Visualizzazione post con etichetta Let's talk about.... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Let's talk about.... Mostra tutti i post

venerdì 27 luglio 2018

Let's talk about... Beautiful Series!

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e oggi, dopo parecchio tempo, sono tornata con un nuovo post del "Let's talk about...", ovvero dei post in cui vi parlo di saghe che ho già letto senza però farne una vera e propria recensione, scrivendo semplicemente quello che mi è piaciuto o meno, le controversie, insomma quello che mi viene in mente da dire e condividere su alcune serie.
Per questa terza puntata - che, tra parentesi, giusto per notare che blogger poco seria io sia, era già pronta almeno un annetto fa, per la scorsa estate, ma io la posto solo adesso perché non ho tutte le rotelle a posto, però mi dispiaceva cancellare questo post già preparato, visto che poi ho parlato di tutti i fratelli Maddox meno uno - parleremo della trilogia originale, come piace definirla, di "Uno Splendido Disastro".
Titolo: Beautiful Series
Autore: Jamie McGuire
Genere: New Adult
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: €16.40 (primi due); €14.90 (terzo)
       €9.90 (rigida, nuova edizione)
Pagine: 400; 320; 180
Trama
Camicetta immacolata, coda di cavallo, gonna al ginocchio, Abby Abernathy sembra la classica ragazza per bene, timida e studiosa. Ma in realtà Abby è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University insieme alla sua migliore amica per il primo anno di università ha tutta l'intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo. Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una ragazza diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. C'è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato per eccellenza. Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli castani di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Eppure Abby è assolutamente determinata a non farsi affascinare. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover convivere sotto lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un'inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all'anima tormentata di Abby e capire cosa nasconde dietro i suoi silenzi e le sue improvvise malinconie. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto.
Let's talk about...
Dunque, questa volta parliamo di un libro che di controversie ne ha poche: sì, anche qui c'è chi lo ha amato alla follia e chi lo ha odiato con tutto il cuore, però se facciamo il confronto con la serie di "After" possiamo affermare il fatto che sia migliore, di certo più educativo e non mostra semplicemente una ragazza che si fa mettere i piedi in testa dal belloccio di turno e che se lo riprende ogni santa volta, nonostante tutte le capperate che lui possa fare.
La storia non è la pura e semplice storia tipica dei romanzetti rosa in cui vediamo semplicemente sbocciare la storia d'amore fra due persone, che poi non fanno nient'altro per tutto il resto del tempo che manco dei conigli, certo ci sono alcuni elementi tipici del genere però la protagonista non è irritante, non è la santarellina di turno e il ragazzo non si fa tutte le ragazze del campus mentre sta con lei.
Procediamo per punti:
1) la differenza con le storie fra la santarellina e il bello e dannato di turno è il fatto che lei santa non lo è, non è neanche la tipica ragazza sfigatella che ha vissuto in una famiglia che le tarpava le ali perché A) si veste benissimo e sa di essere bella, B) non ha mai avuto una famiglia che le dettasse cosa fare, solo un padre con parecchi debiti e con l'anima da giocatore d'azzardo che le ha dato la colpa per aver perso la sua fortuna. Lui, invece, si è fatto, sì, tutto il campus, però quando la incontra inizia a smettere di sbavare dietro alle ragazze e si concentra solo su una sola, su Abby, e per conquistarla decide di proporle una scommessa che vince.
Inoltre, non ci sono tira e molla sempre con le stesse dinamiche, solo lui che insiste per uscire con lei e lei che non è molto contenta ma alla fine si mettono insieme e se fanno cavolate nei confronti dell'uno o dell'altro, lo fanno quando hanno deciso di lasciarsi a seguito di un litigio (il che accade una sola volta). Dopo di che vivono felici e contenti per il resto della loro vita.
2) dovete sapere che io lessi questa serie a febbraio del 2016 perché una mia compagna di classe mi aveva suggerito di leggerla, in quanto nettamente migliore di "After" dal punto di vista di quelle scene e della scrittura, così decisi di provare nella speranza che ci fossero poche scene di quel tipo e possibilmente senza troppi dettagli (ero rimasta traumatizzata dalla serie della Todd, avevo dovuto saltare un mucchio di pagine e quella volta in cui avevo deciso di leggerne una, per capire com'era, ero rimasta allibita e traumatizzata). E in effetti quelle scene sono veramente poche, circa un paio, e sono descritte come se fossero scene appartenenti al genere Young Adult, senza dettagli, senza volgarità nemmeno dal PoV di Travis e senza quelle cose "strane", come le chiamo io, che il mio vicino di banco in prima media mi aveva raccontato, traumatizzando la me undicenne; in sostanza sono descritte molto bene e in maniera leggera, non sono di quelle pesanti che durano dieci pagine, e infatti non le ho saltate, le ho lette tranquillamente senza traumi annessi e connessi (io, infatti, non leggo solo quelle che so, dopo averne letta una, essere troppo per me).
3) ammetto che avevo dei dubbi sul secondo libro perché pensavo che sarebbe stato noioso e lo ritenevo una semplice trovata per fare altri soldi, però in definitiva mi è piaciuto, è stato bello vedere la vicenda narrata da Travis con anche nuove scene in più sia fra loro due sia di solo Travis, ma soprattutto è stato realistico perché talvolta capita che i PoV diversi possano sembrare tutti uguali, senza caratterizzazione e altro. Certo, magari è comunque una trovata per fare qualche soldino in più, però in compenso non è volgare! Sì, fa pensieri da maschio, ma non sono i pensieri volgari relativi solo al loro lato più animalesco che viene fuori ogni qual volta vedono una ragazza... e qualcos'altro...
4) quando lessi questo libro, ricordo di aver storto il naso all'inizio perché le dinamiche erano le stesse di "After", nel senso che, oltre ad avere la stessa ambientazione al college in cui lei era una matricola, mentre lui già al terzo anno (se non erro), all'apparenza mi era sembrato di essere di nuovo davanti alla stessa storia di Hardin e Tessa, con lui bello e dannato, donnaiolo che prende una sbandata per lei, e con lei che è, sostanzialmente, una sfigata, che si veste in modalità "ragazza invisibile" e che impazzisce per il belloccio al punto da farsi fare qualsiasi cosa. Però già dalle prime pagine ho capito che non era la stessa storia perché Abby è una ragazza badass, non si fa mettere i piedi in testa da Travis e di certo è molto più matura di qualsiasi altra ragazza della sua età di quel college, visto che quasi tutte pendono dalle labbra del caro Maddox. 
In ogni caso all'inizio della lettura ci sono rimasta un po' "male" perché sembravano uguali i due libri, dopo di che ho capito che era molto probabile che la Todd avesse copiato qualcosina, come la scommessa che ha usato per Hardin, in una versione leggermente diversa (e molto più orrenda, perché certe cose non si fanno) e oramai c'ho fatto l'abitudine, la mia mente ha capito che è proprio il genere che ha dei cliché particolari, non soltanto l'autrice che ne copia un'altra.
5) l'ho trovata una storia molto genuina, con quel pizzico di mistero che movimenta il tutto, ma secondo me è stata costruita molto bene; l'autrice non ha semplicemente una storia d'amore, ma anche un background dei personaggi molto interessante e coinvolgente. Quando leggo romanzi rosa, infatti, cerco sempre comunque qualcosa che non si concentri solo su due persone che non riescono a togliersi le mani di dosso, ma che lasci spazio a vicende personali che mi ricordino dinamiche simili a quelle di libri Fantasy, nel senso che mi piace vedere anche un po' di azione. E in questo la McGuire è stata molto brava a creare una storia coinvolgente e credibile anche dal punto di vista dell'"azione".

Concludendo, questa trilogia mi è piaciuta parecchio, l'ho trovata molto carina, divertente, frizzante al punto giusto e, soprattutto, pulita, non come qualche altra serie che mi piacerebbe molto dimenticare.
Voto:

giovedì 12 ottobre 2017

Let's talk about... Never Never Trilogy

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, riportando alla luce una sorta di rubrica iniziata parecchio tempo fa e con soli due episodi che, per un qualche oscuro motivo, non avevo più continuato, sebbene l'intenzione ci fosse.
Quindi eccomi qui, con un post in cui non intendo fare una vera e propria recensione della trilogia "Never Never", ma vi dirò semplicemente quello che mi è piaciuto o meno, le controversie, insomma, qualsiasi cosa mi venga in mente.

Titolo: Never Never Trilogy
Autori: Colleen Hoover e Tarryn Fisher
Genere: Young Adult Paranormal
Casa editrice: Hoover Ink
Prezzo: €6.65; €6.61  €9.55 (copertina flessibile)
Pagine: 159; 157; 92
Trama
Migliori amici sin da quando erano in grado di camminare. Innamorati sin dall'età di quattordici anni.
Completi estranei sin da questa mattina.
Lui farebbe di tutto pur di ricordare. Lei farebbe di tutto pur di dimenticare.
Let's talk about...
Dunque dunque, anche oggi parliamo di una trilogia di novelle che ha i suoi schieramenti, ma mentre in altre serie c'è solo o bianco o nero, qui c'è anche il grigio, e pure molto! Ci sono persone che hanno amato alla follia questa storia, altre che l'hanno odiata, soprattutto per come si è sviluppata, altri che la reputano "okay", ma niente di eccezionale. E qualcuno potrebbe pensare "Ma una delle due autrici è Colleen Hoover, com'è che ci sono tutti 'sti schieramenti mai visti con lei?" e io vi risponderei che non è il suo solito romanzo-tipo, non è il solito contemporary strappalacrime/straziacuore, ma è più mystery che altro.
Però, prima di dire troppo, iniziamo con i punti da affrontare:
1) La storia è quella di dure ragazzi, Charlie e Silas, che, per un motivo ignoto, si ritrovano senza alcun ricordo della loro persona, senza sapere chi sono, dove si trovano, quanti anni hanno, ma ricordandosi, ad esempio, di come si guida una macchina oppure di cosa sia un cellulare. E la cosa più strana è che loro due stavano insieme, seppure scopriranno in seguito che la loro relazione è stata molto complicata a causa di una faida fra le loro famiglie, che Romeo e Giulietta levateve proprio.
Entrambi saranno determinati a scoprire qualcosa in più di questa situazione, soprattutto per via di alcune scoperte che li portano a chiedersi che tipo di persone fossero prima del black-out e il perché abbiano compiuto determinate azioni, cosa ci fosse dietro al loro cambiamento.
2) Una particolarità delle storie in cui qualcuno perde la memoria è il fatto che non ci si conosce, non si ha la benché minima idea di chi si sia e del comportamento, per cui Silas e Charlie molto spesso si ritrovano a compiere certe azioni e a supporre, poi, che i rispettivi sé-pre-blackout siano stati, ad esempio, testardi, gentili e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia, il fatto di non conoscere la propria personalità può non essere visto come un male, perché si può sempre cambiare, soprattutto quando si inizia a conoscere qualcosa della loro vita precedente e la si vede sotto una prospettiva diversa, ci si inizia a chiedere il perché di certe cose e ci si rimprovera per altre.
Insomma, non tutto il male vien per nuocere.
3) Il bello di questa storia è che è molto misteriosa, si va avanti con la lettura per il semplice fatto che bisogna OBBLIGATORIAMENTE scoprire il motivo per cui tutto questo è accaduto: grazie anche allo stile di scrittura delle due autrici, io non mi sono stancata un attimo dai tre volumi, ero molto presa bene da questo grande mistero al punto che cercavo, invano, di provare a indovinare quale sarebbe stata la fine.
Oltretutto, man mano che si prosegue con la storia ci sono nuovi elementi da tenere in conto, più tutti i vari sentimenti dei protagonisti che rendono ancora più intrigate il tutto e ti fanno usare tutte le tue doti nascoste da detective per crearti uno schema mentale che Sherlock e FBI levateve proprio, grazie (dovrei smetterla di dire "levate proprio", lo dico troppo spesso). L'unica cosa è che, personalmente, mi sarei aspettata un'atmosfera ancora più misteriosa, che mi facesse proprio spalancare la bocca dallo stupore, cosa che non è accaduta troppo spesso.
4) Pur non potendo farvi spoiler, qualche parolina sul finale la devo spendere.
Ammetto che sono rimasta leggermente delusa quando si è scoperto il motivo per cui Silas e Charlie dimenticassero tutto quanto, o quasi: le premesse erano buone, molto buone, e io credevo che si sarebbe poi scoperto che il tutto accadeva per delle pratiche voodoo, oppure per delle medicine che facevano dimenticare e che venivano loro date in un qualche modo da chi voleva che non si ricordassero qualcosa. E questo sarebbe stato fichissimo. Però poi, quando abbiamo veramente risolto il mistero, io mi sono detta: "Ah, tutto qui?" perché mi aspettavo qualcosa di più eclatante e sbalorditivo, mentre le due autrici hanno preferito giocare una carta che non mi è piaciuta, essendo anche un mystery mi aspettavo una conclusione diversa.
5) Oltre al finale, c'è un'altra cosa che non mi ha fatto impazzire: l'epilogo. In genere un epilogo dovrebbe dare soddisfazione, perché hai l'opportunità di vedere la vita dei protagonisti dopo anni dalle vicende incriminate, eppure mi ha un po' irritato perché - SPOILERONE - alla loro figlia accade esattamente la stessa cosa, insieme al fidanzatino dimentica tutto - FINE SPOIELRONE, forse - e questo non mi ha fatto molto piacere per via del fatto che la mia mente si aspettava una conclusione logica che non ha ottenuto, cosa che mi dà molto sui nervi. Molto.

In conclusione, questa storia mi è piaciuta abbastanza, è molto particolare, ma la fine, la spiegazione finale, mi ha lasciato l'amaro in bocca, mi sembrava stonasse nel contesto, quando io mi ero immaginata una storia alla "Castle", come quando dopo il finale della sesta stagione Richard torna e si scopre che ha dimenticato tutto.
Quindi, i primi due volumi, insieme, si meriterebbero un Peeta (eh, sì, perché al primo da solo non saprei cosa dare, troppo corto per poterlo giudicare), mentre per l'ultimo darei un Ranuncolo, e la media è...
Voto complessivo:

venerdì 24 giugno 2016

Let's talk about... Hunger Games!

Buongiorno! Oggi ho pensato che sarebbe stato carino parlarvi di una delle mie saghe preferite di sempre: Hunger Games! E in questo modo potrei sfruttare questo spazio del Let's talk about... per parlare di alcune delle saghe che ho letto un po' di tempo fa, come Harry Potter o Percy Jackson.

Titolo: Hunger Games
Autore: Suzanne Collins
Genere: Distopico
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: €13.00 (copertina flessibile)
          €24.00 (trilogia completa)
Pagine: 384; 384; 432
Trama
Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno del l'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare a lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di 
Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.
Let's talk about...
Bene bene, oggi parliamo della mia prima vera saga e sono un po' emozionata, nel senso che è stata, è e sarà sempre la saga più importante e più bella che io abbia mai letto e solo un libro mi ha fatto provare delle emozioni simili, ovvero la saga Lux. Ammetto, che non so da dove cominciare perché ci sarebbero tantissime, troppe cose da dire, quindi devo usare il principio di "selezione e combinazione" (la mia professoressa d'italiano sarebbe molto fiera di me) e procedere per punti:
1) Panem è una nazione divisa in 12 Distretti più Capitol City, che controlla tutto e in cui le persone vivono festeggiando e godendosi la vita felice mentre guardano gli Hunger Games; a capo di tutto e di tutti c'è il Presidente Snow, un uomo a cui non piacciono i segni di ribellione a tal punto che, quando Katniss rimane l'unica sopravvissuta fra i tributi insieme a Peeta e decide che non vuole dover ucciderlo e quando Seneca Crane ferma i due e li proclama entrambi vincitori, la fa tornare nell'Arena  per la 75a edizione al solo scopo di eliminarla per debellare la ribellione che stava iniziando a nascere.
2) Katniss è la ragazza più forte di cui io abbia mai letto: da quando è morto suo padre si occupa della sua famiglia cacciando e addirittura per proteggere sua sorella Prim si offre volontaria agli Hunger Games al posto suo, pur sapendo che le possibilità di sopravvivere sono pari a zero. Ed è grazie, per così dire, a questo fatto che inizia la rivoluzione e che tutto inizia a cambiare a partire dalla stessa Capitol City che, quando il potere di Snow è agli sgoccioli e la città assediata dai ribelli, si presenta quasi come alcuni di quei distretti più poveri, senza più il lusso sfrenato che la poneva sempre più in alto di tutti.
3)i tre personaggi maschili più importanti e, penso, più amati sono Peeta, Gale e Finnick: il primo è il panettiere più dolce del mondo che ama Katniss e che cerca di farla vivere per la sua famiglia e per quelli che la amano, a costo di sacrificare se stesso, che affronta una situazione terribile come il depistaggio da parte di Snow e che viene cambiato, nonostante prima dei suoi primi Hunger Games avesse detto che non sarebbe mai diventato "una pedina dei loro giochi"; il secondo è l'amico di caccia, pure lui segretamente innamorato della nostra protagonista, che rimane nel Distretto durante entrambi gli Hunger Games, che si unisce ai ribelli subito dopo la distruzione del 12 e che, SPOILER, costruisce la bomba che uccide i bambini e Prim davanti al palazzo di Snow; il terzo è il ragazzo degli zuccherini (se Peeta è quello del pane, dovevo pur trovare un nome simile per il mio secondo personaggio preferito di questo romanzo) e mi è entrato nel cuore per la sua simpatia ma anche per la sua fragilità, che non si vede spesso.
4) i cattivi di questa storia sono proprio fatti bene! La Coin mi è stata antipatica sin da subito perché avevo già capito che in lei c'era qualcosa di losco e sono contenta della fine che ha fatto perché non la sopportavo proprio, mentre Snow mi sta un po' meno antipatico, non so perché ma è così, e mi piacerebbe sapere la sua storia, come è salito al potere e se è sempre stato così cattivo, perchè di lui non sappiamo praticamente nulla (ora, voi potrete dire che anche della Coin non sappiamo molto però lei non mi piace proprio e non sono curiosa di sapere qualcosa di più su di lei).
5) il tema trattato dall'autrice è abbastanza complesso perchè vediamo questa società corrotta in cui i ragazzi sono costretti a crescere il più velocemente possibile nel momento in cui vengono estratti per gli Hunger Games e a uccidere per sopravvivere, cosa non uguale per tutti perchè nei distretti più ricchi (1 e 2) i ragazzi vengono allenati appositamente, tant'è che spesso sono loro i vincitori; inoltre, possiamo anche vedere l'indifferenza di Capitol City nei confronti degli altri Distretti, dovuta al fatto che i suoi abitanti vivono nella ricchezza e si divertono a guardare i Tributi che cadono uno dopo l'altro, anno dopo anno, e a osannare i vincitori senza alzare un dito perchè a loro non capiterà mai nulla (e infatti abbiamo poi visto cosa è successo e in che condizioni versa l'intera città durante la Rivoluzione)
6) è il caso di spendere alcune parole sui film: allora, devo dire che questa è una delle poche saghe i cui film rispecchiano quasi completamente i libri e le scene diverse sono pochissime (un po' di più in Mockingjay part 2) e mancano alcuni dettagli che, secondo me, erano abbastanza importanti come la gamba di Peeta, l'orologio di Plutarch e alcuni momenti dopo il salvataggio del ragazzo del pane da Snow; il cast è fantastico e le loro interpretazioni sono state magnifiche a partire da Jennifer Lawrence, che ci ha fatto capire molto bene le sensazioni di Katniss, Josh Hutcherson, che ci ha regalato un'interpretazione bellissima di un Peeta depistato, Donald Sutherland, il cui Snow è stato sublime, Woody Hallerson, che ci ha regalato un bacio Hayffie che nei libri non c'era ma che è stato molto gradito, Elizabeth Banks, con la sua Effie inizialmente "fru-fru" e poi profonda, Sam Claflin, che ormai ricorderemo per sempre per la sua zolletta, Liam Hemsworth, Stanley Tucci, Philip Seymour Hoffman, Lenny Kravitz e tanti altri che rimarranno sempre nei nostri cuori per aver fatto uno splendido lavoro nel portare in vita questi personaggi insieme, ovviamente, ai registi che hanno saputo fare dei film bellissimi che, penso, non abbiano deluso i fans della saga.
Bene, visto che ho esaurito gli argomenti e se continuassi inizierei a sclerare e a fare discorsi insensati, cosa che potrei aver già fatto, meglio fermarmi qui: Hunger Games sarà per sempre la mia saga preferita che ho amato per via della sua storia, dei suoi personaggi, della Everlark. Insomma, nonostante tutte le morti e la mia sofferenza sono grata a Suzanne Collins per aver creato un mondo così bello (oddio, forse bello è una parolona, visto che gli Hunger games non sono così belli, ma avete capito cosa intendo, vero?) che mi ha fatto riflettere e per questo si merita un Daemon Black.
Voto complessivo:




martedì 24 maggio 2016

Let's talk about... After

Buongiorno! Nonostante la scuola e l'allergia mi stiano stancando molto (starnutire tutto il giorno è stancante, sul serio), oggi torno con qualcosa di diverso rispetto alla solita recensione, ovvero un post-chiacchierata in cui esprimo la mia opinione senza narrare troppo la storia.
Per questa prima puntata parleremo di: After!

Titolo: After
Autore: Anna Todd
Genere: Romanzo Rosa
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: €14.90 (primo volume)
         €17.90 (tutti gli altri)
Pagine: 448; 480; 416; 416; 416; 384
Trama
Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l'aspetto a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s'imbatte in Hardin. E da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. E la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo che fa verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c'è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l'inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l'amore?
Let's talk about...
Allora, come avrete capito, oggi si parlerà di un libro dalle opinioni molto contrastanti: da una parte, ci sono quelli che adorano alla follia questa storia, dall'altra, ci sono quelli che, non dico che la odino, ma poco ci manca; io, invece, mi pongo abbastanza in mezzo.
La storia è la tipica storia che imperversa in molti libri del genere: una ragazza tranquilla, incontra un ragazzo scapestrato, con un passato difficile e di donnaiolo, i due si innamorano e, dopo aver attraversato situazioni di crisi, finiscono insieme. La differenza fra After e altri libri con la stessa trama è che è una specie di 50 Sfumature di grigio per ragazzine con troppi riferimenti a quello (capitemi, vi prego) e io non sopporto leggere quel tipo di scene, specie se, come in questo caso, sono descritte in maniera esageratamente particolareggiata; e ammetto di essermi fatta ingannare dalle copertine colorate, molto carine...
Procediamo per punti:
1) la storia è abbastanza carina, seppur non originale, ma quale storia è completamente originale di questi tempi? Comunque, a parte originalità o meno, è interessante vedere come va avanti il rapporto fra Hardin e Tessa e come si cambiano a vicenda: ovviamente, chi subisce un cambiamento notevole è il protagonista, perché lei più di tanto non cambia, a parte il rendersi più indipendente dalla madre e qualche altra piccola cosuccia, però ci mette ben cinque libri a capire che se vuole starle vicino deve agire in modo diverso e maturare, anche perché cambia (forse sto ripetendo questo verbo un po' troppe volte...) solo alla fine e per tutti i libri precedenti abbiamo solo dei piccoli passettini in avanti.
2) quello che rovina la storia è, secondo me, la presenza assidua di quelle scene descritte in modo troppo approfondito, che cadono anche nel volgare: ora, lo so che è un New Adult e queste scene sono molto presenti, però, per essere poi comprato anche da delle ragazzine di età inferiore a quattordici anni, sono veramente eccessive! E anche il numero è eccessivo e, dopo un po', diventa pesante la lettura perché si può quasi dire che Hardin e Tessa non facciano altro: escono, litigano, comprano casa, vanno a un matrimonio e fanno solo quello; secondo il mio gusto personale, ci stanno alcune scene del genere, ma devono essere poche, specie se il target di età comprende anche, come ho già detto, ragazzine... poi che nessuno si lamenti se noi giovani sappiamo certe cose in un'età in cui i nostri genitori sapevano molto meno!
3) cinque libri sono eccessivi: la storia va solo più avanti per colpi di scena alla fine di ogni libro e dopo un po' ci sono sempre e solo le stesse situazioni che si ripetono; oltretutto il rapporto fra i due non è che sia così sano, perché si lasciano e si riprendono molto in fretta e si fanno del male a vicenda, per non parlare del male che Hardin fa a Tessa con le sue capperate e, nonostante ciò, lei se lo riprende ogni santa volta senza che in lui ci sia una lampadina che si accende e che gli fa pensare "ma forse è meglio che mi dia una calmata e cerchi di farla stare meglio sul serio".
4) è un libro puramente commerciale, stampato solo per fare soldi, soprattutto perché viene comprato in maggioranza da ragazzine: ammettiamolo, è vero! Addirittura per vendere di più è stato diviso il terzo libro in due, cosa che io non avevo quasi mai sentito: un conto è dividere in due l'ultimo film della saga perché c'è bisogno di recuperare il budget speso e avere un guadagno maggiore, ma farlo con i libri mi sembra troppo; e poi un conto è dividere un libro che sarebbe di 1000 pagine per permettere ai lettori di non dover pagare un prezzo troppo alto, un altro è farlo per guadagnare di più, senza neanche far passare la scusa del prezzo troppo alto...
5) si vede che è una fan fiction: non per via della scrittura, perché io non me ne intendo più di tanto, ma per via delle situazioni ripetitive e di quelle scene che sono tipiche delle fan fiction col bollino rosso.
Bene, spero di non aver annoiato e di non aver offeso nessuno (in tal caso mi scuso e non era mia intenzione): in conclusione, la storia mi è piaciucchiata, anche se a volte avrei voluto scagliare qualche personaggio fuori dalla finestra, ma il fatto che ci fossero troppe scene di quel genere, e descritte in maniera approfondita, mi ha un po' rovinato la lettura, soprattutto per quanto riguarda il primo volume e Before, perché troppo volgari da quel punto di vista e dopo un po' risultavano pesanti. Quindi, il mio voto finale sarà un Voldemort e mezzo perché per la storia, carina ma niente di eccezionale, avrei dato un Ranuncolo, ma, ormai lo ripeto da non so quanto, la componente eccessiva di quelle scene non mi è piaciuta per niente e ci vorrebbe un Voldemort, quindi il voto sarà una media fra i due...
Voto complessivo: