Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post

martedì 30 ottobre 2018

Recensione Ink

Titolo: Ink
Autore: Alice Broadway
Genere: Distopico
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: €18.00 (copertina rigida)
Pagine: 375






Trama
Immagina un mondo in cui ogni tua azione, ogni evento della tua vita ti viene tatuato sulla pelle, perché tutti lo possano vedere. Immagina se avessi qualcosa da nascondere... Non ci sono segreti a Saintstone: dall'istante in cui si nasce, successi e fallimenti vengono tatuati sulla pelle, così che tutti possano vederli e giudicarti, come un libro aperto. E proprio un libro i morti diventano: la pelle viene asportata, rilegata e consegnata ai familiari, come antidoto all'oblio che è ancora più terribile della morte. A patto che le pagine della vita superino il giudizio del consiglio: in caso contrario il libro viene gettato alle fiamme, e con lui il ricordo di un'intera vita. Quando l'amato papà muore, Leora, sedici anni è convinta che il giudizio su di lui sarà pura formalità, e invece si rende conto che l'uomo nascondeva dei segreti, ma che di segreti ne cela anche il Consiglio...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e oggi la sottoscritta è molto felice perché domani sarà Halloween, non si andrà a scuola né giovedì né venerdì e così, oltre ad avere due verifiche da preparare, potrei avere del tempo per rilassarmi e magari leggere un buon libro (cosa che ormai è diventata un miraggio).
Anyway, eccomi tornata per parlarvi velocemente di un libro che ho letto quando è iniziata la scuola e che mi attirava principalmente per la copertina, che è veramente stupenda (e grazie a Dio la Rizzoli ha mantenuto quella originale).

La storia è quella di Leora, una ragazza di sedici anni che ha quasi finito la scuola e che, perciò, fra poco potrà prendere in mano le redini della sua vita e diventare ciò che ha sempre desiderato: un tatuatore.
La sua vita, però, si complica irrimediabilmente con la morte del padre: inizialmente, la sua vita prosegue nella consueta normalità, lei e sua madre aspettano impazientemente che la pelle del padre venga usata per narrare la sua storia in un libro e che questo libro venga sottoposto alla Pesatura, cosa che permetterà loro di portare l'ultimo ricordo del padre a casa. Leora non ha dubbi a proposito di ciò: suo padre era un brav'uomo, il rituale non farà altro che dimostrarlo... eppure, al Ministero si stanno prendendo più tempo del previsto per analizzare il suo caso. Perché? C'entra forse la minaccia che il sindaco di Saintstone dice esser presente fra di loro? Gli Intonsi sono veramente in città?
Sarà la sua missione quella di scoprire di più sulla vita del padre, aiutata da uno strano ragazzo, Oscar, e, in un qual certo senso, anche da Obel, il tatuatore presso cui si sta formando.

La società in cui vive la protagonista è molto interessante e si basa sulla distinzione fra Intonsi e tatuati: questa distinzione risale a tanto tempo prima, quando un uomo ha sperato che le sue figlie non venissero dimenticate come sarebbe successo a lui una volta morto, al ché una delle due è diventata la Strega Bianca, "Regina" degli Intonsi, coloro che non hanno tatuaggi, l'altra invece è stata l'unica delle sue figlie su cui si fossero manifestati tatuaggi, ed è grazie a lei che ora la società in cui vive la protagonista è una società fatta di uomini che non nascondono nulla della loro vita. Certo, c'è da dire che questa distinzione porta con sé anche molti pregiudizi, uno dei quali è che gli Intonsi siano cattivi e abbiano intenzione di organizzare una rivolta per colpire il governo legittimo, quando con molta probabilità non pensano a nulla di simile se non a cercare un modo per sopravvivere, essendo loro la feccia della società.
Oltre a queste due categorie, ve n'è anche una terza, quella dei Dimenticati: essi sono tutti quei tatuati che, avendo commesso un qualche crimine di una certa entità, sono stati puniti con il marchio del Corvo, che indica proprio il fatto che non esistono più per la società, nessuno dice i loro nomi e quando saranno morti la loro pelle non verrà usata per farne un libro, il che potrebbe essere quasi una prospettiva peggiore degli Intonsi, perché è sempre difficile vivere con tutto e poi vedersi portar via una delle cose che si erano considerate importanti per tutta la vita.

Passando poi a parlare dei personaggi, devo dire che mi sono piaciuti tutti abbastanza.
Leora è una protagonista che a primo acchito potrebbe sembrare piuttosto ingenua, o comunque non dimostra uno spirito ribelle come di solito succede in qualunque libro in cui sia presente una società al quanto oppressiva e conservativa: se da una parte mostra tutta la sua determinatezza nel lavoro di tatuatore, dall'altra sembra sempre sottomessa alle regole che le vengono imposte, solo ogni tanto si chiede il perché di un certo gesto o si ritrova ad avere delle remore su una particolare azione, perché per il resto del tempo risulta facilmente abbindolabile e convincibile a proposito di certi argomenti. Verso la fine, tuttavia, inizia a pensare con la sua testa, a crearsi una propria opinione ed è lì che incomincerà a starmi molto più simpatica.
Accanto a lei ci sono due uomini dal ruolo piuttosto significativo.
Il primo che vi cito è Oscar, un ragazzo di un paio di anni più grande, che mostrerà uno strano interesse per la protagonista insieme a un atteggiamento molto sospetto che mi stava portando fuori strada nel giudicarlo, ma poi alla fine l'ho perdonato per avermi fatto prendere un piccolo-grande infarto; fra lui e Leora si creerà un rapporto speciale, che non vedo l'ora di veder sviluppato nel prossimo volume, perché qui in realtà non si vedono spesso insieme.
Il secondo è Obel, il tatuatore che permette alla protagonista di lavorare nel suo studio come apprendista e che finisce per dimostrarsi quasi un secondo padre per lei, perché la stimola, la prende sotto la sua ala e tenta di aprirle gli occhi su un mondo che non è esattamente quello che sembra; sarà proprio grazie a lui che Leora metterà in discussione molte cose e prenderà in mano le redini della sua vita, perché Obel la renderà consapevole di molte cose interessanti.

Devo ammettere che all'inizio la storia non mi stava prendendo tantissimo, l'ho trovato lento come inizio, perché per molte pagine non si fa altro che presentare la società e nulla di effettivamente significativo accade prima di un po' di capitoli (non dico che doveva accadere tutto subito, però avrei preferito degli "indizi" disseminati qua e là già da prima); poi, per fortuna, la storia ha preso una piega molto interessante e si è riscattata, anche se un po' troppo tardi per i miei gusti.
In ogni caso mi è piaciuto molto il mondo che ha creato l'autrice, un misto di mondo egizio (per la questione della pesatura del libro) e di mondo delle favole, che è stato creato con una particolare attenzione per determinati dettagli che poi fanno la differenza a livello della storia. E poi l'idea dei tatuaggi e del libro, insomma, secondo me è vincente, anche se leggermente inquietante, perché pensare di avere in casa propria i propri parenti sotto forma di libro che poi puoi sfogliare diciamo che non si può definire uno degli obiettivi più importanti della mia vita.

Ora non ci resta che sperare che la Rizzoli porti il secondo volume abbastanza presto, perché questo libro finisce in una maniera veramente impressionante, e adesso sì che arriva il bello, ci saranno tante difficoltà, tanta ansia e si spera anche un po' di tormento che non guasta mai.
Voto:

martedì 23 ottobre 2018

Recensione Sweet Temptation

Titolo: Sweet Temptation
Autore: Wendy Higgins
Genere: YA Paranormal Romance
Casa editrice: HarperTeen
Prezzo: €9.72 (copertina flessibile)
Pagine: 484






Trama
Il cattivo ragazzo, Kaidan Rowe, non ha mai voluto niente - soldi, popolarità, talento musicale... ragazze carine - ma sedurle è parte dei suoi doveri come Nephilim, schiavo dei Duchi demoniaci. Come il figlio del Duca della Lussuria, Kaidan ha imparato le maniere del padre, diventando un professionista della passione, un manipolatore della chimica. Disobbedire al padre vorrebbe dire morte certa. Per fortuna per Kaidan, è bravo nel suo lavoro. E gli piace.
Fino a che non incontra Anna Whitt - intelligente, esuberante e inspiegabilmente buona - una ragazza apparentemente immune al suo fascino. Figlia di un angelo custode e un angelo caduto, gli fa desiderare qualcosa di più di quanto potrebbe mai meritare.
Determinata a salvare tutti i Nephilim dalle loro vite oscure, Anna unisce le forze con Kaidan per superare le maniere oppressive dei Duchi. Nella luce dei suoi affetti, Kaidan deve sottoporsi alla sua prova più dura di tutti, una battaglia del cuore.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, in questa giornata particolarmente stancante perché le lezioni di oggi sono state tutte piuttosto pesanti... ah, ma non disperiamoci perché fra una decina di giorni avremo due giorni di riposo in cui cercheremo di dimenticarci della scuola (cosa impossibile, perché sicuramente i prof daranno più compiti del solito giusto per il gusto di non farci prendere fiato manco per sbaglio).
Anyway, oggi sono tornata per parlarvi brevemente della companion novel della serie di "Sweet Evil" che presenta la storia di tutta la trilogia dal punto di vista del protagonista maschile Kaidan Rowe, aka uno dei miei tanti book boyfriend preferiti.

Beh, diciamo che la storia la conosciamo già, ma meglio rinfrescarci la memoria dalla sua prospettiva: sin dalle prime pagine incontriamo un Nephilim sempre dedito al suo lavoro, quello di diffondere il vizio della lussuria in giro per le città: non ha mai disobbedito a un ordine datogli dal padre e si è divertito spesso e volentieri.
La sua attenzione, però, un giorno viene attirata da una ragazza, apparentemente come lui, che non ha la più pallida idea di essere la figlia di un Demone e che per questo non ha ricevuto il minimo addestramento. In men che non si dica, Kaidan si ritroverà a scorrazzare Anna per il paese, ufficialmente per portarla dal padre Belial, Duca della Dipendenza, che attualmente è in prigione, ma in realtà il suo vero obiettivo è quello di eliminare la sua purezza, cosa che per una Nephilim sarebbe dovuto accadere tanto tempo fa.
Inspiegabilmente, l'attrazione che prova per la ragazza sembra radicarsi sempre di più nel suo cuore, fino a diventare qualcos'altro, un'emozione che non può permettersi di provare, non solo per via del fatto che le relazioni fra Neph sono proibite, ma anche perché lui non è il ragazzo che lei crede che sia, non è buono e in passato ha combinato tante azioni cattive che lei manco immagina. Ecco perché non possono stare insieme. Ma il fato si metterà in mezzo ancora una volta, le loro strade si incroceranno di nuovo e una rivelazione potrebbe cambiare molte cose... tutto.

Allora, entrare nella mente di Kaidan è un'esperienza fantastica: innanzi tutto, così abbiamo la possibilità di capire e di scoprire meglio cosa gli passa per la testa, e in secondo luogo viviamo un sacco di tormento, perché lui non si permette di amare Anna come vorrebbe. E poi, insomma, la vicenda dal suo punto di vista assume irrimediabilmente quel quid che allieta le nostre giornate, quel pizzico di emozione in più, di oscurità e io adoro queste cose, adoro le vicende che sono movimentate anche dal tormento dei personaggi, cosa che qui è molto presente, perché aggiungono un motivo in più per apprezzare la vicenda.
Ah, e non parliamo poi del fatto che Kai, così pieno di sé e con un ego spropositato, ci mostra anche qualche sua debolezza, soprattutto quando queste comprendono una certa ragazza con i capelli biondi e con sangue angelico per metà! E' così carino quando pensa di non essere abbastanza per lei solo per il fatto che ha fatto cose poco raccomandabili, o quando ha paura per lei, teme di perderla e pensa a proteggerla in ogni modo possibile (sì, però, tesoro, smettiamola di "lasciarla andare" solo perché pensi che sia più al sicuro senza di te, un po' di ottimismo, dai!).

Certo, apparentemente quindi sembra tutto bello e tutto figo - è pur sempre il figlio del Demone della Lussuria -, però da questo libro mi aspettavo qualcosina di più. Non fraintendetemi, come idea è molto bella e Kaidan è un personaggio così complicato a volte che aggiunge del pepe alla storia che conosciamo già, però proprio qui sta anche il problema, la conosciamo già... altre volte mi è capitato di leggere uno stesso libro dal punto di vista dell'altro protagonista, e l'autrice ha sempre aggiunto qualcosa oltre alla nuova personalità e alla nuova prospettiva, come scene inedite, non tantissime, giusto un paio, oltre a quelle che ovviamente contano come inedite in cui vediamo il personaggio da solo, senza la ragazza attorno. In tutti gli altri romanzi ho sempre trovato almeno un paio di scene di lui e lei che nel libro originale (se così lo vogliamo chiamare) non c'erano, invece in "Sweet Temptation", scene con Kai da solo a parte, era tutto noto, bene o male, e mi sarebbe piaciuto ogni tanto vedere qualche momento che non conoscevamo affatto.
Insomma, è sempre una bella storia ed è stato molto interessante vedere il tutto dalla sua prospettiva, però scrivere questo tipo di libri per me deve portare anche qualche altra novità, oltre a quella del PoV in sé, e qui purtroppo non c'è.

Concludendo, nonostante il non aggiungere niente di nuovo, è comunque una lettura molto carina, che si fa apprezzare grazie a un protagonista con i fiocchi che ti fa sciogliere il cuore sempre di più man mano che arrivi alla fine del libro, dove trovi un capitolo finale molto emozionante che assume tutto un significato speciale dalla sua prospettiva.
Voto:

martedì 16 ottobre 2018

Recensione Sweet Reckoning

Titolo: Sweet Reckoning
Autore: Wendy Higgins
Genere: YA Paranormal Romance
Casa editrice: HarperTeen
Prezzo: €7.34 (copertina flessibile)
Pagine: 385






Trama
E' tempo.
Il male scorre impetuoso e la dolce Anna Whitt è il suo obiettivo. Nessuno conosce quando o come i Duchi colpiranno, ma Anna e i suoi alleati Nephilim faranno qualsiasi cosa sia necessaria per liberare la terra dai demoni e dai loro modi oppressivi.
La posta in gioco è più alta che mai, e Anna è sicura che l'amore che prova sarà la sua forza, non una responsabilità. Ma cercare di proteggere coloro che ama mentre corre per la sua vita e combatte forze demoniache si dimostra pericolosa - soprattutto quando i volti cambiano e la fiducia è fugace. Quando il Duca delle Lussuria manda il grande amore di Anna, Kaidan Rowe, a lavorare contro di lei, Anna deve decidere quanto è disposta a rischiare.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e oggi niente gioie all'orizzonte, e questo è sottolineato anche dal fatto che questa settimana non sono riuscita a preparare nessun post e nei prossimi giorni non ho il tempo materiale per farlo... ma, aspettate, oggi è martedì, siamo giunti a metà ottobre e questo vuol dire solo una cosa: ancora metà mese e ci sarà il weekend lungo per via del giorno dei morti! Yey, una cosa per cui gioire!
A parte ciò, eccomi tornata con una nuova recensione, del terzo volume della serie di "Sweet Evil", nonché tecnicamente volume che conclude le vicende della protagonista, visto che "Sweet Temptation" racconta tutto quanto dal PoV del protagonista maschile.

In "Sweet Reckoning", la profezia che vuole che un Nephilim puro di cuore sia in grado di liberare la sua specie dall'oppressione dei Demoni e di spedire questi ultimi all'Inferno (o, in alternativa, se si redimono, in Paradiso) si sta per avverare.
Anna e i suoi amici adesso devono soltanto aspettare il momento giusto per agire, ma non sarà facile, soprattutto perché loro non sono gli unici ad essere a conoscenza di ciò, ci sono anche altri Demoni che lo sanno e che sono determinati a mantenere i Neph sotto il loro controllo quanto più possibile.
Ecco perché la protagonista e tutti gli altri non dovranno farsi vedere insieme e dovranno fare molta attenzione, perché potrebbero essere scoperti.
Il piano di stare lontani potrebbe anche funzionare, peccato che succedano tutta una serie di cose che impediscono loro di affrontare la situazione con più serenità, una fra queste è il fatto che Pharzuph, il Demone della Lussuria, nonché padre di Kaidan, crede che Anna possa essere il Nephilim di cui parla la profezia, per tanto deve assicurarsi che il suo addestramento sia avvenuto in maniera completa, ovvero deve scoprire se lei è ancora pura da quel punto di vista (cioè se non ha fatto cose con un ragazzo) oppure no.
Per fare ciò, il Demone manderà proprio suo figlio, ma in un momento successivo deciderà di fare personalmente visita alla protagonista, così Belial, il Duca delle Dipendenze nonché suo padre, farà lei una proposta affinché Pharzuph trovi quello che cerca e, contemporaneamente, Anna possa ancora brandire la spada che metterà fine a tutto quanto.
Il momento di lottare è arrivato, e non bisogna farselo scappare, nonostante tutti gli imprevisti e le difficoltà del caso.

In questo libro, il personaggio di Anna ha fatto veramente una bella crescita: se già prima era una ragazza responsabile, adesso è lo è diventata molto di più, sa benissimo cosa fare per mantenere al sicuro coloro che ama, la madre adottiva prima di tutti, e adesso che ha il pieno controllo delle sue capacità riesce a sfruttarle al meglio soprattutto ora che viene molto spesso seguita nei suoi spostamenti.
Mi piace molto il modo in cui si comporta, perché nonostante tutto è la prima a preoccuparsi degli altri, non mette quasi mai se stessa come priorità, ma come prima cosa si assicura che chi ama sia protetto, solo in un secondo momento pensa alla propria sicurezza. Insomma, è una ragazza con la testa sulle spalle, testa che ha imparato ad usare ancora meglio a causa di tutta questa faccenda dei Demoni e della profezia, ed è molto determinata, anche quando ha paura raccoglie tutte le sue forze e cerca di raggiungere l'obiettivo che si è prefissata (che talvolta è un semplice "cerca di restare viva e di non farti uccidere da qualche Nephilim").
E poi, non è solo lei ad essere cresciuta, ma anche il suo rapporto con Kai è maturato parecchio.
All'inizio della storia i due non riuscivano a stare insieme, in parte perché lui credeva di non meritarsela e in parte a causa di circostanze avverse, ma da quando si sono accettati così come sono e hanno accettato i sentimenti che provano l'uno per l'altra la loro relazione è saltata su tutto un altro livello: sono più consapevoli di loro stessi e dei pericoli che corrono stando insieme, ed è per questo che stanno molto attenti, mettendo in mostra i loro sentimenti soltanto quando sono sicuri di essere da soli o comunque in territorio amico. E poi, sono troppo carini di per sé, si vogliono bene nonostante le difficoltà e farebbero di tutto l'uno per l'altra (e si vede anche e soprattutto attraverso le decisioni che prendono e le loro azioni).

Menzione d'onore va a Belial, Demone delle Dipendenze e padre di Anna.
Come abbiamo potuto constatare già negli altri due libri, Belial è una padre molto premuroso, vede la figlia praticamente come la cosa più importante al mondo e va addirittura contro la sua natura di Demone cercando di impedirle di lavorare come i Neph dovrebbero fare. E' impossibile non amare il suo personaggio, è un uomo così forte e leale che puoi soltanto amare, specialmente vedendo l'importanza che dà ad Anna: mentre gli altri Demoni non si curano più di tanto dei figli, se non quando la loro lealtà sembra compromessa, lui si preoccupa per la figlia davvero, non perché crede che sia qualcosa di sua proprietà ma perché le conferisce un certo valore.
Poi è troppo tenero quando fa il tipico padre che vede la sua bimba diventare grande e trovarsi un ragazzino che lui, palesemente, reputa indegno, ma poi finisce per accettare il pretendente perché vede che lei ne è veramente innamorata.
Ah, che personaggio... di certo uno dei migliori papà letterari, è veramente una bella persona.

Un'altra cosa che ho adorato, dopo Belial, è stata l'intera questione della profezia: secondo me, l'autrice è riuscita a trattare la vicenda egregiamente, mischiando suspense a corse contro il tempo e sotterfugi. Il modo poi in cui tutto è capitolato è stato ben costruito: quando c'è di mezzo una cosa del genere io ho sempre paura che la sua risoluzione possa non essere all'altezza delle mie aspettative, molto spesso perché mi immagino la vicenda e con la mia fervida immaginazione riesco a dar vita a scenari che io credo siano molto fighi, però in questo caso Wendy Higgins non mi ha deluso, le battute finali sono avvenute nell'unico contesto possibile, nel quale cioè tutti i Demoni possono trovarsi nello stesso posto allo stesso momento, e in una maniera tale da mantenere comunque il filone iniziato con "Sweet Evil", perché ricalca in parte un avvenimento del primo volume, solo che questa volta c'è molta più azione e gente che si scontra.
E, parlando della fine, oltre ad aver apprezzato come tutta questa situazione si è conclusa, ho anche adorato il capitolo finale che funge da epilogo: vediamo una scena veramente toccante, soprattutto perché si tratta di qualcosa di cui Kai e Anna avevano discusso precedentemente e vederli compiere un tale gesto mi ha fatta sciogliere. Per non parlare poi dell'incontro che si fa in questo capitolo, molto commovente.

Concludendo, è stata una degna conclusione della vicenda e io ho adorato ogni cosa l'autrice abbia presentato: i personaggi sono cresciuti così tanto e hanno dovuto affrontare così tante difficoltà che mi dispiace dover dir loro addio, ma ormai la vicenda è conclusa, manca soltanto più il PoV di Kaidan nel prossimo volume e poi davvero non li vedrò più.
Davvero un finale perfetto. Ah, e Belial mi sa che è diventato il mio personaggio preferito di questa serie insieme a Kaidan Rowe.
Voto:

martedì 9 ottobre 2018

Recensione La battaglia delle tre corone

Titolo: La battaglia delle tre corone
Autore: Kendare Blake
Genere: Fantasy
Casa editrice: Newton Compton Editori
Prezzo: €10.00 (copertina rigida)
Pagine: 383






Trama
Da che se ne ha memoria, sull'isola di Fennbirn ogni generazione è stata scandita dalla nascita di tre gemelle: tre regine, tutte ugualmente degne nella successione ereditaria della corona e tutte in grado di padroneggiare la magia. Mirabella è una fiera elementalista, sfacciata come i suoi incantesimi: governa il fuoco, i flutti e i fulmini con il solo schioccare delle dita. Katharine è sottile e insinuante come il suo potere: la sua simbiosi con i veleni è tale che può ingerire anche la più letale delle sostanze tossiche senza che le accada nulla. Arsinoe, invece, ha sviluppato una perfetta comunione con la natura: può far sbocciare le rose più incantevoli o ammansire i leoni con il suono gentile della sua voce. Ma per diventare regina non basta il diritto di nascita: dovranno combattere duramente l'una contro l'altra, per ottenere la corona, perché non si tratta di un gioco in cui si vince o si perde... In ballo c'è la vita. Ecco, questa è la notte in cui le gemelle compiono sedici ani: la battaglia ha inizio.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, in questa giornata particolarmente uggiosa, che matcha perfettamente con il mio umore che oggi è abbastanza sotto i piedi.
Anyway, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che mi ispirava parecchio sin dalla sua uscita inglese e che mi sono decisa a leggere quest'estate dopo aver scoperto che la casa editrice avrebbe tradotto anche il secondo volume di questa serie, quindi mi sono detta che al posto di procrastinare la lettura di "Three Dark Crowns" in inglese avrei potuto buttarmi in quella italiana, così sarebbe stato molto più facile (aspettavo, infatti, di vedere se la traduzione sarebbe andata avanti, perché mi avrebbe dato molto fastidio iniziare la serie in italiano e poi dover leggere i seguiti in lingua originale).

La storia è quella di tre sorelle, l'avvelenatrice Katharine, l'elementalista Mirabella e la naturalista Arsinoe, che sono le eredi al trono di Fennbirn.
Tradizione vuole che quest'isola sia governata sempre e solo da regine, affiancate ovviamente dal re consorte per poter avere delle figlie, e che queste salgano al trono in una maniera molto particolare: non serve solo un collegamento di sangue per salire al trono, ma bisogna anche uccidere le proprie sorelle. Eh sì, per ogni generazione ci sono tre eredi, tre gemelle che a sedici anni iniziano a combattere fra di loro e cercano di uccidersi l'una con l'altra fino al momento in cui non ne rimane una sola, colei che riceverà la corona.
Questa generazione è un po' particolare: Mirabella è la favorita per il trono, è la più forte delle tre sorelle e il suo potere è molto sviluppato, mentre le altre due non hanno ancora mostrato un briciolo delle capacità che dovrebbero possedere. Il fatto è che, se da una parte ogni fazione vuole che la propria regina salga sul trono, dall'altra quella più promettente sembra non avere alcuna intenzione di fare del male alle sorelle. Lei si ricorda di loro, si ricorda di quando giocavano da bambine, dell'amore che provava per loro e del momento straziante in cui sono state separate. Come farà ad ucciderle?
Questo non è l'unico problema da affrontare, tuttavia, perché anche le altre due regine danno problemi a coloro che le hanno cresciute e addestrate: né Katharine, né Arsinoe sembrano possedere i requisiti adatti per vincere le corona, perciò per la prima si deciderà di cambiare strategia puntando sull'amore che può suscitare dapprima nei pretendenti e poi nei sudditi, mentre per la seconda un'opzione potrebbe essere quella di praticare la magia per chi non ha poteri magici. Solo che ogni incantesimo fatto ha un prezzo, e tutti quanti potrebbero pagarne le conseguenze, soprattutto adesso nel periodo più importante per le tre sorelle: l'inizio della corsa alla corona.

In questo libro ci sono troppi personaggi per poter pensare di parlarvi di tutti loro, quindi vi parlerò di quelli che mi hanno colpito di più.
Fra le tre sorelle quella che ha catturato la mia attenzione è stata Katharine: non so dirvi esattamente perché, ma mi è stata decisamente più simpatica di Arsinoe, che mi è sembrata un po' troppo ingenua nell'approcciarsi alla magia per comuni mortali, e in parte anche più simpatica di Mirabella, soprattutto perché a un certo punto succede qualcosa di inaspettato in cui è coinvolta una persona e, insomma, perché dovevi incasinare tutto Mira? A parte ciò, Katharine mi è piaciuta soprattutto per l'aver cercato di trovare il suo punto di forza altrove, con l'intenzione di far dimenticare agli altri le sue scarse doti magiche o quanto meno far distogliere lo sguardo su qualcosa che potrebbe perdonarle le sue mancanze come l'aspetto fisico e l'atteggiamento con cui si propone di fronte alle persone. Detta così suona un po' male, però quello che voglio dire è che mi è piaciuto il suo tentativo di mascherare i suoi non-poteri non nuocendo ad altri, come purtroppo ha fatto Arsinoe, ma piuttosto sfruttando le apparenze che possono avere un ruolo importante nella società.
Non vedo l'ora di scoprire come si svilupperà il suo personaggio nei seguiti perché mi sa che sarà una crescita interessante (e chissà come andrà avanti la sua storia d'amore con Pietyr...).

Un'altro personaggio che mi ha colpito è stata Jules: lei è una naturalista molto potente, probabilmente la più potente in circolazione, ma non si monta la testa per questo, anzi rimane sempre piuttosto umile e cerca di mantenere la sua razionalità. Fra i suoi due amici più cari ci sono Arsinoe e Joseph, di cui tra l'altro lei è innamorata anche se non ammetterebbe mai i suoi sentimenti: la storia d'amore fra questi due è più complicata del previsto, all'inizio sembra andare tutto bene, ma poi accadono alcune cose e non si sa più cosa pensare... sono bellini insieme, ma are they really meant to be together? Ah, povera Jules, costretta a soffrire parecchio a causa di qualcuno che si mette in mezzo e che non capisce che talvolta stare con le mani in mano è meglio che mettersi in mezzo a cose più grandi di sé. Comunque, sono curiosa di vedere come si evolverà la sua storyline, anche se ho già qualche idea, siccome non puoi di certo menzionarmi la presenza di un'altra personalità all'interno di tutta questa storia senza che effettivamente questa non sia incarnata da un personaggio (so che così non si capisce nulla, ma se ho ragione con i miei sospetti allora potrei fare spoiler, anche se credo possa essere qualcosa di parecchio comprensibile a chiunque legga il libro e ami fare speculazioni, come me).

Nel complesso, il mondo è parecchio interessante: una società dove sono le donne a mantenere il potere nelle loro mani, ma per poterlo ottenere devono eliminare gli ultimi elementi della loro famiglia.
Diciamo che come idea non è niente male, ci sono degli aspetti di questa società che mi fanno un po' paura (in realtà l'intera faccenda delle sorelle che tentano di uccidersi è un po' creepy di per sè), altri che mi incuriosiscono perché posseggono una bella aura di mistero e altri ancora che devo ancora comprendere per bene.
Altrettanto interessanti sono le dinamiche fra le varie famiglie che si occupano delle gemelle, il modo in cui sperano di ottenere potere dall'intera situazione e il modo in cui dimostrano di avere una grande fiducia nel fatto che tutta la faccenda girerà a loro favore. Insomma, sono tutti spietati, però si vede che hanno preso a cuore le sorti delle tre ragazze e che, addirittura, vogliono loro molto bene.

Concludendo, come inizio non è stato per niente male, ci sono delle buone premesse per possibili sviluppi, soprattutto visto cosa è successo alla fine, e non vedo l'ora di scoprire cosa succederà a Katharine, Arsinoe e Mirabella.
L'unica pecca di questo libro, almeno per me, è stata la lentezza iniziale, il fatto che ci siano volute un po' di pagine prima di iniziare ad ingranare la marcia per bene, il che è accaduto più o meno quando è comparso Pietyr, per la storyline di Katharine, e quando c'è stato "il fatto di Joseph", per le altre due. A parte ciò, è stata comunque una bella lettura, un bell'inizio per questa serie.
Voto:

martedì 2 ottobre 2018

Recensione Haunting the Deep

Titolo: Haunting the Deep
Autore: Adriana Mather
Genere: Fantasy
Casa editrice: Alfred & Knopf Inc.
Prezzo: €15.54 (copertina rigida)
Pagine: 343






Trama
Samantha Mather sapeva che la connessione della sua famiglia con il famigerato Processo alle Streghe di Salem avrebbe potuto apporre ostacoli a una vita sociale attiva. Ma essendo sopravvissuta a una maledizione, non avrebbe mai pensato che si sarebbe trovata al centro di un'altra.
Questa volta, Sam ha sogni ricorrenti a proposito del Titanic... dove ha camminato sul ponte con passeggeri della prima classe, come sua zia e suo zio. Nel frattempo, nella vita di Sam da sveglia, delle strane lettere dal Titanic hanno trovato la loro strada fino a lei, insieme a visioni ossessionanti di persone che sono affondate con la nave.
Alla fine, Sam e le Eredi, con l'aiuto del rubacuori Elijah, devono scoprire chi si trova dietro l'incantesimo che la sta trascinando sempre più dentro la nave dei sogni... e più vicino al condividere lo stesso triste destino dei suoi passeggeri.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e oggi vi porto la recensione del secondo volume della serie di "How to hang a witch", che ha a che fare con una delle cose che più mi hanno affascinato quando ero un pelino più piccola: il Titanic. A dodici anni ho sviluppato una vera e propria fissa nei confronti della storia di questa nave e del terribile risvolto del suo primo viaggio, e quando ho saputo che questo libro sarebbe stato incentrato proprio su questo non sono riuscita a resistere e mi sono buttata a capofitto in una delle letture più belle di quest'anno.
Ma bando alle ciance e iniziamo con il post!

Dopo la terribile avventura con quella che credeva fosse la sua matrigna, Samantha è tornata alla sua vita normale, per quanto possa esserlo per lei, discendente di un giudice che ha condannato le streghe di Salem. Ma la normalità non è destinata a durare a lungo.
Un giorno, vede dopo tanto tempo lo spirito di una bambina e poi anche quello di un uomo che sta affondando. Sebbene spaventata, decide di non farne parola con nessuno, nemmeno con le Eredi, per non creare allarmismo, ma ben presto non potrà più nascondere questo segreto, non quando qualcosa di oscuro sta arrivando e rischia di mettere in pericolo la sua vita.
Quando le viene recapitato un vecchio abito da ballo, capisce che questo e gli spiriti non sono una semplice coincidenza, e a seguito di una sorta di sogno, capisce che tutto questo ha a che fare con il Titanic e con il disastro accaduto il 14 aprile 1912. Qualcuno ha in mente qualcosa di molto pericoloso, qualcuno che continua a mandarle degli oggetti originali di quell'epoca e che, a quanto pare, sta cercando di ricreare proprio gli attimi prima dell'impatto con l'iceberg.
Samantha e le Eredi dovranno cercare di sventare i piani di questa persona, risolvere la situazione del Titanic e cercare di riportare tutto e tutti alla normalità, se vogliono che non muoia nessun altro e che tutte le anime del disastro riescano a passare oltre, anche se questo vorrà dire attuare una corsa contro il tempo.

Sapete quello che mi piace di più di questa serie? E' il fatto che abbiamo una protagonista veramente badass, che si dimostra forte e determinata nel risolvere anche le situazioni più brutte, ma che non tralascia le sue debolezze, e questo si vede in alcuni casi durante la storia: da una parte Samantha tira fuori tutte le carte che possiede e si dà da fare per trovare colui che sta causando così tanti problemi, però dall'altra ci sono dei momenti in cui perde la sua apparente sicurezza e si mostra per quello che è, una ragazzina spaventata dalle conseguenze dei suoi gesti e bisognosa di aiuto da parte delle persone che ama.
Prendiamo la prima parte del libro: oltre ad essere mezza devastata per l'assenza di Elijah, il bel fantasma di cui si è innamorata (e chi non lo sarebbe!), agli albori di tutta questa faccenda del Titanic si fa prendere dalla paura di perdere di nuovo il padre e si chiude in una sorta di bolla, impedendosi di riconoscere che c'è qualcosa che non va. Tutto questo, perché è rimasta profondamente segnata dal corso degli eventi di sei mesi prima, a partire dal coma del padre fino alla scoperta relativa alla sua matrigna, e non vuole rivivere le perdite e l'impotenza che ha vissuto in quel periodo. Ben presto, però, si renderà conto che non funzionerà la sua indifferenza, e allora raccoglierà tutto il suo coraggio per affrontare una situazione molto complicata, cercando di fare tutto il possibile per non mettere a rischio la vita di nessuno. Insomma, tipo una fenice che risorge dalle sue ceneri.

Ah, non parliamo poi di Elijah, perché il mio cuore non potrebbe reggere... no, okay, devo sclerare il minimo sindacale.
Allora, lui è uno di quei protagonisti maschili che ti catturano grazie al fascino, ti fanno quasi perdere la testa a causa del loro atteggiamento e poi, puf, in un libro c'erano e nel libro dopo li vedi pochissimo. Mi era successa la stessa cosa quando lessi "Poison Study" di Maria V. Snyder: nel primo volume c'era Valek, questo grandioso personaggio che mi aveva conquistato nel profondo, e poi nei due volumi successivi si è visto pochissimo, facendomi sentire la sua mancanza. Ora, perché le autrici ogni tanto fanno così? Perché abbiamo avuto poco Elijah in questo volume? Andiamo, è stata una delle cose migliori di "Antiche voci da Salem" e qui lo vediamo in pochissime occasioni! Un personaggio del genere deve avere un adeguato spazio, non può semplicemente scomparire. Ma soprattutto, cara Adriana Mather, cerchiamo di trovare un modo per farlo diventare reale perché così la mia ship (Elijah e Sam) diventerà canon ed entrambi gli elementi della coppia saranno fatti della stessa materia, di modo che poi possano sposarsi e fare figli, chiaro? *inizia a pregare affinché l'autrice scriva un terzo volume per questa serie*

A parte alcuni personaggi particolarmente interessanti, la cosa che mi è piaciuta di più è stato certamente il Titanic.
Verso gli 11/12 anni io sviluppai una sorta di ossessione nei confronti di questo enorme transatlantico e della sua tragedia: lessi tutta la pagina di Wikipedia (che è piuttosto lunga), vidi il famoso film con Leonardo di Caprio e anche la serie TV che fecero qualche anno fa con Alessandra Mastronardi, per non parlare poi di tutti quei siti che ho visitato per capire meglio certe dinamiche e dei documentari molto interessanti. Sapere che il seguito di "Antiche voci da Salem" girasse attorno a ciò mi ha mandata in un brodo di giuggiole: fantasy più Titanic, cosa potevo volere di più?
L'autrice, poi, ha fatto un lavoro molto accurato, ha descritto gli interni, il ponte della nave, ha pure trattato in un qual certo senso il problema della Terza Classe, che al momento dell'impatto con l'iceberg è stata quella con meno probabilità di sopravvivere, e ha saputo creare un'atmosfera magica, catapultandomi in quel mondo.
Il mistero che ci ha costruito attorno, oltretutto, è stato così intrigante da enfatizzare ancora di più il background: far ruotare il tutto attorno al Titanic e al suo naufragio è stata una scelta geniale e vincente, perché ha aggiunto quel pizzico di suspense in più rispetto a quella già presente per il mistero in sé (perché tutti questi fantasmi... chi c'è dietro... cosa vuole fare... eccetera), come se anche noi lettori fossimo all'oscuro della sorte del transatlantico e credessimo che non potesse affondare, come la RMS diceva nel 1912 quando venne costruita la più grande nave mai vista.

Concludendo, ho veramente amato questa storia: i personaggi sono stati fantastici (certo, se ci fosse stato un po' più di Elijah sarebbe andata meglio eh); l'alternanza fra Salem e il Titanic mi è piaciuta un sacco, l'essere prima in un luogo e il momento dopo nell'altro, come se fossero collegati da un filo invisibile, che poi era colui che aveva dato origine a tutto quanto; e infine ho adorato il modo in cui l'autrice ha gestito il mistero, come l'ha sviluppato donandoci colpi di scena inaspettati - e anche colpi al cuore.
Ora, abbiamo solo da sperare che scriva almeno un terzo volume per questa serie e che in esso Sam ed Elijah trovino un modo per stare insieme. Se poi trova anche un'ambientazione tanto fantastica quanto il Titanic ancora meglio!
Voto:

giovedì 27 settembre 2018

Recensione Splendi più che puoi

Titolo: Splendi più che puoi
Autore: Sara Rattaro
Genere: Narrativa
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: €10.90 (copertina flessibile)
Pagine: 222






Trama
L'amore non chiede il permesso. Arriva all'improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d'umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all'inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l'altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l'uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a se stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e oggi, in questa giornata molto tranquilla, sono tornata per parlarvi di un libro che ho letto quest'estate e che mi sono decisa a leggere perché una mia amica lo stava leggendo proprio in quei giorni e, dopo aver intasato il gruppo Whatsapp di foto di frasi tratte da questo romanzo, mi sono incuriosita così tanto da decidere che era il momento di riprendere la mia antica intenzione di leggerlo un giorno o l'altro.
Ma bando alle ciance e iniziamo subito, che devo andare a fare i compiti.

La storia è quella di Emma, una ragazza con un sogno nel cassetto, quello di diventare designer, che un giorno incontra un uomo più grande di lei con cui vive una intensa e bellissima storia d'amore di dieci anni, finché un giorno questi le dice che non la ama più e lei è costretta a fare i conti con una nuova realtà. Un po' per ripicca, Emma inizia a cercarsi un nuovo interesse amoroso, qualcuno con cui far ingelosire l'ex, e così incontra Marco, bello e affascinante, che la ricopre di regali e la fa sentire amata.
 Passano insieme pochi mesi e decidono di sposarsi di nascosto dalle loro famiglie, ma il matrimonio non si rivela la favola che la protagonista pensava che fosse: ben presto, il marito inizia a cambiare atteggiamento, dimostrando una certa instabilità che lo porta prima ad alzare la voce con la moglie, poi a criticarla e infine a farle sul serio del male. Emma, all'inizio, crede che tutto questo sia dovuto al fatto che erano in viaggio di nozze in Corsica quando l suocero è mancato, ma poi si rende conto che quella era solo la causa scatenante e che il peggio deve ancora arrivare.
Dopo la nascita della loro figlia, Marco le porta in una casa in montagna e le rinchiude lì dentro, impedendo loro di avere qualsiasi contatto con il mondo esterno, arrivando addirittura a cercare di essere il più autosufficienti possibile per evitare di dover aver a che fare con le persone.
Emma non sa cosa fare, non può agire in maniera sconsiderata perché adesso ha una figlia di cui occuparsi e chissà cosa succederebbe se la abbandonasse nelle mani del marito, perciò ribellarsi non sembra un'opzione fattibile, almeno non nei primi tempi, ma dovrà trovare il coraggio di dire basta, basta per le violenze che è costretta a subire e per la situazione in cui è costretta a vivere, lontano da tutti e da tutto.

L'autrice, attraverso il personaggio di Emma, ha voluto presentarci una delle tematiche più delicate che siamo costretti ad affrontare purtroppo molto spesso: la violenza sulle donne.
Tutto inizia quando incontriamo un uomo, apparentemente quello perfetto, che poi si rivela essere una persona ignobile che picchia la sua compagna senza un apparente motivo se non la rabbia per qualche errore che lei ha, evidentemente, commesso. La fine di queste storie non è sempre la stessa: se va bene, la donna riesce a fuggire e riesce a farsi una nuova vita, con un mucchio di difficoltà; se va malino, la donna continua a fare finta di niente e rimane con lui fino alla vecchiaia; se va proprio male, la donna non ce la fa. In molti casi, l'eventuale happy ending è determinato proprio da colei che subisce violenze, perché è lei che ha il potere di fare qualcosa per fermare la situazione o di non fare nulla, lasciandosi in balia delle mani di un uomo che non la ama, perché chi tiene veramente a una persona non pensa neanche lontanamente ad alzare le mani.
La prospettiva che qui ci viene presentata è la prima, quella di una donna che riesce a scappare dalle grinfie del suo aguzzino: ribellarsi non è facile, a momenti non lo è nemmeno nei confronti dei genitori quando questi ci proibiscono qualcosa, figuriamoci farlo con qualcuno di esterno alla famiglia che crediamo però essere parte della nostra vita; non è nemmeno facile tante volte aprire gli occhi e rendersi conto che quello che si vede non è poi una cosa tanto normale. Il più delle volte, infatti, di fronte a persone a cui volevamo bene diventiamo ciechi, pensiamo che loro ricambino tutti i nostri sentimenti e le nostre buone intenzioni nei loro confronti al 100%, e quando vediamo qualcosa che non ci saremmo mai aspettati da loro iniziamo a giustificarli, magari ha avuto una brutta giornata, sarà successo qualcosa di poco piacevole o qualcuno gli avrà detto qualcosa che lo ha turbato... e si va avanti così, perché spesso è più facile chiudere gli occhi che affrontare la realtà e capire che la persona davanti a noi non è quella che ci aspettavamo, non è quella che abbiamo conosciuto o che credevamo di aver conosciuto. Ci vuole del tempo prima di capire che il rapporto che si è creato non è dei più sani e che non è normale, ci vuole tempo per accettare il nostro errore di valutazione e durante questo tempo la prima cosa che ci viene in mente è: "Cosa ho sbagliato?". No, noi non siamo sbagliate, non è colpa nostra se quella persona non ci tratta come dovrebbe... sì, magari noi possiamo avere di sbagliato il fatto di non aver saputo cogliere in tempo dei possibili segnali, ma questa è la nostra unica "colpa". Se non andiamo bene così come siamo per quella persona, è lei ad avere un problema, non noi. Solo che è più facile credere nel contrario, piuttosto che dare la colpa agli altri, perciò ne passa di tempo prima che arrivi la consapevolezza della nostra "innocenza" in questi contesti.
Eh, e poi però arriva la parte più difficile, bisogna raccogliere tutto il coraggio che abbiamo e mettere fine al rapporto. Non è per niente facile. Il più delle volte ti decidi a farla finita, e poi ci ricaschi, perché quella persona ti permette magari di fissare delle regole o ti chiede perdono e dice che non lo farà più... che fai, non gli credi? Non dai nemmeno una seconda chance? E una terza? Dai, tre è il numero perfetto. E così si incappa di nuovo nelle vecchie abitudini. Ma se si è abbastanza forti e volenterosi, si riuscirà ad arrivare al punto di saper dire di no e di allontanarsi da tutto il male che quella persona ha portato nella vostra vita.

Ecco, questo è quello che ci mostra l'autrice: Emma, dopo aver passato anni a giustificarlo o ad aspettare il momento giusto per non mettere a repentaglio nessun altro, riesce a trovare la forza per scappare dal marito, allontanandosene il più possibile, perché ha capito che non può andare avanti così, a subire violenze senza un motivo.
Il suo coraggio è ammirevole, non tutte riescono a farlo, per paura principalmente: quando si ha paura di qualcosa si rimane annichiliti, non si sa come comportarsi e si finisce per non fare niente e vivere male. E molto spesso la paura impedisce di chiedere aiuto. Quante volte al telegiornale, di fronte a una donna uccisa dal compagno abbiamo sentito dire che "lui sembrava una persona così per bene"? Troppe. Questo perché nessuno se ne accorge, o se succede tutti fanno finta di niente, e la donna in questione non è riuscita a dare segni di malessere, a chiedere, appunto, aiuto mostrando chi era veramente l'uomo tanto per bene che le stava affianco.

Una storia molto emozionante, che fa riflettere e anche soffrire, perché leggere di certi argomenti fa sempre piangere il cuore... insomma, com'è possibile che una persona possa essere tanto crudele da violentare un altro essere umano? E com'è possibile che nessuno mai si accorga di niente? Sono quelle cose che io proprio non riesco a concepire. Un giorno si pensa di aver trovato il principe azzurro, e il giorno dopo si capisce che alla propria porta si è presentato l'uomo nero.
Un romanzo veramente toccante, doloroso in alcuni punti, ma anche pieno di speranza.
Voto:

martedì 25 settembre 2018

Recensione Il Giardino d'Estate

Titolo: Il Giardino d'Estate
Autore: Paullina Simons
Genere: Romance
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: €11.05 (copertina flessibile)
Pagine: 663






Trama
Dopo anni di dolorosa separazione, Tatiana e Alexander sperano di realizzare il loro sogno di libertà in America. Il figlio Anthony è la prova vivente che nessuna distanza può tenerli lontani. Eppure si sentono estranei, ancora turbati dai fantasmi delle tragedie vissute. Ex capitano dell'Armata Rossa, Alexander vive con sospetto e paura il clima della Guerra Fredda e Tatiana non riesce a ritrovare con lui l'intimità di un tempo. Quando Anthony si arruola volontario in Vietnam e scompare nella giungla, Tatiana e Alexander sentono che gli incubi del passato sono tornati. Potranno ancora passeggiare nel Giardino d'Estate?
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e oggi, in questa giornata un po' faticosa per me, sono tornata per parlarvi del terzo e ultimo libro della trilogia del "Cavaliere d'Inverno", che sono riuscita finalmente a terminare quest'estate, dopo averla iniziata ormai due anni fa - per la precisione, tre estati fa.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

Sono passati pochi mesi da quando Tatiana è andata a recuperare suo marito ed è riuscita a portarlo in America, pochi mesi da quando Shura si è riunito alla moglie e al figlio Anthony, pochi mesi durante i quali la piccola famigliola non si è mai fermata in un posto tanto a lungo, ha girato in lungo e in largo nel tentativo di visitare tutti i paesi degli Stati Uniti, fermandosi in ognuno per circa un mese.
La pace, però, non è stata ancora trovata e non sembra essere prevista all'orizzonte: Alexander non parla più con la moglie, non si confida, non le permette nemmeno di guardare i segni che la guerra ha lasciato sulla sua pelle ed è distante, come se fosse ancora prigioniero; Tatiana, invece, non sa come trattare il marito, vuole parlargli e vuole che lui si confidi con lei ma sembra impossibile avvicinarglisi. E come se non bastasse, la protagonista riceve una telefonata dall'amica che le dice che Shura deve recarsi a Washington per essere interrogato, come le era già stato anticipato a Berlino... solo che Tatia non vuole che lui ci vada, pensa che possa perderlo un'altra volta, così decide di tacere tutto quanto e di impegnarsi affinché cambino spesso stato, per non farsi riconoscere dai funzionari dello Stato.
Ma non potranno fuggire per sempre, non dall'interrogatorio, né tanto meno da loro stessi, dovranno imparare ad affrontare la vita insieme per quanto difficile possa rivelarsi, dovranno capire come far funzionare il loro matrimonio conciliando gli interessi dell'uno e dell'altra, e infine dovranno fare i conti con la realtà e con le sofferenze che si presenteranno dietro l'angolo.

Dunque, in questo volume i due protagonisti non sono più impegnati sul fronte della guerra, ma sono impegnati nel cercare di far andare avanti la famiglia, comprendendo i bisogni dell'uno e dell'altra.
Il mese di licenza di Alexander a Lazarevo è stata una parentesi quasi surreale, lì non avevano avuta quasi nessun contatto con la vita vera e avevano potuto stare insieme in maniera relativamente spensierata. Qui, adesso, le cose sono molto diverse, innanzi tutto fra di loro c'è la guerra che li ha divisi, che li ha portati a fare esperienze l'uno lontano dall'altra e che li ha irrimediabilmente cambiati, ma più in generale c'è la realtà, il fatto di dover lavorare per vivere, di avere un bambino che riempie la casa e che può minare alla loro intimità, insomma ci sono tanti fattori con cui devono fare i conti.
E tutto ciò si rivela una vera sfida, perché nessuno dei due probabilmente si immaginava di dover avere a che fare con qualcosa di simile, pensavano forse che sarebbe stato tutto più facile, ma non avevano previsto il fatto che ciò che avevano dovuto fare avrebbe potuto plasmarli in persone leggermente diverse. Perciò, Tatia e Shura inizialmente tentano di sopravvivere e prendere la vita come viene, senza rendersi conto che ora le cose sono diverse, o meglio se ne rendono conto ma non sanno come agire: Alexander soffre perché non ha potuto vedere il figlio da piccolino e perché Anthony non ne riconosce più di tanto l'autorità, Tatiana soffre perché le sembra di non riuscire più a trovare colui che aveva sposato qualche anno prima, e Anthony è confuso da questa situazione, vuole bene al padre, ma al contempo non riesce a non prendere le parti della madre quando i due litigano.

Entrambi devono però, prima ancora che capire come funziona in queste condizioni la vita matrimoniale, capire chi sono diventati.
Alexander ha vissuto la guerra e non riesce a dimenticarla all'inizio, ma col passare del tempo si tranquillizza, cerca sempre di raccontare il meno possibile della sua carriera militare ma non tenta più di stare alla larga dalle persone, anzi comincia a crearsi un circolo di amicizie, che però non si rivelerà molto salutare, perché le bevute fra amici saranno sempre più frequenti.
Tatiana non avrà vissuto la guerra ma di certo non è stata tanto meglio, con la preoccupazione che il marito fosse chissà dove disperso in Russia: per girare gli Stati Uniti con lui smette di fare l'infermiera, ma stare con le mani in mano non fa per lei, non riesce a fare soltanto la brava mogliettina che sta a casa ad aspettare che il marito torni a casa, perciò decide di riprendere il suo vecchio lavoro che le piaceva tanto, solo che questo peggiora il rapporto con Shura, l'uomo che ama e che però non riesce più a comprendere... come deve comportarsi? Chi deve diventare? Perché non va bene a lui che lei abbia una sua carriera e che aiuti qualcuno? Diciamo che per lei non sarà facile vivere dopo il suo ritorno, tutto sembra essere cambiato e la felicità sembra così lontana, ma le cose in un qualche modo si evolveranno, loro due continueranno a cambiare per arrivare a trovare un qualche equilibrio e di acqua sotto i ponti ne passerà tanta, e non tutta potabile.

Dopo aver parlato dei due protagonisti, dobbiamo parlare rigorosamente dell'ambientazione.
Questa volta, siamo quasi sempre in America, eccetto per l'ultima parte che è ambientata in Vietnam (ma di ciò io non vi parlerò, a discapito della trama, perché sarebbe come anticiparvi una delle ultime battute finali, quindi evito di fare troppi spoiler): abbiamo la possibilità d vedere molti stati, ognuno con delle caratteristiche particolari, c'è quello in cui Shura lavora su un peschereccio, quello in cui porta le signore in barca a fare giri turistici, quell'altro in cui lavora per un'azienda vinicola di un Italiano e quello in cui lavora per un'impresa edile. Sono tutti posti molto suggestivi e mi è piaciuto molto il modo in cui li ha presentati l'autrice, senza troppissimi dettagli (non siamo mica ne "Il Nome della Rosa", in cui la descrizione di nonmiricordomancocosa dura trenta pagine), ma con quelli che ci forniscono bene l'idea. Insomma, vedere attraverso gli occhi di Tatiana e Alexander questi paesaggi è stato come se ci fossi anch'io lì, a viaggiare con loro, a carpire l'atmosfera dei vari luoghi. Avremo anche lasciato la Russia da sogno, ma neanche l'America scherza neh!

Complessivamente, è stata una lettura molto emozionante, ho provato un mix di emozioni e ne sono uscita leggermente distrutta: la prima metà non è stata facilissima da leggere, si sentiva la disperazione dei due personaggi, il loro senso di inadeguatezza, tutte le loro paure, per non parlare del fatto che continuavano ad allontanarsi e a ferirsi, con i reciproci comportamenti, con le parole dette e non dette. Poi è accaduto il fattaccio, e allora cosa vuoi, non ti arrabbi e non ti disperi? Ovvio che lo fai! Ti arrabbi con entrambi, perché in un matrimonio le cose bisogna farle funzionare, non si aggiusta un rapporto da solo, ma sei tu che devi fare attenzione e ricucirlo: da una parte, lui ha sbagliato a fare quello che ha fatto, al posto che agire avrebbe dovuto pensarci per bene e magari parlare con Tatia di tutto quello che non andava, cercando di non essere così inflessibile e intransigente; dall'altra, lei avrebbe dovuto fare attenzione alle esigenze del marito, non per forza assecondarlo abbandonando il suo lavoro, ma magari avrebbe potuto evitare di prendere turni in più e cercare di non tardare troppo, soprattutto se già aveva visto che la loro relazione non era così stabile... per fortuna, poi abbiamo potuto sospirare (ovviamente dopo aver sofferto come non mai a leggere una scena) e le cose sono andate bene fino al Vietnam, dove di nuovo è tornata la sofferenza.
Insomma, è stata una lettura veramente bella, densa di emozioni e veramente pregnante, non riuscivo quasi a staccarmi dal libro tanto ero presa dalla storia e tanto pregavo che sti due cristi si decidessero a parlare e a mettere le cose a posto. Ma evidentemente dovevano distruggersi e distruggermi prima di farlo, e le gioie sono arrivate solo nelle ultime pagine.
Carissimi Tatia e Shura, arrivederci!
Voto:

giovedì 20 settembre 2018

Recensione Tatiana & Alexander

Titolo: Tatiana & Alexander
Autore: Paullina Simons
Genere: Romance
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: €11.05 (copertina flessibile)
Pagine: 672






Trama
Né la guerra né i 900 giorni dell'assedio di Leningrado sono riusciti a distruggere il grande amore di Tatiana e Alexander. Ora lei si ritrova sola in America con Anthony, il loro bambino appena nato: le hanno detto che Alexander è morto, ma nel profondo sente che non può averla abbandonata per sempre. Infatti il giovane ufficiale è vivo, anche se nella disperata condizione del prigioniero: caduto nelle mani della famigerata polizia di Stalin, sopravvive tra orribili sofferenze e torture nell'attesa di essere giustiziato come traditore e spia. Eppure Alexander non ha perso la speranza, perché sa che da qualche parte, in America, Tatiana e il figlio che non ha mai conosciuto lo stanno aspettando. Così Tatiana e Alexander continuano a vivere l'una all'insaputa dell'altro, divisi da un oceano, aggrappati al ricordo del loro amore che è riuscito a sconfiggere l'inverno russo e la fame, a sfuggire alle bombe della guerra. E che non può finire.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, oggi tornata con una nuova recensione, quella del seguito de "Il Cavalire d'Inverno", romanzo che lessi un paio di anni fa e di cui non mi decisi mai a leggere i volumi successivi, in parte perché qualcuno non ne era rimasto particolarmente soddisfatto e in parte perché mi ero spoilerata un sacco di roba.
Ma bando alle ciance e iniziamo!

La storia riprende più o meno nel punto in cui l'avevamo lasciata: Tatiana è riuscita ad arrivare in America, incinta e convinta che il marito sia morto; Alexander, separato dalla moglie, viene arrestato con l'accusa di aver tradito la Madre Patria e di essere una spia americana.
I due adesso sono separati, e non sono neanche sicuri che l'altro sia ancora vivo, Tatia crede al certificato di morte che le è stato fornito, perciò si dedica completamente al figlio Anthony e a dare una mano a Ellis Island con le sue capacità da infermiera, mentre Shura cerca di resistere, di non arrendersi nella speranza che un giorno possa rivederla, sempre che sia riuscita a scappare.
I due cercano di sopravvivere come meglio possono alla situazione in cui si ritrovano, cercando di non abbandonare mai la fede, ma non è facile, ci sono momenti in cui lei vorrebbe essere in grado di lasciarsi andare e di accettare la corte del dottor Edward, e lui invece vorrebbe saperla al sicuro, essere sicuro che ciò che ha fatto non sia stato vano, mentre si impegna a sopravvivere ancorandosi al suo ricordo.
La guerra li ha separati, e loro non sanno nemmeno se riusciranno a rivedersi, se la morte non sia già arrivata e sperare non abbia più senso.
Lontani, Tatiana e Alexander faranno di tutto pur di andare avanti con le loro vite, anche in mezzo alle continue difficoltà e alle continue tentazioni di cedimento,attaccandosi l'una all'altra, non lasciando andare il loro amore, l'unica cosa che ormai li tiene in vita.

Nella prima parte del romanzo, non vediamo soltanto i primi momenti in cui i due tentano di adattarsi alle loro nuove condizioni, ma abbiamo anche la possibilità di scoprire alcune cose interessanti sul conto del nostro caro Shura attraverso tutta una serie di flashback che vanno dal 1936, anno in cui i suoi genitori hanno deciso di trasferirsi in Russia, rivoluzionando così tutta la loro vita, agli ultimi giorni trascorsi insieme a Tatiana a Lazarevo, gli ultimi istanti della sua licenza matrimoniale prima di dover tornare al fronte.
Tutte queste nuove informazioni che acquisiamo su di lui ci sono fondamentali per comprendere meglio il motivo per il quale si trova a dover combattere per non venire ucciso e per sopravvivere alle accuse di tradimento che gli vengono mosse. In un qual certo senso, si potrebbe dire che i suoi genitori, in particolare il padre, fossero dei sovversivi, invasati delle idee comuniste e forse troppo desiderosi di dare una mano alla società russa, rinnegando molto velocemente il loro essere americani.
Questo fatto ha portato per Alexander molti guai, ha dovuto praticamente disconoscere le sue origini e cambiare persino cognome per poter sopravvivere in un paese nel quale gli stranieri non erano ben visti se non riuscivano a mischiarsi perfettamente fra i "connazionali". E' riuscito, però, a scappare da una morte certa a diciassette anni, e ad entrare nell'Armata Rossa, insieme all'amico Dimitri a cui ha raccontato tutto di se stesso. L'incontro con Tatiana, che qui rivediamo dal suo PoV, ha cambiato le carte in tavola: il suo piano di fuggire con l'amico per tornare nella terra natia sfuma sempre più col passare del tempo, perché lui si innamora di quella ragazza con il vestito bianco con rose rosse disegnate sulla stoffa, ed è allora che, inconsapevolmente, prepara il terreno per quello che succederà, per le accuse e per l'allontanamento dalla sua amata.

Se avete letto le mie ultime recensioni (penso a quelle di agosto in particolare, ma qualcuna anche prima e dopo), saprete che oramai io vivo per il tormento che trovo nei libri. Se non c'è tormento in una storia d'amore, perché le condizioni apparentemente non la consentono o perché, sempre apparentemente, il cuore di uno dei due è già occupato, manca quel quid che mi permette di amare la storia. E qui, ragazzi, di tormento ce n'è eccome!
Pensiamo a Tatiana: con un figlio a carico e in un paese straniero, la nostra protagonista è convinta che il marito non ci sia più e non riesce più a vivere, non se lo permette, perché l'amore che ha provato - e che prova ancora - è stato talmente forte da mettere quasi soggezione. Non fa altro che concentrarsi sul lavoro e su Anthony, che non abbandona mai, anche mentre visita i rifugiati di Ellis Island; non esce, non si diverte, non conosce altre persone all'infuori di coloro che lavorano con lei e non riesce a dimenticare il suo Shura, non può pensare di formare una famiglia con qualcun altro, sebbene ci siano momenti in cui desidererebbe soltanto un po' di contatto fisico come quello che le dava suo marito a Lazarevo.
Alexander, invece, riesce ad andare avanti solo grazie al ricordo della sua Tatia, ma non riesce a trovare esattamente la pace, non quando non è nemmeno sicuro che lei sia salva e che non sia morta, uccisa da soldati che la vedevano come una minaccia perché sua moglie. Per carità, essere messo in prima al fronte lo aiuta a concentrarsi su altro, tipo sull'improbabile sopravvivenza dei suoi uomini, che non ritornano praticamente mai dopo che li ha mandati a lavorare per ricostruire ponti abbattuti dai tedeschi o a fare ricognizione in zone che devono attraversare. Non riesce a lasciarla andare, è l'unico appiglio che ha per poter sperare di non morire, ma l'incertezza lo divora, così come la sua mancanza al suo fianco e il contatto fisico che ha sperimentato nel mese di licenza.
Ah, quando si dice che l'amore dilania il cuore... però, lasciatemelo dire, anche in mezzo a tutta questa sofferenza, anche a chilometri di distanza, sono tremendamente belli.

Un'altra cosa che ho apprezzato particolarmente, oltre al dolore e alla sofferenza dei personaggi, è stata l'ambientazione.
Questa volta, niente più Leningrado o Lazarevo, solo la desolazione della guerra, in cui nessuno è al sicuro: grazie al nuovo ruolo di Alexander, abbiamo la possibilità di vedere com'è il fronte, come sono i luoghi fondamentali per l'esercito, perciò assistiamo a ponti distrutti da ricostruire, campi minati, fiumi che si macchiano del sangue dei soldati che cercano di arrivare dall'altra parte, sull'altra sponda, nella speranza di poter raggirare i nemici e abbatterli, per non parlare poi proprio in generale dell'atmosfera che si respira quando gli uomini sono in piena azione o quando finiscono nei campi di prigionia. Le condizioni di questi soldati, quelli delle prime file, sono veramente sconcertanti, a nessuno importa di loro perché c'è un'altissima possibilità che non tornino mai più indietro dalle loro missioni, quindi perché dar loro gli strumenti necessari a riuscire a compiere adeguatamente quello che devono? Mah, io questa cosa non la capisco... sono pur sempre vite umane che potrebbero essere risparmiate dando loro il giusto equipaggiamento, almeno così non continueresti a perdere soldati perché i nemici sono meglio riforniti e con armi più potenti.
Dall'altra parte, possiamo osservare un pochino di America, soprattutto Ellis Island, che un tempo era un importantissimo sbocco per quanto riguarda l'immigrazione: a quel tempo, molti erano soldati che ritornavano dal fronte malati o feriti, e anche in questo caso osserviamo bene gli effetti che la guerra ha prodotto sugli uomini, e anche sulle donne che li aspettano a casa, non tutte totalmente devoti ai loro mariti (ma, d'altronde, in molti casi l'adulterio avviene da ambo le parti), Insomma, un'America piegata dalla guerra, ma al contempo piena di vita.

Concludendo, devo dire che è stata proprio una bella lettura, anche se leggermente sottotono rispetto a "Il Cavaliere d'Inverno": io temevo che questo secondo volume potesse rovinare tutto il bello che avevo trovato nel suo predecessore, invece la lettura è filata liscia come l'olio, mi ha coinvolto parecchio, soprattutto negli attimi finali e mi è piaciuto molto vedere come se la sono cavata i due piccioncini separati, anche se mancava un po' di quella passione, quel tormento, che avevamo trovato nel primo volume (però, d'altronde, la situazione lì era molto diversa, perciò...).
Ora non vedo l'ora di scoprire come andrà a finire la loro storia, soprattutto come sarà Shura dopo tutto quello che ha passato perché certe cose saranno difficili da dimenticare.
Ah, p.s. con SPOILERINO ma perché le autrici sono tanto attirate dal far resuscitare un personaggio che credevi morto e poi uccidertelo veramente quando credevi che sarebbe andato tutto bene con lui vivo? FINE SPOILERINO.
Voto:

martedì 18 settembre 2018

Mini-Recensione Genuine Fraud

Titolo: Genuine Fraud
Autore: E. Lockhart
Genere: YA Mystery
Casa editrice: Hot Key Books
Prezzo: €12.53 (copertina rigida)
Pagine: 272






Trama
Imogen è un'erede in fuga, un'orfana, una cuoca e un'imbrogliona.
Jule è una combattente, un camaleonte sociale, e un'atleta.
Un'amicizia intensa. Una scomparsa. Un omicidio, o forse due.
Una brutta storia d'amore, o forse tre.
Oggetti contundenti, travestimenti, sangue, e cioccolato. Il sogno americano, supereroi, spie, e cattivi.
Una ragazza che si rifiuta di dare alle persone quello che vogliono da lei.
Una ragazza che si rifiuta di essere la persona che era un tempo.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, direttamente dalla seconda settimana di scuola... okay, forse dovrei smetterla di dire queste cose, penso che ormai abbiate capito che la scuola è iniziata - ma va! - e che io non sto più leggendo tanto quanto quest'estate, ma che ci vogliamo fare, prima il dovere e poi il piacere no?
Anyway, oggi sono tornata con un post molto breve perché in realtà non so bene cosa dirvi a proposito di questo libro... ma andiamo con ordine.

La particolarità di "Genuine Fraud" è il modo in cui la storia ci viene raccontata, andando indietro nel tempo, partendo da una delle ultime battute del libro e arrivando al modo in cui tutto è iniziato.
La vicenda ruota attorno a Jule, una ragazza molto misteriosa, che ha perso i genitori quando era relativamente piccola e che per questo è diventata molto indipendente, ha imparato a difendersi da sola e a non dare troppe informazioni di sé in giro. Il suo cammino incrocia presto quello di Imogen, una ragazza che è stata adottata da una famiglia molto ricca e che, però, sembra essere un po' stanca della vita che vive.
In tutto ciò, apparentemente, non c'è nulla di strano, finché non si scopre che Imogen si è suicidata e che ci sono molte cose che non quadrano in tutta questa situazione, a partire dall'atteggiamento di Jule, che talvolta si fa chiamare come la sua amica e la imita senza un motivo apparente.
Da qui in poi si va indietro con la storia e diventa abbastanza intuibile dove l'autrice vuole andare a parare.
Tutto il mistero che viene costruito intorno alle figure delle due ragazze è un po' prevedibile, e la storia in sé non ti fa stare con il fiato sospeso mentre aspetti ansiosamente di scoprire cosa è effettivamente successo.

Ecco, a proposito di questo, devo dire che io avrei voluto trovare qualcosa di più, soprattutto visto il modo in cui l'autrice aveva presentato la storia di "We Were Liars": io ricordo che quando lessi questo libro l'anno scorso, rimasi scioccata dal finale, non me lo aspettavo proprio! E dire che con la mia fervida immaginazione ne avevo avanzate di ipotesi... eppure, non ero riuscita neanche lontanamente a capire dove sarebbe andata a parare la storia, non mi aspettavo una rivelazione così dolorosa, anche se col senno di poi qualche indizio c'era, ma io non ne avevo colto nessuno perché li avevo scambiati per momenti di confusione di alcuni personaggi.
Quello è stato un bel mistero, imprevedibile e doloroso.
Questo no.
Forse mi aspettavo troppo, speravo di ritrovare un po' di ciò che avevo visto in "We Were Liars", invece niente... tutto questo mistero non c'è, più o meno a metà storia inizi a capire, a mettere insieme tutti i tasselli e arrivi a fine lettura con un senso di amarezza, perché è andata proprio come avevi previsto e tu volevi essere sorpresa, magari volevi anche soffrire un pochino, ma di certo volevi finire il libro con la tipica faccia da Sebastian:
Poi, per carità, non è una storia malvagia, in un certo senso è interessante seguire la protagonista e scoprire di più su di lei, visto che sin dall'inizio capiamo che c'è qualcosa che non va, così come è interessante arrivare fino alla fine per capire il perché di molte cose, ma non mi sono sentita spingere dalla curiosità nei confronti del mistero, cosa che per me in un libro come questo, avente determinate premesse, era molto importante.

Diciamo che mi sarei aspettata molto di più, le premesse c'erano ma qualcosa non ha funzionato a pieno, almeno non con me.
Come storia, ripeto, non è male, il fatto che sia una narrazione all'incontrario la rende molto affascinante, però è mancato un quid molto importante, quello che avrebbe potuto farmi apprezzare molto di più "Genuine Fraud", che invece mi ha lasciato esattamente come prima che iniziassi la mia lettura, il che non è mai un bene perché vuol dire che il libro non mi ha lasciato emozioni... oltre che un grande dubbio su che voto dargli, perché non posso dire che sia stato brutto, ma nemmeno bello, quindi penso andrò con un Voldemort e mezzo, a metà, come se fosse due stelline e mezzo su cinque su GoodReads.
Voto:

giovedì 13 settembre 2018

Recensione The Golden Boy

Titolo: The Golden Boy
Autore: Elisa Gioia
Genere: Contemporary Romance
Casa editrice: Self-publishing
Prezzo: €13.90 (copertina flessibile)
Pagine: 385






Trama
"Mi ci era voluto solo un secondo per notarlo. Mi era bastato meno di un mese per innamorarmi di lui"
Lo chiamano The Golden Boy per un motivo. Chad Hart, divo di Hollywood del momento, è amato dalle donne, rincorso dai paparazzi e richiesto da milioni di registi. Summer Davis è una semplice ragazza che cerca di sopravvivere nella giungla di New York, tra le lezioni alla Tisch e i turni di lavoro come cameriera e dog-sitter. Due vite agli antipodi, ma solo in apparenza. Mentre i giornalisti gli danno la caccia, Chad cerca di combattere i demoni del suo passato lontano dai riflettori, finché Summer non irrompe nella sua vita. Lei ha imparato fin da piccola che l'amore porta solo dolore, è meglio difendere il cuore dietro una corazza e una lingua tagliente, che permettere a qualcuno di avvicinarsi e correre il rischio di soffrire di nuovo. Doveva essere un semplice incontro, invece è cambiato tutto... Summer credeva di essere solo una comparsa nella vita del ragazzo d'oro di Hollywood, invece si trova catapultata al centro della scena. Nonostante il passato misterioso di Chad e le sue storie che riempiono i tabloid, Summer si sente comunque attratta da lui, bello e dannato e con il viso da angelo vendicatore. Solo che Chad non è previsto nei suoi piani. Ma nemmeno innamorarsi di lui. I destini di entrambi sono però legati più di quanto pensino e ora è tutto nelle loro mani: permettere ancora una volta al passato di negargli un futuro o salire al centro del palco, lasciar cadere tutte le maschere e ricordare come si fa ad amare.
"The Golden Boy" è un romanzo che racconta come un semplice incontro possa cambiare ogni cosa, un imprevisto rivelarsi l'occasione di una vita.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, e la prima settimana di scuola è quasi andata... inutile dire che c'è già qualche professore che ha fatto terrorismo, parlandoci dell'esame che dovremo sostenere a fine anno, esame che tra l'altro sarà tutto nuovo, senza terza prova e forse senza tesina, e di cui si sa poco e niente, perché mi sa che nemmeno il Ministero sa bene cosa vuole fare con sta benedetta maturità.
Anyway, oggi sono tornata con la recensione dell'ultimo romanzo di Elisa Gioia, autrice che mi aveva conquistato con la duologia di "So che ci sei" e con il personaggio di Kelly, e che è tornata con una storia molto interessante, in parte simile a "Real Love" di Erin Watt per il concept che sta alla base.

La storia è quella di Summer, una ventenne che vive a New York da due anni, da quando ha iniziato a frequentare la scuola dei suoi sogni, la Tisch, insieme alla sua migliore amica. Diciamo che alla sua vita non manca quasi nulla: ha due genitori, non biologici, che le vogliono bene, studia recitazione ed è proprio dove vorrebbe essere... eppure, non riesce a fare a meno di preoccuparsi di quei bambini che, come lei un tempo, vivono in un orfanotrofio in attesa di trovare una famiglia adatta a loro. E' per questo che, al momento, si trova piena di debiti, perché il proprietario della struttura ha deciso di andarsene portando con sé i soldi che dovevano essere investiti nell'attività, lasciando così la protagonista piena di debiti.
Eccola, perciò, alle prese con una rivisitazione moderna di "Persuasione", famoso romanzo di Jane Austin, che la aiuterà a raccogliere fondi per i bambini. Solo che l'attore che doveva interpretare il protagonista maschile le ha dato buca, e adesso si ritrova a una settimana dallo spettacolo con un posto vacante. Quando, però, arriva di fronte al portone del teatro per delle prove con un papabile sostituto trova un ragazzo che immediatamente cattura la sua attenzione e che, inspiegabilmente, è disposto a imparare la parte. Fra i due l'attrazione è immediata, Summer non riesce a toglierselo dalla testa, è distratta e la vicinanza con il ragazzo non aiuta.
Quello che la protagonista non sa è che lui non è un semplice scrittore squattrinato come si è presentato, ma è Chad Hart, famoso attore hollywoodiano, che si trova a New York quasi in incognito e che se ne tornerà a Los Angeles subito dopo lo spettacolo perché manca da casa da troppo tempo, i suoi hanno bisogno di lui per la campagna politica di sua madre ed è ora che continui questo suo nuovo percorso di redenzione per tutte le bricconaggini che ha fatto in passato.
La loro relazione, tuttavia, non si interromperà con la sua partenza, perché lui ha bisogno di mostrarsi insieme a una ragazza normale, che lo faccia apparire come un ragazzo con i piedi per terra sui giornali, e chissà che il loro rapporto non si approfondisca ancora di più.

Quella fra Summer e Chad è una storia imprevista, non presente né nel piano quinquennale dell'una né nel piano di "riabilitazione sociale" (come l'ho soprannominato io) dell'altro.
E' stato tutto inaspettato, così come i sentimenti che ne sono derivati: noi lettori l'avevamo già capito che era scattata una scintilla già dal loro primo sguardo, scintilla che non concerneva soltanto attrazione ma un qualcosa di più profondo, ma loro due non lo sapevano ancora. Da quando si sono incontrati hanno imperversato l''uno nella mente dell'altro, non dandosi scampo, rincorrendosi perché i loro cuori si erano già legati indissolubilmente. Avete presente quando si dice che una persona vi è entrata sotto pelle? Ecco, fra loro due è successo proprio questo. E' accaduto tutto talmente tanto in fretta che a stento uno si poteva rendere conto di quello che accadeva, eppure in poco tempo è nata una bella storia d'amore, tormentata al punto giusto, talvolta anche dolce, ma con tanti segreti che devono essere svelati, se si vuole che qualcosa accada sul serio.

Fra i due, il personaggio secondo me più interessante è Chad. Non che Summer non lo sia, perché certi suoi comportamenti, come il fatto che si prodighi tanto per i bambini denota una mancanza che lei ha avuto e che non vuole abbiano gli altri, però Chad è Chad e nei suoi occhi c'è tanta sofferenza.
Da quando è morta la sorella la sua vita è cambiata, perché è come se una parte di lui fosse morta con lei: il rapporto con i genitori si è incrinato, così come il rapporto con se stesso, ma perché? Cos'è che gli impedisce di andare avanti? Il senso di colpa. Colpa per cosa? Non ci è dato saperlo, lo veniamo a scoprire quasi verso la fine, fatto sta che questa esperienza l'ha segnato moltissimo, e penso che lui abbia avuto molte remore ad aprirsi con la protagonista perché temeva di affezionarsi troppo, talmente tanto da soffrire qualora un giorno lei l'avesse lasciato solo.
Insomma, è lui che in realtà ha nelle mani il potere di fare un passo avanti, Summer si è già quasi arresa all'evidenza, invece Chad è molto tormentato: da una parte, non vorrebbe far altro che abbandonarsi all'emozione che sta nascendo nel suo cuore, ma dall'altra è come se non volesse lasciarsi andare, come se tutto ciò fosse troppo per lui e non ci fosse altro da fare che fare l'indifferente, per quanto possibile. Ah, se ne vedono di belle fra questi due!

Ci troviamo di fronte a una storia con i fiocchi, fatta di qualche colpo di scena e di tante emozioni, la cosa che mi è piaciuta di più di tutto: è stato veramente bellissimo vedere come si è sviluppato il rapporto fra i due personaggi, anche in correlazione ai loro rispettivi mondi, perché lei è tutto sommato una ragazza normale con una passione per il teatro, mentre lui è già all'interno del girone successivo, è famoso, ha fotografi che lo seguono dovunque e giornalisti che non aspettano altro che l'ultimo scoop per darlo in pasto ai lettori... insomma, il fatto che siano apparentemente molto distanti non fa che aggiungere fascino alla storia, e ti fa anche riflettere in un qual certo senso sul fatto che talvolta la persona per te la trovi 1) quando meno te l'aspetti, e 2) dove meno te l'aspetti! Non importa il conto in banca, né se si è conosciuti o meno, perché l'amore fa avvicinare le persone più disparate, che magari non penseresti nemmeno possano formare una bella coppia, invece sorprendentemente si scopre che lo sono, anche se poi ci sono innumerevoli ostacoli prima che loro stessi se ne rendano conto, poiché quando si vive in due contesti diversi è più facile pensare che l'altro non appartenga al proprio, mentre potrebbe essere in grado di dimostrare il contrario, se solo gli si dà una possibilità.

Concludendo, sebbene Chad non si sia rivelato ai miei occhi tanto affascinante quanto Christian Kelly (non ce n'è per nessuno qui), è stata una storia molto bella, mi è piaciuto molto il modo in cui i personaggi si sono conosciuti e il modo in cui l'autrice ha deciso di sviluppare la loro relazione. Ah, poi quanto è bello il paesaggio della Grande Mela? E quello di Los Angeles? Per non parlare poi della grandissima personalità della nonna di Chad, una donna che sa il fatto suo e che è bella tosta, anche se sotto sotto sa anche essere "dolce".
Voto: