sabato 19 agosto 2017

Recensione Il gabbiano Jonathan Livingston

Titolo: Il gabbiano Jonathan Livingston
Autore: Richard Bach
Genere: Narrativa Contemporanea
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: €10.00 (copertina flessibile)
Pagine: 112






Trama
Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica. E con Jonathan il lettore viene trascinato in un'entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi nessuna gioia all'orizzonte, solo tanta noia, ma, in compenso, sto guardando "Captain America e il Soldato d'Inverno", quindi almeno sono in buona compagnia... o almeno, ero, visto che si è scaricato l'Ipad su cui lo stavo guardando e l'unica presa abbastanza vicina è occupata dall'alimentatore del computer da cui sto scrivendo, quindi adesso spero che si carichi in fretta, così posso continuare a vedere il film.
A parte questo, eccomi tornata per parlarvi brevemente di un libro altrettanto breve che ho letto perché in quel momento non avevo abbastanza tempo per iniziare qualcosa di più sostanzioso e al contempo volevo leggere qualcosa che sarei riuscita a finire prima di dover andare a far commissioni varie.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Jonathan è un gabbiano che ama volare, infatti spesso si è ritrovato a interrogarsi sul perché tutti gli altri esseri della sua specie si concentrassero sempre e solo sul mangiare, quindi sul come procurarsi il cibo; ma Jonathan è diverso dagli altri, crede che ci sia qualcosa più importante che pensare solo alla sopravvivenza e che sia importante vivere.
I suoi continui comportamenti che vanno oltre quello che tutti si aspetterebbero da un gabbiano non fanno altro che ottenergli occhiatacce di rimprovero da parte dei suoi simili che ben presto decideranno di prendere provvedimenti e esiliarlo come Reietto.
Sarà in questo modo che lui continuerà a volare e ad andare oltre i suoi limiti, fino al punto da finire in mezzo a un gruppo di gabbiani totalmente diversi in cui potrà apprendere tutto quello che ancora non sa.

Dunque, il personaggio principale della storia è Jonathan Livingston, un gabbiano molto particolare perché ama volare. Egli è molto intelligente, capisce che vivere è diverso da quello che tutti gli altri esseri della sua specie stanno facendo, ed è determinato a raggiungere i suoi obiettivi per far loro capire quanto stiano sbagliando.
Sebbene, poi, ogni tanto si senta quasi in colpa per quello che sta facendo e cerchi di comportarsi normalmente, non può mai fare a meno di spingersi oltre i limiti perché è ciò che lo rende felice e lui non vuole sentirsi ingabbiato in delle leggi che sa essere restrittive.
La cosa bella di Jon è che risulta sempre dedito alla sua causa, non si lascia mai abbattere nonostante le difficoltà e forse è proprio questo che lo fa andare avanti nel suo intento, cosa che indica una grande forza e determinazione, anche sul piano emotivo, perché scegliere di continuare a perseguire un obiettivo del genere quando di mezzo ci sarebbe la possibile perdita dei famigliari è veramente un'azione nobile.

Quello che questo libricino insegna, che ci dice, è che la libertà è qualcosa di molto importante e da non sottovalutare: noi possiamo dire di essere liberi quando siamo in grado di esprimere noi stessi, e quando possiamo agire secondo la nostra ragione, che potrebbe essere diversa da quella altrui, anche se potrebbe essere "giusta" o "sbagliata" a seconda dei punti di vista (ad esempio, un criminale potrebbe essere nel giusto secondo il proprio punto di vista, ma non secondo il nostro).
Essere liberi vuol dire avere la possibilità di manifestare la propria opinione, ma vuol dire anche in certi casi avere il coraggio di affrontare le conseguenze che potrebbero scaturirne, sapendo che molto spesso ne vale la pena, perché costringersi a vivere in un luogo che non rispecchia la propria personalità o i propri ideali?
Però, bisogna anche essere consapevoli del fatto che al mondo esistano molte persone conservatrici, che vogliono restare sotto le regole ancestrali pur sapendo che potrebbero non essere più "valide" oppure che vogliono imporre le loro leggi sugli altri perché pensano di avere il diritto di dire agli altri quello che devono fare.

Concludendo, benché piccolo, questo libricino è veramente una bella storia, semplice ma con un grande significato nascosto fra le righe, ma non poi così tanto: è stata un'avventura piacevole leggere di questo gabbiano sognatore che non si accontenta di quello che è, ma decide di prendersi quello che vuole anche se finisce per essere snobbato da tutti.
Una storiella molto carina e adatta per quando non si ha abbastanza tempo per leggere qualcosa di più lungo, ma si vuole comunque finire un libro.
Alla prossima!
Voto:

giovedì 17 agosto 2017

Recensione Elixir

Titolo: Elixir
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: Urban Fantasy
Casa editrice: Spencer Hill Press
Prezzo: €3.88 (copertina flessibile)
Pagine: 74






Trama
Aiden St. Delphi farà qualsiasi cosa per salvare Alex.
Anche se questo significa fare l'unica cosa per cui non si perdonerà mai.
Anche se questo significa muovere guerra contro gli dei stessi.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una Katy in parte triste perché la sua vicina di banco è partita, ma in parte anche felice perché sa che la sopracitata potrà avere una bellissima esperienza (o almeno, si spera ecco, andare fuori dall'Italia è sempre terrificante quando si pensa al cibo).
Anyway, oggi sono tornata per parlarvi della novella "Elixir", una novella della "Covenant Series" che è da collocare fra il terzo e il quarto volume della saga e che ci permette di dare uno sguardo alla situazione immediatamente successiva a... be', a quello che è successo alla fine di "Anima Divina" (per poco non facevo spoiler). Tra l'altro, la cosa figa è che il PoV è quello di Aiden.
E con questo iniziamo la recensione!
*Attenzione, da questo momento in poi potrebbero esserci spoiler sulla fine del terzo volume, cercherò di evitarli ma un minimo di quello che accade lo devo dire, anche solo per tradizione, visto che faccio così per tutte le recensioni*

Dopo ciò che è successo alla fine di "Anima Divina", ci ritroviamo davanti a una scena che non avremmo mai creduto potessimo vedere: il peggio è arrivato, tutti lo vedono, Aiden lo osserva negli occhi di Alexandria, occhi che non sono più i suoi e che preludono a un sacco di guai.
Nel tentativo di cercare una soluzione per troncare il legame che la lega a Seth, l'Apollyon, la squadra (Aiden e suo fratello Deacon, lo zio di Alex Marcus, Luke, Lea e Soros) si preoccupa di portarla da qualche parte dove lui non la potrà trovare e il nostro amato Puro cercherà di farla rinsavire in tutti i modi possibili.
Quando arriva Apollo, a riportare notizie su tutto ciò che ha scoperto, è chiaro che non c'è molto da fare: fra la sua morte e l'Elisir, non si sa cosa sia peggio, ma è necessario compiere una scelta al più presto perché la guerra sta arrivando.
Aiden, però, ha ancora speranza che si possa trovare qualcosa di meno rischioso per lei, e per il loro futuro, ma il tempo sta per scadere e scegliere è la cosa più importante.

In questa breve novella abbiamo la possibilità di confrontarci con un nuovo PoV, che fino a questo momento era stato quello di Alexandria, ovvero quello di Aiden.
Ormai sappiamo come sia il suo personaggio, intrigante, intelligente, forte, determinato, ma qui vediamo un elemento, precedentemente incontrato, in maniera più amplificata: il suo amore per Alex è qualcosa che avevamo capito fosse pericoloso, ma nonostante tutti i suoi sforzi alla fine anche lui ha dovuto cedergli e ora agisce secondo le regole di questo sentimento. E' per questo che quando si presenta il momento di fare la scelta si scalderà tanto, per il fatto che la ama troppo per sacrificarla al fine di salvare il mondo da una nuova guerra, perciò risulta sempre più convinto che ci sia un'alternativa differente a quelle proposte.
Insomma, è l'amore che lo guida nelle sue scelte, ma anche l'impressione di aver rotto la promessa che le aveva fatto poco prima che il peggio accadesse... si sente in colpa per questo, vorrebbe con tutto il cuore aggiustare le cose ma non sa come fare, non riesce a trovare il modo giusto e si rende conto che il tempo sta passando e che niente è stato ancora fatto.
Non so quante volte l'ho detto, ma io adoro questo personaggio, è diventato uno dei miei bookboyfriend preferiti per via della sua intensità, ecco. Ultimamente sto usando molto questa parola, intensità, ma è quello che mi trasmettono certi personaggio come Aiden, che hanno un turbinio di emozioni, talvolta anche contrastanti, all'interno e non sanno cosa fare.

Di Alexandria non dico molto, perché farei spoiler, ma sappiate che non è stato facile vederla così diversa, vedere le conseguenze del peggio tanto temuto e osservare come non sia più lei. Ma c'è una scena, un piccolissimo momento, in cui capiamo quello che sta passando e lì mi si è spezzato un pochino il cuore perché non riesco proprio a immaginare come le cose potrebbero mettersi sulla diritta via che era stata smarrita (Dante, anche se non è una citazione letterale letterale, sei sempre nei miei pensieri), però la speranza è l'ultima a morire e finché c'è vita c'è speranza.

So che questa novella è molto breve, però è così densa di cose che non so neanche come definire che ti fa già capire che anche nel prossimo volume l'ansia sarà lì accanto a te: ci sono un sacco di emozioni, rabbia, paura, amore, speranza, desiderio, rimorso, e chi più ne ha più ne metta, e questo non fa altro che colpire i nostri carissimi feels, il nostro povero cuoricino che ormai è ridotto a un nonnulla.
Per non parlare di come ci sia un sacco di ansia perché le cose sono messe molto male, le possibili soluzioni sono terribili e la speranza di Aiden ci fa stare sulle spine perché anche noi speriamo fortemente che gli venga una dannatissima idea e, possibilmente, il più velocemente possibile (scusate la tautologia, ma era per enfatizzare il tutto).

Concludendo, perché ho fretta come al solito, mi è piaciuta molto questa novella, soprattutto per il fatto che è dal punto di vista di Aiden e abbiamo potuto capire per bene le sue emozioni, vedere il suo dibattito interiore e l'amore che prova per Alex.
Come ho già detto, ma repetita iuvant, pur essendo molto breve è capace già di metterci l'ansia addosso nell'attesa del prossimo volume che dovrebbe uscire fra non molto e che sarà una grande sofferenza, viste le premesse che il finale di "Anima Divina" ci ha posto davanti.
Come al solito, poi, la zia Jenny è bravissima con le parole e nel descrivere le situazioni e i sentimenti vari, ma ancora di più è bravissima a farci stare con l'anima in pena.
E mentre aspettiamo di sapere le sorti di Alex, io vi auguro una buona giornata.
Pace, amore e tanti libri a tutti!
Voto:



martedì 15 agosto 2017

Recensione A Court Of Wings And Ruin

Titolo: A Court Of Wings And Ruin
Autore: Sarah J. Maas
Genere: Fantasy New Adult
Casa editrice: Bloomsbury
Prezzo: €7.73 (copertina flessibile)
Pagine: 720






Trama
Feyre è ritornata alla Corte della Primavera, determinata a ottenere informazioni a proposito delle manovre di Tamlin e dell'invadente re che sta minacciando di portare Prythian in ginocchio. Ma per fare questo lei deve giocare un gioco della morte fatto di inganni - e una scivolata può mandare dolore non solo per Feyre, ma anche per il suo mondo. Come la guerra cade su tutti loro Feyre deve decidere di chi fidarsi fra gli abbaglianti e letali High Lords - e cercare alleati in luoghi inaspettati.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e oggi sono un po' tristina perché domani parte la mia vicina di banco e non la vedrò per un anno, visto che ha deciso di fare un anno all'estero.
Ma adesso non pensiamoci, anzi, pensiamo al libro di cui vi sto per parlare che mi ha lasciato senza parole, per cui ho sclerato come una matta in certi punti e che mi ha donato un senso di pace e tranquillità alla fine della storia, perché è veramente finito tutto, anche se ci saranno ancora altri libri ambientati in questo mondo, ma la storia di Feyre è giunta alla conclusione.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Feyre è appena tornata alla Corte della Primavera per distruggerla dall'interno e vendicarsi di quello che Tamlin le ha fatto, alleandosi con il temibile Re per riaverla nella sua casa: abbandonato temporaneamente Rhysand e determinata a mettere in atto il suo piano, Feyre si ritroverà ancora una volta faccia a faccia con degli individui poco raccomandabili e al quanto pericolosi, specie se si pensa a chi donano la loro alleanza e il loro aiuto.
Nella tana del nemico lei dovrà instillare il dubbio, la scintilla del dissenso, prima di tornare alla Corte della Notte, e anche a quel punto le cose non saranno finite perché il Re di Prythian ha fra le mani una grossa minaccia, il Calderone, con cui è in grado di compiere azioni terribili, creare nuove Fae e distruggere il muro che si innalza a dividere il mondo fatato da quello degli umani di circa cinquecento anni; una guerra sta sorgendo, e sembra quasi impossibile combattere l'esercito del Re, ma né la protagonista, né Rhysand, né tutti i loro amici, la loro famiglia, si daranno per vinti ed escogiteranno innumerevoli piani per mettere fine a tutto ciò.
Ma cosa succederebbe se il vero nemico è più abile a nascondere le sue mosse di quanto si sarebbe mai pensato? E se non riuscissero a convincere gli altri High Lords ad allearsi per salvare la loro terra dall'orda di distruzione che sta giungendo?
Fra mille dubbi e mille cose che potrebbero andare storte, Feyre farà tutto ciò che è in suo potere per fermare tutto ciò, anche se questo potrebbe comportare dei rischi.

Ora che la nostra protagonista si è ampiamente ripresa da quello che le ha fatto Tamlin all'inizio di ACOMAF, è pronta e determinata a ritornare il favore indietro: nonostante la preoccupazione per la sua famiglia che ha lasciato a Velaris, la città segreta di Rhysand, Feyra dimostra tutta la sua intelligenza e furbizia nel far collassare quella che un tempo aveva chiamato casa e che ora non lo è più, fingendo di essere veramente lì con il cuore quando vorrebbe essere da tutt'altra parte e indossando per tanto una maschera per nascondere le sue vere intenzioni.
In questo volume, vediamo, insomma, una protagonista molto cresciuta, conscia dei suoi poteri e di quello che è e determinata a salvare il suo popolo, ma in lei si fa sempre più strada il senso di avere veramente una famiglia che la apprezza e che farebbe di tutto per lei, per questo molto spesso la vediamo preoccupata e desiderosa di proteggerli ad ogni costo.
Quello che la differenzia da quasi tutti i personaggi che sono presenti in questa serie è il fatto che non esita a compiere anche azioni pericolose per salvare gli altri, per permettere agli altri di vivere anche se questo volesse dire per lei andare dall'altra parte, ma a maggior ragione decide che la vita degli altri non vale meno della sua e che non deve esitare a salvare le persone... ecco, lei ha compassione degli altri, prova empatia, si ritrova nei panni di coloro che in determinate situazioni risultano i più deboli e questo è un segno molto positivo, che me la fa piacere ancora di più perché lei vede in grande, non si limita alla sua cerchia ma va anche oltre.

Ora, siamo giunti alla parte in cui ci sarà la carrellata di personaggi più lunga della storia, perché sono tanti, di molti ne parlerò brevemente (pochissime righe, giuro), mentre di due ne parlerò un pochino più a lungo.
In primo luogo, abbiamo Lucien: alla fine di ACOMAF è successa una cosa fra lui e Elain, la sorella di Feyre, e questa cosa lo porterà a compiere una scelta molto importante, che probabilmente non avrebbe fatto altrimenti; oltretutto, costituisce una buona spalla per la protagonista, la sosterrà e la aiuterà, nonostante sia ancora fedele a Tamlin, e compirà anche dei gesti molto nobili per la causa.
Poi abbiamo le sorelle di Feyre, Nesta ed Elain: la prima continua a risultare sempre un pochino antipatica, scorbutica e altezzosa, però si vede anche molto bene quanto il cambiamento avvenuto alla fine del volume precedente non le abbia fatto molto piacere, specie perché un certo signorino Cassian continua a girarle intorno e lei non vuole nessuno; la seconda, invece, ci risulta più fragile dopo il cambiamento che anche lei ha dovuto subire perché non lo vuole proprio accettare, così come non accetta quello che è successo con Lucien, anzi, continua ad agire come se fosse ancora la vecchia sé.
Ci sono, poi, i quattro dell'Ave Maria (so che si dice tre dell'Ave Maria, ma shh), ovvero la nuova famiglia di Feyre: Cassian, Morrigan, Azriel e Amren. Il primo mi fa sempre tanto ridere, è simpaticissimo e un pochino insolente, ma si nota anche che sotto alla sua corazza c'è qualcuno che ha una fragilità e che ha dei sentimenti, sebbene questi li nasconda sotto la sua sbruffonaggine quando concernono Nesta (adoro). La seconda è un personaggio al quanto complesso, sotto sotto nasconde un grande segreto e certe volte si comporta in maniera strana quando si tratta di Azriel, ma non si sa bene il perché. Il terzo, poi, mi sa tanto di bel tenebroso che ha dei sentimenti molto forti per qualcuno che non sembra essere interessato (Mor), ma mi sta molto simpatico anche lui perché è determinato a fare la sua parte a ogni costo. Infine, la quarta è una donna molto particolare, ha tutti i suoi pensieri e i suoi metodi, ma mi dà l'impressione di essere il Silente di turno, capace di dare consigli e di aiutare gli altri nei momenti in cui c'è più bisogno di certe abilità.
Oh, ora siamo arrivati al punto più lungo, quello in cui vi parlo dei due personaggi maschili principali.
Fra i due, quello dalla presenza maggiore è Rhysand, l'High Lord della Corte della Notte che ci fa sognare un po' a tutte noi lettrici perché è troppo bello, è intelligente, saggio, divertente, ma è anche e soprattutto qualcuno che farebbe di tutto per chi ama, anche sacrificare se stesso, perché vuole che gli altri stiano bene; insomma, ormai abbiamo capito che non è il cattivo che ci era stato presentato nel primo volume, ma è una persona (anche se tecnicamente non è umano) buona e generosa, che si preoccupa per gli altri prima che pensare a se stesso. E poi lui e Feyre sono bellissimi, fa tenerezza vedere come si prendano cura l'uno dell'altra e il mio cuore non potrebbe essere più felice per loro.
Dall'altra parte della facciata abbiamo Tamlin: ora, non starò a concentrarmi su quello che ha fatto in ACOWAR, ma dirò solo due cosine, ovvero che 1) so che molti lo odiano, ma io non posso fare a meno di essere dispiaciuta e basta, perché la sua paura di perdere Feyre, di vederla di nuovo lontano da se stesso, lo ha fatto diventare un po' ossessionato con lei e secondo me potrebbe essere perché lei è l'unica persona che lo abbia amato veramente e ora che è cambiata anche questo potrebbe cambiare, con la conseguenza che si ritroverebbe solo, 2) so che ha commesso degli errori, ma quando c'è di mezzo la paura non si riesce a fare scelte sensate, come la scelta di allearsi con la persona in assoluto più sbagliata solo per quello che io credo fosse in parte timore di perdere qualcuno che per lui è stato importante. Insomma, io sono convinta che lui abbia amato Feyre, solo che il fatto che non sia scattato il cosiddetto mating bond fra loro due lo ha fatto spaventare, e non aveva più voglia di stare da solo, quindi ha agito in maniera sconsiderata attaccandosi a qualcosa che non era più suo.

Questo libro è stato molto diverso dagli altri, in parte già solo per l'atmosfera, la consapevolezza che avrebbe chiuso questa trilogia, ma anche perché è caratterizzato da molta azione, di più di quella presente nei volumi precedenti: visto che siamo in guerra ci sono molte battaglie da affrontare, ma non solo, perché la parte "teorica", tattica, è molto importante; se i primi capitoli sono un pochino più tranquilli, anche se questo non vuol dire che siano meno ansiogeni, gli ultimi sono tutta un'altra cosa, un mondo completamente diverso.
E' infatti alla fine che si concentra gran parte dell'azione, quando è ora di combattere fisicamente il Re di Prythian che ha imperversato abbastanza con il Calderone, e il lettore (almeno nel mio caso) passa dal capitolo 74/75 al capitolo 79 con una grande ansia, io ero preoccupatissima perché non puoi mai sapere cosa succederà quando si va in guerra, quando si combatte con spade e quant'altro. Come se non bastasse, ad aggiungere preoccupazione c'è anche Feyre che deve compiere delle "missioni", se così le vogliamo chiamare, e non è che siano proprio delle più belle, cioè sono carine tanto quanto ricevere un coltello da qualche parte, anche perché qualsiasi cosa potrebbe andare storta visto che siamo in un Fantasy è il pericolo ti cammina accanto.

Insomma, mi è piaciuto veramente tanto questo libro, mi è piaciuto il modo in cui è stata creata la storia e il fatto che io non sia riuscita ad avere un'idea una su come sarebbe andata a finire, cosa che generalmente non accade: ho amato tutto di questa storia, l'ambientazione, i personaggi tra cui in un qual certo senso anche Tamlin, le loro storie, l'azione, i misteri che sono veramente tanti.
Ammetto che all'inizio ero un po' preoccupata perché avevo letto un paio di recensioni non positive, di persone che lo hanno trovato noioso a confronto con gli altri due o di chi non l'ha apprezzato per colpa di certe scene (capite quali), quindi all'inizio avevo paura, ma dopo qualche pagina, dopo il tempo di entrare nell'ottica dell'inglese della Maas, mi sono completamente persa nella storia, ho iniziato a sclerare male in qualche occasione, altre volte ero lì col cuore in mano a pregare che tutto andasse per il meglio, altre ero tranquilla perché eravamo finiti in un momento di pausa dall'ansia.
Per non parlare poi della fine, che è stata assolutamente perfetta, soprattutto per quello che ha fatto Tamlin (ora, io capisco che ha fatto cose poco carine, ma l'avete visto alla fine? Ora voglio uno spin-off su lui e qualcuna che riesca a farlo ragionare), anche se lascia molte porte aperte in cui entreremo, spero, quando la zia Sarah scriverà gli altri libri della serie.

Concludendo, devo dire che sono assolutamente soddisfatta di questa lettura, un po' triste perché è finita la trilogia su Feyre, ma anche e soprattutto felice e in pace perché la fine è stata una degna conclusione.
So che esiste solo in inglese, e so anche che l'inglese non è dei più facili, però se ne avete la possibilità, provate a leggerla questa saga perché è veramente bella, un retelling de "La Bella e la Bestia" molto particolare in cui i ruoli potrebbero non risultare così chiari, ecco.
Di sicuro questa è stata una delle letture migliori che ho fatto fino ad adesso, mi ha tenuto compagnia per due giorni pieni di ansia e trepidazione perché dovevo sapere cosa sarebbe successo ed è stato semplicemente bellissimo, soprattutto perché, dopo un ACOMAF incentrato quasi più sulla storia d'amore che su altro, qui abbiamo ritrovato molta azione e battaglie varie.

Be', ora che siamo giunti alla fine, direi che posso salutare i miei amati personaggi: ciao Feyre, Rhysand e tutta la vostra famiglia; arrivederci Prythian, alla prossima avventura; e arrivederci anche a te, Tamlin, nella speranza che tu trovi qualcuno che ti ami e che ti indirizzi sulla retta via.
Voto:

lunedì 14 agosto 2017

I Love Books Book Tag

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, un po' più tardi del solito perchè, ora che sono a casa dei miei nonni in Basilicata, avvicinarsi al pc è diventata più dura: già io odio scrivere con i computer portatili perchè la tastiera è troppo bassa (non so se mi sono fatta capire), in più, oltre al fatto che all'inizio faceva un caldo tale da non poterci stare attaccati al pc, si surriscalda al punto che dopo meno di dieci minuti io mi ritrovo in un bagno di sudore (perchè lo tengo sulle gambe, altrimenti non riuscirei a scrivere)... Questo per dire che avrei dovuto fare una cosa molto importante, su Goodreads o Amazon, dovrei ancora decidere, ma non l'ho ancora fatta per questo e per il fatto che anche usare il mio iPad non mi piace più di tanto, mentre prima lo usavo per scrivere recensioni e fare di tutto, ora non più... Capite il mainagioia? E adesso vi sto scrivendo dal mio iPad e, facciamo la logorroica finì in fondo, non mi piace affatto, ho bisogno di una di quelle tastiere che puoi mettere in obliquo e che hanno dei tasti molto grandi che fanno rumore ogni volta che ci scrivi!
A parte questo, vi lascio al Tag.

L'ultimo libro che non sei riuscito a terminare. Cosa ti ha impedito di proseguire la lettura?
In vita mia non ho mai abbandonato un libro, anche quando non mi piacevano mi sono sempre imposta di finirlo perchè mi sembrava ingiusto, ma con "Il barone rampante" non ce l'ho fatta ed è accaduto perchè era un compito della seconda media, bisognava scegliere un libro su tre titoli disponibili e, pur avendone già scelto uno, avevo deciso di leggerli tutti e tre... beh, con questo la cosa non è andata a buon fine, probabilmente perchè non avevo proprio voglia, ma prima o poi prometto che lo riprendo e lo finisco.

Un libro a cui non avevi dato particolare fiducia e che, inaspettatamente, ti è piaciuto parecchio
Ora, sapete che questo è il mio libro preferito in assoluto, no? Ecco, dovete sapere anche che, quando mia zia me lo aveva regalato tre anni fa, io ero piuttosto scettica, avevo letto la trama sul retro e avevo esclamato: "Alieni? Bah.", ma quando poi ho incominciato a leggerlo me ne sono innamorata.

Un libro che hai riletto più volte
Il sopracitato. Non rileggo molto spesso i libri, principalmente perchè non ne ho tempo, ma questo l'ho riletto quattro o cinque volte.

Un libro di cui hai trascritto tante citazioni
Questo libro. Decisamente.

Un libro che vorresti ricevere come regalo a sorpresa
Oddio, che domanda. Probabilmente uno dei tanti libri della mia WL di Amazon, oppure la vecchia edizione inglese (o è americana? Beh, quella) di TMI e TID in copertina flessibile, quella in cui le cover sbrilluccicano.

Un libro che non vorresti mai ricevere in dono
Qualsiasi saggio, a meno che non sia qualcosa di veramente interessante, oppure i libri in cui la gente fa solo quello e basta, che proprio mi stanno sullo stomaco.

Un libro la cui copertina ti è rimasta impressa
Tutti i libri americani e inglesi hanno quasi sempre delle copertine fantastiche, ma questa lo è ancora di più, con quei colori bellissimi.

Un libro che consiglieresti alla tua migliore amica e perché
La zia Jenny. Tutti i suoi libri, nessuno escluso. E se volete una motivazione valida, beh, ci sono Daemon Black, Aiden St. Delphi, Ren, Astaroth, Cam, Hunter, Rider, Seth, e ho detto tutto (a parte gli scherzi, è fantastica, sul serio).

Puoi scegliere di portare con te su un'isola deserta un solo libro: quale e perché?
Per non ripetermi e dire sempre "Obsidian", direi che mi porterei volentieri LM perchè è uno dei miei libri preferiti della Clare, forse anche il preferito, e poi ci sono Emma e Jules, che io amo quasi al pari di Will e Tessa e che mi hanno fatto penare tanto quanto loro.

Un libro di cui non esiste (ancora) la versione cinematografica e che vedresti volentieri sul grande schermo
Ci sarebbero tanti libri di cui vorrei facessero il film, però mi piacerebbe vedere al cinema un retelling di una delle fiabe, e quale migliore di "Cinder"?

Bene, per oggi è tutto e noi ci vediamo domani con una delle mie recensioni programmate (meno male che ne ho scritte un bel po' a casa, con il mio bel computer, altrimenti non so come farei).
Pace, amore e tanti libri a tutti!

sabato 12 agosto 2017

Recensione Oltre le leggi dell'attrazione

Titolo: Oltre le leggi dell'attrazione
Autore: Jay Crownover
Genere: New Adult
Casa editrice: Newton Compton Editori
Prezzo: €9.90 (copertina rigida)
Pagine: 312






Trama
Quando ricomincia una nuova vita a Denver, Asa Cross deve scegliere: essere l'uomo che tutti si aspettano che sia o l'uomo che realmente è. Asa è consapevole che non potrà mai cambiare la sua natura di predatore, ma non vuole fare del male alle persone che ama e che si affidano a lui. In particolare non vuole deludere una poliziotta molto sensuale che pare interessata più a lui che al fatto che abbia infranto la legge... Royal Hastings ha rapidamente imparato il vero significato dell'espressione "toccare il fondo", da quando una tragica situazione al lavoro minaccia non solo la sua carriera ma anche la vita del suo compagno. Sta cercando di rimettersi in piedi solo con le proprie forze e non vorrebbe distrazioni. Eppure non riesce a smettere di pensare al barista sexy che ha arrestato. Una persona come lui è l'ultima cosa di cui avrebbe bisogno, ma resistergli è impossibile. Una coppia formata da un criminale di lunga data e un poliziotto sembra la cosa più sbagliata... ma per Asa e Royal, sbagliare insieme è l'unica scelta giusta...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessuna news all'orizzonte, a parte il caldo di cui vi parlo da settimane ma che ci posso fare se non lo sopporto? Che poi, la cosa bella è che patisco un sacco il freddo, infatti di notte dormo sempre con millecinquecento coperte e un cuscino fatto di piume che tiene caldo caldo, ma patisco anche il caldo, infatti spesso mi trovo agonizzante durante la notte perché la mia camera è la più calda di tutta la casa (ma anche la più fredda in inverno...) e non ho la minima intenzione di togliere il cuscinone perché senza mi troverei spaesata e non riuscirei a dormire... sì, lo so, non sono normale.
Anyway, oggi sono tornata per parlarvi dell'ultimo romanzo della Tattoo Series, romanzo che mi è piaciuto molto, è il più bello della serie dopo la storia di Rome e Cora e per poco non mi commuovevo alla fine perché è stata una storia mozzafiato.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Dopo aver chiuso con la vita da truffatore, Asa Cross si è ritrovato a Denver in mezzo alla "famiglia" di sua sorella Ayden e ha iniziato a rigare dritto grazie all'opportunità che gli è stata data da Rome, il maggiore dei fratelli Archer, che lo ha voluto prendere come barista. Mentre tutti sembrano convinti del suo cambiamento, di come sia riuscito a diventare un bravo ragazzo nonostante i suoi precedenti, Asa crede che in lui il passato non se ne sia andato e, anzi, talvolta gli risulta difficile astenersi da compiere determinate azioni, cosa che accade anche con Royal Hastings, una giovane donna che non nasconde certo il suo interesse per lui, ma che è una poliziotta e lui non riesce proprio a vedere nulla di buono da qualsiasi cosa potrebbe instaurarsi fra loro.
Dall'altra, Royal sta attraversando un periodo molto difficile e la sua stessa carriera è a rischio: a seguito di un grave incidente di lavoro è stata congedata, e non riesce a smettere di pensare che se non avesse esitato a compiere il suo dovere questa situazione non esisterebbe; è per questo che trascorre gran parte del tempo al Bar, perché vorrebbe che un certo barista si accorgesse del suo bisogno di essere rincuorata, e non intende arrendersi nonostante lui cerchi di farle capire che un qualsiasi tipo di coinvolgimento fra loro causerebbe soltanto dolore.
Entrambi però impareranno molte cose da tutto questo, Asa dovrà combattere contro il passato e vivere il presente, mentre Royal dovrà tornare ad avere fiducia in se stessa, e dovranno scoprirlo insieme.

Dunque, ora che vi ho spiegato un po' la trama, possiamo passare a parlare dei due personaggi principali.
Noi abbiamo già conosciuto Asa quando ci è stata presentata la storia di Ayden, la sorella, e Jet, e allora avevamo visto come fosse un uomo accecato dal desiderio di fare una vita facile senza rendersi conto delle conseguenze, finché non è finito in coma: da quel momento in poi ha cercato fortemente di cambiare perché ha capito che non poteva continuare in quel modo, ha iniziato un lavoro che gli ha permesso di osservare la gente e capirla, ed è stato anche inglobato nel gruppo dei nostri cari amici. L'unica nota stonata in tutto ciò è il fatto che lui non crede che in lui sia avvenuto alcun cambiamento, che prima o poi deluderà tutti perché pensa che sia capace solo di rovinare le cose, ma secondo me ha paura di scoprire un sé diverso, di uscire da quella che è stata la sua comfort-zone per tanto tempo perché teme che non possa durare e allora cerca di convincersene.
Il suo è un personaggio veramente forte, ha un'intensità che fra tutti i personaggi di questa serie avevo trovato solo in Rome, perché è ombroso, non crede che possa redimersi e non crede nemmeno che valga la pena farlo, ma dentro di sé ha un sacco di emozioni, che non sono solo quelle che lo fanno sentire in colpa e al contempo convincere della sua "malvagità", ma sono soprattutto dolore, amore... insomma, mi ha proprio dato l'idea di un personaggio molto passionale, che reagisce a ciò che gli capita con un turbinio di emozioni mascherate da un'apparente calma esterna.
Per non parlare poi di cosa gli provoca la Rossa, come la chiama lui! Lui tenta di allontanarla, nonostante non lo voglia sul serio, ma alla fine sarà costretto a cedere perché in cuor suo capirà che lei è diversa da tutte le altre e per lei lui farà tante cose.

Royal, invece, l'abbiamo intravista in "Oltre i segreti", quindi non abbiamo avuto la possibilità di conoscerla un pochino prima di questo libro: la sua vita non è mai stata troppo semplice, con una madre più interessata a correre dietro agli uomini che a sua figlia, ma grazie al suo migliore amico è riuscita a costruirsi una carriera da poliziotta, anche se adesso è appesa a un filo.
Sin dall'inizio ci appare come una giovane donna devastata da quello che è successo e dal senso di colpa, desiderosa di qualcuno che la faccia sentire meglio, ed è per questo che mostra tutta la sua determinazione e perseveranza per convincere Asa ad aiutarla in tutta questa situazione... Siamo consapevoli del fatto che sia una donna forte, ma ha anche una certa fragilità che ha bisogno venga curata da qualcuno perché rischia di sopraffarla, in quanto si sente tanto in colpa per quello che è successo e ci vorrebbe qualcuno che le facesse capire che certe volte non si può continuare a biasimarsi per ciò che non si è o si è fatto.
Il suo personaggio mi è piaciuto moltissimo, si vede che non è una donna con tanti fronzoli per la testa, ma si vede anche che ha bisogno di qualche attenzione perché sta attraversando un periodo della sua vita molto particolare e molte cose stanno venendo a galla; ma la cosa che mi è piaciuta di più è il modo in cui riesce ad andare oltre tutti i casini di Asa, come non gliene importi più di tanto, per cercare di essere felice lei e di rendere felice anche lui, perché vede tutto il suo conflitto interiore ed è bellissimo vedere come cerchi di metterlo a posto e come non si tiri mai indietro.

Ora, non posso dirvi molto sui personaggi che qui risultano secondari perché farei grandi spoiler, però una menzione speciale per Cora e Rome la devo fare: mi ha sempre fatto piacere in questo genere di libri rivedere certi esserini tanto carini, perché è comunque un modo per sapere di più sulla loro vita dopo la fine del romanzo a loro dedicato, ma questa coppia mi è entrata nel cuore come nessun'altra e adesso che ho scoperto di più sul loro dopo sono ancora più curiosa perché cono troppo belli, sono il mio tesssoro e non riesco a smettere di pensare che siano diventati la mia OTP del secolo in un libro romance. E adesso mi è venuta voglia di andare a rileggere la loro storia... il problema è che ho mille altri libri da leggere e come faccio?

A parte questo, "Oltre le leggi dell'attrazione" (titolo più corto no, eh?) è un libro che mi ha colpito per la sua grande intensità e profondità: qui non si parla di una storia d'amore fra un uomo che non avrebbe mai creduto di sposarsi e una ragazza che arrossisce per ogni cosa, si tratta della storia di due persone che per quanto siano diverse si sono trovate e hanno saputo guarirsi a vicenda, hanno saputo capire che andare contro qualsiasi cosa si stesse formando fra loro non sarebbe stato facile, così come non sarebbe stato facile stare insieme, qualunque cosa questo significasse.
La loro storia è qualcosa che ha fatto breccia nel mio cuore, mi ha travolto perché c'era così tanta passione, così tanto senso di colpa, così tanta disperazione mascherata al punto che non ho potuto fare altro che rimanere attaccate al libro per scoprire cosa sarebbe successo.
Ma è soprattutto la storia di un uomo che è consapevole di tutti i suoi errori, sa di aver fatto del male alle persone per il suo egoismo e sa che gli è servito essere a un passo dalla morte per capirlo, altrimenti potrebbe non averlo mai capito: è la storia di qualcuno che non vuole accettare tutto il bene che gli arriva per timore di sciuparlo, per la paura che le vecchie abitudini ritornino e si fa condizionare da questo credendo che lui stesso sia il cattivo della situazione... però, per ogni Bestia, c'è sempre sempre una Belle pronta ad apprezzarlo per quello che è e a fargli capire che c'è ancora speranza, che non deve continuare a pensare al passato rovinandosi il futuro e non godendosi il presente.
Ecco, ora che ci penso, la loro storia potrebbe essere paragonata a quella de "La Bella e la Bestia", perché anche qui la protagonista decide di buttarsi nelle fauci del leone, sapendo che nelle persone c'è sempre del buono recondito in qualche angolino, sta solo a lei tirarlo fuori.

Concludendo, come ho già detto la storia di Asa e Royal mi è piaciuta moltissimo, mi sono emozionata con loro e per poco non mi commuovevo durante l'epilogo perché è stato un degno finale di tutta la serie, non solo di questo libro: ho amato tutto quanto, ogni parola, ogni situazione, però c'è un però... ora, io non so voi, ma a me dà un grandissimo fastidio trovare degli errori di battitura, come lettere e segni di punteggiatura mancanti, ma soprattutto mi dà fastidio vedere delle frasi che non stanno né in cielo né in terra. Io non so chi si occupi delle traduzioni e di come devono essere le edizioni, ma questo non è accettabile, specie se ci sono frasi che hanno tempi verbali che non mi quadrano (io non è che sia una grande genio in grammatica, ma se un tempo non mi quadra vuol dire che generalmente non quadra sul serio) e ci sono frasi in cui mancano dei pezzi! Vi faccio un esempio: a un certo punto, la protagonista stava "soffrendo" per qualcosa che non vi posso dire, quindi stava provando un'emozione, e una frase era: "Non dovevo provare per lui"... ma provare cosa? Non c'è neanche da dire che il provare è riferito a un'azione perché è riferito a qualche sentimento, quindi... Per questo, sebbene avessi voluto dargli un Deamon (anche se non sarebbe stato pienissimo), mi vedo costretta a dargli un Peeta e mezzo perché questi errori mi hanno fatta imbestialire e mi hanno rovinato la lettura.
A parte questo, però, è stata una bellissima avventura incontrare questi due personaggi e rivedere Cora e Rome, quindi sono felice e vi consiglio di leggere questa storia se pensate possa fare al caso vostro.
Pace, amore e tanti libri a tutti!
Voto:

giovedì 10 agosto 2017

Recensione Oltre il destino

Titolo: Oltre il destino
Autore: Jay Crownover
Genere: New Adult
Casa editrice: Newton Compton Editori
Prezzo: €9.90 (copertina rigida)
Pagine: 347






Trama
Rowdy St. James vive alla giornata, passa il tempo con gli amici e non prende nulla sul serio. Quando si tratta di ragazze poi, cerca solo storia senza futuro e soprattutto senza sentimenti. Bruciato dall'amore una volta, non ha intenzione di fidarsi di nuovo di una donna. Finché al lavoro non arriva una nuova collega, una ragazza che rischia di rivelarsi più dannosa di qualsiasi fantasma del passato. Salem Cruz è cresciuta in una casa con troppe regole e poco divertimento, un mondo di infelicità che non vedeva l'ora di dimenticare. Ma una cosa bella fin dall'infanzia è rimasta con lei: il ricordo del dolce ragazzo dagli occhi azzurri che era stato perdutamente innamorato della sorella minore. Adesso che il fato ha finalmente riunito lei e Rowdy, Salem è determinata a dimostrargli che si era innamorato della sorella sbagliata. E tutto sembra andare a gonfie vele finché un imprevisto non complica tutto...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, dal suo dolce letto dove sta seduta con il computer sulle gambe e l'Ipad acceso vicino mentre guarda Pretty Little Liars. Sì, è dalla scorsa estate che dico che sto guardando questa serie, ma è altrettanto dalla scorsa estate che non sono più andata avanti, sono ferma alla terza stagione, e adesso sono pronta per immergermi in questa storia, visto che ho finito di vedere The Flash e Supergirl e adesso mi sento in questo mood:
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi del quinto volume della Tattoo Series (Marked Man Series), che mi è piaciuto leggermente di più del precedente volume perché durante la lettura non ho avuto nessun pensiero e non ho avuto il singhiozzo, che è stato con me per tutta la settimana in cui ho letto questi libri qui.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Quando Rowdy si è trovato davanti un pezzo del suo passato, Salem, la sorella maggiore del suo primo amore, non ha potuto fare a meno che ricordare tutto quello che era successo quando lei se n'era andata, lasciandolo da solo senza il suo punto di riferimento più importante. Ecco perché continua ad evitarla quando lavora al nuovo studio e perché si impegna così tanto a sfuggire dalla sua insistenza, finché un giorno non cambierà qualcosa, i due torneranno a parlarsi e lui stesso scoprirà dei nuovi sentimenti per lei.
Dall'altra parte, Salem Cruz è ormai una donna indipendente, con un buon fiuto per gli affari, che ha deciso di trasferirsi a Denver principalmente per una ragione: Rowdy. Il problema è che l'accoglienza che trova non è quella che si sarebbe aspettata, sa bene che fra la sorella Poppy e il ragazzo era successo qualcosa che non è finito molto bene, eppure non riesce a smettere di pensare che ci sia qualcos'altro sotto che nessuno dei due le ha mai detto e scoprirlo sarà uno dei suoi obiettivi.
Entrambi dovranno fare i conti con il passato, il primo dovendo capire come stavano realmente le cose e la seconda dovendo scoprire segreti che le sono stati celati, per poter finalmente abbracciare il loro presente e affacciarsi su un nuovo futuro che sarebbe stato diverso se non si fossero mai più incontrati dopo quel giorno di dieci anni prima.

Essendo arrivati al penultimo libro della serie "Marked Man" (da noi conosciuta come "Tattoo Series"), Rowdy è uno degli ultimi ragazzi a non aver ancora messo tutte le carte in regola: se prima era un giovane come tutti gli altri, bello e dannato al punto da andare con tutte le donne che gli cadevano ai piedi, ora, con l'arrivo di Salem, la sua vita cambia e la sua vecchia dannazione si amplifica ancora di più perché i ricordi che avrebbe tanto voluto seppellire invano sono tornati a galla. Scombussolato e ancora sofferente, da bravo ragazzo riservato tenderà a tenersi tutto dentro, a non aprirsi con gli altri, con la sola conseguenza che loro si incuriosiranno ancora di più e cercheranno di spingerlo verso la direzione che tutti loro più o meno hanno preso, ovvero quella di una vita da condividere con qualcuno di veramente importante.
Insomma, la sua storia è una storia complicata, e quello che è successo qualche anno prima con il suo primo amore lo ha segnato così tanto da credere che per lui non ci sia nessun'altra donna con cui condividere qualcosa di significativo, però improvvisamente piomba Salem nella sua vita e pian piano imparerà a scoprire cose di se stesso che non conosceva o che forse si era nascosto lui stesso per paura di qualche cosa, per evitare di soffrire più di quanto non avesse già fatto.

La protagonista femminile di "Oltre il destino" è Salem Cruz, una donna che sin da quando era bambina ha mostrato segni di ribellione nei confronti dell'autoritarismo del padre e che a diciotto anni se n'è andata via di casa per vivere in libertà, alle sue regole, lasciandosi dietro un ragazzino che è sempre stato molto gentile con lei e che ha ritrovato dopo dieci anni.
Lei è la tipica donna indipendente che sa difendersi da sola e che non permette a nessuno di metterle i piedi in testa, specie se questo qualcuno non rispetta la sua volontà e la tiene in trappola perché pensa soltanto a se stesso; è una donna forte, intelligente, con uno spiccato senso degli affari e determinata a raggiungere i suoi obiettivi, però anche lei ha i suoi momenti di defiance, i suoi momenti in cui si fa prendere dalle emozioni e dalla frustrazione.
La sua relazione con Rowdy, poi, è piuttosto complicata: da bambini erano migliori amici, poi lei se n'è andata e lui si è messo in un qual certo senso con la sorella, non si sono sentiti per dieci anni e si sono ritrovati a Denver grazie alla lungimiranza di Phil, anche soprannominato da me il Cupido dei dannati, ma il loro rapporto è troppo lacerato dai fantasmi del passato; in questo, lei sfrutterà tutti i suoi mezzi per riavvicinarsi a lui, perché ci tiene molto e perché, se vogliamo dirla tutta, l'uomo di oggi è molto diverso dal ragazzino di ieri e questo non si può negare.

Come al solito, ritroviamo anche qui i vecchi personaggi che continuano ad andare avanti con le loro vite senza, tuttavia, dimenticarsi degli amici che non hanno ancora trovato la persona giusta: saranno anche loro che spingeranno Rowdy ad aprirsi a Salem, mettendo il becco in faccende private loro che non sono mai state veramente tanto private, visto che lì son una vera famiglia. In particolare, chi si darà da fare sarà la nostra Cora, che sembra proprio la mamma di tutti questi ragazzoni e che si mette a fare l'ambasciatore di pace della situazione perché vuole che tutti siano felici.
Insomma, è sempre bello vedere le vecchie conoscenze e vedere come stanno diventando anche tutti più saggi, come se l'aver trovato le loro dolci metà li avesse fatti rinsavire (cosa che è, effettivamente, successa).

La particolarità di questa storia è il fatto che entrambi devono mettersi faccia a faccia con i fantasmi del passato, ma questi sono praticamente gli stessi, solo che l'uno li conosce molto bene e non intende farli conoscere agli altri, mentre l'altra sa soltanto che esistono ma non sa le conseguenze che hanno provocato e la loro consistenza. Si ritroveranno quindi ad aver a che fare con la stessa cosa, ma la dovranno affrontare in maniera diversa, perché tutto ciò che può accadere nella vita di una persona ha conseguenze emotivamente diverse se viste da diversi punti di vista e talvolta può anche accadere che si sia cercato di credere che fosse presente un certo fattore piuttosto che un altro perché risulterebbe più semplice in questo modo affrontare una "bugia" detta a se stessi piuttosto che una verità più dolorosa.
Ma nonostante tutte le difficoltà, insieme riusciranno ad affrontare delle situazioni che li porteranno a capire molte cose, perché, in fondo, è questo che fanno le persone, si aiutano a vicenda, cercano di aprire gli occhi a qualcuno che non vuole vedere la realtà di fronte e condividono eventuali sofferenze ma anche eventuali gioie che possono derivare.

Concludendo, perché credevo di avere più tempo e invece non è così, il grande capo di famiglia (che è la mamma, non papà) ha detto che dobbiamo andare a fare commissioni, mi è piaciuta molto la storia di Salem e Rowdy, più di quella di Nash e Saint perché non mi ha fatto pensare a nulla e mi sono semplicemente goduta questo libro senza distrazioni. Certo, bisogna ammettere che ogni tanto è stato frustante vedere questi due rincorrersi e mai trovare un punticino di incontro, ma il finale è valso la pena di tutta questa turbolenza infinita.
Una storia bella, in parte leggera e in parte no perché c'è sempre e comunque un segreto che pesa parecchio, un libro che scorre velocemente e che ti fa passare qualche ora in buona compagnia (e poi c'è sempre Cora che tira su il morale della situazione!).
Alla prossima!
Voto:

mercoledì 9 agosto 2017

WWW... Wednesday! #45

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, in mezzo alle colline e alle campagne lucane dove fa un caldo bestiale, al punto che sono appena andata a sciacquarmi la faccia e sono di nuovo sudata...
A parte questo, oggi sono tornata con questa rubrica inventata dal blog Should Be Reading,in cui vi mostrerò le mie letture in corso, terminate e in programma.

What are you currently reading?
Ho deciso che mi devo leggere tutte le varie novelle relative a "The Lunar Chronicles", quindi sto cercando di recuperare il tutto nel minor tempo possibile.

What did you recently finish reading?
Essendo partita sabato per andare a Gradara, avendo trascorso lì un giorno e mezzo in cui la mia famiglia e io abbiamo fatto i turisti, ed essendo poi ripartiti per la nostra destinazione finale lunedì, questa settimana ho letto soltanto quattro libri:
- 9 Novembre: dopo aver letto "Confess" avevo deciso di buttarmi su quest'altro libro dell Hoover perché mi sentivo ispirata e devo dire che mi è piaciuto di più del sopracitato, soprattutto perché l'ho trovato molto più intenso ed era proprio la storia straziante che mi aspettavo di leggere, visto che la zia Colleen è famosa per i cuori spezzati dei lettori;
- Beautiful: volevo leggere questo libro da moltissimo tempo e finalmente giovedì scorso mi sono decisa a farlo; non è stata una lettura bellissima, non mi ha fatto provare chissà quali emozioni, però nel complesso comunque carina;
- A Monster Calls: originariamente non avevo intenzione di leggere questo libro, proprio per nulla, ma poi avevo poco tempo e volevo qualcosa di corto, così mi sono tuffata in questa storia che mi è piaciuta anche se ci ha messo un attimo ad ingranare, cosa che mi sta accadendo spesso ultimamente, quindi non so mai che voto dovrò dare;
- Fairest: ho deciso che prima della fine della scuola voglio finire questa saga, perciò sto leggendo tutte queste piccole novelle o storie brevi e ho iniziato da quella di Levana; ammetto che all'inizio non mi stava facendo impazzire, però il tutto è stato dovuto al fatto che mi sono messa a leggerlo subito dopo essere arrivati a Gradara, verso le quattro del pomeriggio, quando avevo ancora i postumi del viaggio (io soffro l'auto, quindi potete capire che bellezza stare sette ore in macchina col caldo), il che è stato un errore, ma poi l'ho ripreso ieri pomeriggio e quella parte lì mi è piaciuta un sacco, quindi vuol dire che prima avevo fatto una cretinata.

What do you think you'll read next?
Non so ancora se sarò effettivamente pronta a leggere "Winter", vedremo sul momento, ma magari potrei continuare la trilogia de "Il Cavaliere d'Inverno", visto che ho finalmente trovato i pdf e che mi sento in vena, oppure potrei farla da furba e vedere di leggere uno dei libri che è sul mio iPad da una vita... beh, chi vivrà vedrà.

Bene, per oggi è tutto. Se vi va fatemi sapere qualcosa a proposito delle vostre letture.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

martedì 8 agosto 2017

Recensione Oltre i segreti

Titolo: Oltre i segreti
Autore: Jay Crownover
Genere: New Adult
Casa editrice: Newton Compton Editore
Prezzo: €9.90 (copertina rigida)
Pagine: 320






Trama
Saint Ford ha lavorato sodo per realizzare il suo sogno: diventare un'infermiera. Concentrata sul lavoro, dedita ai pazienti, nella sua vita non c'è spazio per l'amore. Non ha bisogno di un ragazzo che arrivi a turbare la sua calma, soprattutto adesso che è serena e ha dimenticato cosa le ha distrutto la vita quando era la liceo. Cupo, introverso, Nash Donovan potrebbe non ricordarsi di lei e del terribile dolore che le causò. Ma fu lui la persona che stravolse il suo mondo... e che sta per farlo di nuovo. Saint non sa che Nash non è più quello di una volta. La scoperta di un segreto di famiglia sconvolgente ha stravolto il suo mondo, e ora sta lottando per capire cosa fare del suo futuro. Non può lasciarsi distrarre dalla bella infermiera che incontra ovunque. E tuttavia non può ignorare le scintille tra loro, né rinunciare a una ragazza così divertente e dolce, soprattutto ora che sembra l'unica cosa nella sua vita ad avere senso.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi niente gioie all'orizzonte... a dire il vero mi sto un pochino annoiando in questo momento e vorrei andare a leggere, ma so che se non scrivo questo post poi ne accumulerò altri e non va bene, ho bisogno che sia tutto a posto prima di continuare la mia attuale lettura, quindi devo fare un po' di ordine in stile Cenerentola perché la matrigna potrebbe arrivare a darmele di santa ragione (cioè, sarei io darmele di santa ragione).
* questa sono io che, mentre cerco di scrivere, guardo il libro che è accanto a me*
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi del quarto volume della Marked Man Series, da noi conosciuta come Tattoo Series (non si sa bene il perché), libro che ho recuperato dopo mesi e che mi è piaciuto anche se mi ha ricordato qualcosa e a un certo punto la mia mente ha iniziato a pensare e pensare, cosa che non va affatto bene.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Nash è uno dei ragazzi che lavora al Marked, il negozio di tatuaggi tirato su da suo zio Phil, che si trova all'ospedale perché è malato: mentre tutti sono preoccupati per lui, Nash scopre una verità che non aveva mai saputo, qualcosa che lo farà crollare in una fossa bella grossa e da cui nessuno riuscirà a toglierlo. Finché non arriva Saint, una giovane infermiera dell'ospedale dove è ricoverato Phil, nonché sua vecchia compagna di scuola, che riuscirà a scuoterlo dal suo torpore e gli farà capire che deve darsi una mossa e che non può rimuginare su quello che ha scoperto per sempre.
Allora, mentre riprende controllo della sua vita, Nash si avvicinerà sempre di più alla ragazza, che sembra odiarlo profondamente, ma lui non si darà mai per vinto e cercherà di scoprire il motivo di questo odio nei suoi confronti, cambiando se stesso, in particolare alcune idee, più di quanto non avrebbe mai pensato.
Dall'altra parte, Saint è una giovane donna determinata a far carriera nel suo lavoro e a lasciarsi alle spalle quest'uomo che le si è ripresentato davanti riportando le ferite del passato a galla: ancora in balia delle sue mille insicurezze, lei pian pianino si avvicinerà a Nash, vorrà credere che lui sia cambiato dai tempi del liceo, ma talvolta tutto questo non basta perché la paura che possa risuccedere tutto e la convinzione di ciò non le renderanno la vita facile, nonostante l'evidente cambiamento.
Insieme dovranno imparare ad affrontare i loro demoni del passato, ad abbracciare la realtà del presente e a scoprire cosa vogliono dal loro futuro.

Dunque dunque dunque, questa volta il nostra protagonista è Nash Donovan, un ragazzone mastodontico, con un anello al naso tipo bue o toro (io almeno me lo sono immaginato così) e con un sacco di tatuaggi, come d'altronde quasi tutti i personaggi maschili di questa serie (mi sa che solo Rome, il mio tesoro, non ne ha): se, da una parte, ci sembra un don giovanni, uno che pensa solo a divertirsi e basta, dall'altra, ora che la sua situazione famigliare non è delle migliori, ci appare come un giovane spaesato che non sa più quali siano le verità e quali le bugie. Ma a parte un momento iniziale, lui non si lascerà mai andare allo sconforto, sarà sempre abbastanza determinato a continuare la sua vita, anche con un problema in più.
In tutto questo, però, sarà accompagnato dai suoi amici che lo sosterranno sempre come una vera famiglia, cosa molto bella, ma ci sarà una new entry molto particolare, una ragazza con cui non saprà bene che pesci pigliare per tutto il libro perché quando crederà che tutto vada per il meglio con lei ci sarà sempre un elemento di instabilità che tenta di venire a galla.
Insomma, il periodo in cui lo vediamo e conosciamo non sarà certo dei migliori, ma quello che mi è piaciuto è il fatto che è sempre riuscito a restare forte, nonostante tutto, e a essere determinato a finire quello che ha cominciato. Per non parlare della tenerezza che mi ha fatto in certi punti quando qualcuno, a caso proprio, faceva le bizze e non si accorgeva di chi fosse veramente lui, mentre lui stesso sembrava tipo "ehi, guarda che io sono questo qui, non sono un cretino, sai?".

Poi abbiamo Saint: lei ha parecchi problemi, sin da giovane si è sentita prendere in giro dai suoi compagni di scuola perché non aveva un fisico da modella e portava i segni dell'acne in faccia; quando poi ha deciso di provare ad andare a una festa per vedere il ragazzo che le piaceva non è andata per niente bene, al punto che la sua insicurezza è cresciuta anche di più.
Ora, però, è diventata adulta e ha un lavoro che le piace, solo che non è l'emblema della felicità, non ha un ragazzo e la situazione a casa non è molto carina: quando incontra Nash riaffiorano tutte le insicurezze del passato, ha paura che lui le giochi un brutto colpo, che lei non riesca a lasciarsi andare con lui, che il suo cuore venga spezzato e tanto altro.
Il suo personaggio mi ha ricordato un po' me stessa, perché anch'io sono timida e molto insicura, pensate che mi vesto quasi sempre solo di blu o di colori che non si possono definire propriamente colori semplicemente per il fatto che mettere una maglietta più colorata mi sembrerebbe puntarmi un grosso fare addosso (che poi nessuno si accorgerebbe di me neanche in quel caso, ma la sensazione rimane comunque); quello che però mi ha dato un pochino fastidio, perché certe cose le so anch'io, è il modo in cui si è comportata in certe situazioni, sembrava quasi volesse che lui le spezzasse il cuore solo per potersi dire "te l'avevo detto di non fidarti"! Ora, io capisco tutto, però, cavolo, vedi qualcuno che ti vede per come sei veramente e che non ti giudica, quindi cosa stai lì a ripeterti che ti deluderà? Hai la fortuna di avere qualcuno che ti aiuta e che ti dice che a lui vai bene così come sei, e allora perché fai la cretina e salti alle conclusioni sbagliate semplicemente perché vuoi che siano quelle le conclusioni e non altre?  Mah, io questo non lo capisco, esistono le parole, esiste la lingua, e allora chiedi spiegazioni al posto che dare la tua sentenza!

Insomma, devo dire che questo libro mi è piaciuto abbastanza, anche se la storia di Rome sarà sempre imbattibile, perché racconta di come qualcuno riesca a eliminare le insicurezze di qualcun altro: tutti noi non siamo sicuri di qualcosa, ma per chi si sente o si è sentito giudicato dagli altri, diventa molto difficile trovare il coraggio di fare qualcosa perché si ha paura del giudizio degli altri, delle prese in giro e di tanto altro; per qualcuno potrà essere stupido, ma non fare qualcosa di importante o qualche esperienza spesso non è dovuto alla pigrizia o a chissà cosa, ma proprio al timore di non esserne all'altezza, perciò, si tende a non fare certe cose, proprio come fa ogni tanto Saint.
Talvolta, basta anche solo che ci sia qualcuno che aiuti la persona insicura a capire che non deve avere paura di fare le cose, che non deve avere paura nemmeno di provare sentimenti nonostante questi possano essere devastanti o possano avere delle conseguenze negative; se chi è insicuro riuscisse a trovare qualcuno che lo apprezza realmente per come è, andrebbe tutto molto bene, a meno che non inizi a pensare che tutto prima o poi finirà perché "non è pensabile che qualcuno sia interessato proprio a me" e "non è possibile che lui sia gentile con me, quando gli altri non lo sono stati". Però, spesso basta anche solo una persona, quella meno indicata, a farci capire che non importa se non siamo bravi a fare qualcosa, se non siamo le persone più belle del mondo fisicamente, siamo poi noi che dobbiamo capire che quello che dice è vero e che la vita è troppo corta per essere seri e per non divertirci, per non vivere nel vero senso della parola.

Concludendo, anche se ha portato a galla alcuni pensieri che avrebbero dovuto starsene in un angolino recondito della mia testa, e nonostante il comportamento di Saint in un paio di punti, mi è piaciuto abbastanza questo libro, soprattutto grazie al personaggio di Nash che mi ha risollevato il morale e che ha detto delle cose bellissime in un paio di occasioni. Poi, è sempre bello avere la possibilità di rivedere i personaggi degli altri libri e fa sempre tanto piacere perché è pur sempre un modo per stare ancora con loro e per scoprire di più sulla loro vita dopo che il libro a loro dedicato era finito.
Una bella lettura, leggera ma non troppo, che è anche capace di far riflettere e ogni tanto sorridere.
Voto:

lunedì 7 agosto 2017

Recensione Per Combatterti



Ri-buongiorno! Qui è di nuovo la vostra Katy che vi rompe le scatole parla e, come promesso, eccovi la recensione del quinto romanzo della serie Blood Bonds.

Titolo: Per Combatterti
Serie: Blood Bonds #5
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Contemporary Romance
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €2.99 (ebook)
           €11.58 (copertina flessibile)
Pagine: 208





Trama
Nella mia mente sento ancora il riverbero delle frustate.
Ogni giorno i segni sulla mia pelle mi ricordano quello che lui mi ha fatto.
Ho dovuto lasciarla, o saremmo morti.
Credevo sarebbe tornato per portarmi via. Ma non l'ha fatto.
Ora devo concentrarmi sul mio scopo.
Ora appartengo alla Regina.
E' arrivato il momento di punire coloro che mi hanno fatto del male.
Il momento di affrontare il mio primo incarico è arrivato.
Non importa se mi ritroverò Nadyia tra i piedi.
Ma non sarò mai in grado di uccidere colui che ho amato.
Avrò la mia vendetta.
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18
Recensione
*mi raccomando, fate attenzione perché potrebbero esserci spoiler relativi al volume precedente, "Per Addestrarti". Io vi ho avvertito*

La storia riprende leggermente dopo il punto in cui l'avevamo lasciata alla fine del volume precedente, quando i nostri amati Andyia avevano dovuto separarsi e Nadyia aveva dovuto iniziare il "corso d'addestramento" per poter diventare un sicario o una spia per la Regina, Neela Šarapova, ovvero per poter quantomeno sopravvivere, anche se questo avrebbe voluto dire addio a Andrè Lamaze, l'uomo per cui prova inaspettatamente qualcosa di molto profondo.
Ora che l'addestramento è entrato nel pieno della sua attività, Nadyia deve portare a termine l'ultimo compito per poter diventare sicario, ma non era affatto pronta a scoprire cosa avrebbe dovuto fare: eliminare il legame più stretto col passato che abbia mai avuto per poter andare avanti e servire la Regina senza scrupoli. Per farlo avrà solo una settimana a disposizione, una settimana in cui dovrà decidere se acconsentire alla richiesta della Šarapova, oppure mantenere la sua umanità e farsi uccidere.
Nel frattempo, André non se ne sta con le mani in mano: da una parte, si occupa della sua famiglia e della sua vendetta personale, mentre dall'altra continua a pensare a Nadyia, pur sapendo che non c'è nulla che lui possa fare e che sarebbe meglio la dimenticasse definitivamente. Tuttavia, il loro legame è molto forte, addirittura troppo per poter pensare di, semplicemente, dimenticarsene... ma qualunque piano loro possano programmare, c'è pur sempre l'astuzia della Regina da prendere in considerazione, insieme alla capacità di sacrificarsi l'uno per l'altro, nonostante le conseguenze che potrebbero derivarne.

Nadyia si dimostra sempre la donna combattiva che abbiamo incontrato in "Per Addestrarti", però in questo volume è meno presa da combattimenti vari e risse perché ci ritroviamo in un ambiente diverso dal castello-palazzo-dimora dei fratelli Lamaze, dove l'atmosfera è permeata da molta più violenza di quanto abbiamo visto qui. Questa volta, più che dolori fisici per lei ci sono soprattutto sofferenze psicologiche: è vero che la sua schiena risente ancora di quello che è successo alla fine dello scorso volume, che l'addestramento è tosto, ma talvolta è peggio quando l'esterno sta relativamente bene, mentre l'interno è pieno di ferite; senza neanche preavviso, Nadyia si ritroverà a dover compiere un'azione tremenda e questo la turberà molto, vedremo il suo tormento interiore, i suoi dubbi, la sua disperazione, ma piano pianino crescerà in lei un sentimento libertino di determinazione, perché vuole cercare un'altra soluzione, prima che il suo tempo scada.
E poi, in mezzo ai suoi pensieri, c'è anche spazio per André, l'uomo di cui è indubbiamente innamorata e che spera possa venirla a salvare: è proprio questa speranza che la porta ad andare avanti, che non la lascia andare alla disperazione, è per lui che resiste ed è forse altrettanto per lui che accetta l'incarico, sebbene con qualche (moltissimi) riguardo.
Insomma, sarà messa a dura prova e si sentirà parecchio in colpa per aver accettato, però al contempo ama troppo per poter pensare di non farlo, sebbene cerchi una via di fuga per non perdere la sua umanità.
E a proposito di umanità, Nadyia in questo volume mi ha ricordato tanto i fratelli Salvatore di "The Vampire Diaries", perché loro hanno in comune il desiderio di non diventare dei mostri, non fare del male alla gente, però sono altresì consapevoli che talvolta una soluzione potrebbe non essere raggiungibile.

Dal canto suo, il nostro André Lamaze sta cercando di dimenticare questa parentesi bella della sua vita, ritornando al lato oscuro, infatti si impegna per portare a termine la vendetta di famiglia e lo fa in modi molto poco teneri e coccolosi. Purtroppo per lui, però, i suoi sentimenti per Nadyia non sono facili da cancellare, nemmeno con la violenza a cui è solito rivolgersi quando vuole rimettersi sulla carreggiata più giusta e naturale per lui, perché nulla può fargli dimenticare il modo in cui si sente.
Se, quindi, da una parte piomba nuovamente nella sua antica oscurità, dall'altra l'amore che prova per lei (perché è palesemente amore, ammettilo ciccio caro) non lo lascia andare e lui sa bene che questo potrebbe impedirgli di portare a compimento al meglio il suo piano.
E a proposito di questo, c'è da dire che Nadyia non è la sola ad avere i complessi, anche André è turbato, ma il suo tormento è dovuto al fatto che non sa cosa fare per tenerla in vita, perché in tutti i casi ci sarebbe la possibilità di perderla per sempre e non è facile capire come procedere.
Ora mai l'oscurità non possiede più tutto il suo cuore, vorrebbe ma non ce la fa, è troppo forte il barlume di luce che si è acceso, seppure sia molto piccolo, in confronto alle vecchie tenebre. In compenso, è rimasto il gelo calcolatore e non ha ancora voglia di andarsene perché sa che se non ci fosse lui a dirigere le scelte di André, a quest'ora le cose sarebbero messe molto male, ancora di più di quanto non lo siano già.

Devo ammettere che questo quinto volume l'ho trovato meno cupo degli altri e anche meno angosciante, perché prende proprio una piega diversa: innanzitutto non siamo più nel castello degli orrori dei Lamaze (che io mi sono sempre immaginata come la fortezza di Dracula, quindi con tutto l'arredamento sui toni del nero e del rosso cupo), ma siamo nel territorio della Regina, che almeno per il momento fa meno paura perché non ci siamo rimasti abbastanza da poter fare un confronto fra le due dimore; e quindi cos'è che rende l'atmosfera meno cupa, almeno secondo me? Il fatto che la stragrande maggioranza del libro è ambientato all'esterno, in una città apparentemente tranquilla, in una casa dove non si sente la presenza di alcuna oscurità se non quella che si porta dietro Nadyia.
Anche dal punto di vista della violenza, ho trovato che fosse di meno, anche se più brutale, soprattutto alla fine, il che compensava la minore quantità di lotte e quant'altro.
E poi, ahi il mio povero cuore, c'è anche meno Andyia e questo mi ha fatto un po' male perché secondo me io non mi ero mica resa conto tanto bene cosa avrebbe comportato la fine di "Per Addestrarti"! O meglio, probabilmente me n'ero resa conto a suo tempo, ma sono stata così brava a mettere da parte la storia per evitare di stare con l'ansia fino al momento in cui il seguito non sarebbe stato pubblicato, che quando ho iniziato a leggere "Per Combatterti" non mi ero preoccupata più di tanto. E invece, poi, mi sono resa conto che effettivamente ci sarebbero state meno scene Andyia perché non vivono più insieme, meno sensazione di assistere a un tango apache e più separazione... mi sa che non ero psicologicamente pronta a tutto questo. Come ho anche l'impressione di non aver metabolizzato ancora il finale, di non aver capito quali saranno le conseguenze, e mi sa che mi ci vorrà un mesetto per comprendere a che punto siamo arrivati con il casino (o forse non l'avrò realizzato fino alla pubblicazione del prossimo volume), anche perché è stato tutto troppo veloce, ho finito di leggerlo in meno di tre ore e alla fine ero lì, con lo sguardo perso a ripetermi che non poteva essere già finito.

Detto ciò, confesso che mi è piaciuto leggermente di meno del precedente volume, ma proprio leggermente: in realtà credo più che altro che sia un problema mio, non tanto del libro o della storia in sé, perché mi è capitato già un'altra volta che il primo volume (perché tecnicamente "Per Addestrarti" è il primo della trilogia, anche se il quarto della serie) mi piacesse veramente tanto, mentre il secondo mi piacesse sempre molto, ma leggermente di meno, e quindi credo semplicemente che il mio cervello si sia ritrovato un po' spiazzato e ho impiegato un attimino in più del previsto a raccapezzarmi in questa nuova situazione.
In ogni caso, continuo a pensare che sia veramente una bella storia (nonostante il concetto di bellezza possa stridere con la violenza, ma avete capito che cosa voglio dire), costruita egregiamente e in maniera tale da lasciarti spiazzato quando scopri determinate cose, perché non te lo aspetti, sai solo che accade qualcosa dal prologo, ma poi non puoi essere sicura di chi si parla, perché la situazione che ti viene presentata all'inizio è ancora un mistero e perché potrebbe, sempre la situazione, evolversi male oppure rivelarsi terribile.
Insomma, io credo che sia uno di quei romanzi che ti fanno stare perennemente seduto a fianco della famigerata amica ansia, che ogni tanto si tramuta in sconcerto puro, visto che non te lo aspetti per nulla quello che accade, e che, in un qual certo senso, ti fanno emozionare, perché senti il turbinio di emozioni dei personaggi come se fossero quasi le tue.
Voto:

Release Day Blitz: Per Combatterti di Chiara Cilli

Bonjour! Qui è la vostra Katy che vi parla, in questa giornata di viaggio perché, sì, finalmente si va in vacanza, sebbene niente mare anche quest'anno, solo collina e campagna (eh, che ci devo fare io se mio padre è nato proprio nel certo della Basilicata?) e, sì, questo post è programmato, lo sto scrivendo con una settimana d'anticipo perché io sono un tipo puntiglioso e a casa mia tutto si prepara con largo anticipo... be' questo non vale per mio padre, che all'ultimo decide che il giorno seguente si parte, ma questa è un'altra storia e sto divagando.
Oggi, in questo lunedì sette agosto, esce finalmente il tanto agognato seguito di "Per Addestrarti", quinto volume della serie Dark Contemporanea "Blood Bonds", la continuazione della storia dei nostri adorati Andyia, aka la continuazione delle nostre pene, ma questo non diciamolo, e io sono qui per presentarvelo (P.S. C'è anche una copia autografata in palio, quindi se siete interessate...).
Titolo: Per Combatterti
Serie: Blood Bonds #5
Autore: Chiara Cilli
Genere: Dark Contemporary Romance
Pagine: 208
Editore: Self-published
Prezzo ebook: €2.99
Prezzo cartaceo: €11.58

Trama
Nella mia mente sento ancora il riverbero delle frustate.
Ogni giorno i segni sulla mia pelle mi ricordano quello che lui mi ha fatto.
Ho dovuto lasciarla, o saremmo morti.
Credevo sarebbe tornato per portarmi via. Ma non l'ha fatto.
Ora devo concentrarmi sul mio scopo.
Ora appartengo alla Regina.
E' arrivato il momento di punire coloro che mi hanno fatto del male.
Il momento di affrontare il mio primo incarico è arrivato.
Non importa se mi ritroverò Nadyia tra i piedi.
Ma non sarò mai in grado di uccidere colui che ho amato.
Avrò la mia vendetta.
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18

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NON PERDERE I PRIMI TRE ROMANZI DELLA SERIE

LEGGI L'ESTRATTO
«Voglio andare a casa», gemetti incollerita.
«Non hai più una casa, Nadyia.»
Mi voltai di colpo, ringhiando a denti stretti: «A causa tua».
André mi fissò, penetrante. Sondava il mio sguardo con troppa attenzione, il volto duro come la pietra.
Avrei voluto attaccarlo. Qui, in mezzo alla strada, davanti a tutta questa gente. Costringerlo a reagire così da poter gridare e attirare l’attenzione dei miei genitori.
«Non farlo, Nadyia», mi avvertì André, quasi mi avesse letto nel pensiero. «Firmeresti la loro condanna a morte.»
Serrai gli occhi, ricadendo con la fronte sul suo petto. L’ira e la sofferenza mi bruciavano l’ossigeno nei polmoni, mi ostruivano la trachea. Volevo solo piangere disperatamente. Dio, quanto lo volevo.
Volevo crollare tra le braccia di colui che aveva dato origine alla mia pena.
Attraverso le palpebre dischiuse, vidi che lui stava stringendo le mani con tale veemenza da far sbiancare le nocche.
Si stava trattenendo con tutte le sue forze per non toccarmi.
Lo odiavo.
«Ho visto cos’è successo stamattina, in quella cucina», disse di punto in bianco.
Trasalii, tirandomi indietro di scatto. Stava… stava parlando di quello che era accaduto con Marc? Come faceva a saperlo? Poi capii. Una microcamera. Chissà quante altre ne aveva piazzate in giro per la casa, mentre io ero di guardia alla camera di Marc.
Un senso di vergogna mi invase, facendomi schizzare il battito alle stelle. Mi aveva visto approssimarmi al mio migliore amico come una leonessa pronta ad avventarsi sulla gazzella. Mi aveva visto perdere il contatto con me stessa.
Aveva visto affiorare il sicario forgiato da lui e Ekaterina.
Aprii la bocca per dire qualcosa, ma nulla ne uscì.
André espirò pesantemente dalle narici, l’espressione inflessibile. «Fa’ il tuo lavoro e torna a Véres. Oggi.»
Raddrizzai le spalle con piglio determinato. «Non porterò a termine la missione. Dirò a Ekaterina che scelgo di diventare una sentinella della città.»
All’improvviso i suoi occhi mandarono lampi. «E nel momento in cui lo farai, lei ti ammazzerà.»
Tentai di non rabbrividire. «Possiamo scegliere.»
«Le altre possono. Tu no. Tu sei diversa per la Regina.»
Distolsi lo sguardo con rabbia.
Un istante dopo lui mi ghermì per la mascella, gli occhi che divoravano i miei. «Lei vuole il tuo dolore e la tua resa. Se andrai contro il suo volere, ti farà giustiziare.»
Non replicai.
Non mi interessava.
André mi aveva salvato la vita una volta, non poteva farlo di nuovo. Non volevo.
Se aveva ragione, allora avrei affrontato il mio fato a testa alta.
Lentamente, mi sottrassi alla sua presa e mi girai per osservare i miei genitori per l’ultima volta. Mi portai le dita alle labbra e mandai loro un bacio, asciugandomi la lacrima che, solitaria, mi solcò la guancia.
«Non importa quello che provo per te», dissi, il tono che incarnava desolazione. «Ero felice. Ero amata. Amavo così tanto.» Trassi un profondo respiro, quindi ruotai nuovamente verso André. «Poi sei arrivato tu. Sei un tornado che si lascia dietro solo macerie.» Boccheggiai, combattendo per ingoiare il magone e il rancore che distorcevano la mia voce. «Tu mi hai tolto tutto. E non ti perdonerò mai, mai per questo.»
André rimase stoico, scrutandomi dall’alto con severità.
Sapendo che non avrebbe aggiunto altro, me ne andai, i pezzi del mio cuore che piombavano sui sampietrini passo dopo passo.

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L'AUTRICE
Nata il 24 gennaio 1991, Chiara Cilli vive a Pescara. I generi di cui scrive spaziano dal Dark Fantasy e Dark contemporaneo all’Erotic Suspense. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.
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Bene, per questo post è tutto. Noi ci rivediamo alle 14 con la recensione (eh sì, altrimenti sarebbe venuto fuori un post troppo lungo XD).
A fra poco!