lunedì 11 dicembre 2017

Cover Reveal: Point Break - Book One: in the city

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, scomparsa di nuovo da due settimane a parte per le recensioni programmate perché la scuola ora è diventata un delirio, fra verifiche chilometriche da preparare e il mio professore di latino e greco che ha deciso di cambiare le interrogazioni rispetto all'anno scorso e che ha messo tutti in panico.
Anyway, oggi sono tornata per il Cover Reveal del secondo romanzo della serie Living NY, nonché primo della duologia Point Break Duet di Marion Seals, che mi ha gentilmente offerto l'opportunità di presentarlo a voi in tutto il suo splendore.

Titolo: Point Break - Book One: in the city
Autore: Marion Seals
Serie: #2 Living NY - #1 Point Break Duet
Genere: Contemporary Romance, Suspense
Data di uscita: 17 dicembre 2017
Trama
Il destino li ha fatti incontrare.
Il pericolo li ha costretti a fuggire.
L'amore li metterà di fronte ai loro limiti.

Randy Bennett ha sempre saputo ciò che voleva da New York: la possibilità di essere se stesso e di realizzare tutti i suoi sogni.

Per Chatlotte Davis la City è una porta chiusa su un passato ingombrante, ma anche un nuovo lavoro, fatto di certezze e razionalità.
Ryons e Finnigan, ex Forze Speciali e contractor alla BLACK EAGLES, vedono nella metropoli il luogo dove poter continuare a fare ciò che hanno sempre fatto: proteggere le persone, lasciando scorrere il tempo in una rassicurante routine.
La Grande Mela, però, ha in serbo per tutti loro una sorpresa.

Ognuno di loro sarà messo alla prova, con il rischio di perdersi.

La serie Living NY
#1 Big Apple
E fino all'uscita di Point Break e in promozione a €0.99!

#2 Point Break - Book One: in the city
17 dicembre 2017

#3 Point Break - Book Two: on the road

Febbraio 2018


Biografia
Marion Seals è nata a luglio del 1970, vive in Sardegna con il marito, due figli e una tartaruga di nome Dago.
Lettrice compulsiva, alterna la scrittura al suo "vero" lavoro ossia la psicologa. Ama tutto ciò che è diverso e detesta tutto ciò che è troppo "normale".
Un giorno si è svegliata e ha deciso di scrivere un libro. Tutto qui.

Bene, per oggi è tutto; spero di avervi incuriosito con questo post (a me personalmente ispira un sacco questo romanzo e la cover è veramente bella).
Pace, amore e tanti libri a tutti!

giovedì 7 dicembre 2017

Recensione Torna da me

Titolo: Torna da me
Autore: Mila Gray
Genere: New Adult
Casa editrice: Bookme
Prezzo: €12.90 (copertina rigida)
Pagine: 318






Trama
Un'auto militare ferma sotto casa alle sette del mattino. Non può significare nulla di buono, soprattutto se sia tuo fratello che l'amore della tua vita sono soldati impegnati in una rischiosa missione in Afghanistan. Quando Jessa Kingsley, diciott'anni appena compiuti, occhi verdissimi e un viso tutto lentiggini, apre la porta al cappellano dei Marine in alta uniforme, il mondo le crolla addosso in un istante. Mentre il cuore batte a mille, il suo pensiero vola all'estate appena trascorsa. Quella in cui lei e Kit, migliore amico di suo fratello Ridley, sono caduti l'una nelle braccia dell'altro. Sono anni che Jessa stavede segretamente per Kit, bello e sexy da togliere il fiato, e proprio adesso che lui ha scoperto di ricambiarla, l'idea di perderlo è insopportabile. E pazienza se il padre, l'inflessibile Colonnello Kingsley, non fa mistero dell'odio che, per motivi mai davvero chiariti, nutre per il ragazzo. Mentre Jessa di prepara a ricevere la tragica notizia dalle labbra del cappellano, un'unica, atroce domanda le martella in testa: chi dei due è morto? Suo fratello Ridley oppure Kit?
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina che ormai è entrata in pieno mood natalizio e che non vede l'ora arrivi domani per poter fare l'albero di Natale e il presepe... il che diventa un'impresa degna della ricerca del Sacro Graal quando hai una gatta in casa che ti si mette tra i piedi a giocare non appena vede quelle cose rotonde che sono le palline, che, in teoria, dovrebbero rimanere appese all'albero, e non appena vede una cosa chiamata muschio che sembra aggradarla molto al punto che la ritroviamo sempre con le vibrisse piene.
A parte questo, eccomi tornata con la recensione di un libro uscito parecchio tempo fa e che io ho recuperato da poco perché prima non avevo tempo e perché sono una personcina molto negligente, che lascia i libri a marcire o nella libreria o nell'iPad...
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Il primo capitolo si apre con la protagonista, Jessa, che sta scendendo le scale in tutta tranquillità, fino a quando non vede fuori da casa sua una presenza insolita che la mette subito sull'attenti, per via dell'abbigliamento formale: è il padre di Kit, il migliore amico di suo fratello Riley, nonché il suo ragazzo Marine, che non sarebbe mai andato a casa della ragazza se non fosse accaduto qualcosa di veramente serio. E infatti, dopo solo un'occhiata al viso dell'uomo, Jessa capisce ed esordisce dicendo: "Chi? Chi dei due?".
La vicenda, poi, si sposta a tre mesi prima, nel giorno del compleanno della protagonista, ovvero nel giorno in cui sia Kit sia Riley sono tornati dalla loro missione in Sudan: sin da subito la ragazza sente comparire quell'emozione che solo il migliore amico del fratello ha risvegliato fin'ora, e non sa come comportarsi perché non crede che lui la ricambi. Sorprendentemente, per una strana forza che li porta a incontrarsi, i due scoprono dei sentimenti che provano nei confronti dell'uno e dell'altra e da questo momento vivranno la loro storia d'amore nel segreto più totale, ma anche con un senso di malinconia.
Eh sì, da una parte, infatti, il padre di Jessa, ex Marine, da quando è tornato dall'ultima missione, non è stato più il padre amorevole di un tempo, ma è diventato severo e intransigente nei suoi confronti, al punto che confessargli di avere un ragazzo comporterebbe la sua morte e quella di Kit, che inspiegabilmente non è ben accetto; dall'altra, purtroppo, i due hanno a disposizione solo un mese per esplorare il loro sentimento, prima che Kit parta per un anno per una meta ancora sconosciuta.
Lei alle prese con un'avventura completamente nuova e potenzialmente distruttiva, lui invece con il desiderio sconosciuto di fare di Jessa la sua prima e unica ragazza; lei timorosa di fare quello che desidera di più, lui determinato a dimostrarle che la vita è una sola e che le occasioni si devono prendere quando è il momento giusto.

Allora, la protagonista della storia è Jessa, una ragazza di diciotto anni la cui vita non è che sia proprio bellissima: se da una parte la madre infelice si impasticca come se non ci fosse un domani, dall'altra la presenza del padre, addirittura il solo nominarlo, basta anche solo a rizzarle tutti i peli del corpo perché lui è molto severo con lei, non le permette di fare molte cose, vuole che segua soltanto i suoi piani per il futuro e non vuole assolutamente che abbia un ragazzo.
Jessa è quindi la tipica figlia a cui vengono tarpate le ali dal genitore e che, per tanto, non fa mai uno sgarro per evitare di incontrare l'ira divina, anche se la vita che conduce non è quella che avrebbe desiderato. In tutto questo lei è pure sola perché, sì, c'è la sua amica, quella con cui fantastica a go go, però a darle man forte in casa non c'è nessuno, infatti il fratello da tre anni a questa parte ha deciso di andare contro il volere del padre e arruolarsi, stando così lontano dalla sorella per la stragrande maggioranza del tempo.
Tuttavia, se da una parte (lo so che uso sempre "da una parte" e "dall'altra", ma è deformazione professionale perché quando traduco greco c'è sempre almeno una contrapposizione di questo tipo) risulta una persona piuttosto silenziosa, che tenta di passare inosservata e accetta impotente la volontà altrui, dall'altra nasconde un lato birichino e sbarazzino, una voglia di libertà incondizionata che la porta a prendere consapevolezza di se stessa grazie all'influenza del nostro bel Marine.

E a proposito del soldato, dobbiamo dire che Kit ha tutte le carte in regola per farci innamorare:
1) è un soldato, quindi ha un fascino tutto suo e non solo dovuto agli intensi allenamenti a cui è sottoposto, ma soprattutto al fatto che ti dà l'impressione che potrebbe difenderti in qualunque situazione, qualora ci fosse bisogno, perché ha una presenza massiccia e imponente che cambia l'atmosfera;
2) ha l'aria da bad boy, e sotto sotto lo è anche in quanto prima di Jessa non aveva mai avuto una fidanzata, però con la protagonista si comporta da vero gentleman, la rispetta, non cerca di affrettare le cose, nonostante sappia che il tempo è poco, perché vuole che lei si senta a suo agio e pronta per tutta questa situazione che è nuova per entrambi e perché vuole fare le cose per bene, per cercare di passare un mese in compagnia della ragazza che gli interessa veramente. Oltretutto, soprattutto all'inizio, anche quando vorrebbe palesemente che succedano delle cose, lui fa sempre un passo indietro e si limita, quindi... ben fatto soldato!
3) è un personaggio tutto da scoprire, infatti attorno alla sua figura aleggia un certo mistero, dovuto all'odio che il padre di Jessa sembra provare nei suoi confronti e che lui stesso non capisce da dove possa derivare: inizialmente, Kit crede che quest'astio derivi dal fatto che è a causa sua che Riley si è arruolato nell'esercito, però non c'è solo questo, anche perché fra suo padre e il signor Kingsley (il padre di Jessa) non scorre affatto buon sangue, nonostante fossero migliori amici quando erano più giovani.

L'ultimo personaggio di cui vi parlo brevvemente è Riley.
Sebbene si veda veramente poco, possiamo capire che nella sua famiglia è stato l'unico a ribellarsi al padre e a prendersi la sua libertà e indipendenza, infatti ora che è quasi sempre fuori casa sembra che non gli importi poi molto dell'opinione del genitore, poiché oramai il "danno" l'ha fatto e sa che ha le redini della sua vita fra le mani. Notiamo anche che ha un certo temperamento, non è proprio il personaggio più tranquillo, ma anche lui è molto tormentato, soprattutto quando si tratta di sua sorella oppure della sua ragazza, Jo, di cui è innamorato perso e con cui trascprre la maggior parte del tempo, per rimediare ai mesi in cui è in missione.

Anche questo libro, come quello che vi ho recensito martedì, ha la sua bella dose di intensità, dovuta principalmente alla presenza di soldati. Infatti, da una parte, l'atmosfera si fa pesante con la presenza del padre di Jessa, che è palesemente uno di quei ex-Marine che hanno veduto cose terribili in guerra al punto da poi soffrire perché quelle immagini continuano a ripresentarsi nella sua testa e perché l'orgoglio gli impedisce di chiedere aiuto; dall'altra, vi è un senso generale di tormento e amarezza a causa della breve permanenza di Kit e Riley, che in un solo mese cercano di vivere serenamente (per quando sia possibile a un Marine) e pienamente, come se effettivamente potessero morire nella missione successiva... *inizia a piangere a dirotto*
E proprio questo fatto rende la lettura coinvolgente sul piano emotivo in una maniera straordinaria perché, almeno nel mio caso, si è travolti dall'impeto della storia d'amore fra Kit e Jessa, dal tormento, dall'angoscia e da un retrogusto amaro che pervade un po' tutto il libro perché si sa che questa è una parentesi molto breve, e per tanto le emozioni, i sentimenti, sono concentratissime.
E ovviamente, a un certo punto, l'intensità si rivolge anche a quell'aspetto, essendo comunque questo un New Adult, in quanto quella cosa lì (capitemi) è dettata dal bisogno dell'uno e dell'altra di vivere appieno e di dimostrarsi il loro amore; devo, però, ammettere che a a me va bene tutto, però non riesco a concepire come sia possibile che, una volta provata per la prima volta questa ebrezza, i due interessati si trasformino in due ricci che non sanno fare altro! Ecco, a me queste situazioni non piacciono più di tanto, perché quello diventa l'unico pensiero fisso e... no grazie, non esiste solo quello nella vita (anche quando si è travolti dall'impeto della passione).

Concludendo, questo libro mi è piaciuto moltissimo, ho amato i personaggi e il modo in cui è stata costruita la storia, con quel punto interrogativo che rimane fino alla parte finale, in cui si scopre la verità e le conseguenze che ne derivano.
Di certo non è una lettura leggerissima, seppur non impegnativa, a causa dell'ansia e del tormento crescenti, però è una storia talmente bella che vale la pena leggere perché ti fa a pezzi piano pianino, e tu nemmeno te ne accorgi.
Voto:

martedì 5 dicembre 2017

Recensione La vendetta degli dei

Titolo: La vendetta degli dei
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: Fantasy
Casa editrice: HarperCollins Italia
Prezzo: €16.00 (copertina rigida)
Pagine: 525






Trama
Alexandria ha sempre avuto paura di due cose: perdere se stessa dopo il Risveglio, ed essere ridotta in servitù per mezzo dell'Elisir. Ma l'amore è sempre stato più forte del fato e Aiden è pronto a dichiarare guerra all'Olimpo e al lato oscuro di Alex pur di riaverla con sé.
Intanto il mondo è sull'orlo del caos. Gli dei hanno già ucciso una moltitudine di persone e potrebbero distruggere intere città nel tentativo di impedire ad Alex di cedere il suo potere a Seth, il primo Apollyon, rendendolo così l'invincibile Sterminatore degli Dei. E interrompere l'oscuro legame tra lei e Seth non è l'unico problema, perché la sola persona che potrebbe sapere come arginare il disastro è morta da secoli. Ad Alex e Aiden non resta dunque che penetrare negli Inferi per parlare con lei e poi trovare il modo di tornare indietro. E' un'impresa disperata e i pericoli in agguato sono inimmaginabili, eppure non esiste altro modo per impedire a Seth di diventare lo Sterminatore... o ad Alex di prendere il suo posto.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e... la sentite questa musichetta di sottofondo? Ecco, sono io che sto già iniziando a canticchiare le canzoni di Natale perché siamo finalmente giunti a dicembre e mancano venti giorni esatti alla fine del supplizio festività che tutti noi amiamo, credo, perché possiamo scervellarci sui regali e possiamo riposarci qualche giorno!
*inizia a saltellare per tutta la casa, poi si ricorda che ha una dignità da difendere e ritorna a sedersi compostamente al computer*
Comunque, a parte questa mia immensa gioia, oggi sono tornata per parlarvi di un libro bellissimo, che ho adorato con praticamente tutto il mio cuore e che è il seguito di quell'altro devastante libro della zia Jenny che è "Anima Divina". E in quanto suo sequel non è da meno nel mainagioia, anche se ci sono miglioramenti (a parte qualcuno a caso che rigira il coltello nella piaga ancora aperta dopo "Cuore Puro" e che mai più si richiuderà)...
Ma bando alle ciance e iniziamo!
P.S. attenzione la seguente recensione contiene spoiler sul volume precedente: il lettore è pregato di non continuare a leggere a meno che non sia masochista o non sia già in pari con la serie.

Avevamo lasciato "Anima Divina" con il Risveglio del secondo Apollyon, Alex, e con Aiden che, guardandola negli occhi, si accorgeva che lo sguardo (il colore) era quello degli occhi di Seth.
Da questo momento, fra i due volumi c'è un salto temporale di circa un mesetto, ma la situazione non è cambiata: Alex è sempre connessa al Primo, vuole quello che vuole lui e per questo è stata rinchiusa in una camera con tanto di bagno annesso (ritieniti fortunata ciccia ---> ironia portami via) e con una bella grata di ferro fatta da Efesto, ergo non è molto contenta di quello che sta succedendo, vorrebbe solo raggiungere Seth e impedire a Aiden di guardarla perché ogni tanto dentro di sé sente delle sensazioni che non dovrebbe sentire.
Mentre lei si trova in questo stato, e mentre gli altri cercano una maniera per spezzare il legame fra i due Apollyon, la guerra imperversa e il mondo è ridotto a un disastro: da una parte, le truppe di Lucian e Seth sono arrivate ai Catskill e stanno acquistando sempre più potere e consensi, non solo fra i Puri e i Mezzosangue, ma a quanto pare anche fra gli stessi umani; dall'altra, gli dei non sono felici di questa rivolta di dimensioni pazzesche e cercano di reprimerla usando la violenza, distruggendo edifici, terrorizzando le persone, nel tentativo di ripristinare l'ordine iniziale e la loro egemonia.
Ma questi non sono gli unici problemi della combriccola che si sta occupando di tenere al sicuro Alex: gli dei vogliono ucciderla per impedire che passi i suoi poteri al Primo, che diventerebbe lo Sterminatore degli Dei, ma c'è uno di loro che si trova dietro a tutta questa devastazione e che continua a guidare le sue truppe attraverso il padre di Alex e Seth... solo che nessuno, nemmeno gli dei stessi, sa chi sia e bisogna fermarlo prima che la situazione peggiori in maniera irreversibile.

In questo volume, Alexandra è il personaggio che più di tutti viene sottoposta a un cambiamento: innanzitutto, nei primi momenti non è più lei, non è più la ragazza testarda e impulsiva che ama un Puro e che farebbe qualsiasi cosa pur di proteggere gli innocenti e chi ama, ma è succube delle idee e della volontà di Seth. Questo fa sì che la sua testardaggine si riversi nei confronti della causa che la sé pre-Risveglio non avrebbe mai appoggiato, ma d'altronde non è lei che ha in mano le redini, è solo una pedina all'interno di un gioco controllato da qualcuno di veramente potente. Però questa pedina sente dentro di sé che c'è qualcosa che non va, la Alex post-risveglio sa che la sé precedente è relegata in un angolino della sua mente ed è consapevole di quanto stia lottando per poter far valere la propria identità, solo che la sua volontà, o meglio quella del Primo, è così forte che non riesce a fare nulla.
Solo con il passare del tempo le cose cambieranno e lei ritroverà la sua libertà, ma a quel punto sarà una persona molto diversa, meno impulsiva, sempre testarda e più matura, consapevole del suo ruolo nella storia e del potere che ha nel poter cambiare il corso degli avvenimenti a suo favore e in favore di tutte quelle persona innocenti che si sono ritrovate in mezzo a un conflitto che non li riguarda per l'incuranza di altri.
Ecco, si può quasi dire che sia diventata veramente una Sentinella, perché prima di agire riesce a pensare razionalmente, senza semplicemente buttarsi nella mischia, ha imparato cosa voglia dire "sacrificarsi" e combatte proprio in nome degli ideali che ha sempre portato con sé essendo una Mezzosangue, ma anche in nome di chi non ha la capacità di difendersi.

Aiden è sempre il solito giovane uomo che conosciamo: apparentemente serioso e schivo, sempre dedito e ligio al suo dovere di Sentinella, si dimostra ancora una volta un grande stratega e una persona molto responsabile in tutto. Tuttavia, dobbiamo ammettere che pure lui gioca la carta del cambiamento, perché vediamo lati di lui che non avevamo ancora scoperto e riesce a stupirci per la sua intensità.
Ecco, se dovessi descriverlo con una sola parola, direi che Aiden è intenso, perché per ogni cosa che fa emana un'aura di grandezza, di maturità tale da farti sentire quasi in soggezione; ma ancora di più, sono intense soprattutto le sue emozioni: nel corso del mese che intercorre fra i due libri è stato costretto a prendere decisioni che non lo fanno stare in pace con se stesso, ed è perseguitato dalla paura di aver commesso degli errori irrimediabili e di aver fallito, come figlio, come fratello, come Sentinella e come amante. Tutto questo non fa altro che rendere il personaggio ancora più reale e perfetto nella sua imperfezione, perché lui non è infallibile, non è sempre sicuro di tutto quello che fa e anche lui si preoccupa e ha paura della situazione che si sta creando; oltretutto, possiamo ancora vedere in lui il senso di colpa che sente quando crede di aver sbagliato, e fra questi sbagli ci sarebbe anche il suo rapporto con Alex... ora, non allarmiamoci adesso che ho parlato di sbagli, però quello che voglio dire è che, benché lui sia tremendamente innamorato di lei, nella sua parte più recondita teme di averla fatta avvicinare troppo, e che per questo ci saranno conseguenze, e ha paura che succederà qualcosa di brutto e che sarà colpa sua perché non l'ha protetta abbastanza.
Insomma, io credo che il suo personaggio sia una continua sorpresa, soprattutto ora che abbiamo scoperto alcune cose che ce lo pongono sotto una luce diversa, che ci fanno capire quanto Aiden sia umano perché prima non ne eravamo mica tanto sicure!

"La vendetta degli dei" è un libro abbastanza di passaggio: la prima parte del romanzo è basata su Alex, sul suo Risveglio e su come spezzare il legame con Seth, quindi non presenta chissà quanta azione, ma è ugualmente movimentata, soprattutto dal punto di vista delle emozioni; la seconda parte, invece, ha più azione, c'è qualche combattimento in più e c'è anche una bella - e terrificante - avventura, tuttavia tutto ciò che avviene è preparatorio per la battaglia finale che si svolgerà nel prossimo libro.
Ora, c'è chi non apprezza molto questi libri "di mezzo" e c'è chi li apprezza parecchio, e io non voglio adesso entrare in questo campo, ma desidero spiegarvi il mio punto di vista.
E' vero che in questo tipo di libri non c'è moltissima azione, però io credo che ogni tanto un volume più tranquillo sia necessario e utile, in quanto non si può pretendere che la serie sia una lotta continua dall'inizio alla fine, ma è normale che ci siano dei momenti di stasi alternati a momenti in cui nella vita dei personaggi principali c'è una certa tranquillità. E se vogliamo dirla tutta, a parte la prima parte che per qualcuno potrebbe risultare lenta perché obiettivamente, lo riconosco, c'è poca scena e più introspettività (che non so se esista come parola, ma facciamo finta di sì, casomai), ma se la zia Jenny avesse accelerato il tutto non avrebbe avuto lo stesso effetto e se l'avesse risolta in un'altra maniera non ci sarebbe stato lo stesso impatto di un ipotetico messaggio che uno vi potrebbe leggere, nella seconda accadono un sacco di cose! E' vero, non risolvono la situazione, ma sono i passi che preannunciano la fine, sono gli elementi che servono ai protagonisti per mettere a cuccia il dio che ha scatenato tutto questo e per ritornare a un mondo più pulito un mondo che risplende nella sua imperfezione, e delle basi dovevano trovarle da qualche parte, perché - facciamo vedere le nostre doti retoriche - prima di poter fare un processo bisogna raccogliere le prove che devono fungere da base per l'arringa, altrimenti non c'è nulla di valido.

Concludendo, ho amato tantissimo questo volume perché lo stile della zia Jenny riesce a coinvolgermi in ogni occasione (potrei leggerle anche la lista della spesa e mi sentirei pronta ad andare al supermercato come se dovessi uccidere demoni), anche quando il volume in questione non è un bim bum bam continuo, ma si limita a fare qualche scoppio di là e qualcuno di qua; ciò su cui si basa soprattutto il libro è il cambiamento della protagonista, associato a tutte le emozioni che permeano ogni meandro della storia, rendendola un piccolo capolavoro agli occhi di chi, come me, ama le storie d'azione tanto quanto quelle piene di intensità di sentimenti che ti strappano il cuore e te lo riducono a brandelli.
Detto questo, io non vedo l'ora di avere tra le mani il seguito perché come al solito non è che sia finito proprio benissimo e la sottoscritta è troppo curiosa e necessità de "L'ombra di Ares" seduta stante!
Voto:

giovedì 30 novembre 2017

Recensione Fallen Heir

Titolo: Fallen Heir
Autore: Erin Watt
Genere: Young Adult
Casa editrice: Timeout LLC
Prezzo: €13.23 (copertina flessibile)
Pagine: 338






Trama
Questi Royal ti rovineranno.
Easton Royal ha tutto: un bell'aspetto, soldi e intelligenza. Il suo obiettivo nella vita è quello di divertirsi il più possibile. Non pensa mai alle conseguenze perché non è necessario che lo faccia.
Fino a che non compare Hartley Wright, dando una scossa alla sua vita facile. Lei è l'unica ragazza che gli ha detto di no, nonostante sia attratta da lui. Easton non riesce a capirla e questo la rende ancora più irresistibile.
Hartley non lo vuole. Dice che deve crescere.
Potrebbe avere ragione.
Rivali. Regole. Rimpianti. Per la prima volta nella sua vita, indossare la corona dei Royal non è abbastanza. Easton sta per imparare che più inizi in altro, più la caduta sarà dolorosa.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina elettrizzata perché è l'ultimo giorno di novembre, un mese che non apprezzo particolarmente perché sembra che tutti i professori facciano sempre la stessa pensata, ovvero di non accumulare le verifiche nei giorni prima delle vacanze natalizie, ma che poi finiscono per crearci ugualmente problemi perché non sanno mettersi d'accordo e in più sperano pure che noi facciamo le cose in un certo modo quando abbiamo delle verifiche parecchio sostanziose da preparare (ma io dico, non si ricordano di quando erano alunni e odiavano i professori che mettevano le verifiche una dietro l'altra?)...
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi del quarto volume di una serie onestamente mi sta piacendo un sacco, perché, anche se ci sono mille cliché e nonostante i personaggi maschili sembrino dei gorilla in calore ogni dannatissima volta che vedono la ragazza che aizza loro i bollenti spiriti, è divertentissima, cosa che ai miei occhi le fa acquistare mille punti perché se mi fai ridere e mi coinvolgi vuol dire che tanto schifo non fai.
Ma bando alle ciance e iniziamo a parlare della storia del nostra caro Easton.

Easton è uno dei ragazzi più popolari della scuola, tra i suoi allenamenti a football e la sua fama di donnaiolo, e l'unica cosa a cui pensa è divertirsi, e basta.
Le cose, però, cambiano quando a scuola si presenta una ragazza nuova, mai vista, che lo coglie in un momento di pazzia in cui stava facendo qualcosa (o qualcuno) che non doveva: sin da questo loro primo incontro, il fratello di mezzo dei Royal si rende conto che Hartley è diversa dalle altre ragazze, non cerca di farsi notare, anzi il suo è il tentativo opposto, e non vuole avere nulla a che fare con lui, ma proprio zero, solo che per sua sfortuna Easton la prende come una sorta di sfida personale e non la lascerà stare tanto facilmente.
Il mistero che accerchia la ragazza è talmente intrigante che il nostro protagonista ne diverrà quasi ossessionato e spesso metterà da parte, o almeno ci proverà, i suoi problemi per occuparsi di Hartley, che continua ad essere una presenza sfuggente in tutti i sensi: se, quindi, da una parte, lui è determinato a non lasciarsela sfuggire, lei dall'altra preferirebbe essere lasciata in pace perché non ha bisogno di distrazioni nella sua vita alquanto difficile.
Due ragazzi parecchio testardi che continueranno a giocare a inseguire e a scappare, ma chissà che prima o poi uno dei due non si fermi e decida che è ora di cambiare gioco.

Ora, detta così potrebbe sembrare che questa sia una semplicissima storia d'amore fra due ragazzi, in cui non accade quasi nulla se non i tentativi dell'uno di persuaderla ad accettare la sua presenza come un dono divino e dell'altra di allontanarlo il più possibile. Ed effettivamente non è che ci sia grande azione (ma va! Non è mica un Fantasy!), il libro è molto concentrato sulle dinamiche della loro storia, però ci sono dei risvolti molto interessanti qua e là che sono quelli che io apprezzo tanto, in quanto sono delle rivelazioni molto scottanti, e l'elemento che dà un grande botto al libro è la personalità dei due personaggi principali, in particolare quella del Royal di mezzo.

Easton è, infatti, un ragazzo piuttosto egocentrico e viziato, perché è abituato a ottenere sempre - o quasi - quello che vuole, il che vuol dire che quando la situazione prende una strada non prevista e sfugge dal suo controllo e dalla sua comfort-zone, dalla sua certezza, lui non ne è particolarmente felice.
E' un ragazzaccio, per il 70% del tempo pensa a quello, a ubriacarsi e a scaricare la sua frustrazione facendo a pugni, perché l'unica soluzione per lui sembra essere la violenza; è testardo, quando si mette in testa una cosa non ce n'è più per nessuno, ed è estremamente determinato, oltre che impulsivo. Okay, ammettiamolo, ogni tanto sembra un piccolo gorilla che fa paura solo a guardarlo, perché è grande e grosso ed è un Royal, però è divertentissimo, ha un senso dell'umorismo che, è vero, gira solo in una direzione, ma che fa veramente sorridere perché nella sua indelicatezza è comunque carino.
E poi, come non pensare al suo atteggiamento nei confronti di coloro a cui vuole bene? Già solo con Ella è iper-protettivo, però con Hartley dà il meglio di se stesso e sfodera un atteggiamento mai visto prima: è premuroso, vuole che lei stia bene e non gli piace che qualcuno possa minacciarla o nuocerle, e anche quando fa lo pseudo-stalker risulta carino perché, anche se dovrebbe lasciarle dello spazio vitale qualche volta, sembra che gli importi davvero di lei e non solo per il fatto che lei l'ha palesemente rifiutato in tutti i modi.

Se Easton sembra essere una mina vagante che guai a fermarlo, Hartley gli tiene ben testa perché anche lei è un piccolo peperino: dietro alla ragazza studiosa che vuole andare bene a scuola e che vuole passare inosservata per il resto dell'anno perché per lei sarebbe meglio, vediamo una ragazza dalla forte personalità, un po' cocciuta e ostinata, capace di tenere testa quasi a chiunque; tuttavia, dobbiamo riconoscere che pure lei ha le sue debolezze e sono collegate alla sua famiglia, alla situazione che è stata costretta ad accettare perché solo così avrebbe potuto sperare in un qualsiasi tipo di miglioramento. Senza fare spoiler sui suoi segreti, vi posso dire che quello che le è accaduto la porta molto spesso ad allontanare Easton perché ha un disperato bisogno di riuscire a ottenere quello che veramente desidera, anche se è qualcosa di veramente difficile, che talvolta la manda in un certo stato di disperazione, da cui poi però riesce a uscire perché è molto forte.
Una cosa che mi è piaciuta particolarmente di Hartley è che è molto sarcastica, trova delle risposte esilaranti per tentare, invano, di reprimere la curiosità del sopracitato e lo fa pure con una nonchalance tale che fa ridere perché tu vedi questo povero cristo che le va dietro, fa tutto l'affascinante e poi viene scaricato così su due piedi, cosa che fa arrabbiare lui e esasperare lei nel momento in cui lui diventa ancora più insistente.
Insomma, fra i due non so chi sia più spassoso!

Se avete presente il personaggio di Easton, saprete certamente che ha dei seri problemi con l'alcool, giusto? Ecco, qui viene approfondito questo aspetto, vediamo ciò che lo porta a bere, la sfrenatezza che lo porta a scolarsi bottiglie su bottiglie nei momenti più bui, ma in parte c'è anche un barlume di determinazione nello smettere di fare certe cose.
Ora, questo è un tema piuttosto importante, perché al giorno d'oggi sempre più ragazzi tendono a ubriacarsi per il semplice piacere di far un torto ai genitori che o li opprimono troppo o non lo fanno affatto, quindi parlarne in un libro è già qualcosa, soprattutto parlarne attraverso i giovanissimi e non, ad esempio, attraverso il soldato che ha ripiegato sugli alcolici perché non riesce a frenare i suoi ricordi. Qui si affronta, anche se in maniera marginale, la dipendenza che deriva dall'uso di certe sostanze e le possibili conseguenze, ciò che accade quando si prendono delle decisioni mentre si è ubriachi oppure quando si agisce in maniera non appropriata perché la mente non è abbastanza lucida per capire cosa si deve e cosa non si deve fare, però in ogni caso questo rimane un elemento marginale, che io ho apprezzato ugualmente, probabilmente per la volontà delle autrici di creare una storia leggera, senza la pesantezza di un tema così importante, che mostrasse uno stralcio della vita dei giovani d'oggi che rimane indiscusso e senza soluzione, in quanto molto spesso i genitori non se ne accorgono o se ne fregano.
Quindi, tutto questo per dire che in mezzo al solito drama (che secondo me è meno drama dei precedenti volumi) c'è anche spazio per qualcosa di più serio, ma non bisogna aspettarsi un approfondimento bello sostanzioso perché la parte seria fa semplicemente da sfondo e da contesto alla storia d'amore - e secondo me si può apprezzare ugualmente così.

Concludendo, devo dire che mi è piaciuto parecchio questo libro, ha saputo farmi ridere tantissimo (e così si acquistano un sacco di punti) grazie ai vari scambi di battutine e all'irriverenza di Easton, e, anche se non è un libro di alto concetto, io credo che le due autrici siano riuscite a creare una storia molto leggera ma molto piacevole, sempre intrisa del solito drama all'Americana, però anche bella se la si prende nella sua frivolezza e se non si bada molto a certi comportamenti viziati.
Voto:

martedì 28 novembre 2017

Recensione Bad Boy Mai più con te

Titolo: Bad Boy Mai più con te
Autore: Blair Holden
Genere: Young Adult
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: €17.90 (copertina rigida)
             €9.90 (copertina flessibile)
Pagine: 375





Trama
Tessa O'Connell ha diciotto anni, una corazza a tenuta stagna di ironia e un solo obiettivo: sopravvivere all'ultimo anno delle superiori, conosciuto anche come l'ultimo anno del suo inferno personale. Per raggiungerlo, il piano è semplice: tenere un basso profilo, passare inosservata e continuare ad ammirare a distanza l'oggetto dei suoi desideri, Jay Stone, nella remota speranza che lui, un giorno, ricambi il suo amore. Quello che Tessa ancora non sa è che la sua strategia è destinata a fallire miseramente. Perché il fratellastro di Jay, Cole, dopo tre anni di assenza, sta infatti per tornare in città. Bello, un po' dannato e con due meravigliosi occhi blu come l'oceano, Cole è sempre stato il nemico numero uno di Tessa. Fin da quando erano bambini. Si è preso gioco di lei in ogni modo possibile e immaginabile, e Tessa è convinta che sia stato creato apposta per renderle la vita impossibile. E, a dir la verità, i fatti sembrano darle ragione. Eppure il ragazzo di adesso è molto diverso dal bullo di allora... E se il suo peggior nemico si trasformasse nel suo miglior amico, o meglio, in qualcosa di più?
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una persona felice perché fra due giorni è già dicembre e io adoro questo mese. Sarà che sono perennemente stressata, che mi sembra di non dormire mai abbastanza nonostante vada a letto per le dieci e mezza, e sarà che agogno le vacanze già dal primo giorno di scuola, ma l'ultimo mese dell'anno mi è sempre piaciuto perché con tutte le cose che bisogna fare, tutte le verifiche, il tempo scorre così velocemente che puff e ti ritrovi in vacanza! E poi non dimentichiamoci la preghiera annuale, ogni dicembre, affinché arrivi un po' di neve e attecchisca al suolo (poi magari se è alta un metro, potrebbe procurare giorni di vacanza, però diciamo che mi accontento di venti centimetri)...
*io sono il cane che finisce nella neve*
Anyway, oggi sono qui perché vi voglio parlare di un libro che ha fatto abbastanza scalpore un annetto e mezzo fa, perché, come al solito, c'è chi lo ha adorato e chi lo ritiene un romanzo sulla falsa riga di "After", soprattutto per il fatto che la copertina è identica (... sul serio? Per forza è uguale, la casa editrice è sempre quella). E io, come al solito, mi colloco abbastanza nel mezzo, ma non proprio... adesso scoprirete se è un mezzo positivo o negativo!

La storia è quella di Tessa, una ragazza di diciotto anni che in passato ha avuto parecchie difficoltà: sin da quando era piccola veniva tormentata da un ragazzino, Cole Stone, che sembrava non volerle dare un momento di tregua, poi ci si è aggiunto il suo essere grassottella e infine al liceo la sua migliore amica ha deciso che la popolarità era più importante e ha iniziato a ferirla in tutti i modi possibili, in sostituzione al bulletto precedente, che aveva lasciato la città per la scuola militare.
Ora per Tessa è giunto l'ultimo anno di scuola ed è determinata a viverlo al meglio, ovvero a passare inosservata per evitare di essere tormentata dalla sopracitata Nicole, ma le cose non vanno come avrebbe sperato: Cole ritorna in città e ha intenzione di fare l'ultimo anno nella sua stessa scuola, lei ha paura che la vita si rivelerà un vero inferno proprio per questo, ma con il passare del tempo si rende conto che lui è veramente cambiato, cosa che potrebbe essere un bene così come un male.
Fra i due si viene a creare uno strano rapporto, sembrano quasi essere amici, ma la nostra protagonista non si illude e si aspetta di trovare i pericoli dietro l'angolo: ben presto, però, la personalità invadente di Cole le farà abbassare la guardia, perché lui non sembra aver la minima intenzione di ferirla, anzi sembra aver d'un tratto dimenticato tutto ciò che ha fatto e rivolto in cambio un nuovo interesse nei suoi confronti.
Ma sarà Tessa a dover dire l'ultima parola: fidarsi di lui, del fatto che effettivamente pare cambiato dal ragazzino stupido di tre anni prima, oppure continuare ad ascoltare la paura che vive dentro di lei?

Sin dalle prime pagine si capisce che Tessa non è la solita ragazza senza spina dorsale che noi abbiamo trovato altre volte in libri del genere (vedi l'omonima di "After"), o meglio, non lo è quando si tratta di un certo ragazzo: la timidezza e l'insicurezza del suo essere e del suo corpo sono due presenze dominanti nella sua personalità, spesso infatti la vediamo piuttosto agitata quando deve uscire dalla sua comfort-zone, ma nei momenti in cui è tranquilla scopriamo una persona altamente sarcastica e simpatica, intelligente e con un buon polso.
Ecco, la cosa che più mi ha colpito è proprio il suo sarcasmo, l'avere sempre la sua battuta pronta che la fa apparire molto forte, come se nessuno la potesse mettere in un angolo (capita la citazione da Dirty Dancing?) nonostante le sue insicurezze.
L'unica cosa che mi ha fatto un po' storcere il naso è che all'inizio era tutta un sarcasmo continuo e un "ascoltami, non ti illudere e fai attenzione" e alla fine è passata in men che non si dica dalla fase "Cole è pur sempre il tuo bullo personale" alla fase "Cole è perfetto"... ora, gioia mia, la coerenza è una cosa da non sottovalutare, e io non sopporto moltissimo le persone che si innamorano di qualcuno e iniziano a idolatrarlo (c'avrà pure dei difetti, cavolo) perciò io ti dico solo questo: 1) la perfezione non esiste, quindi scialla; 2) non è che ora se lui fa il carino con te devi praticamente gettarti nelle sue braccia... sarà che io tendo a vedere spesso il bicchiere mezzo vuoto, però non buttarti a capofitto perché poi ci rimani male, vacci sempre con i piedi di piombo e non farti grandi sogni, parti umile. Grazie.

Cole Stone è un personaggio molto particolare: si vede che è il figaccione di turno, quello che dovunque vada si trova le ragazze che gli sbavano dietro perché a diciotto anni è già un Marcantonio di quelli al bacio (io dico, ma perché in America tutti i liceali sono belli come il David di Michelangelo, mentre in scuola mia non ce n'è uno manco a pagarlo?), quello che fa di tutto e di più quando è piccolo perché è un bambino tormentato a cui comunque importa parecchio dell'apparenza.
Tuttavia, ora che è tornato è una persona molto diversa, è più tranquillo, non ha più una vena sadica (sempre che ce l'abbia avuta) e si comporta da vero amico nei confronti della nostra protagonista, il che vuol dire che, sostanzialmente, si occupa di lei, fa il duro con chi le dà fastidio e mette in chiaro che nessuno si deve permettere di farle del male, eccetera, eccetera.
Lo so, detta così sembra che sia un piccolo grande cavernicolo che marca il territorio, però la realtà è che lui ci tiene veramente e vede che lei non è propriamente in grado di difendersi da sola, perciò le offre una mano d'aiuto e usa tutto il suo fascino per ottenere ciò che vuole.
Oltretutto, piccolo spoiler, il loro primo bacio non arriva prima della metà del libro, cosa che sottolinea il suo rispetto per lei, la sua volontà nel fare le cose per bene e la sua mancanza di fretta in queste occasioni.
Insomma, non è il ragazzo migliore del mondo, però conosce il rispetto, una cosa che non è da tutti, quindi direi che un applauso se lo merita.
Ah, però, dimenticavo, in mezzo a tutte queste lodi una piccola pecca c'è: è geloso come non so che cosa e quando lo diventa sembra un mastino napoletano che punta la preda... della serie, calmiamo gli ormoni, che hai solo un anno in più di me, conosco i miei polli e non è il caso di intraprendere il cammino per la Terza Guerra Mondiale a causa di qualcuno (come il tuo fratellino Jay) che si avvicina alla tua Tessie.

All'inizio questo libro mi ha spiazzato parecchio: non avevo aspettative e il principale motivo per cui l'ho letto è la curiosità di vedere se effettivamente era simile a quella mezza calzetta di "After", come molti sostenevano, quindi quando mi sono ritrovata una storia che mi faceva morire dalle risate ero molto sorpresa. Soprattutto la prima parte, infatti, era molto scoppiettante, fra il sarcasmo di Tessa e Cole che rideva ogni tre per due, mi sono trovata ad apprezzare questa storia nella sua semplicità e leggerezza, che forse in alcuni casi era pure fin troppa, ma posso capire che l'autrice non abbia voluto far diventare la lettura pesante per lasciarla frivola e spensierata.
Oltretutto, le allusioni a quello erano molto leggere e non sembravano per nulla forzate, sottolineavano semplicemente il fatto che a quell'età gli ormoni sono in circolo e nessuno li ferma.
La seconda parte invece non mi ha entusiasmato tantissimo, devo dire la verità: il giorno prima avevo lasciato il libro alla scena del ballo molto in stile "Tha Vampire Diares" e quello che avevo letto mi aveva fatto divertire parecchio, mentre poi quando ho ricominciato a leggere mi è sembrata tutta un'atmosfera diversa, meno frizzante e più "romantica", ed è diventato tutto un po' troppo dolce, un po' troppo con la testa fra le nuvole... da quando Tessa ha capito che forse provava qualcosa per Cole ha smesso improvvisamente di rispondergli male per cercare di farsi piacere a sua volta, e lo stesso macho sopra citato è diventato un pochino più sdolcinato: ora, è vero che non è arrivato a livelli di melensaggine assurdi, però, come dire, i sentimenti avevano imperniato la scena in un modo che non mi sarei aspettata e che mi è sembrato molto improvviso, non graduale, cosa che magari sarebbe per me stata meglio.

In definitiva, non è stata una lettura malvagia, anzi è stata leggera, un po' frivola e senza troppe pretese. E' uno di quei libri che leggi quando vuoi qualcosa che ti possa coinvolgere senza essere troppo impegnativo e che, magari, ti faccia pure venire gli occhi a cuoricino per la storia d'amore.
Ma non vi preoccupate, sarà anche una storiella leggera, ma il mainagioia è sempre presente, soprattutto alla fine quando tu sei pronta per la rivelazione del secolo che il belloccio ha promesso, e invece le cose prendono una piega diversa e, se da una parte ti chiedi se la reazione di lei non fosse esagerata (io non credo che avrei fatto tanto cine), all'altra inizi a credere che le gioie non siano fatte per te, ma manco a pagarle.
Una storia molto carina, più peperina all'inizio rispetto alla seconda parte, e con un po' di quel drama di fronte al quale alzi le sopracciglia in segno di incredulità, ma che comunque ti piace perché dona un certo tocco alla storia.
Voto:

giovedì 23 novembre 2017

Recensione La corona di fuoco

Titolo: La corona di fuoco
Autore: Sarah J. Maas
Genere: Fantasy
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: €19.90 (copertina rigida)
Pagine: 448






Trama
"Era passata una settimana da quel giorno orribile in cui le era crollato il mondo addosso. Tutto a un tratto il mondo era sparito, inghiottito dall'abisso che regnava dentro di lei".
Celaena Sardothien è sopravvissuta a combattimenti mortali e a orribili sofferenze, ma di fronte all'assassinio della sua più cara amica è sconvolta e annientata. Consumata dal senso di colpa e dalla rabbia, vuole passare al contrattacco, e mettere in atto così la sua vendetta nei confronti del responsabile dell'atroce delitto, il re di Adarlan. Ogni speranza per distruggere il tiranno, però, giace nelle risposte che potrà darle Maeve, la regina dei Fae, a Wendlyn. Sacrificando il suo stesso futuro, Chaol, il Capitano della Guardia Reale, l'ha mandata laggiù con l'idea di proteggerla, senza sapere che questo viaggio potrebbe invece costarle la vita. In quella terra lontana, infatti, Celaena dovrà confrontarsi con un'oscura verità relativa alla propria origine, ma soprattutto affrontare creature brutali e mostruose che intendono conquistare il mondo intero. Per sconfiggerle, però, dovrà prima di tutto accettare la sua vera natura e far pace con i propri demoni interiori, accogliendo finalmente il suo destino.
Recensione
Bonjour! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina che ha una fame tremenda, potessi mi mangerei persino un orso... che poi, io non sono una che mangia tantissimo di natura, però ultimamente mi prendo anche solo un bibanese e improvvisamente sento il bisogno di prenderne un altro, e un altro, e un altro. Menomale che fra poco vado a fare pranzo!
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi del terzo volume della serie "Throne of Glass", che ho letto con un anno di differita dai due precedenti, poiché avevo tanti impegni e non mi sembrava mai il momento giusto, finché non è arrivato il nuovo anno scolastico e io ho deciso di leggere nei momenti di pausa dallo studio.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Il volume riprende un paio di settimane dopo gli avvenimenti del precedente: Celeana Sardothien, la celebre Assassina di Adarlan, è stata mandata in missione a Wendlyn per uccidere la famiglia reale, ma il suo più grande obiettivo è raggiungere l'unica persona che può sapere come togliere il potere dalle mani del Re di Adarlan e come fare a riportare la magia nel regno.
Per fare questo, però, la strada si rivelerà difficile e tortuosa: dopo un primo colloquio insoddisfacente, Celeana scopre di doversi sottoporre a un intenso allenamento con il Principe Rowan per poter entrare a Doranelle, dove vivono i Fae, e scoprire così il modo in cui può riprendere controllo sul suo regno. L'addestramento sarà più duro del previsto, bisognerà che lei impari a convivere con i propri poteri, mentre nel frattempo è divorata dalla preoccupazione per quello che sta succedendo nel Palazzo di vetro del Re e dal senso di solitudine crescente che prova.
Nel frattempo, mentre da una parte il Principe Dorian cerca di nascondere il suo segreto e di vivere una vita leggera senza essere scoperto, il capitano Chaol Westfall si ritroverà a dover proteggere la vera identità dell'Assassina e, contemporaneamente, a cercare di scoprire cosa sappiano i ribelli a proposito del Re e quale sia il ruolo di Aedion Galanthius, il cugino di Aelin, l'erede al trono dei Fae, in questa situazione.
Tutti devono imparare a difendersi e cercare di sconfiggere il loro unico nemico che sta acquistando sempre più potere e che agisce senza che nessuno sappia le sue vere intenzioni: il Re di Adarlan.

In questo terzo volume, la nostra protagonista si dimostra una persona molto differente da come l'abbiamo sempre vista: la ragazza determinata a compiere la sua vendetta, l'assassina spietata che era, lascia di tanto in tanto il posto a una ragazza che è dovuta crescere troppo in fretta e che non riesce più ad andare avanti come ha sempre fatto. Da quando si è allontanata da Palazzo, pur sapendo quale sia la sua vera missione, si fa prendere dal senso di solitudine perché non ha più nessuno su cui poter veramente contare, e non riesce ancora ad accettare ciò che la sua vera identità comporta.
Più volte, durante gli allenamenti che intraprende per poter raggiungere Doranelle, si lascia prendere dal panico e dallo sconforto alla vista di quello che potrebbe diventare quando non vuole e alla mancanza di una persona che la accudisca come vorrebbe.
Però, in tutto questo non è completamente sola, attorno a lei ci sono parecchie persone, alcune più cordiali di altre, che riempiono pian pianino le sue giornate sfiancanti e che preso entreranno a far parte del suo mondo senza che lei non se ne accorga.
Finalmente, anche uno dei personaggi più forti di tutti ha mostrato la sua debolezza, ha mostrato momenti in cui non sapeva più chi era oppure il perché fosse arrivata a trovarsi in certe situazioni: il vederla un pochino più umana mi è piaciuto moltissimo, perché lei ha sempre cercato di rimanere bella salda ai suoi principi e a tutto ciò che la circondava, senza che mai facesse un passo falso, mentre qui è diversa, fa sacrifici inimmaginabili, continua a combattere, ma talvolta non riesce a tenere tutti i pezzi della sua anima attaccati, il che ogni tanto non fa neanche poi male.

Oltre alla nostra protagonista, ci sono una serie di personaggi che meritano una menzione speciale, alcuni sono delle nostre vecchie conoscenze, altri sono new entries.
Il primo di cui vi voglio parlare è Chaol, il Capitano della Guardia Reale che ha mandato Celeana a Wendlyn e che ha poi deciso di sacrificarsi e tornare a casa come da volontà di suo padre: ammetto che la mia opinione su di lui non è cambiata, continua a non piacermi particolarmente soprattutto per il suo essere così tanto ligio al dovere al punto di tenere un piede dalla parte "sbagliata" che ritira via ogni due per tre... ora, tesoro mio, io capisco che tu debba essere fedele al Re, ma non è che puoi continuare a fare la Svizzera, quando poi le tue azioni non sono affatto neutrali! Fa un passo in avanti e poi si tira indietro perché "devo servire il Re" e anche no. Certo, qualche azione intelligente la fa, ma ogni tanto mi sa proprio di uno che ha il manico della scopa come spina dorsale, ergo si mette in mezzo alle situazioni sempre in maniera autoritaria e con in testa la fedeltà al suo signore.
Poi abbiamo Dorian, quel gran bel ragazzo che qui vediamo molto poco e che è perseguitato dal mainagioia: e prima la faccenda con Celeana (ma dovevi proprio scegliere Chaol?), e poi l'altra grande faccenda che non si deve dire perché sennò facciamo spoiler, e infine una storia d'amore con una guaritrice che non mi stava molto simpatica - ma se va bene a lui... - e che non è finita proprio benissimo. Insomma, qualcuno lì dentro non può abbracciarmelo forte forte forte? Non oso nemmeno immaginare cosa succederà nel prossimo volume.
Poi c'è Aedion, il cugino di Aelin, nonché colui per all'inizio mi stavo preparando a mandare insulti, ma che poi mi ha fatto cambiare idea perché... non posso dirlo hihihi!
Penultimo personaggio è quello che mi è sembrato il più inutile di tutti ai fini della trama, ma che poi, ragionandoci su, ho preso in simpatia alla fine: lei è Manon, una strega che qui vediamo intenta in una sorta di battaglia per stabilire quale sarà il clan delle streghe più potenti e che risulta sin da subito un essere senza sentimenti apparenti, anche se c'è un episodio in cui succede qualcosa e credo che capiremo meglio in "Queen of Shadows".
Infine, signori e signore, ecco il mio nuovo amore: lui si chiama Rowan, è un Fae pluricentenario che sembra un venticinquenne al massimo ed è la persona più riservata e severa del mondo, ma sotto sotto si nasconde un povero cucciolo che ha sofferto in passato per amore e che presto cambierà idea sull'argomento (guarda che ho visto gli sguardi, Rowan, non mi freghi).

Ne "La corona di fuoco" cambia tutto, a partire dall'ambientazione per finire addirittura ai personaggi. Il fatto che ora tutti siano così sparpagliati fa sì che sia necessario avere parecchi PoV per potersi fare un quadro generale della situazione in seduta stante, però ammetto che all'inizio non ho apprezzato moltissimo questa scelta, desideravo conoscere di più sulle sorti di Celeana, mentre la Maas voleva farmi sapere cosa succedeva a Chaol anche quando non poteva importarmene di meno... insomma, in alcuni casi avrei fatto a meno di tutti questi PoV, soprattutto quello di Manon perché all'inizio non riuscivo a capire quale fosse il suo ruolo, fino a che non mi si è accesa la lampadina e ho compreso che probabilmente il suo racconto serviva a preparare il lettore per qualcosa che sarebbe stato importante nel seguito. Ciò però non toglie che ogni tanto seguire così tante storyline sia stato pesante, soprattutto all'inizio in cui già uno si deve abituare perché siamo in un contesto completamente diverso e la protagonista è diversa dal solito, figuriamoci se tu mi presenti mille sfaccettature proprio sul più bello della precedente! Un giretto le eliche se le fanno, eh (capite il riferimento)... Poi, però, con il passare delle pagine la lettura è diventata sempre più coinvolgente e ricca di azione, scoperte e scene belle intense, sicché tutti questi diversi sguardi sono diventati sopportabili.

Questo è un libro preparatorio, pone le basi per quello che accadrà nel suo seguito e lo fa anche egregiamente, perché riesce a darci un quadro complessivo della situazione e al contempo lasciarci il gigantesco dubbio sul come le cose verranno sistemate.
A parte Manon, i nuovi personaggi mi hanno conquistata sin da subito e ora sono curiosissima di scoprire quali saranno le loro sorti, soprattutto visto che il finale è stato abbastanza tremendo, Dorian è finito in una certa maniera, Aedion in una diversa, Chaol idem, e Rowan e Celeana sono giunti a un punto tale che tu ti chiedi cosa succederà, perché l'impressione è quella che anche in "Queen of Storms" i personaggi saranno tutti abbastanza sparpagliati (ergo millecinquecentocinquanta PoV, ma se c'è anche quello del Principe Fae la situazione mi piace un po' di più) e i casini saranno ancora più grandi.
Insomma, un libro che non è partito benissimo ma che si è ripreso bene, al punto da lasciarti il cuore spezzato e in pieno mood #mainagioia.
Voto:

martedì 21 novembre 2017

Recensione Down Among the Sticks and Bones

Titolo: Down Among the Sticks and Bones
Autore: Seanan McGuire
Genere: Fantasy
Casa editrice: Tor Books
Prezzo: €16.52 (copertina rigida)
Pagine: 189






Trama
Le gemelle Jack e Jill avevano diciassette anni quando trovarono la loro strada per tornare a casa e furono trasportate alla Casa di Eleanor West per Bambini Ribelli.
Questa è la storia di quello che è successo precedentemente...
Jacqueline era la figlia perfetta per sua madre - gentile e silenziosa, sempre vestita come una principessa. Se sua madre era un po' se era alle volte, era perché creare la figlia perfetta necessita di disciplina.
Jillian era la figlia perfetta per suo padre - avventurosa, in cerca del brivido, e un po' maschiaccio. Lui avrebbe veramente preferito un figlio maschio, ma si lavora con quello che si ha.
Avevano cinque anni quando impararono che no ci si può fidare degli adulti.
Avevano dodici anni quando camminarono giù per l'impossibile scala e scoprirono che la pretesa dell'amore non può mai essere abbastanza per prepararti a una vita piena di magia in una terra piena di scienziati pazzi, morte e scelte.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e... mancano un mese e quattro giorno a Natale!
Lo so, lo so, è un po' presto per esultare, soprattutto visto il momento in cui mi trovo, ovvero il mainagioia sotto forma di verifiche e interrogazioni, però non ci posso fare niente, oggi ho scritto la data sugli appunti e mi sono messa a pensare che fra non moltissimo ci saranno due settimane di meritato (insomma, visto che quest'anno sono stata buona e certamente la Befana non mi porterà il carbone nero - che per la cronaca non me l'ha mai portato perché non lo mangio, ma vabbe' - direi che l'aggettivo meritato è corretto) riposo.
Ma nel frattempo c'è ancora tanto tempo e io devo parlarvi di questo libro abbastanza in fretta perché sono rimasta indietro con i vari post XD

La storia è quella di due gemelle, Jacqueline e Jillian, la cui vita non si può dire sia l'emblema della felicità, poiché i loro genitori le hanno messe al mondo solo perché pensavano che avere un bambino sarebbe stato socialmente utile.
Sin da quando erano piccine piccine, il peso della società si è fatto sentire sulle loro spalle, e in particolare il peso che l'importanza dell'apparenza ha esercitato sui genitori ha permesso che loro due si separassero, una diventando la figlia perfetta per la madre, quella che ama i vestiti e che si comporta da principessa, l'altra diventando il maschio che il padre non ha mai avuto, quella che gioca nelle più importanti squadre sportive femminili.
Tuttavia, tutte queste "attenzioni" a loro riservate dai genitori non ha fatto altro che portarle a disprezzare le persone che quei due le stavano facendo diventare: è così che in un momento di noia Jack e Jill trovano un passaggio segreto, attraverso il quale giungono in una terra sconosciuta in cui incontrano un signore, chiamato "Il Maestro", e in cui le loro strade si separeranno, forse pure più di quanto non lo fossero già a casa loro.
Entrambe vivranno delle esperienze consone alla loro personalità, create appositamente per loro, ma questo porterà anche a un grosso cambiamento in ciascuna di loro, forse in positivo o forse in negativo.

Jacqueline è la figlia preferita dalla madre: già da piccolina sembrava essere molto delicata e da quel momento è stata costretta a vestire i panni della principessina, sempre raffinata, mai con un capello o con il vestito fuori posto. Peccato che questo ruolo le sia sempre stato stretto, che abbia sempre desiderato essere libera da tutte queste costrizioni per poter giocare con gli altri bambini come sembrerebbe a lei naturale.
Ben presto, scopriamo che dietro a quest'aria raffinata si nasconde una personcina desiderosa di uscire dagli schemi e impaziente di trovare un'avventura di proprio gradimento, nonché una ragazza molto astuta e intelligente: quando arriva nella terra sconosciuta, insieme alla sorella, si dimostra subito molto responsabile, non si fida di quello che vede perché non lo conosce e il sunto è che ha imparato che non si rivolge la parola agli sconosciuti; Jack sa bene che questo mondo sembra più pericoloso di quanto non appaia, ed è per questo che trova il coraggio di fare le scelte giuste, scegliendo appunto di vivere con le mani invischiate in qualcosa (rigorosamente con i guanti perché è un tantino germofobica) e non con dei vestiti costosi addosso, sebbene quest'ultima vita potrebbe risultare più facile.

Jillian, invece, è l'opposto della gemella: lei è quella che da bambina ha mostrato un carattere più forte, predominante, e che pertanto è stata scelta dal padre come il figlio maschio che non è arrivato (povero cristo, niente gioie per lui... *risata malefica*), ergo è stata cresciuta come un maschiaccio in piena regola. Peccato - usiamo un bel parallelismo con la descrizione di sopra, che le figure retoriche non sono mai abbastanza - che il suo sogno segreto fossero le bambole e i vestiti graziosi, nonché la possibilità di giocare con le altre bambine della sua età, che l'hanno sempre esclusa.
Ed ecco che notiamo che in lei manca lo spirito dell'avventura, o meglio, le manca l'ardore necessario (mammina, che parolone... questo è Dante che mi influenza) per finirci dentro e le manca pure l'ingegno, perché finisce per dare confidenza a chi non avrebbe dovuto darla. Però, cosa volete, qualcuno le porge davanti la vita che ha sempre voluto e lei, da persona superficiale e un po' snob quale è, accetta senza farsi remore, senza nemmeno preoccuparsi della sorella, che ha scelto una strada completamente diversa.
Se, quindi, Jack è una ragazza molto semplice e intelligente, Jill è molto frivola, si comporta come una piccola ochetta che punta tutto sulla bellezza al posto che sul cervello, pur non saperlo che 1) la bellezza è relativa e soggettiva, c'è chi trova le Kardashians dee scese in terra e chi le trova solo molto idratate (se mai avete visto Detto Fatto potete capire), 2) come la materia, anche la bellezza è destinata a non rimanere sempre uguale, ma a trasformarsi, perché "Nulla si distrugge, tutto si trasforma".
Insomma, nel caso non si fosse ancora capito, lei non è la mia preferita fra le due, un po' troppo altezzosa per i miei gusti.

Ultimi personaggi su cui mi voglio concentrare sono i genitori: già dalle prime pagine vengono presentati come una coppia che istinto genitoriale (si può dire?) non ha, ma manco a pagarlo, però sono talmente superficiali che lei decide di smettere di prendere la pillola per avere un figlio in grado di portarli a essere ancora più apprezzati nella società. Della serie "Faccio un figlio perché mi torna utile".
Qual è il loro grande problema, il loro grande cruccio? Il fatto di aver avuto due figlie femmine e, ahimè, questo per il padre è un grosso grasso matrimonio gre-... volevo dire, problema, in quanto lui voleva un maschio. E allora cosa si fa in questi casi? Ma è semplicissimo: si sceglie quale delle due fa il maschio e quale fa la femmina basandosi su come si comportano nei primi anni di vita, quando a momenti nemmeno le piccine sanno quale sia la differenza fra i due generi - okay, forse la sanno dal PoV fisico, ma comportamentale no.
Insomma, genitori più snaturati non ci sono e a migliorare la situazione non ci si impegnano proprio per nulla, a loro importa soltanto del loro posto in società, cosa abbastanza triste perché così come loro hanno avuto la possibilità di fare quello che gli pareva dovrebbero averlo anche le loro figlie (ecco, io non capisco, com'è che i genitori talvolta trattano i figli come esseri inferiori che non hanno libertà... guardate che siamo tutti esseri umani e discendiamo tutti dalle stesse scimmie, perciò non costringete a fare cose che uno non vuole, grazie).

Se il primo libro della serie affrontava i momenti successivi al ritorno di questo ragazzi dai mondi in cui erano finiti nel momento in cui avevano trovato un passaggio mai visto prima, questo secondo libro si concentra su due questioni fondamentali: sulla storia delle due gemelle, già presenti nel volume precedente; sul come questi ragazzi affrontano il viaggio in un mondo che presto diventa la loro vera casa, quella che non hanno mai avuto.
Per quanto riguarda la prima cosa che ho menzionato, bisogna dire che Jack e Jill, pur non essendo le protagoniste, sono due personaggi importanti in "Every Heart a Doorway", lo diventano a partire dal momento in cui nella Casa di Miss West iniziano ad accadere determinate situazioni, cosa che porta automaticamente a chiedersi il perché di alcune loro azioni, quindi eccoci la spiegazione.
Nel secondo caso, vediamo come viene affrontato il passaggio dal proprio mondo, un luogo conosciuto seppur non confortevole, a uno completamente diverso, sconosciuto e forse pauroso all'inizio, ma che poi con il passare del tempo viene considerato "casa". Tutti i ragazzi che si trovano invischiati in questa avventura scoprono che questo nuovo posto non è così male e che rispecchia proprio le loro caratteristiche, diventando il mezzo attraverso cui poter finalmente esprimere se stessi e, perché no, sentirsi amati da qualcuno come non era mai accaduto con i loro genitori.
Jack e Jill mostrano proprio due facce della stessa medaglia, due esperienze differenti, ma effettivamente coerenti con quello che ciascuna di loro è.

Insomma, mi è piaciuto molto anche questo libro, sebbene l'inizio non mi stesse prendendo moltissimo, ma con il passare delle pagine la storia mi ha coinvolto e ha risvegliato tutta la mia curiosità che era nata in "EHaD" e che qui ha ricevuto la sua soddisfazione.
E' un libro molto corto e molto semplice, lo stile di scrittura è sempre un po' particolare ma questa volta non ho sentito il senso di poeticità che avevo sentito con il precedente volume. In ogni caso è una lettura veramente bella, che secondo me merita parecchio, perché questa serie è decisamente interessante, con tutte queste porte che compaiono e scompaiono a loro piacimento.
Voto:

lunedì 20 novembre 2017

Cover Reveal: Il colore del caos

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, sì, quella blogger che ora vi appare sporadicamente due volte alla settimana con recensioni programmate da eoni perché la sottoscritta è stata risucchiata nel vortice della passione delle verifiche e delle interrogazioni... però le cose stanno andando un pochino meglio in questo momento, quindi posso respirare.
Anyway, oggi sono qui per presentarvi il nuovo romanzo standalone di Giovanna Roma, "Il colore del caos", perciò bando alle ciance e iniziamo!

Titolo: Il colore del caos
Autore: Giovanna Roma
Genere: Forbidden Romance
Casa editrice: Self-publishing
Formato: Cartaceo e Digitale
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2017
Grafica: RBA Designs - Romantic Book Affairs
Trama
Lui indossa jeans e tatuaggi. Io una divisa scolastica.
Lui ha un lavoro che ama, io una vita che odio.
Scott Turner è uno stronzo ventisettenne. Io, Allison Newborn, ammetto di essere una sedicenne difficile da gestire.
Gli sono caduta tra capo e collo e per questo crede di dettare le regole. Certo, continua a ripetertelo.
Abbandonata al lusso di una vita agiata, con due genitori sempre presi da se stessi, è difficile obbedire agli ordini.
Tutto in lui gli urla di starmi lontano.
Tutto in me prega di combattere dei sentimenti che dovrei rinnegare.
Non abbiamo scelta, siamo costretti a trovare l'armonia in questo caos.
A volte gli incontri avvengono nel tempo sbagliato.
Ci trasformano per sempre.
Ci costano tutto.
Cos'altro può accadere a un amore proibito?

Goodreads: Goodreads

Booktrailer

Ma le sorprese non sono ancora finite, perché per voi c'è un bel Giveaway!
Tutti coloro (blogger letterari e non) che desiderano leggere e recensire in anteprima "Il colore del caos" possono partecipare al contest:


*** ARC (Advanced Reader Copy): L'autore consegna un numero di copie del suo romanzo inedito in cambio di una recensione onesta (su blog, goodreads, kobo, amazon e tanti altri).
In palio ci sono solo copie digitali e l'invio della scheda non comporta l'immediata e certa consegna del romanzo.
Avete tempo fino al 02.12.17 per rispondere! ***

Biografia autrice
Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi "La mia vendetta con te", il suo sequel "Il Siberiano", lo storico "Il patto del marchese" e la serie dark "Deceptive Hunters".
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Bene, per oggi è tutto. Io spero che questa presentazione vi abbia incuriosito.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

giovedì 16 novembre 2017

Recensione Every Heart a Doorway

Titolo: Every Heart a Doorway
Autore: Seanan McGuire
Genere: Fantasy
Casa editrice: Tor Books
Prezzo: €13.98 (copertina rigida)
Pagine: 174






Trama
La Casa di Eleanore West per bambini ribelli
No sollecitazioni
No visitatori
No ricerche

I bambini sono sempre scomparsi sotto le giuste condizioni: scivolando fra le ombre sotto un letto o dietro a un guardaroba, rotolando giù per la tana di un coniglio e in vecchi pozzi, per poi emergere da qualche... altra parte.
Ma le terre magiche hanno poco bisogno di bambini miracolati esausti.
Nancy è caduta una volta, ma ora è tornata. Le cose che ha vissuto... cambiano una persona. I bambini sotto la cura di Miss West capiscono tutto troppo bene. E ciascuno di loro sta cercando una via per tornare al loro mondo fantastico.
Ma l'arrivo di Nancy segna un cambiamento nella Casa. C'è un'oscurità proprio attorno a ogni angolo, e quando una tragedia colpisce, è compito di Nancy e dei suoi nuovo compagni di scuola arrivare al cuore del problema.
Non importa il costo da pagare.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina a cui le si stanno chiudendo gli occhi dal sonno perché ultimamente si va a letto tardi... che poi, andassi a letto tardi perché esco la sera o leggo un bel libro, no, si va a dormire tardi per poter ripassare tutto in vista di verifiche dei giorni successivi, il che vuol anche dire che il mio povero cervellino lavora come un mulo perché non gli do un attimo di riposo!
Ah, la dura vita dello studente...
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che esiste solo in lingua originale, ovvero in inglese, ma che è molto interessante perché narra di una realtà particolare, un po' ispirata a "Alice nel paese delle meraviglie", e ha un concetto alla base veramente geniale.

La storia è quella di Nancy, una ragazza che, un giorno, scopre all'interno della sua abitazione una porta mai vista prima che la trasporta in un mondo che sembra essere stato fatto apposta per lei, un mondo dove finalmente si sente apprezzata, un mondo dove si sente a casa.
Purtroppo, però, ben presto è dovuta tornare indietro dai suoi genitori che l'avevano data per scomparsa: dopo qualche tempo, i suoi hanno deciso di mandarla a una scuola speciale, quella di Miss West, affinché potesse tornare ad essere la loro solita bambina che veste di tanti colori, abbandonando così il suo bianco e il suo nero.
Controvoglia, Nancy si ritroverà in un ambiente pieno di ragazzi come lei, ragazzi che hanno trovato porte verso altri mondi e che sono dovuti tornare indietro, strappati da quella che loro ormai consideravano come casa: fare amicizia non sarà facile, a parte Sumi, la sua compagna di stanza, Kade e due gemelle, inizialmente nessuno le si avvicinerà; tuttavia, le sue preoccupazioni saranno presto rivolte a un altro problema, agli omicidi che stanno avvenendo nella scuola e che sembrano quasi risalire a lei, essendo iniziati dopo il suo arrivo.
Capire chi sia il colpevole sarà fondamentale per poter vivere tranquilli, ma non bisogna dimenticare che il desiderio di tornare là, di rivedere la propria porta, è ancora acceso e si dovrà anche comprendere il modo in cui realizzarlo.

Essendo questo un libro molto corto, i personaggi non sono sempre di facile interpretazione: alcuni, infatti, si vedono veramente per poco tempo e risulta difficile capire la loro caratterizzazione, poiché, oltretutto, noi li vediamo in una situazione particolare sin dall'inizio e talvolta quando la normalità viene alterata penso sia ancora meno semplice talvolta comprendere come sia fatta una persona.
Nancy risulta subito una ragazza molto fragile: il suo desiderio di tornare indietro è così forte che si può vedere dal modo in cui reagisce, dalle sue abitudini, come il fatto che riesca a stare ferma immobile nei momenti di nervosismo; però, dietro a questi momenti di debolezza (e in parte anche di disperazione), ci sono anche momenti in cui dimostra una certa forza, soprattutto mentale, e determinazione.
Sumi, la sua compagna di stanza, ci appare subito come il suo esatto opposto: lei non si dota mai di un freno, non ha peli sulla lingua ed è molto eccentrica, adora vestirsi in maniera molto colorata e prende sempre iniziative varie, scorrazzando la protagonista da una parte e dall'altra.
Poi abbiamo Miss West, la "dirigente" (se così può essere chiamata) di questo istituto, nonché anche lei viaggiatrice attraverso le porte: è una donna molto saggia, riesce a comprendere bene gli stati d'animo dei suoi studenti, ma soprattutto ci tiene molto a loro, alla loro sicurezza e al loro benessere, tant'è che quando iniziano gli omicidi lei sarà molto preoccupata, in parte per i ragazzi e in parte per i ragazzi futuri, che potrebbero non avere un posto per loro se qualcosa finisse male.
Unico maschietto degno di nota è Kade, un ragazzo che ha una storia molto particolare, che credo di non aver capito ancora molto bene, ma di cui vi dirò soltanto una cosa sola perché altrimenti potrei svelare troppo: legge e in camera ha pile e pile di libri. Ora, quando mai abbiamo incontrato un personaggio maschile con un libro in mano? Io, personalmente, credo mai, o almeno mai a questi livelli, ecco.
Infine, due personaggi degni di menzione sono le due gemelle, Jack e Jill: diciamo che loro sono un po' le emarginate della scuola, non vengono viste molto di buon occhio, però conoscendole possiamo dire che sono quasi simpatiche, in particolare la prima. Pur essendo gemelle, però, sono molto diverse negli interessi e caratterialmente, infatti Jack è appassionata di scienza, mentre Jill è un tipo molto più fru fru e superficiale.

Io credo che il punto forte di questo libro sia il concetto che decide di affrontare.
In parte si riprende un pochino la storia di "Alice nel paese delle meraviglie", in quanto anche questi ragazzi hanno trovato la loro tana del Bianconiglio attraverso cui sono arrivati in un mondo da cui si sono dovuti separare non proprio volentieri, ma "Every Heart a Doorway" non si concentra tanto su quest'aspetto, quanto più sull'altra faccia della medaglia: cosa è successo ad Alice una volta tornata nel suo mondo? Ha vissuto come prima o aveva nostalgia?
Se ci pensiamo bene, non credo che si siamo mai soffermati su questa questione, probabilmente abbiamo tutti creduto che lei avesse continuato a vivere come prima, seppur con una consapevolezza un più, però chi ci dice che la questione non sia molto più complicata?
Con questo libro vediamo proprio il dopo, i momenti che sono succeduti al ritorno e il modo in cui questi ragazzi hanno reagito: immaginiamo tutti come sarebbe finire in un mondo perfetto per noi, adatto alla nostra personalità e ai nostri interessi, stimolante per la nostra curiosità e adatto a divenire il nostro posticino nel mondo... cosa faremmo se questo ci venisse strappato dalle mani? Probabilmente ci dispereremmo come molti dei ragazzi del libro e continueremmo a sperare che un giorno ricompaia la porticina magica in grado di condurci lì.
Ecco, io credo che l'approfondimento di questo argomento sia stata una vera genialata, mi è veramente piaciuto il modo in cui l'autrice ha mostrato le emozioni dei personaggi e la loro difficoltà nel trovare un posticino nel mondo da cui effettivamente provengono, ma che non sentono più loro da tempo: è un po' come quando, dopo una giornata no, andiamo in libreria e ci perdiamo fra gli scaffali, fino a che non giunge il momento di tornare a casa, a una vita che magari in quel momento non è particolarmente rose e fiori.

Poi, vogliamo spendere due parole due dello stile di scrittura?! All'inizio ho fatto un po' di fatica a capire alcune cose perché lo stile non è semplicissimo, soprattutto perché sembra proprio scritto come una poesia, con allitterazioni e altre figure di suono! Cioè, l'autrice ha dotato questo libro non solo della magia di questo mondo, ma anche di una certa poeticità, complicata ma bellissima... un genio, è un genio questa donna.

Insomma, mi è piaciuta molto questa storia, il concetto che le sta alla base che è una sorta di giunta-retelling di uno dei romanzi più letti ai/dai bambini (forse di qualche anno fa, perché oramai io li vedo in giro con i libri di Peppa Pig...), e gli stessi personaggi, molto particolari e interessanti.
Unica piccola pecca è forse la brevità del romanzo e il fatto che finisce in un modo tale che la mia curiosità è salita alle stelle! Per carità, è stato un finale soddisfacente, ma io adesso voglio saperne di più, soprattutto ora che ho scoperto che il seguito affronta le avventure di un altro personaggio e no di Nancy... in ogni caso è stata veramente una lettura piacevole, in cui vi consiglierei di cimentarvi se vi può interessare e se leggete in inglese.
Voto: