lunedì 19 giugno 2017

Canticchiando fra i libri! #19

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi solo caldo all'orizzonte, io che mi sciolgo al sole mentre cerco di abbronzarmi (dire che sono bianca come un fantasma è persino gentile) e sempre io che ripenso a Lord of Shadows, a quelle ultime cinquanta pagine e a tutte le sofferenze che ha causato la Clare...
A parte questo, oggi sono finalmente tornata, dopo più di cinque mesi, con un nuovo Canticchiando fra i libri, rubrica inventata da me in cui devo scegliere due libri e un personaggio e associarvi una canzone in base al ritmo, al significato o al contesto che c'è dietro.

1.
What Happened Last Night - The Kolors
Allora, come ritmo questa canzone non è che ci stia benissimissimissimo, è un pochino troppo allegra, però per alcune scene potrebbe andare (poche, ma buone); quello che mi ha fatto pensare di associare questa canzone a questo libro è il testo, che penso che possa riassumere abbastanza bene quasi tutta la storia: da una parte, abbiamo il ritornello in cui si chiede che cosa è successo la scorsa notte e questo è il grande interrogativo del libro, cosa sia accaduto in una data notte, di cui lo spettro continua a perseguitare i protagonisti; dall'altra, il resto del testo può essere visto in parte come i pensieri di Ryan nei confronti della protagonista, ma soprattutto per gran parte come i pensieri di Stephan nei confronti di Marcia.

2.
Don't Dream It's Over - Glee
Dunque, mentre stavo cercando il secondo libro mi sono imbattuta in questa canzone e ho cercato di pensare a un libro in cui i personaggi fossero trattenuti dalla propria società e in cui qualcuno avesse iniziato una rivoluzione nella speranza di cambiare le cose, visto che il testo è una speranza, un incoraggiamento a non darsi per vinti e a non lasciarsi abbattere: ecco che mi è subito venuto in mente questo libro che ho letto recentemente, in cui il protagonista decide di cambiare la sua vita perché desidera qualcosa di diverso e in parte sogna anche che questo diverso avvenga davvero.

3.
There's Nothing Holdin' Me Back - Shawn Mendes 
Visto e considerato che ho appena finito LoS e sono ancora sconvolta, come personaggio a cui associare una canzone mi è venuto in mente Julian (oh, mi si spezza il cuore solo a pensarci) e ho incominciato a cercare una canzone che potesse andargli bene: ora, partiamo dal presupposto che l'altra che avevo pensato andava bene per metà, mentre l'altra metà non c'entrava nulla, e che una che racchiuda tutta la sua essenza non c'è, ho pensato a qualcosa che potesse avvicinarsi al Julian che troviamo in LoS e ho trovato che questa potesse andare abbastanza bene perchè, da una parte, lui non riesce a smettere di pensare a Emma, nonostante si sforzi molto, dall'altra, vederla così coraggiosa combattere al suo fianco o anche solo essergli così vicina in certi momenti permette alle catene che si è costruito di allentarsi a fare cose che non dovrebbe fare. E poi la canzone parla proprio di questo!

Bene, per oggi è tutto, io spero che questo post vi sia piaciuto, fatemi sapere.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

sabato 17 giugno 2017

Recensione Ritorno da Te

Titolo: Ritorno da Te
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: New Adult
Casa editrice: Nord
Prezzo: €16.90 (copertina rigida)
Pagine: 298






Trama
Devo proteggere il mio segreto.
Tu credi di avermi salvato, invece hai scritto la mia condanna...

Ivy Morgan pensava di avere tutto sotto controllo, di aver eretto una barriera impenetrabile tra sé e il resto del mondo. Ma le sue difese sono crollate nel momento in cui ha incontrato Ren Owens. Coi suoi profondi occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy, conquistandosi la sua fiducia. Anche perché, con lui, Ivy può finalmente condividere ogni aspetto della sua vita: Ren infatti è membto dello stesso, antichissimo Ordine di cui fa parte lei, perciò capisce bene cosa voglia dire passare le giornate fingendo di essere una ragazza come tante e le notti a combattere contro il Male che si cela tra le strade di New Orleans. Però tutto cambia quando Ivy scopre un segreto sulle origini della sua famiglia, un segreto che non può rivelare a nessuno, neppure a Ren. Perché, se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla. Ben presto, quindi, Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all'uomo che ama e mettere in pericolo tutto ciò per cui hanno lottato insieme, o sacrificare se stessa per la salvezza del mondo intero...
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi, in questa giornata molto calda, la qui presente desidererebbe fortemente essere al mare, ma ahimè le ferie sono previste per agosto... ah, meno male che ci sono i libri a tenermi compagnia e a morire di caldo insieme a me!
A parte questo, eccomi tornata con una nuova recensione del secondo volume della Wicked Series della mia carissima zia Jenny che a quanto pare aveva intenzione di farmi stare col cuore in mano per tutta la lettura.
*Attenzione: possibili spoiler*

Avevamo abbandonato Ivy nel bel mezzo di una scoperta pericolosa, in grado di rovesciare tutto il suo mondo: è lei la Mezzosangue che Ren, il suo ragazzo, è stato mandato ad uccidere, è lei la minaccia per l'umanità che rischia di vedersi ridurre le proprie libertà qualora lei rimanga incinta del Principe delle fate poiché il suo bambino consentirebbe l'apertura di tutti i portali e la fine del mondo umano.
Purtroppo per lei, il Principe è già a New Orleans e la cerca per portare in attuazione il suo piano: mentre tutti sono convinti che il Mezzosangue sia Val e cercano di adoperarsi per trovarla e per evitare il peggio, lei è costretta a vivere con il peso della verità, peso che diventa più difficile da sostenere nel momento in cui arrivano i rinforzi dell'Elite, quella parte dell'Ordine che si occupa proprio di questo problema, e la situazione si fa sempre più sanguinaria.
Le cose iniziano, dunque, a farsi sempre più spinose e Ivy si troverà di fronte a un dilemma bello grosso: tacere e affrontare tutto da sola con Campanellino, oppure parlare a Ren e porlo in condizione di poter fare il suo lavoro?

