui le cose non sembravano essere messe molto bene, e molto spesso mi sono sentita tanto una sorta di Sebastian de "La Sirenetta" che canta "Baciala", nel tentativo di far comprendere a quei due che forse poteva esserci qualcosa in più - tipo una bella relazione che poi sarebbe finita con auguri di matrimonio e tanti figli maschi -, tentativo molto difficile poiché tutti e due sono molto testardi e fissi nelle loro convinzioni.

E ora che ho letto questo primo volume della serie, non mi resta che darvi appuntamento fra due giorni per sclerare un pochino sul suo seguito, diverso per genere ma sempre bello pimpante.
Voto: