giovedì 1 settembre 2016

Recensione La città di sabbia

Titolo: La città di sabbia
Autore: Laini Taylor
Genere: Fantasy
Casa editrice: Fazi - Lainya
Prezzo: €14.50 (copertina flessibile)
Pagine: 450






Trama
La studentessa d'arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un'altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare: ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l'ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in una kasbah dimenticata nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l'armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall'appartenenza all'esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza. Costellato da scene drammatiche, di segreti e di scelte impossibili, "La città di sabbia" porta i due protagonisti sui fronti opposti di una guerra antichissima che ha acquistato nuovo vigore.
Recensione 
Buongiorno! Stamattina questa giornata sembrava prospettarsi fresca, ma con un po' di temporale, adesso, invece, fa caldissimo e mi sto chiedendo per quale motivo l'estate non possa essere una primavera leggermente, ma proprio di poco, più calda... Per fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) che è quasi finita...
Comunque, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che alla fine mi ha lasciato a bocca aperta in stile Sebastian (quello de "La sirenetta") perché l'autrice è riuscita nell'arco di poche pagine a far precipitare il mio piccolo e povero cuoricino, a frantumarlo e a lasciarci solo un misero pezzo salvo, dopo averlo fatto soffrire ampiamente per tutto il libro.
Allora, all'inizio seguiamo per un pochino la vicenda di Akiva: dopo aver detto a Karou che la sua famiglia è stata sterminata, insieme a molte altre chimere, i due si sono separati e lui è tornato nel suo mondo, dai serafini Illegittimi (figli generati dall'Imperatore Joram solo per combattere) e, in particolare, dai suoi "fratelli" Liraz e Hazael, nonostante non siano stati molto contenti quando sono venuti a sapere che si era innamorato di una chimera; è qui che, mentre ormai pensa che lei sia morta nel momento in cui è entrata attraverso il portale nel suo mondo (Eretz), i serafini iniziano a essere uccisi barbaramente dai nemici, gli stessi che stavano ancora cercando di catturare e di ridurre in schiavitù, che sembrano essere diventati più forti e per questo Akiva e tutti i soldati devono contrastarli, anche se ben presto egli inizierà ad avere un piano tutto suo. Intanto Karou si trova in una kasbah in Marocco insieme a Thiago, colui che avrebbe potuto sposare nella sua precedente vita come Madrigal e che la fece decapitare quando scoprì che era stata insieme al serafino, e ad altre chimere sopravvissute, la maggior parte delle quali sono state create da lei stessa trasportando le loro anime dal corpo precedente a uno più grande e potente, in preparazione a una guerra contro i loro nemici: però non è molto ben vista dalle chimere perché la ritengono una traditrice e in tutto ciò si ritrova sola, mentre fa quello che il Lupo Bianco le ordina di fare, senza sapere quali sono i suoi veri piani sia per la guerra, sia per lei stessa.
Dunque, cosa posso dirvi? Di sicuro, se dovessi descrivervi la vicenda con una sola parola, vi direi questa: dolore. Questo libro è un annientatore di feels come pochi altri perché l'#mainagioia è sempre dietro l'angolo, tra Akiva e Karou separati, la guerra, lei che pensa di non essere ben vista quando è Thiago che ha detto a tutti di starle lontano, la morte di Sulphurus e il finale... ah, quel finale... che poi non è neanche come il finale del primo volume, perché le ultime tre pagine non sono molto dolorose: è quello che succede nelle trenta-quaranta pagine prima che ti fa rimanere a bocca aperta in perfetto stile "non può essere!". Però, nonostante ciò è maledettamente bello, la storia è piena di colpi di scena e di azione tant'è che sono rimasta con il fiato sospeso per la maggior parte del tempo e in alcune parti ho anche sclerato.
Comunque, soffermiamoci un attimo sui personaggi. Karou, in questo secondo volume, è ormai consapevole del suo passato come Madrigal, chimera della razza dei Kirin che si innamorò di un serafino e che fu uccisa accusata di tradimento, ma la cui anima venne messa da Sulphurus nel corpo in cui si trova adesso, ed è grazie ai suoi ricordi che riesce a fare lo stesso compito del suo maestro, ovvero trasportare le anime delle chimere in corpi più forti, adatti alla guerra; però continua a pensare all'angelo che l'ha tradita, è ferita e arrabbiata perché ha perso la sua famiglia, chi le voleva bene veramente, e non riesce a perdonarlo per questo, il rancore è molto forte, sebbene l'amore non scompaia. Mentre si trova in Marocco, tra un'occhiataccia e l'altra, ritrova colui che quando era ancora Madrigal era un ragazzino di dodici anni e che è l'ultimo superstite dei Kirin ad avere ancora un corpo puro (ovvero a non aver ancora subito una "trasfusione" di anima), Ziri, un guerriero da sempre innamorato di lei che si rivelerà un aiutante e un amico per la protagonista quando a tutti è stato proibito di avvicinarsi.
Poi ritroviamo Akiva, il serafino che vediamo molto di più rispetto al precedente volume perché il suo personaggio qui acquista una posizione più centrale e perché inizierà a fare la differenza tra gli Illegittimi, mostrerà pietà per i suoi nemici e cercherà di cambiare questa guerra che sta imperversando e che non provoca altro che devastazioni; inoltre, soprattutto all'inizio, lo vediamo molto provato (il che è un eufemismo per dire che è distrutto) dalla perdita di Karou: sapeva che quando le avrebbe detto la verità su quello che era successo una volta chiusi i portali lei lo avrebbe odiato, però la consapevolezza non impedisce al dolore e ai sensi di colpa di comparire, ma lui sfrutta questo per cambiare dalla figura di Sterminatore di Bestie quale era stato dopo la morte di Madrigal e per cambiare le sorti, per cercare un mondo un pochino migliore dove regna un'armonia tra le varie razze.
Qui vediamo molto di più Zuzana e Mik, il suo ragazzo, perché la prima è molto preoccupata per la sua amica, visto che non le risponde mai alle mail: quando però la risposta arriva, nota subito che c'è qualcosa che non va e decide di partire per andare a cercarla, visto che il suo messaggio sembra un piccolo enigma; quando la trova rimane con lei per un po' in mezzo alle chimere, senza rendersi conto che così rende entrambi delle pedine di un gioco più grande di loro, fatto per tener buona Karou. Inoltre, altri due personaggi che sono molto più presenti sono i due "fratelli" di Akiva: Liraz, una ragazza temuta per il suo essere una guerriera, apparentemente senza emozioni, ma che è rimasta molto delusa e arrabbiata quando ha scoperto che lui era innamorato del nemico; Hazael, un ragazzo che ha sempre un sorriso naturale da sfoggiare nelle più disparate occasioni e che farebbe di tutto per proteggere chi ama.
Tra i nuovi personaggi, oltre a Ziri, di cui vi ho parlato sopra, quelli più degni di nota sono due: Thiago e Ten. Il primo è il temutissimo e rispettatissimo Lupo Bianco, il capo delle chimere e colui che ha torturato il serafino e decapitato Madrigal: ora, sembra quasi (ho detto quasi) gentile con Karou, ma in realtà la considera ancora una traditrice e la sfrutta solo per creare un esercito da poter usare per vendicarsi degli angeli; si rivela l'uomo calcolatore, spietato e freddo che avevamo intravisto ne "La chimera di Praga" a cui non piace essere contraddetto e umiliato, per questo affida alla protagonista, come aiutante, Ten, donna in combutta con il Lupo, meschina, che ha il compito di imparare l'arte di "resuscitare" i morti all'insaputa della sua maestra.
Bene, con i personaggi abbiamo finito e posso passare ai temi: di solito nei fantasy è molto difficile trovare temi che non siano l'amore, l'amicizia o la fiducia, anzi temi ancora più importanti e delicati generalmente si trovano nei romanzi rosa, basta pensare a "Il problema è che ti amo" o a "Ti aspettavo", questo perché la storia si concentra molto più sull'azione che su altro e ai fini della narrazione penso che sia anche difficile trattare un tema un po' più profondo in maniera leggermente approfondita (anche se si possono trovare talvolta, ma sono piuttosto rari), però qui ne abbiamo uno che io personalmente non avevo mai trovato (o meglio, non era così fondamentale in altri libri, non era così marcato) ed è la speranza. Già dal primo volume, infatti, essa è molto importante perché, come si dice, finché c'è vita, c'è speranza ed è proprio questa che aiuta a vivere nei momenti più difficili, aiuta a sopportare meglio il dolore e le difficoltà, e rimane sempre con noi anche quando l'abbiamo persa del tutto perché, in realtà, io sono convinta che man mano che ci accadono cose poco piacevoli questa si ritiri sempre più in profondità, senza scomparire mai, pronta a ritornare. E qui è proprio la speranza di un mondo migliore, in cui la pace regna sovrana fra le varie razze, che permette ad alcuni dei personaggi di compiere un certo tipo di azioni.
Concludendo, perché ho paura di aver parlato troppo (come mio solito), questo secondo libro non è come tutti gli altri secondini, in cui non succede nulla di significativo perché sono preparativi per il gran finale, anzi c'è ancora più azione del primo ed è pieno di avvenimenti, alcuni dolorosi, la stragrande maggioranza, che si succedono uno dietro l'altro mandando avanti questa guerra. Ancora una volta l'autrice prosegue con la sua opera originale, frizzante e ironica in alcuni punti, con uno stile scorrevole che cattura il lettore e che è in grado di farlo rimanere con il fiato sospeso fino alla fine. Insomma un libro bellissimo, con dei personaggi caratterizzati molto bene (stavo per scrivere bellissimi, ma poi mi sono corretta) e con dei cattivi un po' misteriosi perché talvolta non si riesce a capire se uno sia veramente cattivo o se abbia solo un atteggiamento truce: una lettura molto piacevole, dove il mainagioia viene regalato gratuitamente come se non ci fosse un domani (ma sì, tanto non ne abbiamo mai abbastanza, giusto?) e dove bisogna tenere il proprio cuoricino in una teca di vetro bella spessa per evitare che si spezzi. Un finale che ti fa trattenere il respiro e contemporaneamente rimanere a bocca aperta, uno di quei finali che ti fanno desiderare il seguito immediatamente nelle tue mani perché, non è che finisca malissimissimo, però è straziante.
Voto:

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