In questo volume, vediamo una Ivy leggermente diversa: è sempre testarda, continua a fare di testa sua e a mettersi nei guai, però questa volta le sue azioni sono accompagnate dalla paura di quello che potrebbe succedere e dalla consapevolezza che è lei che potrebbe determinare la distruzione del mondo.
Mille pensieri caratterizzano le sue giornate e i soli momenti in cui può permettersi do non pensarci sono quelli che trascorre con Ren: la loro relazione va a gonfie vele, si preoccupano l'uno per l'altro, sono spesso insieme e si divertono pure, sebbene ci sia costantemente un velo di inquietudine da parte di Ivy che ha paura di perderlo, cosa che non vuole che accada perché, anche se non lo dice, secondo me ha bisogno di una certezza nella vita e questa è in serio pericolo.
Poi, verso la fine, accadrà qualcosa che la proverà ulteriormente, alla semplice paura si sostituirà il terrore puro ed è in questa occasione che lei tirerà fuori il meglio (o il peggio, dipende dai punti di vista) per resistere e per fare in modo che la situazione non raggiunga un livello ancora più critico.
Insomma, ansia per lei che è una bomba a orologeria, e per noi che siamo dei poveri cristi con il cuore in mano per tutto il tempo.

Affrontiamo ora la parte interessante del discorso: Ren.
Ah, quanto lo si può amare quest'uomo? Ci aveva già colpito nel precedente volume per via della sua somiglianza fisica con il mio alieno preferito, ma qui inizia proprio a mostrare il meglio di sé: simpatico, premuroso, forte e tenerello, ha proprio tutti i dettagli al posto giusto perché non risulta mai troppo bad boy, troppo "so' figo, lasciate fare a er mejo der Colosseo" oppure troppo dolce e melenso nelle scene con la protagonista come qualcun altro di mia conoscenza (mi dispiace, Edward, ma troppo zucchero per i miei gusti), si trova sempre a metà strada.
Ma le scene più belle, bisogna ammetterlo, sono quelle con Campanellino: se non shippassi già Ren e Ivy, probabilmente lo shipperei con il follettino perché sono troppo carini, si battibeccano in continuazione e sembrano non sopportarsi, ma io sono sicura che altrimenti la loro vita non sarebbe la stessa, sarebbe molto meno con le sopracciglia alzate e decisamente più noiosa.
Certo, c'è da dire che anche lui ha sperimentato il momento mainagioia (perché altrimenti non saremmo in un libro della zia Jenny) verso la parte finale al punto che per poco non mi stava venendo un coccolone perché nessuno si deve permettere di torcere un capello a quest'essere di una specie in via d'estinzione.

La vera sorpresa di questa storia non è stato il Principe delle fate, che risulta il solito cattivo opportunista che vuole soltanto arrivare a distruggere i portali per permettere al suo popolo di vivere nel mondo degli uomini, bensì proprio Campanellino: nello scorso romanzo abbiamo avuto modo di conoscerlo un pochino, soprattutto le sue stravaganze; qui, invece, vediamo un tenero folletto capace di preoccuparsi per Ivy e per la sua incolumità, preparato anche a intervenire nel caso in cui la situazione stia volgendo verso l'irrimediabilità. E' proprio in questo contesto che abbiamo la possibilità di vedere la sua vera natura, il suo vero io che prima aveva celato in maniera perfetta.
In ogni caso, di lui non si può dire proprio nulla di male, è super simpatico, tenero, intelligente e furbo e quando fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare non puoi arrabbiarti.

Devo ammettere che questo libro è parecchio ansiogeno: già partiamo male sin dalle prime pagine con la scoperta sensazionale di Ivy, che le mette una taglia bella grossa sulla testa, poi come se non bastasse le cose iniziano a peggiorare per via del Principe che inizia a "corteggiarla" (e come fa lui non lo farà mai nessuno) e cerca di persuaderla ad andare con lui, addirittura minacciando chi ama.
Per non parlare poi della parte finale! Sono stata per un centinaio di pagine con il cuore in mano, all'interno di una teca di vetro perché avevo paura per i miei poveri feels e man mano che andavo avanti con la lettura la mia ansia cresceva sempre di più, in quanto si succedevano degli avvenimenti dalle conseguenze molto importanti per il resto della storia.

Ah, ma mi stavo dimenticando di dirvi una cosa!
*ringrazia la sua mente per essersene ricordata*
In "Ritorno da Te" abbiamo la possibilità di scavare un po' più a fondo sull'argomento fate: già sappiamo che il loro mondo si sta avvicinando alla sua fine, quindi hanno bisogno di trovare un nuovo posto dove poter vivere senza il timore che possano morire tutti quanti in tempi brevi, e quale posto migliore della Terra per ricoprire questo ruolo di casa di scorta? Ed è proprio per questo che sono diventati degli esseri malvagi, per ottenere una nuova dimora.
Ma qui osserviamo qualcosa in più che riguarda il modo in cui possono prendere potere: per poter aprire i portali, il Principe deve concepire un bambino con una Mezzosangue, ma questa unione non è facile perché bisogna seguire delle determinate regole, altrimenti anche se nascesse potrebbe non avere alcuna utilità per le fate.
E scopriremo anche che non tutto è come sembra, ci sono delle eccezioni in questo contesto, solo che sono ancora poco conosciute.

Concludendo, questo libro mi è piaciuto molto, c'è molta azione e tutti gli avvenimenti si succedono di modo tale da far crescere la tua ansia a dismisura man mano che si va avanti con la lettura:
Insomma, un bel secondo volume potente, che ci permette di inquadrare meglio alcuni aspetti fondamentali e altre cosine che pensavamo di conoscere (e invece no!) e che ci annienta i feels, giusto perché tanto non avevamo nulla da fare che soffrire.
Voto:

giovedì 15 giugno 2017

Recensione Obsession

Titolo: Obsession
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: Adult
Casa editrice: Giunti
Prezzo: €14.00 (copertina rigida)
Pagine: 336






Trama
Serena Cross aveva accolto con scetticismo il racconto della sua migliore amica, convinta che il figlio di un potente senatore fosse coinvolto in un incredibile complotto. Ma, dopo aver assistito con i proprio occhi all'omicidio dell'amica, Serena non può più dubitare: è lei stessa in pericolo. Così accetta suo malgrado la guardia del corpo che il Dipartimento della Difesa le assegna perché vegli sulla sicurezza: Hunter. Arrogante, prepotente, eppure terribilmente affascinante... Ma se lui conosce a memoria il dossier di Serene, lei ignora tutto del suo protettore: Soprattutto il fatto che il più grande pericolo per lei potrebbe essere proprio Hunter.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una studentessa in vacanza che finalmente può mettersi sul balcone a prendere un po' di sole perché la qui presente è bianca come un fantasma, e un'abbronzatura non sarebbe malaccio.
A parte questo, oggi sono tornata per parlarvi di un libro che ho letto un paio di settimane fa, in un momento di tregua dalle mie odiate amate verifiche e che ho divorato in un paio di giorni facendo l'una per finirlo perché mi aveva preso così tanto da continuare a dire: "Dai, arrivo a finire il capitolo e poi vado a dormire" e poi: "Sì, ma non posso smettere a e 37, dev'essere un'ora piena".
Ma bando alle ciance e cominciamo a parlare di "Obsession".

La storia inizia subito con l'elemento scatenante dell'azione successiva: l'amica di Serena, ventitreenne psicologa, le racconta di aver visto qualcosa di incredibile, ma che non avrebbe dovuto vedere, mentre stava origliando una conversazione fra i figli del Senatore e ora ha paura che le possa accadere qualcosa di brutto proprio a causa di questo; lo protagonista inizialmente non sa se crederle, tuttavia decide di aiutarla comunque.
Quello che Serena non si sarebbe mai aspettata è che di lì a poco tutto il suo mondo crollasse, tutta la sua vita venisse ridotta a una sorta di prigionia nel tentativo di scampare a qualcosa che non la vuole viva: è così, sola, che si ritrova a dover affrontare la paura dell'ignoto in una casa che non è la sua, in cui abita con un uomo prepotente che dovrebbe proteggerla.
Mentre, quindi, è impegnata nel tentativo di comprendere tutta la situazione e metabolizzare le informazioni, deve anche soprattutto fare attenzione perché lui non è come lei, è un Arum e il pericolo con lui è dietro l'angolo.

La protagonista di questo romanzo è Serena, una giovane donna di 23 anni che lavora come psicologa: se fino a poco prima la sua vita era abbastanza tranquilla, senza troppe avventure, un avvenimento contribuirà a mettere completamente a soqquadro la sua vita e cambierà tutto quanto. Ecco che, in questa situazione, anche la sua salute mentale viene ampiamente provata: dapprima, la perdita di una persona per lei importante la lascia senza parole, incredula, soprattutto per via di come è avvenuta; poi arriva anche il dolore affiancato al'esasperazione dovuta alle domande che le vengono poste da chi sta indagando; infine, abbiamo anche il suo smarrimento, nel momento in cui cambia le sue abitudini, seguito successivamente da un nuovo coraggio, una nuova determinazione, non soltanto riguardo allo scoprire cosa è veramente successo, ma anche nei confronti di Hunter, colui che la deve proteggere e a cui lei stessa si sente attratta.
Però, ecco, fra tutte queste emozioni che si susseguono e si mescolano in lei, bisogna dire che una caratteristica comune è la testardaggine, il desiderio di fare le cose di testa sua, senza prendere ordini dagli altri, e questo le farà passare qualche situazione poco piacevole.

Hunter è quel tipo di personaggio da cui non sai mai cosa aspettarti: già è un Arum, un alieno fatto di ombra che ha bisogno di nutrirsi di un Luxen per essere in forma, e noi sappiamo quanto alcuni possano essere spregevoli per via della loro natura, in più si presenta come un "uomo" abbastanza bipolare, talvolta gentile, talvolta no, che sembra ragionare più con certe cose che con il cervello, quindi in definitiva non sappiamo mai cosa ci troveremo davanti.
All'inizio risulta un vero duro, un essere (non posso nemmeno chiamarlo uomo, ma guarda te!) tutto d'un pezzo, incorruttibile, spietato, insomma ha l'aria di chi ti sorride promettendoti mali; quando poi nella sua vita piomba prepotentemente Serena, la sua sicurezza e il suo controllo iniziano a vacillare, si vede che dentro di lui prende atto un contrasto, soprattutto fra le sue due nature, quella di Arum e quella umana, che cercano di prevalere l'una sull'altra ma che possono anche perdere.
E poi ne vedremo delle belle fra lui e Serena perché lei lo porta quasi all'esasperazione con la sua volontà di vendicare la morte dell'amica e di vivere come vuole lei, nonostante debba fare attenzione ai pericoli che l'aspettano.
(ecco un esemplare di Hunter alle prese con Serena)

Altri personaggi non ce ne sono, i più importanti sono loro due, ma si può dire che un "personaggio" che viene però approfondito sia la figura degli Arum: dal punto di vista fisico, gli alieni ci possono apparire come dei semplici umani, forse un po' più muscolosi del normale e più alti, ma quello che in pochi sanno è che la loro vera natura è basata sull'oscurità, infatti, quando prendono le loro vere sembianze, risultano degli esseri fatti di ombre, capaci di inglobare in sé la luce e di far calare la temperatura di una stanza proprio per via della mancanza di luce in loro (e, conseguentemente, di calore); scopriamo inoltre il motivo per cui gli Aurm si nutrono degli alieni e, talvolta, degli umani, cosa che non fanno solo per l'ebrezza derivante proprio dall'aspirazione della loro parte vitale, ma anche perché altrimenti sarebbero troppo deboli e non potrebbero combattere i Luxen, alieni fatti di luce.
In definitiva, però, non possiamo dare per scontata la loro malvagità poiché, come abbiamo visto nella serie Lux, non si può dire che una specie di individui sia tutta buona o cattiva.

A proposito di questo, la storia è molto basata sul "tema" del "nulla è come sembra" (detta così sembra quasi un concetto filosofico... #maiscrivererecensionisufogliettisparsiduranteleoredifilodofiachepoinonsaicosavienefuori): già dall'inizio, infatti, vediamo come le persone si possano rivelare diverse da come erano sempre state, basti pensare a ciò che ha visto l'amica di Serena; in secondo luogo, mai, e dico mai, dare per scontato che qualcosa o qualcuno sia come effettivamente ci appare perché la sua vera natura potrebbe essere nascosta dietro una maschera di Pirandello, oppure potrebbe non essere visibile ai nostri occhi per nostra volontà.
In sostanza, questa storia grida da tutti i pori: "fai attenzione, guardati sempre intorno e non credere a tutto ciò che vedi o senti".

Concludendo, c'è da dire che questa storia mi ha sorpreso molto: sapevo che sarebbe stata molto più... uhm, diciamo, matura da quel punto di vista, mi aspettavo molte più scene di quel tipo ma non ne ho trovate così tante, anche se devo ammettere che ogni tanto vi erano dei pensieri poco delicati e un po' volgarucci che mi facevano reagire così:
Però, ecco, qualche romanticismo c'era, anche se pochi rispetto ai momenti in cui si ragionava non con il cervello o col cuore, ma con altro.
A parte questo, la storia risulta sempre molto avventurosa, ci sono momenti in cui il ritmo è molto incalzante e altri in cui sembra avere dei toni più dark e freddi del solito (capita la battuta?), molto spesso ritroviamo l'ironia che caratterizza la zia Jenny e che alleggerisce anche le situazioni più difficili o più pesanti. Insomma, una bella storiella che ci presenta l'altra faccia della medaglia del mondo alieno.
Voto:


mercoledì 14 giugno 2017

WWW... Wednesday! #37

Buongiorno! Qui è la vostra Katy e oggi, in questa giornata non particolarmente piena di gioie, sono tornata con un nuovo appuntamento del "WWW... Wednesday!", la rubrica inventata dal blog Should Be Reading in cui vi devo presentare le mie letture in corso, terminate e in programma, nonché rubrica che oggi sarà ricca di libri perché ho saltato parecchi appuntamenti e, benché io non abbia letto chissà quanto in questi mesetti, ho comunque letto qualcosina.

What are you currently reading?
Sto leggendo questo libro che mi è stato regalato per il compleanno da una mia amica, ma sono solo all'inizio, quindi non mi esprimo ancora.

What did you recently finish reading?
Dunque, ci eravamo fermati con la serie di Chiara Cilli, serie che ho divorato in pochissimo tempo perché mi ha veramente conquistata, al punto che in quattro o cinque giorni ho letto gli ultimi due volumi della prima trilogia e il primo della seconda: ahi, che sofferenza, il mio povero cuoricino in alcuni casi si è fermato e in altri ha iniziato a battere velocissimamente perché accadevano troppe cose alla "Ommioddiosantissimo, non sta succedendo davvero, non può essere, non... ma come faccio ad essere ancora viva?" e a momenti scleravo in classe di fronte al professore che stava interrogando (non me, io avevo già dato), ma in compenso ho messo al corrente la mia vicina di banco di ciò che stava succedendo e ora pensa che io non abbia tutte le rotelle a posto... o forse questo lo pensava già!
Poi ho letto "Lontano da Te", un altro splendido capolavoro della zia Jenny che mi ha fatto prendere un bel colpo questa volta perché, uno, la protagonista che si fa male già all'inizio non è mai un buon segno e, due, gli occhi verdi di Ren... ora, perché? Adesso Daemon Black non avrà più il suo primato ma se la dovrà contendere con lui! Be', non ti preoccupare, DB, sarai sempre il number one per me.
Ho anche letto "Rinascita" e devo dire che almeno in questo libro il finale non è da mainagioia ma ho l'impressione che lo saranno gli altri, diciamo che la Jomain ci ha voluto soltanto indorare la pillola donandoci un romanzo alla "Piacere, mi chiamo Ansia e starò con te fino alla fine di questa avventura, ti piace?".
Poi, signore e signori, ecco uno dei libri più belli che io abbia letto in questo 2017: "Anima Divina". E più non dimandate, se volete andatevi a vedere la mia recensione sclerosa.
Dopo di che, ho letto altri due libri della zia Jenny: per il primo, devo dire che sono rimasta molto sorpresa perché me lo aspettavo "peggiore" dal PoV di quelle scene (capitemi) e invece no, tutto alla normalità, ovvero non ai livelli di "After"; per il secondo, be', mamma mia quanti spaventi che mi ha fatto prendere, per di più mentre ero a scuola! Ma, io dico, si scrivono dei libri del genere? No, a meno che tu non sia uno scrittore sadico e masochista allo stesso tempo.
Ho anche letto il terzo volume di "The 100" e devo dire che mi è piaciuto un sacco, soprattutto per via della Bellarke che può dare solo gioie, al contrario della serie TV.
Successivamente mi sono buttata su "American History 1" e l'ho apprezzato un sacco, davvero, ho adorato la storia di Marcia, Stephan e Ryan e quel finale... ahi ahi, come farò ad aspettare?
Infine, ho letto "La fine del mondo arriva di venerdì", un romanzo che mi è stato mandato dall'autrice per recensirlo e che mi è piaciuto abbastanza, all'inizio ci ho messo un po' a entrare nell'ottica di questa storia però poi il tutto è scorso tranquillo.

What do you think you'll read next?
Non so ancora cosa leggerò prossimamente, forse uno di questi quattro libri oppure uno dei tanti altri che mi aspettano... vediamo, forse "Lord of Shadows", aka la morte mia, aka la morte della Clare che ha già detto che moriranno quattro e dico QUATTRO personaggi e spero per lei che non siano i miei personaggi preferiti (ti prego, ti prego, ti prego, non Julian, non Emma, nessuno dei Blackthorne, nessuno dei magnifici di TMI... ti prego).

E voi, che mi dite? Se vi va, fatemi sapere qualcosa sulle vostre letture!
Pace, amore e tanti libri a tutti!

martedì 13 giugno 2017

Recensione Anima Divina

Titolo: Anima Divina
Autore: Jennifer L. Armentrout
Genere: Urban Fantasy
Casa editrice: HarperCollins Italia
Prezzo: €16.00 (copertina rigida)
Pagina: 379






Trama
Alexandria non sa se ce la farà ad arrivare viva al suo diciottesimo compleanno e al fatidico Risveglio. Il fanatico Ordine di Thanatos, a lungo dimenticato, la sta cercando per eliminarla, e se il Consiglio dovesse scoprire cosa è successo davvero durante l'attacco al Covenant dello stato di New York, la sua sorte sarebbe ugualmente segnata. E così pure quella di Aiden, la Sentinella di sangue puro che farebbe di tutto per proteggerla. Non solo: ogni volta che si "allena" con Seth, il primo Apollyon, le compare sulla pelle un nuovo simbolo della speciale natura divina che li lega indissolubilmente e cresce il rischio di anticipare il momento del Risveglio, con conseguenze inimmaginabili e forse persino devastanti. Come se non bastasse, all'improvviso una rivelazione sconvolgente cambia ogni cosa e Alex, intrappolata tra sentimenti e necessità, impara a proprie spese di chi si può davvero fidare... e chi, invece, l'ha ingannata fin dall'inizio. Quando gli dei si riveleranno e la loro collera si scatenerà, in pochi sopravvivranno. E solo chi rimane saprà se davvero l'amore può sconfiggere il destino.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla, una personcina molto felice questa settimana perché è finita la scuola!
E quindi, eccomi qui per parlarvi di uno dei libri più belli che io abbia mai letto, insieme alla saga "Lux" e a "I Miserabili", i miei libri preferiti in assoluto: sto parlando di "Anima Divina", terzo volume della saga "Covenant" della mia amata zia Jenny.

Dopo essere tornati dal Covenant di New York e dopo aver combattuto contro le Furie, Alexandra torna alla sua vita da studentessa, non senza preoccupazioni dovute a ciò che è successo e a ciò che dovrà succedere al compimento dei 18 anni, ovvero il Risveglio come Apollyon; tuttavia, la normalità non va molto d'accordo con lei e ben presto qualcosa sconvolgerà la ritrovata tranquillità, una scoperta che potrebbe portare delle conseguenze.
Ma questo non è l'unico problema: sta succedendo qualcosa che lei non comprende, sa solo che c'entrano suo padre Lucian e Seth, che a quanto pare è fondamentale per la riuscita dell'impresa e che sta stringendo rapporti con quell'uomo, giustificandolo e quasi elogiandolo. Seth si sta rivelando sempre più strano, non è più il ragazzo egocentrico di prima, ma qualcosa è cambiato, talvolta ha una strana ombra negli occhi che non si sa come classificare.
In compenso, l'unico che rimane sempre lo stesso è Aiden, che si dimostra sempre disponibile e che cerca di dissuaderla dal compiere azioni spregiudicate, soprattutto dopo la sua scoperta, ma nemmeno lui può fermare il corso del tempo e impedire allo Sterminatore degli Dei di diventare tale.

Ormai conosciamo Alexandria, sappiamo com'è la sua personalità e come tende a reagire di fronte alle situazioni: il suo è un carattere forte, è determinata a portare a termine le sue idee e a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno, è testarda, talvolta irriverente e molto, ma molto, impulsiva al punto da mettersi in guai seri perché non pensa mai prima di agire o di parlare.
Da questa descrizione sembrerebbe quasi Mandrake, una giovane donna estremamente combattiva e impavida, ma è anche molto umana, è vulnerabile soprattutto per due sentimenti: la paura e l'amore. La prima è quella che molto spesso ricaccia in un angolino, quando le serve essere fredda e avere la razionalità dalla sua parte, anche se può capitare che si faccia prendere dal panico.
La seconda è una sensazione pericolosa e molto forte: pericolosa perché nel caso in cui fosse rivolta a una certa persona (*coff-coff* Aiden *coff-coff*) potrebbe causare guai non solo per lei ma anche per qualcuno che si sarebbe aspettato qualcosa in più di quanto non abbia effettivamente ottenuto (*coff-coff* Seth *coff-coff*); forte perché può portare a compiere azioni di un certo peso a cui non si può resistere.

Un personaggio di cui possiamo notare molto bene i risvolti psicologici è il primo Apollyon, Seth: all'inizio di questa avventura ci era parso più come una versione 2.0 di Daemon Black (l'unico e inimitabile), un diciannovenne con un ego enorme (e non completate la frase... capitemi), super testardo e sicuro di sé, un po' tanto presuntuoso e sbruffone, ma al contempo ancora tranquillo; qui, invece, lo vediamo molto più tormentato e talvolta è inquietante vedere come riesca a passare dal Seth "coccoloso - cocco di mamma" ("cocco bello! Cocco di mamma!"- oh, i ricordi del mare) al Seth "fai attenzione che te meno" in pochissimo tempo.
Conoscendolo meglio, notiamo un ragazzo molto sensibile, anche se potrebbe non sembrare: sotto tutta quella corazza, quella spocchia, si nasconde un animo ferito, che vorrebbe soltanto qualcuno che lo amasse veramente e che lo faccia sentire meno solo perché, secondo il mio modestissimo parere e la mia teoria, non dev'essere facile vivere lontani da casa propria senza qualcuno accanto, con solo persone che ti ammirano per quello che sei ma non sono in grado di vedere il vero te, solo il tuo ruolo nella storia.
Insomma, a me dà proprio l'impressione di uno che desidererebbe compagnia e che cerca di fare di tutto per mantenersela ben stretta per paura che voli via e che egli stesso soffra.

Infine, ultimo personaggio di cui vi parlo, abbiamo Aiden, Aiden St. Delphi, signore: abbiamo già appurato la sua diversità da tutti gli altri ragazzi della zia Jenny, non è il solito sbruffone, il solito bello e dannato ma è su tutto un altro livello perché sa essere dolce, senza mai essere melenso, premuroso (forse anche troppo), un buon osservatore, ma non si può dire che non abbia fascino, anzi, eccome se ce l'ha! In "Anima Divina" devo dire che ha dato il meglio di sé, al punto che se non fossi già profondamente innamorata di Daemon Black potrei anche farci un pensierino... ah, ma chi vogliamo prendere in giro? Ormai anche lui è riuscito a toccare la giusta corda del mio cuoricino, con quella sua aria da tormentato alla "vorrei ma non posso".
E' veramente un personaggio intenso, tutto quello che fa ti fa capire la sua profonda dedizione verso il suo ruolo di Sentinella, ma soprattutto verso Alex, eh sì, perché, si sa, il proibito attira sempre di più e quando c'è di mezzo un sentimento come quello che lui prova per lei, cosa si può fare? Forse è meglio assecondarlo e lasciarsi trasportare dalla corrente, stando però ben attenti a non affondare o a finire contro un iceberg perché a quel punto neanche gli dei sarebbero in grado di salvarli.
*in adorazione per Aiden*

Quello che trovo sia super interessante di questa saga è la mitologia: in particolare, in "Anima Divina" penso si raggiunga il culmine in questo senso poiché veniamo a conoscenza di quasi tutto quello che è caratteristico di questo mondo.
Fino ad adesso abbiamo incontrato le Furie, le tre sorelle che hanno il compito di eliminare le minacce, e gli dei, anche se non ancora fisicamente (e qui mi taccio), che sono stati dipinti quasi come degli individui superbi, che non si occupano più di tanto dei loro discendenti, se non in caso di minacce per loro stessi in quanto hanno paura che qualcuno li possa spodestare (come d'altronde questo accadeva per Urano prima e Crono poi). In questo terzo volume approfondiamo queste figure e anche quella dei Puri e dei Mezzosangue, conosciamo il perché di alcune cose e la loro origine, ma uno sguardo di un certo peso sull'Apollyon, in quanto questo riguarda da vicino la nostra cara Alex: sappiamo già quale sia il suo compito nella storia e cosa succede nel caso in cui ce ne siano due, ma prima non riuscivamo a comprendere in che modo questo nascesse, cosa facesse sì che si risvegliasse e cosa effettivamente comportasse la presenza di più di un Apollyon.

Insomma, come si può capire, questo libro è qualcosa di molto intenso: accadono molte cose, tutte molto importanti per lo sviluppo della storia, che si succedono in un climax ascendente che culmina con la straziante scena finale, scena da tachicardia; anche i personaggi agiscono in maniera diversa, con una certa solennità che li fa sembrare degli eroi in guerra perché, forse, effettivamente lo sono; ma i momenti più intensi, più densi di tensione e di sentimenti forti è il rapporto che si è instaurato fra Alex e Aiden, un rapporto che ormai si è radicato e loro non possono e non vogliono contrastare, sebbene sappiano bene che le conseguenze sono poco incoraggianti.

Concludendo, questo libro mi è piaciuto veramente tanto, la zia Jenny è riuscita ancora una volta a stupirmi e a non farmi scollare dal libro per neanche un secondo, al punto da rimandare lo studio al giorno dopo ( tra l'altro era per l'interrogazione di latino) perché avevo bisogno di sapere cosa sarebbe successo, visto e considerato che ogni capitolo finiva in modo tale da non permettermi di smettere di leggere.
Poi non parliamo dei miei scleri per Aiden e il suo "agapi mou, zoi mou" e per il fatto che mi ha citato Geoffrey Chaucer... insomma, Chaucer! Colui che ha praticamente copiato Boccaccio senza nemmeno dirlo, cosicché tutti gli inglesi avevano pensato fosse un rivoluzionario (seh, credeteci)!
A parte questo, è stata una bellissima lettura e ora non vedo l'ora che arrivi il seguito perché quel finale... ah, non ne parliamo va'.
Voto:


lunedì 12 giugno 2017

Segnalazione: La fine del mondo arriva di venerdì

Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e oggi, in questa calda giornata estiva in cui non c'è più la scuola, sono tornata per 1) riprendere in mano le redini del blog in maniera decente, 2) segnalarvi un romanzo che sto leggendo in questo momento e di cui presto arriverà la recensione sul blog, ma di cui non vi dirò nient'altro di più.

Titolo: La fine del mondo arriva di venerdì
Autore: Isabel C. Alley
Casa editrice: Self-publishing
Genere: Romance
Data di pubblicazione: 19 maggio 2017
Formato: ebook (cartaceo presto disponibile)
Prezzo: €2.99
Pagine: 280
Scheda Goodreads: Goodreads
Link Amazon: Amazon (disponibile anche su Kindle Unlimited)
Trama
Può una piccola decisione, apparentemente priva d’importanza, cambiare un’intera esistenza? Può l’amore, il sentimento più brillante e puro che esista, risvegliare un cuore assopito e renderlo allo stesso tempo così vulnerabile? Giulia avrebbe potuto ottenere la vita perfetta: una brillante carriera da avvocato, due splendidi bambini, un marito medico elegante e distinto. Invece si ritrova sola, in una mattinata di fine giugno, a boccheggiare per i trenta gradi della sua casa e il post-sbronza del venerdì sera. Durante il suo viaggio verso una meta solida e sfarzosa, uno strano meccanismo arriva a cambiare la direzione dei binari su cui il treno Giulia si sta muovendo: un meccanismo che porta il nome di Lia. È la sua nuova coinquilina, romana, con una zazzera enorme di riccioli in testa, a scuotere Giulia dall’apatia che tormenta le sue giornate, portandola con sé nel mondo della rievocazione storica. È là, tra allegri festeggiamenti, danze intorno al fuoco, abiti di lino e radure immerse nei monti che Giulia conosce la libertà, la spensieratezza, l’amore.
È là che conosce Fran. Fran, capace di portare l’oro dell’estate nel grigio inverno di Giulia. In estate, però, nascono anche le tempeste e non sempre le tempeste si placano. A volte possono lasciare dietro di loro un vuoto oscuro, come se ci si trovasse, tutto a un tratto, alla fine del mondo. La fine del mondo può arrivare nel momento più inaspettato, prendendo da sola un appuntamento con ognuno di noi. Per Giulia ha scelto il venerdì.

Biografia autrice
Isabel C. Alley: emiliana, impiegata, cosplayer. Passa tutto il giorno con la testa tra le nuvole, anche se a volte è costretta a tornare con i piedi per terra per buttare giù un bilancio o una dichiarazione dei redditi. Nerd fino al midollo, se non vi risponde si è probabilmente persa nella lista dei saldi di Steam. Ama la lettura, la scrittura, i videogiochi e la rievocazione storica. Doveste mai capitare a casa sua, vi accoglierebbe con le mani piene di stoffe, sogni e colla a caldo, insieme ai suoi bellissimi gatti. Ha scritto la serie de "I Diari di Isabel" e il libro "La Boulevard". "La fine del mondo arriva di venerdì" è il suo quinto romanzo.


Bene, per oggi è tutto, spero di aver destato la vostra curiosità con questa segnalazione e noi ci vediamo domani.
Pace, amore e tanti libri a tutti!

giovedì 1 giugno 2017

Recensione Rinascita

Titolo: Rinascita
Autore: Sophie Jomain
Genere: Fantasy
Casa editrice: LainYa
Prezzo: €15.00 (copertina flessibile)
Pagine: 475






Trama
A St.Andrews, città universitaria sulla costa scozzese, la vita di Hannah non è più la stessa. Per cominciare, non è più un essere umano. Dopo essere stata morsa a tradimento da un angelo nero, il suo corpo ha abbandonato la natura mortale per assumere le sembianze di una creatura magnifica discendente dalle leggende più arcane: un vampiro incantevole dotato di ali imponenti, forza straordinaria e vita eterna, nemico giurato dei lupi mannari, fra cui l'anima gemella di Hannah, Leith.
Divisi, ora più che mai, da leggi antiche che gli impediscono di stare insieme, i due innamorati dovranno combattere prima di tutto contro il loro stesso istinto che li vorrebbe avversari. Ma forse, con l'aiuto dell'angelo nero Darius, trovare un modo per permettere ad Hannah di tornare umana e di riunirsi al suo amore proibito è possibile, anche se tremendamente pericoloso. Con "Rinascita", terzo capitolo della saga "Le stelle di Noss Head", Sophie Jomain pone i suoi personaggi davanti a una serie di scelte difficili: i protagonisti verranno trascinati in un'avventura ricca di suspense e combattimenti mozzafiato.
Recensione
Buongiorno! Qui è la vostra Katy che vi parla e anche oggi la qui presente ha capito che si dorme domani... vi assicuro che ho un sonno pazzesco, ma un sonno che non potete immaginare! Ogni giorno mi riprometto di andare a dormire presto, massimo massimo alle 22.30, e poi finisce che per una cosa o per l'altra faccio le 23 e mi sveglio stanchissima... ah, tanto gentile e tanto onesta pare la vita dello studente, neh?
A parte questo, procediamo con la recensione.
*allerta spoiler: se non avete ancora letto questo libro, fatte attenzione*

Hannah è ormai trasformata in uno splendido angelo nero con ali, canini, bellezza smisurata, ma c'è qualcosa che le impedisce di essere serena nella sua nuova condizione: Leith l'ha abbandonata, prima le aveva promesso che sarebbero stati sempre insieme e poi, quando ha assunto le sembianze dei nemici ancestrali dei licantropi, se n'è andato, non riuscendo a rimanere accanto al mostro che è diventata. Nonostante tutto, però, non è sola, Darius la sta aiutando a comprendere meglio il suo corpo, a scoprire le sue nuove funzionalità e capire come farlo funzionare.
Dopo aver passato l'estate alla scoperta della nuova sé, Hannah deve però affrontare l'università. ma soprattutto dovrà capire come reagire alla presenza del suo ex ragazzo: per entrambi non sarà facile vivere con il rimpianto di ciò che avrebbe potuto e dovuto essere e abituarsi a nuove condizioni, ma forse l'abitudine potrebbe tornare a essere una nuova possibilità, bisogna solo capire come fare.

Dunque, come suggerisce il titolo, questo terzo volume della saga è incentrato sulla nuova nascita di Hannah come angolo nero: ecco, cambiare il proprio corpo non è per niente facile, lei si ritrova alle prese con un contesto del tutto nuovo e non esattamente piacevole, specie se si considera il fatto che la sua nuova condizione ha aperto un divario apparentemente insormontabile fra lei stessa e il bel tenebroso Derek... ehm, volevo dire Leith.
Sin dall'inizio notiamo i disagi presenti nella sua nuova vita che la fanno sentire non molto comoda nei suoi nuovi panni: il fatto di non riuscire a comandare il suo corpo quando ne ha necessità, ma di compiere azioni solo grazie ai suoi sentimenti, non l'aiuta, anzi la butta nello sconforto perché tutti gli altri angeli neri, alla loro "nascita", erano in grado di far uscire i canini e le ali senza sforzi. Quindi, il suo sarà un lavoro molto più duro, dovrà imparare a combattere e ad acuire i suoi nuovi sensi, ma anche a trattenersi in presenza di umani, poiché deve essere in grado di mostrarsi sempre la stessa agli occhi dei suoi genitori, all'oscuro di tutto.
Insomma, abbiamo capito che non sarà per nulla facile.

Figura fondamentale è, certamente, Darius, il capo del consiglio degli angeli neri che abbiamo iniziato a conoscere in "Rivalità" (*piange al ricordo*): qui lo vedremo in un ruolo diverso, quello di educatore di un, cosiddetto, neonato come la protagonista, che deve occuparsi di temprare il suo animo e insegnarle i trucchetti che può sfruttare grazie alla sua nuova condizione.
Ci risulta subito un uomo molto saggio, a tratti severo, ma capace anche di ammorbidirsi, e un uomo che ci tiene a far sì che tutti siano al sicuro, soprattutto coloro a cui vuole bene; talvolta, mostra una certa fragilità che non sembrerebbe appartenergli, ecco, ma ciò deriva da una sua "decisione" sbagliata, o meglio, da qualcosa che non avrebbe dovuto accadere e che gli ha portato una grande sofferenza.
Quest'ultima sua caratteristica avrà un certo peso all'interno della storia per Hannah poiché per questo motivo egli prenderà una determinata posizione su un argomento importante, che sarà poi oggetto del resto dell'azione.

Come non citare, poi, Leith? Nella parte iniziale, la sua presenza è più ridotta sulla scena, rispetto al solito, però è comunque significativa perché ci permette di comprendere il suo stato d'animo durante e dopo la trasformazione: il suo amore per lei non è da mettere in dubbio, ci sarà sempre e comunque, ma il suo allontanamento è dovuta a un elemento ancestrale, all'inimicizia fra le due specie e il disprezzo degli uni verso gli altri; il fatto poi che compia una determinata azione, ci fa capire come il suo affetto per lei non sia diminuito, ma sia aumentata la sua rabbia per quello che è successo, rabbia e impotenza per non aver potuto fare nulla per impedire l'accaduto e per non saper esattamente cosa può fare ora che le cose sono cambiate.
Ma la vita deve andare avanti e il suo branco ha bisogno di lui, quindi deve tornare ad occuparsi delle varie faccende. Come se non bastasse, però, se la ritrova davanti, all'università, e non è che abbia esattamente la possibilità di evitarla e dimenticarla... ecco, diciamo che sarebbe più facile e veloce studiare 200 pagine di approfondimento su qualsiasi argomento! Però, la speranza è sempre l'ultima a morire, vero Leith? Eh sì, lui lo sa bene e combattere in questo contesto è veramente importante per conseguire il proprio obiettivo.

Come già anticipato, e come avrete potuto capire, la figura centrale non è più quella del licantropo che abbiamo conosciuto in parte nei due volumi precedenti, ma quella dell'angelo nero (non chiamateli vampiri, che quelli non hanno le ali), una figura estremamente interessante che io non avevo mai incontrato: dal punto di vista fisico assomigliano a vampiri in tutto e per tutto, hanno canini, si nutrono di sangue animale (alcuni umani), non utilizzano i polmoni, respirano per abitudine anche se sono in grado di non farlo, possono correre e spostarsi in generale molto velocemente, sono in grado di manipolare con l'utilizzo delle loro capacità mentali, ma la grande differenza è costituita dalle loro ali nere, quelle che generalmente si ritrovano nei demoni, i "fratelli" cattivi degli angeli.
E tutto questo è molto interessante, soprattutto per il fatto che abbiamo in quadro completo, vediamo un "neonato", un po' diverso dal solito, e un vecchietto (circa 700 anni!) alle prese con un ruolo difficile ma capace di cogliere anche una leggerezza ogni tanto.

Dunque, è vero che questa volta non c'è moltissima azione, ma la parte di preparazione e consapevolezza di sé è fondamentale per fare qualsiasi cosa: non si può decidere di agire quando non si è pronti, ma bisogna avere tutti i tasselli necessari e sottoporsi anche a un allenamento mirato ad acuire le proprie capacità; però l'azione che c'è, pur non essendo una vera e propria battaglia di quelle imponenti, e ha anche un certo impatto: leggendo quelle parti, il mio cuore iniziava a battere più velocemente per la preoccupazione che potesse accadere qualcosa di brutto (che non si sa mai), ma per fortuna la Jomain, almeno per il momento, si è rivelata un'autrice da pochi mainagioia, anche se quei pochi sono belli potenti...

Concludendo, mi è piaciuto molto "Rivalità", vedere il cambiamento di Hannah e come questo abbia avuto ripercussioni su tutti coloro che le stanno vicino; ora bisognerà solo capire quali sofferenze ci aspetteranno nel prossimo volume dopo questo finale alla "Ommioddio, non dirmi che...? Fiuuu, che paura", che è stato troppo tranquillo...
Comunque, molto bello, ho sclerato molto e in alcune parti mi sono sciolta, insomma, mi è piaciuto veramente tanto.
Voto: