mercoledì 8 febbraio 2017

WWW... Wednesday! #36

Buongiorno! Come state? Spero che vada tutto bene, che siate tutti felici e... E niente, che la vostra vita proceda nella giusta direzione; invece, per la qui presente Katy sembra che sia tornata la solita vita da scolara, verifiche, materie da studiare e meno tempo per leggere... Sì, lo so che la sto menando  con questa scuola, ma potete capire la mia disperazione, vero? Vero?
A parte gli scherzi, oggi sono tornata per presentarvi le mie letture in corso, terminate e in programma, con questo consueto appuntamento della rubrica del mercoledì inventata dal blog Should Be Reading.

What are you currently reading?
In realtà non l'ho ancora iniziato, per ovvi motivi (sempre quelli), ma conto di farlo presto perché sono curiosissima e non vedo l'ora di poter immergermi in questa nuova storia della cara zia Jenny.

What did you recently finish reading?

Ma quanto è bello questo libro? Veramente tanto! Anche se ci sono parecchie scene forti, violente, la storia è una di quelle che ti fanno venire voglia di non staccarti fino alla fine perché... Be' perchè sì, ci sono momenti in cui sai che sta per accadere qualcosa di importante o momenti di tensione tali che cosa vuoi fare? Chiudere il libro? Ma anche no, insomma, la lettura prima di tutto! E poi Aleksandra e Henri... Ah, quanto sono belli, quanta sofferenza che ci regalano, soprattutto se pensiamo a come è finito, cioè male-bene... Probabilmente non mi sono fatta capire, ma pazienza, sappiate solo che mi è piaciuto, molto.

What do you think you'll read next?
Di sicuro queste saranno le mie prossime letture, non so ancora in che ordine, ma sono due certezze nel mio futuro (che frase poetica).
*E fu così che cambiò idea sulle sue letture*

Bene, per oggi è tutto, noi ci vediamo domani con una nuova recensione (sembrare una giornalista parte 2) e, se vi va, fatemi sapere qualcosa a proposito delle vostre letture.
Alla prossima!

martedì 7 febbraio 2017

Recensione L'incastro (Im)perfetto

Titolo: L'incastro (im)perfetto
Autore: Colleen Hoover
Genere: New Adult
Casa editrice: Leggereditore
Prezzo: €12.90 (copertina flessibile)
Pagine: 352






Trama
Quando Tate Collins trova il pilota Miles Archer svenuto davanti alla sua porta di casa, non è decisamente amore a prima vista. Non si considerano neanche amici. Ciò che loro hanno, però, è un'innegabile reciproca attrazione.
Lui non cerca l'amore e lei non ha tempo per una relazione, ma la chimica tra loro non può essere ignorata. Una volta messi in chiaro i propri desideri, i due si rendono conto di aver trovato un accordo, almeno finché Tate rispetterà due semplici regole: mai fare domande sul passato e non aspettarsi un futuro.
Tate cerca di convincersi che va tutto bene, ma presto si rende conto che è più difficile di quanto pensasse. Sarà in grado di dire di no a quel sexy pilota che abita proprio accanto a lei?
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessuna gioia è venuta a presentarsi, della serie "Oh il mainagioia ti ha accompagnato per il 2016? Allora, ti farà sapere piacere che starà con te ancora un po' perché si è trovato così bene, amato, coccolato..."
Comunque, a parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che è amato da quasi tutti, tutti ne parlano bene ed è così che, dopo ere geologiche, mi sono decisa a leggerlo anch'io e ho fatto molto bene perché ho scoperto una nuova autrice di cui ho intenzione di leggere tutti i libri pubblicati (*il suo cuore: "E ti pareva! Ma sta qui non ce la fa a starsene tranquilla per due secondi? Would you please have mercy on me?"*).

Tate Collins è una ragazza di ventitré anni che studia per diventare infermiera e che ha deciso di trasferirsi a San Francisco dal fratello, colui che è sempre stato molto protettivo nei suoi confronti e che allontanava i suoi pretendenti: quando giunge all'appartamento, dopo aver incontrato Cap, ottantenne molto simpatico, e un tizio (mi dispiace ma non lo chiamerò in altro modo, nemmeno con il suo nome, perché tizio fa capire già molte cose) viscido e sposato, si ritrova a dover fare i conti con un ubriaco fuori dalla porta, salvo poi scoprire che non era un tipo qualunque ma Miles Archer, il vicino di casa, nonché collega del fratello (entrambi lavorano per la stessa compagnia aerea).
Mentre inizia la sua nuova vita a San Francisco, deve anche fare i conti per l'attrazione che prova verso il pilota, il quale non sembra intenzionato ad avere alcuna relazione: è così che, preda di sentimenti sempre più forti, accetta le condizioni di Miles, ovvero non saranno altro che "amici di letto" e lei non dovrà mai chiedere del suo passato, né avere aspettative sul futuro.
Insomma, niente sarà più come prima, diventerà tutto molto più complicato e difficile, specie se si prende in considerazione che gli deve essere capitato qualcosa che ha a che fare con una certa Rachel e che a Tate non è permesso fargli domande di nessun tipo.

Sin dai primi istanti, Tate si presenta come una ragazza tosta, di quelle che ti inceneriscono con uno sguardo se le infastidisci o, in questo caso, se ci provi e sei sposato, determinata, intelligente e simpatica, oltre che abbastanza sicura di sé, tuttavia la sua sicurezza va a farsi friggere in padella nel momento in cui incontra Miles: inizialmente non sa per che verso prenderlo, ma ne è indubbiamente attratta ed essere attratta da un tipo complicato ti manda decisamente in pappa in cervello al punto da accettare di essere solo "amici di letto", cosa che fa capire quanto sia disperatamente cotta di lui e cosa che ci fa capire che lei si innamorerà perdutamente perché, ovviamente, non si può pensare di seguire le uniche due regole con il bel pilota (capiamoci, nemmeno io riuscirei a rispettarle!).
Quello che mi è piaciuto più di lei è stato sicuramente il suo essere una persona genuina, gentile e mi è anche piaciuto il modo in cui si è sempre rapportata con il suo vicino: ci va un grande coraggio ad accettare di non impegnarsi quando il proprio cuore desidera un impegno, una relazione stabile, e forse è una cosa da pazzi perché si rischia di rimanerci male, di venire delusi nelle aspettative, poiché, nonostante tutto, lei vede che in lui qualcosa cambia, vede che prova qualcosa per lei e questo la porta a sperare in un di più che apparentemente non ci sarà; e diciamo che ci va anche un bel coraggio ad accettare di venire trattati così, insomma, lui non la tratta male, però la illude e questo fa molto male, non c'è niente di peggio nel vedersi infranti i sogni davanti agli occhi.

Miles è un ventiquattrenne con un passato difficile: dai capitoli dal suo PoV, ambientati sei anni prima dei fatti narrati, si evince che il suo comportamento deve essere collegato in un qualche modo con questa Rachel, deve essere successo qualcosa che lo ha portato a decidere di non avere più relazioni, di non amare più, di rimanere da solo, però non sappiamo che cosa.
La prima impressione che abbiamo di lui non è proprio bellissima, lo troviamo ubriaco e questo non va bene, però dopo questo inizio un po', come dire, "Ugh" scopriamo una persona molto riservata, dedita al suo lavoro e qualche volta scontrosa; tuttavia, vediamo anche un giovane uomo che deve aver sofferto molto e viene quasi voglia di abbracciarlo nei momenti più difficili, oltre che farlo sorridere perché, come penso sempre, i sorrisi di chi non sorride mai sono quelli più belli, quando vengono dal cuore.
Quando incontra la protagonista, la sua vita inizia a cambiare: sin da subito lui cerca di rimanere con i piedi ancorati sui suoi principi, sulle sue stesse regole, ma che succede se comincia a provare qualcosa di profondo? Apparentemente, la sua soluzione è quella di fare finta di niente e non ammettere i suoi sentimenti, solo che una persona a lungo andare si stanca di tutto questo, si stanca di vedere un barlume di speranza nei tuoi stessi occhi, per poi vedersi frantumare quella stessa speranza in men che non si dica, ma tutto questo non può essere aggiustato se non facendo i conti con il passato e Tate, in questo caso, non può agire per aiutare Miles, deve agire da solo su queste mine.

La particolarità di questo libro è proprio il PoV di quest'ultimo: quello della protagonista è come tutti gli altri, un normale narratore interno alla vicenda che parla in prima persona, ma quello del pilota è particolare, non sono i tipici capitoli raccontati dai maschi ma il tutto è scritto centrato, come sto scrivendo io, solo con frasi più brevi e questo penso (è una supposizione mia, non l'ha detto nessuno, che io sappia, ma mi piace pensare che sia così) che sia per il fatto che questi capitoli sono principalmente incentrati sulle emozioni, la vicenda narrata è vista attraverso gli occhi di un adolescente in preda agli ormoni e ai sentimenti, il che rende tutto più poetico e l'effetto sul lettore è d'impatto, decisamente.

Quello che mi è piaciuto di più di questo libro è stato il fatto che sia stato costruito un personaggio sull'amore. Mi spiego: se in tutti gli altri libri il personaggio dal passato problematico ha delle esperienze terribili alle spalle, come ad esempio la mancanza di un genitore, il fatto che qualcuno lo/la picchiava o chissà cos'altro, in questo caso Miles non è così duro, così irremovibile sulle sue regole per via di cosa gli ha fatto qualcuno (cioè, anche, in una piccola parte), ma per via dell'amore stesso. Lui ha paura di amare, di scoprirsi innamorato proprio perché lo è già stato in passato e non è finita come lui avrebbe sperato.
In questo caso, quindi, l'amore la fa da padrone, tutto gira attorno ad esso in una maniera ancora più totalitaria, se mi passate il termine, rispetto ad altri libri: qui, però, esso è un amore molto potente quanto pericoloso, si rischia di soffrire se ci si innamora e entrambi i protagonisti lo sanno bene, chi per via di qualcosa successa nel passato, chi per via di qualcosa che succede nel presente. Questo tipo di amore può avere, inoltre, effetti distruttivi: da una parte costituisce la speranza, speranza di poter essere felici con una persona e di poter vivere un futuro in maniera serena, speranza e convinzione che d'ora in avanti la vita non sarà più la stessa perché si potrà contare l'uno sull'altro per qualsiasi cosa; dall'altra, è illusione perché sperare troppo che l'altro cambi idea e decida di intraprendere una relazione può portare una persona a illudersi talmente tanto da o travisare i segnali, o convincersi di vedere qualcosa che viene fortemente negato, oppure sperare troppo porta ad illudersi così tanto che quando succede qualcosa che abbatte le speranze non si riesce a far a meno di soffrire, nonostante uno si fosse ripromesso di non cadere nella trappola come una pera cotta.
Ecco, questo libro è quasi una sorta di storia metanarrativa perché si parla di amore attraverso l'amore: si racconta di come nasce la storia d'amore fra due persone facendo parlare l'amore stesso che è il vero protagonista sia dei capitoli dal PoV di Miles, sia di quello dal PoV di Tate.

Insomma, questa non è una storia semplice, è molto profonda e racconta una storia che tocca il cuore, che te lo scalda, ma ti fa anche soffrire perché non puoi fare a meno di simpatizzare con i due protagonisti, di sentire le loro emozioni sulla tua pelle; vedere a che punto si spinge Tate in questa relazione-non relazione col pilota è quasi doloroso perché ti rendi conto che se n'è innamorata così profondamente da non riuscire ad allontanarsi, pur sapendo che lui non le promette nessun futuro.
Verso la fine poi si scoprono molte cose a proposito di Miles e succedono così tante fra i due che tu ti ritrovi stritolato in un vortice di sofferenza e sei più o meno così:
perché soffri insieme a loro, non puoi farne a meno.

Concludendo, perché ho parlato davvero troppo, sono rimasta entusiasta di questo libro, sapevo che la Hoover era molto apprezzata e sono stata felice di essermi decisa a leggere una sua opera perché non ne sono rimasta per niente delusa e ora che l'ho conosciuta, ho letto un suo libro, mi chiedo come mai io abbia aspettato così tanto! Probabilmente perché sono un'idiota...
Oltretutto, non solo la sua scrittura si è rivelata fluida e coinvolgente ma quelle scene lì non sono descritte in maniera troppo dettagliata, a mio parere (o forse sono io che mi sto abituando e quindi non ci faccio più caso), e di questo sono stata soddisfatta perché non le sopporto quando sono troppo volgari.
Assolutamente una lettura molto bella, profonda e toccante.
Voto:

giovedì 2 febbraio 2017

Recensione Il potere del fuoco

Titolo: Il potere del fuoco
Autore: Josephine Angelini
Genere: Fantasy
Casa editrice: Giunti
Prezzo: €16.50 (copertina rigida)
Pagine: 384





Trama
Lily è tornata nel suo mondo, nella sua Salem, dopo essersi sottoposta alla prova della pira per sostenere l'esercito dei Senzaterra nella battaglia contro la perfida Lillian. Ha rischiato di morire, ma ora è salva ed è insieme al suo Rowan. Potrebbero finalmente vivere il loro amore, sognare persino un futuro insieme, ma Rowan non riesce a dimenticare di aver abbandonato il suo popolo in un momento difficile, e la voce di Lillian continua a insinuarsi nei pensieri di Lily, chiedendole con insistenza di tornare. Lily non potrà rimanere nel suo mondo se prima non chiude i conti aperti nell'altro. Ma questa volta non è sola. Accanto a lei ci sono gli amici di sempre, Tristan, Breakfast e Una, ai quali rivela la verità sulla sua scomparsa e i suoi nuovi poteri. Tristan si scoprirà perdutamente innamorato della ragazza, proprio adesso che l'ha persa per sempre, ma non per questo si tirerà indietro: è sempre stato al suo fianco e lo sarà anche stavolta.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessuna novità sul fronte occidentale. In compenso ho tanto sonno, non so perché ma è da quando mi sono alzata dal letto stamattina che sento un richiamo, il mio caro e buon cuscino mi sta chiamando... Ah, ma smettiamo di pensare al sonno e pensiamo a scrivere questa recensione: oggi vi parlo del secondo libro di una serie che si è da poco conclusa qui da noi e che avevo iniziato quest'estate, ma poi, fra una cosa e l'altra, non mi ero più decisa a leggere il secondo volume, perciò eccomi qui per parlarvene.

Lily è ritornata nel suo mondo e Rowan l'ha seguita: sono passati tre mesi da quando se ne andata e in città è giunto l'FBI per indagare sulla sua scomparsa, ma ora che è di nuovo qui la questione non si è risolta, sono in pochi a credere che lei sia sparita di punto in bianco, senza avvertire i suoi amici, per andare a curare le sue allergie, e che la madre abbia avuto quelle reazioni perché il suo cervello non aveva realizzato che non avrebbe più potuto vederla per il periodo della cura.
E' quindi ora di fare i conti con il suo mondo e bisogna che Lily ritorni a scuola, dove incontra il suo Tristan, colui che le aveva spezzato il cuore e che ha fatto sì che lei finisse nella Salem di Lillian, Breakfast e Una: sarà, tuttavia, costretta a rivelare loro la verità su quei tre mesi e su se stessa, nonostante in un primo momento non ne avesse avuto l'intenzione, quando Carrick giunge nel suo mondo e la minaccia da parte della sua doppelganger.
Se da una parte Lily deve affrontare un enorme problema nel suo mondo, Rowan è costretto a vivere faccia a faccia con il suo senso di colpa per aver abbandonato la sua Salem nel momento del bisogno e vuole assolutamente ritornarci, solo che il tutto potrebbe accadere molto più in fretta di quanto avesse pensato e lui potrebbe non arrivarci da solo.

Come abbiamo già potuto constatare nel precedente volume, Lily è una ragazza molto determinata e lo è ancora di più adesso che sa di essere una strega: se prima era semplicemente una di quelle che potrebbero impuntarsi su qualcosa che vogliono fare e che tutti sconsigliano, adesso lo è ancora di più, il suo livello di tostaggine (se mi passate il termine) è aumentato, basta pensare a come remi contro Rowan quando lui vuole svelare ai suoi amici la verità; ma oltre alla determinazione, un'altra sua caratteristica è la curiosità, nel senso che vuole comprendere quasi a tutti i costi il perché delle azioni della Lillian dell'altra Salem, vuole capire perché ha bandito la scienza e il motivo per cui ha ucciso degli innocenti ed è per questo che non resiste al suo richiamo e che si fa trasportare nei ricordi della strega, proprio perché, nonostante tutto, vuole capire.
In questo libro, ormai ha capito di essere una strega, di avere dei poteri e di essere molto potente, perciò è anche più consapevole di questo nuovo lato della sua vita: sebbene abbia dovuto imparare tutti in fretta, è già diventata molto brava e sa che cosa fare quando è necessario anche se continua a mantenere i suoi principi, la sua umanità, mentre altre streghe non si farebbero alcuno scrupolo a possedere uno dei loro meccanici o chessò io.

Quando arrivano nella Salem di Lily, Rowan inizialmente è preso dall'esigenza di guarirla, visto e considerato il fatto che per passare da un mondo all'altro bisogna che la strega si bruci su una pira, ma man mano che le giornate cominciano a non essere più incentrate sulla cura lui non può fare a meno di adombrarsi colpevolizzandosi per il fatto di aver abbandonato i Senzaterra nel momento del bisogno ed è determinato a tornare indietro.
Quello che vediamo qui è un Rowan leggermente diverso perché è più sciolto, non è più tanto distaccato come lo era all'inizio e sembra più tranquillo, non ha più paura di scoprire in Lily Lillian perché è convinto che lei non si comporterebbe mai come quest'ultima; rimane, però, sempre calato nei suoi panni di meccanico, colui che si deve occupare della sua strega, e lo vediamo da come si comporti in ogni situazione: è molto pratico, ha sempre un piano da seguire e si impegna ad adempiere al compito che gli è stato assegnato e, oltretutto, deve anche occuparsi di addestrare Tristan, Una e Breakfast affinché diventino loro stessi meccanici e siano in grado di proteggere la protagonista in ogni situazione, soprattutto ora che il suo mondo è pieno di Ibridi, animali che sono stati creati dalle streghe e che attaccano gli esseri umani apparentemente perché è la loro natura.

Abbiamo modo in questo secondo volume di approfondire i personaggi della Salem di Lily: Tristan, Una, Breakfast, Juliet e la madre.
Partendo dai famigliari, la madre della protagonista ci era sembrata molto pazza, una donna non più in grado di distinguere la realtà perché il suo ruolo nella vicenda era quella di "veggente", colei che era in grado di vedere cosa accadeva negli altri mondi e che era impazzita proprio per questo: ora, riusciamo a vedere una donna molto più lucida di quanto ci è stata sempre presentata, ci sono momenti in cui è consapevole di quello che succede, ma altri in cui non distingue più in che mondo il suo spirito si trovi; Juliet ha un ruolo più ampio nella vicenda perché aiuterà la nostra beniamina proprio come quella dell'altra Salem ha fatto in "Attraverso il fuoco": sarà lei che la supporterà nelle decisioni e che la aiuterà anche durante l'addestramento dei suoi tre amici come meccanici.
Del Tristan dello scorso libro non ce n'è quasi più traccia: a quanto pare ha scoperto di essere innamorato di Lily e ha capito di aver fatto una grandissima capperata (ma no? Ma davvero? E meno male che te ne sei reso conto, altrimenti altri due schiaffi non te li toglieva proprio nessuno!), così adesso da una parte vorrebbe riprendersela, dall'altra ha capito che forse potrebbe essere troppo tardi e che la cosa migliore che può fare è starle vicino e proteggerla (bravo! Non mi rovinare la ship, grazie); inoltre, scopriamo anche un suo lato simpatico, che prima non avevamo notato perché eravamo troppo impegnati a inveirgli contro per quello che aveva fatto, e, sotto sotto, iniziamo ad essergli grati perché è leale verso la protagonista e si impegna a proteggerla, facendolo anche troppo bene *si mette a piangere in un angolino e a sperare che non sia vero quello che è successo*
Infine, scopriamo due nuovi personaggi: Breakfast, che mi sa tanto del giullare di turno e che è un bravo ragazzo, e Una, una ragazza che ha qualche problema con l'essere toccata e non sappiamo esattamente il perché (io un'ideuccia ce l'avrei ma non ne sono sicura) e che viene anche lei a conoscenza del mondo delle streghe, diventando perciò un meccanico come i due cicciolini sopra citati.
Ah, ovviamente rivediamo Caleb e l'altro Tristan, anche se non per tantissimo tempo, e, purtroppo, ritroviamo quel simpaticone di Carrick, che porta scompiglio nelle loro vite e che uccide un po' troppo per i miei gusti (potessi lo farei fuori all'istante).

Se il precedente libro era molto più incentrato sulla scoperta dell'esistenza di una sorta di multiverso (giusto per citare "Firebird") e dell'esistenza delle streghe, con la conseguente focalizzazione sui poteri di Lily e tutti gli annessi e connessi, ne "Il potere del fuoco" si pone una particolare attenzione sugli Ibridi, oltre che sui segreti di Lillian e su ciò che l'ha portata a compiere determinate azioni: come sappiamo e come sanno tutti: gli Ibridi sono degli animali particolari creati dalle streghe che attaccano gli uomini per farne del cibo e che, teoricamente, potrebbero anche essere addomesticati, ma il problema della loro alimentazione fa, come dire, dimenticare loro le buone maniere; un'altra cosa che è risaputa e che, una volta morti, al posto del sangue esce veleno dalle loro ferite e bisogna fare attenzione perché questo può attirare l'attenzione di altri Ibridi, più di quanto la sola presenza di carne umana non faccia già. Quello che però nessuno sa con certezza è da dove siano venuti fuori questi esseri, non possono semplicemente essere degli animali OGM (Organismi Geneticamente Modificati) e, infatti, si narra che in realtà siano anche per metà uomini, ma queste sono solo leggende; inoltre, ci sono delle stranezze che non si spiegano e che incuriosiscono Lily al punto di decidere di intraprendere un'impresa molto pericolosa alla fine del libro, come il fatto che essi non scendono mai sotto terra: perché? Cosa li spinge a rimanere in superficie? Ma, soprattutto, che cosa sono esattamente?
Queste sono le domande che si fa la protagonista e di cui credo che riceveremo una risposta nel prossimo volume, quello conclusivo.

Ancora una volta la Angelini è riuscita a coinvolgermi e a sconvolgermi: la storia si divide principalmente in due momenti, il primo forse un po' più lento dell'altro e decisamente preparativo per quello che succederà dopo, ma entrambi sono comunque pieni di azione e di avvenimenti che ti fanno venir voglia di scoprirne sempre di più perché ti vengono presentati molti interrogativi, molte cose che nessuno sa e le cui risposte arriveranno nel prossimo libro; al contempo, però, proprio perché è il secondo volume ho avuto la sensazione che non sarebbe finita bene, ma proprio per nulla: arrivati al cambio fra il primo e il secondo momento ho fatto una pausa per andare a prendermi un Kinder (la mia vita) e ho iniziato ad avere una brutta sensazione, ho iniziato a pensare che ci sarebbe stato da soffrire tanto perché è il secondo di una trilogia e vuoi che finisca bene? No, ovviamente! Già verso la metà della seconda metà del libro il mio povero cuoricino si è spezzato, ma alla fine è stato ridotto a brandelli perché, okay, tutto quello che vuoi, però... però... no, non si fa! Perché voi autori dovete sempre fare così? *corre a piangere*

Comunque, a parte i miei scleri su quel finale molto scleroso (altro che petaloso, questo sì che è un aggettivo bellissimo), questo libro mi è piaciuto molto, come al solito non preannuncia una situazione facile ma una molto complicata e spero che le sofferenze siano finite (seee, vabbe' e poi? Se non ci saranno più sofferenze ti sposerai con DB o SM? Ma va, torna con i piedi per terra Katy!)... okay, non saranno finite di sicuro, ma la speranza è l'ultima a morire, giusto?
Ora, non ci resta altro da fare se non aspettare pazientemente di trovare un momento libero per leggere il seguito, dopo di che potrò morire in pace. Anzi no, prima dovrei finire tutte le serie che ho iniziato a leggere e dovrei aspettare "Lord of Shadows" e "ACOWAR", quindi no, non potrò ancora morire in pace.
Alla prossima!
Voto:

mercoledì 1 febbraio 2017

WWW... Wednesday! #35

Buongiornissimo! Qui è la vostra Katy che vi parla, una ragazza molto felice perché ha potuto ricominciare a leggere e a scrivere qui sul blog dopo un paio di settimane... eh sì, potrete forse aver visto alcuni post in questi giorni ma erano tutti programmati dalle vacanze di Natale (sono fin troppo previdente, ammettiamolo) perché sapevo che avrei avuto molto da studiare, tra verifiche e interrogazioni e un esame di computer, però ora ho qualche giorno di tranquillità e posso leggere qualcosina, oltre che scrivere post.
Comunque, oggi è mercoledì, il che vuol dire che siamo a metà settimana, che è uscita la 6x10 di "Teen Wolf", che stasera verrà trasmessa la 4x01 di "The 100" e che è tempo di un nuovo post di questa rubrica del mercoledì inventata dal blog Should Be Reading, in cui devo mostrarvi le mie letture in corso, finite e in programma.

What are you currently reading?
L'ho iniziato lunedì sera e devo dire che mi sta piacendo molto: certo, ci sono un po' (parecchie) di scene molto forti, però, insomma, chissene, ho bisogno di scoprire di più su questa storia, su Henri e Aleksandra, quindi sulle scene forti posso anche sorvolare!

What did you recently finish reading?
Nello scorso "WWW" vi avevo detto che non l'avevo ancora iniziato, giusto? Ecco, l'ho iniziato e finito solo domenica scorsa, dopo aver fatto l'esame di computer, e se vi sembra strano che io abbia letto così poco dovete sapere che ho ancora un altro milione di cose da fare e le letture vanno un po' a rilento. #mainagioiaforever
Passando al libro, o meglio, alla novella, devo ammettere che mi è piaciuta molto la storia perché ci permette di ficcanasare nella vita umana di Alex e di vedere come quest'esperienza forzata, se così la vogliamo chiamare, sia giunta al termine proprio a causa dei daimon e questo mi è piaciuto moltissimo.
 Ah, certo che la zia Jenny ci sa proprio fare quando si tratta di scrivere un buon libro...

What do you think you'll read next?
E chi lo sa? Onestamente non so cosa leggerò dopo, forse "Lontano da te" della zia Jenny (che, tra l'altro, mi è anche arrivato rovinatissimo da Amazon, sembra quasi usato mentre dovrebbe essere nuovo... se solo penso a come potrebbero averlo trattato mi viene da piangere), forse "Rinascita" o "The Familiars", oppure "Distruggimi", oppure... uffa, non lo so! Vabbe', vedremo in base a ciò che avrò da fare.

Bene, il post di oggi finisce qui, io vi auguro un buon proseguimento di giornata (sembrare una giornalista del telegiornale? Fatto) e se vi va fatemi sapere qualcosa a proposito delle vostre letture (probabilmente vi risponderò dopo le cinque o farò un giretto dopo quell'ora perché prima sono ancora a scuola).
Alla prossima!

martedì 31 gennaio 2017

Recensione Usheen

Titolo: Usheen
Autore: Naike Ror
Genere: Romantic Dark Suspanse
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €15.60 (copertina flessibile)
Pagine: 555






Trama
"Ognuno di noi può essere tutto o niente, può essere vita o morte, odio o amore, può essere finzione o realtà. Tu, Ryana, cosa credi di essere stata per Usheen Doherty?"
Il controllo sulle proprie emozioni è una necessità, per Ryana Murphy. La sua esistenza è scandita da regole ben precise, almeno finché Samuel McQueen, reporter con una passione per gli alcolici, irrompe nella sua vita portando con sé dubbi e agghiaccianti sospetti sul passato della famiglia Murphy.
Vivere a Derry, in Irlanda del Nord, non è facile; tra quelle strade, spesso è il credo religioso a fare la differenza. Usheen Doherty indossa una divisa, mentre percorre i quartieri intrisi del sangue di una guerra solo apparentemente sedata e rincorre la giustizia con metodi non sempre convenzionali.
Qualcuno pensa che combatta dalla parte sbagliata, altri credono che la sua missione sia legittima, Solo Usheen sa quale sia la verità.
Sotto la sottile pioggia irlandese, Ryana e Usheen incroceranno i loro destini, lotteranno una contro l'altro per reclamare la vendetta che da anni bramano, fino a illudersi di averla vinta. Le varianti al loro piano saranno numerose, i tranelli insidiosi e la verità brutalmente distorta.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi è l'ultimo giorno di gennaio, che è volato velocemente che manco Flash! Ma, io mi chiedo, i mesi ce l'hanno anche loro con questo mood veloce che finiscono prima ancora che tu abbia detto il nome di essi? Forse sarò io, ma il tempo sta passando veramente in fretta.
Comunque, sono tornata per parlarvi del secondo volume della serie R.U.D.E che ho letto a cavallo fra il 2016 e il 2017 e che mi è piaciuto molto, soprattutto perché, tra tutto il resto, tratta di una delle mie più grandi passioni, la danza, e come non leggere un libro che ha sulla copertina un bel paio di punte?

Ryana era una promessa della danza classica finché i dolori alle anche non le hanno impedito di continuare la sua carriera e diventare la prima ballerina, come aveva sempre sperato: ora, a distanza di anni, ha un lavoro a San Francisco che la mantiene, quando può va a ballare a casa della nonna, non ha vita sociale, adora comprare scarpe costose e gli unici incontri con altre persone che non siano i suoi colleghi sono quelli con il Maestro.
Mentre vive una vita tranquilla, qualcuno le fa una proposta che la porterà a casa sua in Irlanda: dovrà aiutare un famoso giornalista, Samuel McQueen, a trovare informazioni sul caso di suo padre, Conor Murphy, e per questo sarà costretta a prendersi un anno sabbatico e trasferirsi nella sua vecchia città, a Londonderry. Nonostante tutto, però, dopo non molto tempo inizia ad apprezzare la sua nuova vita che l'ha portata ad insegnare danza nella sua vecchia scuola e che l'ha portata a conoscere nuove persone: fra queste c'è Usheen Doherty, trentottenne poliziotto che cercherà di scoprire qualcosa su di lei mentre, contemporaneamente, cercherà di mantenere l'ordine nella sua città ed evitare scontri fra i cattolici e i protestanti, ormai in contrasto da moltissimi anni.
Quello che Ryana non aveva previsto era scoprire qualcosa che avrebbe potuto sconvolgere la sua esistenza e scoprire di tenere molto a delle persone a cui non si sarebbe dovuta affezionare, ma in questa città vedrà molti segreti, segreti di cui lei non è a conoscenza e di cui non sono a conoscenza neanche gli abitanti e allora bisognerà imparare a distinguere che cosa è vero da quello che non lo è.

Ryana Murphy è una venticinquenne intraprendente, non permette a nessuno di calpestarla ed è sempre determinata a succedere in tutto quello che fa: è per questo che ha impiegato tempo a riprendersi dopo la fine della sua carriera da ballerina, aveva sempre cercato la perfezione dei movimenti senza prestare attenzione ai segnali che il suo corpo le mandava e adesso eccola qui, costretta a ballare ogni tanto a casa della nonna dopo il lavoro. E' anche una persona un po' altezzosa, non tanto nel senso che si reputa migliore degli altri, quanto più per il fatto che talvolta si reputa in grado di fare cose che dovrebbe lasciar stare, come quando non riesce a chinare la testa di fronte a un fatto tipico della città e reagisce, senza pensare più di tanto alle conseguenze che il suo gesto potrebbe portare.
Quello che si vede dall'esterno è una donna aggraziata, che non lascia nulla al caso e che tiene sempre la testa alta proprio come una ballerina: tutti gli anni di danza classica e la sua tostaggine (se mi passate il termine) l'hanno forgiata per come è adesso, le hanno permesso di diventare una donna forte e determinata a proteggere chi ama, oltre che una donna rigida nel senso che quando vuole sa essere impassibile e severa.

Usheen Doherty è un uomo con molte responsabilità sulle spalle: quando era molto giovane è stato uno dei primi cattolici a entrare nel corpo di polizia della città e per questo non è stato ben visto dal quartiere, oltre che dalla madre che ha iniziato a distanziarsi sempre più da lui; da quando è entrato in polizia ha dovuto affrontare molte situazioni, in primo luogo la faida fra cattolici e protestanti che continua ancora adesso e che fino a non molto tempo prima aveva creato un clima di terrore in città, con bombe e altri tipi di attentati. Ma non ha dovuto soltanto occuparsi della città come poliziotto, anche come uomo di Alexander Fahan, leader della R.I.R.A e suo ex superiore.
E' una persona molto dedita al suo lavoro e calata nel suo ruolo di supervisore tutto il giorno, tutti i giorni, ma è anche un fratello e un cristiano: oltre ad andare a confessarsi ogni 3x2 (non ho mai visto qualcuno andare a confessarsi così tanto spesso quanto lui), si occupa della sua famiglia, di suo fratello Kain, rimasto vittima del conflitto fra le varie fazioni di Derry quando era piccolo; lo vediamo sempre con cancello chiuso che gli permette di essere freddo e calcolatore, ma pian pianino questo cancello inizia ad aprirsi quando incontra Ryana, non riuscirà a rimanere troppo distaccato da lei sebbene sarà in grado di rimanere concentrato sui suoi obiettivi anche in sua presenza. Insomma, sempre dedito alla causa ma anche in grado di concedersi qualche piacere della vita ogni tanto, però dovrà fare attenzione perché si sa che da una semplice avventura può uscire fuori qualcosa che mette le radici nel cuore e sarà suo compito fare in modo che questo non diventi un suo punto debole, visto e considerato dove vive e per chi lavora.

Questo libro non è semplicemente una storia che è in grado di farti coinvolgere e travolgere dagli avvenimenti, non è qualcosa di tanto leggero, così come non lo era neanche poi tanto "Royle" in cui l'ansia di ricordare e mettere i tasselli al loro posto si sentiva molto bene, ma ci permette di avere una sorta di scorcio in una città in cui non era facile vivere spensierati: la storia è ambientata in una delle città più antiche d'Irlanda, Derry o Londonderry, ed è qui che si è creata una lotta molto importante fra la comunità cattolica e quella protestante, lotta che ha provocato molte vittime, soprattutto civili. Ma oltre a queste lotte, quello che ha caratterizzato la città è stato l'uso che si è fatto della giustizia: se, da una parte, la polizia aveva sempre avuto il compito di vigilare sulla popolazione, non fare del male alla gente a caso, dall'altra, molto spesso è capitato che gli stessi vigilanti abbiano ferito e ucciso persone innocenti e che siano stati promossi dopo questi atti al posto che finire in galera. Insomma, per gli abitanti della città non è stato facile vivere tranquilli, non si poteva uscire per strada senza aver paura di incappare in bombe o di non ritornare più a casa.
Tutta questa vicenda ci viene raccontata da Naike Ror, che ci mette di fronte a ingiustizie e a tanto altro, ma, soprattutto, con questa storia ci dà alcune prospettive diverse sulla visione della situazione: da una parte, infatti, abbiamo gli abitanti stessi che ormai si sono abituati a tutto questo e che quasi non ci fanno più caso, se vengono attaccati per la loro religione sanno di non dover reagire per evitare di far arrabbiare qualcuno ai piani alti, sebbene siano comunque sempre preoccupati per quello che potrebbe accadere; dall'altra, abbiamo due prospettive diverse da due persone esterne alla città, una da Ryana, che vede il tutto come una grande ingiustizia e che pensa che sarebbe meglio reagire anziché abbassare la testa di fronte a tutti questi soprusi, e l'altra dal pivellino, un giovane poliziotto che fa parte della squadra di Usheen, il quale ci manifesta la sua paura di far trasferire sua moglie in una città del genere.

Un'altra cosa che caratterizza questo libro, oltre al presentarci una situazione reale seppure romanzata, è l'attenzione posta sulla verità, sui segreti: dal momento in cui arriviamo a Derry insieme a Ryana possiamo notare come ci sia tutto un giro per nascondere agli occhi degli altri la verità, non siamo neanche tanto sicuri che quello che vediamo sia vero, che le persone siano veramente quello che dicono, questo perché quasi nessuno di loro mostra la sua vera identità, i suoi veri sentimenti, c'è sempre qualcosa che impedisce loro di essere se stessi e neanche tu in quanto lettore riesci a distinguere cosa sia vero da cosa non lo sia. La stessa protagonista è alla ricerca della verità sul padre, vuole scoprire cosa è successo veramente, ma possiamo notare come i segreti siano percepibili ma inarrivabili e anche quando arrivi a una verità non la comprendi, a mio parere, nella sua interezza, c'è sempre qualcosa di oscuro perché è la stessa città ad essere oscura: ci sono segreti dappertutto, a partire da quelli come la moglie di qualcuno che se la fa con i colleghi del marito per arrivare a segreti più profondi come quelli collegati alla R.I.R.A e a tutte le altre associazioni.
Quello che ho sentito durante la lettura è stato quel senso di essere sempre più vicini alla verità ma di non poterci mai arrivare perché per comprenderla a pieno ci sarebbe dovuto essere un quadro molto più ampio che io non ho avuto: il fatto anche di non conoscere cosa fosse successo a Derry, il fatto di essere nata in un periodo in cui l'attenzione è stata girata verso il terrorismo a livello molto più ampio di singole città, ha fatto sì che coloro che fanno parte della mia generazione non siano a conoscenza di questi avvenimenti e forse anche per questo alcune cose erano incomprensibili per me, perché non avevo mai sentito parlare di Derry e delle lotte in Irlanda se non qualcosina molto in generale; tuttavia, sono anche convinta che questa sensazione della non tangibilità della verità, della non comprensione, non sia dovuta soltanto alla mia ignoranza in materia, ma proprio in generale a come è stato creato questo libro, al fatto che avendo punti di vista interni noi non abbiamo un narratore onnisciente che ci sa spiegare tutto ma solo delle persone che vivono il tutto in prima persona e che ti lasciano con quel senso del "so-non so" che ti intriga perché quando sei convinto di aver capito ti rendi conto, almeno nel mio caso, di non aver compreso tutto quanto, c'è sempre qualcosa di sfuggente che ti invoglia ad andare avanti a leggere per scoprirne sempre di più.

Concludendo, come al solito la lettura è andata liscia come l'olio, mi è piaciuta molto la storia, come è stata presentata e come si è evoluta, anche se ogni tanto c'erano alcune scene da "Ehi, vi ricordo che qui ci sarebbe una minorenne eh! Giusto per farvelo sapere"; anche questa volta il mistero la fa da padrona e spinge a scoprirne sempre di più, arrivare fino alla fine per comprendere il tutto, anche se devo ammettere che questa volta non c'è stata tanta ansia quanta in "Royle", sì ero curiosa di scoprire la verità ma non tanto quanto con il precedente volume della serie (non so se mi sono spiegata). Tuttavia, mi è piaciuto molto e mi è piaciuto vedere il mondo della danza, nonché anche il mio mondo, in questo libro che vi consiglio di leggere perché è veramente bello, profondo e non proprio una lettura spensierata.
Alla prossima!
Voto:

giovedì 26 gennaio 2017

Recensione Royle

Titolo: Royle
Autore: Naike Ror
Genere: Romantic Dark Suspanse
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €15.60 (copertina flessibile)
Pagine: 496






Trama
E' inquietante svegliarsi dopo quattro giorni di coma e rendersi conto di essere stata catapultata nove anni avanti nel tempo. Questo è ciò che accade a Daisy: nove anni di vita spariti nel nulla, gli amici più cari, i propri amatissimi genitori, la tranquilla vita di studente liceale. E persino Royle, il suo grande amore. Tutto sparito. Al loro posto, una vita in cui Daisy non si riconosce affatto, una donna che non si sarebbe mai aspettata di diventare, una personalità ammantata di segreti. In un crescendo di tensione ed emozioni, Daisy cercherà di dipanare i misteri che l'hanno travolta e che coinvolgono anche lo splendido e affascinante Royle.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi nessun Daemon Black è entrato a far parte della mia vita. Ah, come sarebbe bello avere una gioia nella vita, ma quando te ne arriva una bella grande alla fine di un anno, sebbene duri poco, non puoi pretendere che te ne arrivi una subito l'anno successivo perché il karma ragiona così, però, d'altronde, la vita non può mica essere facile altrimenti non ci sarebbe divertimento *la vocina della coscienza:" see, vabbe', e poi? Guarda che una gioia al giorno toglie il medico di torno!"; tu:"Ma stai zitta tu, che poi i medici si trovano senza lavoro! Vorrai mica farli vagare per le strade con le mani in mano?"*
Comunque, a parte gli scherzi, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che mi ha stregato, non avrei pensato che potesse piacermi così tanto ed ora eccomi qui, con la testa in pappa a pensare alla sua magnificenza... *si mette a guardare in alto con sguardo sognante**si riscuote* ehm, ma torniamo a noi e vediamo di parlarne.

Daisy si risveglia in un ospedale: non sa esattamente come ci sia finita, sa soltanto che quello che dicono i dottori per lei non ha senso, la chiamano signora Hill e le parlano di un incidente in cantina, ma lei non ce l'ha una cantina... vuole i suoi genitori, vuole Royle, eppure qualcosa nella dottoressa la fa precipitare di fronte a questi suoi desideri: non è il 2005, come crede, ma è il 2014 e lei si è dimenticata di nove anni della sua vita.
Venire a conoscenza di fatti che non si ricorda fossero accaduti la porta in un luogo fatto di disperazione ma anche determinazione perché vuole capire chi è diventata, che ne è stato della sua vita in tutti quegli anni, cosa è successo e cosa l'ha spinta a fare cose che mai avrebbe potuto pensare di fare nove anni prima. Per questo deve ricordare, ma le immagini che arrivano imperiose nella sua mente non sono quelle che avrebbe sperato; e rivedere i volti a lei famigliari senza sapere il perché di tanto astio non la aiuta.
Fra continui flash-black, un alternarsi di avvenimenti nel presente e nel passato, scopriamo la vita di Daisy e Royle nove anni prima, quando erano due ragazzi che si erano ritrovati dopo cinque anni senza le notizie dell'uno e dell'altro, ma scopriamo anche come sono diventati adesso, l'uno un uomo che non sorride, sarcastico e arrabbiato con lei, l'altra una donna che non si ricorda del suo passato ma che sa che ci deve essere stato un motivo valido per spingerla ad abbandonarlo.

La Daisy giovane ci appare come una ragazza matura, intelligente, tranquilla, ma capace di tenerti testa: futura studentessa di Harvard, quando si ritrova di fronte Royle, il ragazzino con cui giocava sempre e che non l'ha più richiamata da quando è partito per l'Europa cinque anni prima, non può fare a meno di riservargli un ostile benvenuto, non vuole vederlo, non intende salire su un'auto se c'è anche lui, non gli parla, però presto è costretta a soccombere ai suoi sentimenti perché, nonostante tutto, se ne innamora e contro l'amore non c'è distanza che tenga.
La Daisy adulta è simile all'adolescente, è sempre molto testarda, determinata a scoprire a tutti i costi cosa è successo in quei nove anni di cui non si ricorda, ma è diventata donna ormai, non è più una ragazzina anche se sembra un cucciolo ferito e spaesato; la cosa che la accomuna alla sua sé più giovane e che l'ha portata a compiere determinate azioni che in questo momento non comprende è l'amore per Royle, non ha mai smesso di pensare a lui e adesso non può fare altro che vedersi rigettare addosso tutto il suo odio, proprio come lei aveva fatto circa nove prima dopo il suo ritorno dall'Europa.
Quello che mi è piaciuto di più in assoluto di lei è stato il suo essere fragile e al contempo forte: non dev'essere facile risvegliarsi e non sapere nulla dei nove anni precedenti, ricordarsi solo sprazzi di una vita che non deve essere stata per niente facile, però dimostra una grande forza nel rialzarsi da quel letto d'ospedale e non piangersi addosso, per poi focalizzarsi sul cercare di capire.

Quando era piccolino, Royle era un bambino cicciottello che giocava sempre con la piccola Daisy e Hastiin: quando il padre ha deciso di mandarlo a studiare in Europa, non è riuscito a mantenere i rapporti con la ragazza di cui era segretamente innamorato, ha sempre e solo parlato con Has per cinque anni, finché non è ritornato a casa. Del ragazzino timido è rimasto soltanto il sorriso, ora è diventato un giovane uomo, alto, muscoloso, bello al punto da far cadere ai suoi piedi tutte le ragazze della scuola, ma è diventato anche scontroso e sarcastico; all'inizio lo vediamo quasi arrabbiato per via di Daisy, ma man mano che i giorni passano lui riesce a creare una breccia nel cuore della ragazza e diventa sempre più determinato a fare le cose per bene, a stare con lei.
Il Royle adulto, tuttavia, non conserva quasi nulla del suo io adolescente: è arrabbiato, pieno d'odio nei confronti del suo vecchio amore ed è diventato come quegli uomini che, delusi dalla propria donna, cercano in tutti i modi di svuotare la mente dal suo pensiero, il che implica, come al solito, che lui si impegni nell'andare a caccia di donne con un unico scopo. Però, dopo nove anni, lui non l'ha dimenticata, il suo amore per lei è sempre lì, solo più in profondità affinché non faccia troppo male: quando la incontra di nuovo, il suo odio risale in superficie e risulta difficile lasciarsi il passato alle spalle; nonostante ciò, nonostante tutti i suoi sforzi, tra il rancore emerge il suo vecchio amore e si sa che i sentimenti non si possono mai spegnere per sempre.
La cosa che mi è piaciuta di più di lui è stata la sua forza, il suo carattere: è un uomo molto determinato, segue sempre quello che ha in mente di fare e, soprattutto, ha saputo tenere testa al padre fingendo di essere accondiscendente per avere il tempo di pianificare la sua vita.

Ultimo personaggio su cui voglio spendere due paroline: Hastiin. Nel trio di amici lui è colui che sta a metà fra i due, che cerca di mediare fra Daisy e Royle quando lui ritorna dall'Europa e ce la mette tutta finché non ci riesce; ma oltre ad essere il mediatore del gruppo sia nel passato sia nel presente, è un uomo genuino, determinato a fare il suo meglio e divertente, un personaggio tutto da scoprire e tanto tanto tanto carino!

Quando mi sono approcciata a questo libro non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo cosa avrei trovato perché non ero andata a cercare alcuna informazione, l'unica cosa che sapevo è che c'era un mistero da scoprire: durante tutta la lettura sono rimasta affascinata dalla storia, mi ha completamente catturato la scrittura di Naike Ror a tal punto da finire il libro in quasi metà del tempo che c'era scritto sul mio Kindle e il quasi continuo alternarsi fra passato e presente mi ha incuriosito tantissimo.
Essendo, oltretutto, un Romantic Suspanse il libro è incentrato molto più sul mistero che sulla storia d'amore (a differenza di "Le bugie del nostro amore" in cui di mistero quasi non ce n'è, a mio parere): è vero che nel passato ci si concentra sul rapporto fra Daisy e Royle, su come si evolve la loro iniziale antipatia, ma tutto questo è solo una piccola parte del libro e per il resto del tempo interrogativi la fanno da padroni, la loro storia passa quasi in secondo piano, sebbene sia comunque tutto collegato, per lasciare spazio alla ricerca di ciò che è successo in quei nuove anni che la protagonista non ricorda.
Sono i ricordi che hanno un ruolo importante in tutta la storia: ricordare è fondamentale per riuscire a mettere a posto tutti i tasselli, capire il motivo di molte azioni compiute e dell'odio che tutta la città (o quasi) sembra riversare su Daisy; perdere la memoria può avere effetti distruttivi su una persona perché non sapere è la cosa peggiore che ci possa essere, non sapere ti rende impotente, non hai idea di cosa hai fatto e il motivo delle tue azioni, così come non hai idea di cosa hanno fatto gli altri; non essere a conoscenza di una sola parte della propria vita potrebbe forse essere peggiore del non essere a conoscenza di tutta la propria storia perché è vero che in entrambi i casi ci si scervella per comprendere, ma se si sa che tipo di persona si era prima del blackout potrebbe essere più difficile convivere con le proprie scelte, rispetto al caso in cui non si abbia proprio la minima idea di chi si fosse. E' per questo che possiamo sentire l'ansia attraverso ogni singolo pensiero e ogni singola sensazione, il terrore di scoprire di aver fatto o di aver subito qualcosa di brutto e il rimorso dato dalla consapevolezza di aver fatto del male alla persona amata, seppur non sapendo esattamente le motivazioni e le modalità.
La cosa più bella è stata sicuramente il fatto che i passaggi dal passato al presente mi invogliavano a cercare di capire cosa potesse essere successo in quei nove anni di scarto e cercare di fare tutti i collegamenti necessari: tutto quell'alternarsi di due momenti diversi della vita dei personaggi non ha fatto altro che aumentare la mia curiosità al punto che non sono riuscita a staccarmi perché necessitavo di conoscere; l'unica pecca, che tuttavia non inciderà sul voto finale, è stata il fatto che arrivati a circa tre quarti del libro i capitoli sul passato sono scomparsi, prima si alternavano con il presente e poi puff, volatilizzati, e mi sarebbe piaciuto leggere ancora qualcosina di più, magari arrivare al punto in cui si interrompevano i ricordi anche con la storia stessa, non solo con i ricordi del presente. Ah, e ci sono state un paio di scene in cui mi sono ritrovata a pensare qualcosa del tipo: "Ehi, io sarei minorenne, giusto per ricordarvelo!" perché erano un po'... della serie "vietato ai minori di", ma erano giusto un paio e neanche la loro presenza influenzerà il voto.

Concludendo, questo libro mi è piaciuto moltissimo, lo stile di Naike Ror è coinvolgente e la storia scorre velocemente per via del mistero enorme che bisogna risolvere e per via della concitazione degli avvenimenti che ti mette tanta ansia quanta curiosità.
Insomma, superconsigliato se cercate una storia capace di farvi stare con il fiato sospeso e capace di catapultarvi nella storia stessa.
Voto:

martedì 24 gennaio 2017

Recensione C'è qualcosa nei tuoi occhi

Titolo: C'è qualcosa nei tuoi occhi
Autore: Amabile Giusti
Genere: New Adult
Casa editrice: Amazon Publishing
Prezzo: €9.99 (copertina flessibile)
Pagine: 334






Trama
Francisca Lopez è un angelo nero impossibile da conquistare: nel suo passato c'è dolore, violenza subita e inflitta, c'è la delinquenza e c'è il carcere. E c'è un solo uomo, Marcus. Con lui ha condiviso la parte più oscura di sé.
Ma ora Marcus se n'è andato, ha scelto di seguire Penny, la dolce ragazza dalle ciocche pastello per la quale ha deciso di cambiare vita, e Francisca deve costruirsi una nuova identità.
Per farlo, sceglie Amherst, la città di Emily Dickinson, perché la poesia è stata la sua segreta ancora di salvezza. Se poi all'università il corso di poesia contemporanea è tenuto da Byron Lord, un professore giovane, seducente e con un nome decisamente profetico, affascinato dai suoi "occhi di petrolio", la vita di Francisca può davvero sperare in una svolta.
Tra i due nasce uno strano e delicato rapporto: una tenera alchimia d'amore che rischia a ogni momento di essere spazzata via dai segreti di entrambi e dalle tante fragilità di Francisca. Una storia destinata a incrociarsi con la nuova vita dell'indimenticato Marcus e della rivale Penny, in un finale dolcemente inaspettato.
Il sequel di "Tentare di non amarti" ci racconta una nuova vicenda d'amore e riscatto: un viaggio profondo e toccante nell'animo inquieto dei suoi protagonisti così diversi... così uguali.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi sono particolarmente contenta perché ritorna "Quantico" e io non vedo l'ora di vedere la puntata, visto e considerato come è finita quella prima della pausa (ovvero malissimo e con mille dubbi).
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di questo libro di Amabile Giusti, il seguito-non seguito (non so come definirlo) di "Tentare di non amarti" che ha come protagonista Francisca, un personaggio che inizialmente mi era stato molto antipatico e che, con questo volume, è riuscito poi a farsi apprezzare molto di più.

Se prima Francisca era convinta che sarebbe andata via con Marcus e avrebbe vissuto per sempre con lui, ora si ritrova invece delusa e arrabbiata perché lui l'ha lasciata per un'altra.
Nonostante tutto, è riuscita ad andare avanti con la sua vita e adesso va all'università: un giorno si imbatte in un uomo con capelli lunghi e l'aria di chi si è divertito molto durante la notte, ma quello che non si sarebbe mai aspettata è che lui fosse il suo professore, e non un professore qualunque, ma quello di poesia, quella che l'ha aiutata molto mentre era in carcere. Ed è così che fra i due si instaura un rapporto particolare, di quelli che non dovrebbero vedersi fra un insegnante e la sua alunna, ma nessuno dei due può farci molto, sono indubbiamente attratti l'uno dall'altra e potrebbe non essere solo un'attrazione fisica ma qualcosa di più, qualcosa che sta nascendo in un campo minato perché, da una parte, lei è rimasta scottata a causa di Marcus, che è stato l'unico suo ragazzo, mentre lui, dall'altra, custodisce un segreto di cui quasi nessuno è a conoscenza e cosa succederebbe se Fran, o come la chiama lui "occhi di petrolio", venisse a saperlo? Lo vedrebbe sotto una luce diversa o riuscirebbe a guardarlo sempre allo stesso modo?
Entrambi hanno alle spalle storie complicate, ma dovranno riuscire a mettere i loro drammi da parte, se veramente ci tengono l'uno all'altra.

Francisca l'abbiamo conosciuta nel precedente volume come una ragazza tosta, capace di intimidirti con un solo sguardo e incenerirti se non le stai molto simpatica: sin da quando era piccola la sua vita non è stata facile, si è trovata fra le mani un patrigno non molto carino con lei (e chi ha orecchie per intendere intenda) e in risposta ha bruciato la casa con lui dentro, così ha incontrato Marcus e da allora le loro strade non si sono più separate, fino a che entrambi non sono finiti in carcere e dopo è cambiato tutto; se già prima era una ragazza che ha sofferto molto e che ha sempre agito prendendo forza dall'odio, si può capire come sia rimasta dopo il suo abbandono, di certo non felice e con il desiderio di riprenderselo. Ma incontrare Byron la porterà a capire veramente quali siano i suoi sentimenti e questo porterà con sé anche un cambiamento perché da ragazza determinata, forse un po' vendicativa e super tosta, diventerà una donna determinata ad andare avanti con la sua vita, pronta a lasciar andare il passato e vivere nel presente, consapevole dei suoi sentimenti e una Fran molto meno sofferente, più sorridente e serena.

Byron Lord è un uomo molto particolare: all'apparenza può sembrare uno di quei tipi che stanno alzati tutta la notte, di quelli che chiedono una donna e qualcuno gliela serve su un piatto d'argento, ma quando lo conosci puoi vedere come sia una persona genuina, innamorata del suo lavoro e della poesia che permane in ogni momento della sua vita, in ogni pensiero; è sempre gentile, se ha qualcosa da dire cerca di dirtelo nel modo più gentile possibile e se gli dai fastidio ci mette un po' meno gentilezza, però sa anche essere pessimo quando si tratta di far capire a una donna che non le interessa perché ha una voce che ti fa venire voglia di cavarti le orecchie (sempre che si possa dire cavarsi le orecchie...) e perché è tua nonna che te la impone solo per via della sua ricchezza.
E', tuttavia, un uomo che nasconde un grande segreto: tutti sanno che è stato sposato, ma nessuno sa esattamente cosa sia successo alla moglie ed è proprio questo che lo tormenta, ogni volta che sta con Fran non può fare a meno di ricordarsi di quello che è successo, di sentirsi in colpa, ma al contempo non riesce a non pensare a lei, a come sarebbe passare le giornate con lei accanto.
La cosa che mi ha colpito di più di lui è stato il fatto che dietro a una figura da Don Giovanni, si nasconde un animo puro e buono, un uomo che fantastica su una donna non in maniera volgare ma attraverso le poesie e, secondo me, è una cosa molto bella perché in genere si legge soltanto di pensieri normali, mentre in questo caso sono proprio romantici e sanno un po' di vecchio, nel senso che a nessuno, guardando gli occhi di una donna, verrebbe mai in mente una poesia, tutt'al più uno dice: "Che belli, meravigliosi", ma mai qualcosa di più poetico.

Un elemento che mi ha fatto molto piacere sono stati i (pochi) capitoli raccontati dal punto di vista di Penny o Marcus perché, mentre si collegavano in un qualche modo alla storia che stavo leggendo, permettono un ex cursus sulla loro vita, come si sono adattati a vivere alla fattoria, come vivono il loro amore e tanto altro: ecco, questo l'ho apprezzato tantissimo perché molte volte mi chiedo che cosa avranno mai fatto i nostri beniamini dopo la fine del libro, qual è il piano dell'autrice o dell'autore per loro e vedere degli sprazzi, vedere dei momenti della loro vita mi permette di mettermi l'anima in pace, anche se ovviamente la curiosità cresce e inizio a dire: "Pensa se si sposassero... Pensa se avessero dei figli... Pensa se..." e allora necessiterei di qualche informazione in più perché, come vi ho già detto molte volte, io e la curiosità insieme siamo la morte del mondo, come quando la gente ti dice: "Devo dirti una cosa" e poi "Ma no, lascia stare" e tu, normalmente, saresti arrabbiato perché eri pronto per una confessione di qualcosa, mentre io mi rodo dentro dalla curiosità, ho bisogno di sapere per vivere!
Quindi, incontrare nuovamente i nostri Pencus, Marny... vabbe' questa ship mi sa che non ha nome... ma torniamo a noi, incontrarli nuovamente mi ha fatto molto piacere perché li vediamo innamoratissimi ma anche timorosi di allontanarsi. E sono troppo bellini insieme,

Questa storia, come tutte le storie del genere che sto leggendo ultimamente, non è una semplice storia d'amore, dove lui incontra lei, lei si interessa a lui ma inizialmente non vuole cedere e alla fine, dopo un corteggiamento degno dei poeti siciliani o dei trobadori del trecento (sono un po' ironica), si mettono insieme, è un po' più complicato di così.
Questa è una storia di riscatto, di imparare a capire anche quali sono i sentimenti, distinguerli l'uno dall'altro: dico riscatto perché vediamo Fran che inizia a riscattarsi da quello che era diventata a causa delle delusioni, dell'odio, diventa una donna diversa, più matura e meno tendente a picchiarti se la infastidisci perché capisce che non è una brutta persona, non può pensare che lei è così e basta, ma capisce che se lo desidera può cambiare e diventare una persona più solare e meno immersa nell'odio; ma una cosa importante che sta alla base della storia sono i sentimenti, quelli che è facile fraintendere perché talvolta siamo portati a credere che quello che proviamo per una persona sia amore quando è sì amore, ma un amore diverso, quasi platonico, di quel tipo che si instaura tra amici, che ci fa pensare di essere invincibili perché abbiamo trovato qualcuno che ci capisce e ci dà corda, ma il vero amore, quello che generalmente ha la A maiuscola, è quello di chi può anche remarti contro e fermarti perché ci tiene a te e non vuole che tu compia azioni di cui potresti sempre pentirtene, oltre che appoggiarti.

Concludendo, mi è piaciuta molto la storia di Francisca, ho capito meglio anche il perché di certi suoi comportamenti che abbiamo visto in "Tentare di non amarti" e per questo mi è stata un po' più simpatica; come per il precedente volume, la lettura scorre liscia come l'olio e c'è sempre qualcosa da scoprire, qualche dettaglio del passato che non viene rivelato fino alla fine e che ti fa stare con il fiato sospeso perché hai paura che possa accadere qualcosa che sai non ti piacerà.
Forse, non mi è sembrato tanto bello quanto il suo predecessore ma la sua bella figura la fa ed è interessante vedere l'evoluzione di Fran e della storia in base a quello che succede nelle vite dei personaggi.
Voto: